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PG_Roma” post=107963[…]
Ho cercato su google come ripristinare il font e mi è stato suggerito di lanciare l’eseguibileC:\Program Files\MiKTeX\miktex\bin\updmap.exe
[…]
Ahi ahi! Premetto che non so come funzioni la cosa sui sistemi Windows, se cioè ci sia anche lì la distinzione tra [tt]updmap[/tt] e [tt]updmap-sys[/tt], ma ho paura che così facendo tu ti sia messo nell’infelice situazione di aver creato una collezione di map files sotto [tt]$TEXMFVAR[/tt]: se le cose vanno come nei sistemi di tipo Unix, ora ti funziona tutto, ma al prossimo aggiornamento della distribuzione potresti scoprire che il tuo sistema è “affatturato” da un incantesimo malefico che gli impedisce di trovare qualsiasi nuovo font.
La questione, sottile e insidiosa, è esaurientemente spiegata in quest’eccellente risposta a una domanda apparsa su TeX.SX (Why shouldn’t I use getnonfreefonts to install additional fonts? Why shouldn’t I use updmap when installing or removing fonts?). Il consiglio che viene dato è di usare sempre [tt]updmap-sys[/tt], mai il semplice [tt]updmap[/tt].
Ripeto, non so con certezza se la cosa valga anche per Windows, ma, secondo logica, ahimè, temo di sì.
Aggiunta: Confesso di non sapere esattamente a cosa serva il font [tt]mathkerncmssi10[/tt] (da quel che sto per dire, sembra ragionevole evincere che sia una versione con metrica modificata, ma con lo stesso identico insieme di glifi, del font [tt]cmssi10[/tt]); ma constato che esso «fa parte», nel senso che ora preciserò, delle distribuzioni TeX Live almeno dal 2012. Bisogna dunque chiedersi perché il tuo sistema non riusciva a trovarlo, o meglio, a risolvere il riferimento, contenuto nei map files, che lo “mappano” su [tt]cmssi10.pfb[/tt].
Mi spiego con l’esempio del mio sistema, un MacTeX / TeX Live: se do, diciamo, il comando
[tt]grep mathkerncmssi10 /usr/local/texlive/[/tt]YYYY[tt]/texmf-var/fonts/map/pdftex/updmap/pdftex.map[/tt]
dove YYYY è l’anno della distribuzione, il sistema risponde`mathkerncmssi10 CMSSI10
map file che normalmente pdfTeX legge (notare che [tt]/usr/local/texlive/[/tt]YYYY[tt]/texmf-var[/tt] corrisponde, sul mio sistema, a [tt]$TEXMFSYSVAR[/tt]) contiene una riga che dice che il font che a TeX è stato indicato come [tt]mathkerncmssi10[/tt] (file [tt]mathkerncmssi10.tfm[/tt], per capirci) deve essere reso nel file PDF col font Type1 [tt]cmssi10.pfb[/tt]. Insomma, questo vuol dire che la distribuzione standard “sa” come rendere il font nel PDF. Perché, invece, la tua non lo sapeva? Forse perché era già stata “affatturata” da un precedente, imprudente uso di [tt]updmap[/tt]? Ti suggerirei di indagare, e la prima cosa che io farei è impartire il comando`kpsewhich -all pdftex.map`Se mi riferisci la risposta che ottieni, forse potrò suggerirti, in base a essa, come continuare l’indagine. 🙂
Ciao.
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Gustavo
::Campagnolo” post=107911[…]
Mi domando quindi:
1) È il caso di inserire prima e dopo il comando due spazi sottili negativi, in modo da avere la stessa spaziatura dei comandi \neg, \land e \lor?
2) Oppure forse è meglio usare il comando \Longrightarrow che lascia la giusta spaziatura?
3) Mica per caso il motivo del maggiore spazio sta nel fatto che il simbolo prodotto da \implies è pensato per rappresentare la deduzione logica e non il connettivo di implicazione?
4) Infine: forse è meglio una freccia corta per rappresentare l’implicazione?
[…]È vera la 3). Ma capisco cosa vuoi tu: a te serve l’implicazione come connettivo logico da mettere sullo stesso piano degli altri connettivi logici binari del calcolo proposizionale. Approvo con convinzione! 🙂 Il seguente esempio ti mostra una possibile soluzione:
`
% My standard header for TeX.SX answers:
\documentclass[a4paper]{article} % To avoid confusion, let us explicitly
% declare the paper format.\usepackage[T1]{fontenc} % Not always necessary, but recommended.
% End of standard header. What follows pertains to the problem at hand.\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{amsmath} % … lo carico di default\DeclareRobustCommand*{\limplies}{\mathbin{\rightarrow}}
\DeclareRobustCommand*{\lequival}{\mathbin{\leftrightarrow}}% \newcommand*{\ShowLists}{%
% \begingroup
% \showboxbreadth = 1000
% \showboxdepth = 10
% \tracingonline = 1
% \showlists
% \endgroup
% }\begin{document}
Una tautologia: \( (p\limplies q)\lequival\bigl((\lnot p)\lor q\bigr)
% \ShowLists
\).Confronto con le frecce “relazionali'':
\begin{align*}
&(p\limplies q)\lequival\bigl((\lnot p)\lor q\bigr) \\
&(p\rightarrow q)\leftrightarrow\bigl((\lnot p)\lor q\bigr)
\end{align*}
Come si vede, ci vuole un buon occhio per accorgersi della differenza,
soprattutto se le formule non sono incolonnate!\end{document}
`
Se sai leggere i messaggi diagnostici di TeX, decommenta le parti relative al comando [tt]\ShowLists[/tt]: potrai controllare che la classe dei vari simboli è quella voluta.Modifica: Dimenticavo di aggiungere che, invece, la 2) non è vera: anche [tt]\Longrightarrow[/tt] è un simbolo di relazione ([tt]\mathrel[/tt]). A parte questo: cosa diavolo c’entra una freccia “a banda”, e pure di lunghezza doppia, con la rappresentazione dei connettivi del calcolo proposizionale? 😉
Ciao.
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Gustavo
::lorenzo.pantieri” post=107885[…]
2. Enrico, con “classiclatex”, ci aveva provato (con idee spettacolari: per esempio “arsclassica” sarebbe stato un modulo di “classiclatex”; le classi standard sarebbero state contenute “classiclatex”) , ma alla fine ha deciso di non pubblicarla. Non ne conosco le ragioni, ma conoscendo Enrico direi che devono essere ottime…
Anch’io, una decina d’anni fa, concepii vagamente un progetto del genere, basato su principi analoghi (una classe che definisse soltanto la struttura logica del documento, affiancata da moduli che definissero soltanto la resa tipografica degli elementi logici definiti dalla classe), e avevo anche iniziato a scrivere del codice. Il punto di partenza era la classe libretto di cui ho già parlato in questo messaggio.
lorenzo.pantieri” post=107885
3. Scrivere una classe del genere costerebbe non poca fatica…[…]
Senz’altro; ma se Enrico ne avesse voglia, potrebbe farci vedere fin dove era arrivato: si tratta senz’altro di lavoro di ottima qualità “già messo in cascina”, per così dire… 🙂
Ciao.
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Gustavo
::lorenzo.pantieri” post=107868
Il pacchetto bookmark di Oberdiek fa alcune cosette in più di quello che fa hyperref, ma non mi sembrano così importanti come paiono ad altri; è una questione di gusti; io non ricordo di averlo mai usato […] Il motivo principale per non servirsi del pacchetto bookmark in un template da distribuire in pubblico, è che si tratta di un pacchetto sperimentale, instabile, soggetto a possibili cambiamenti in futuro, come viene spiegato nella sua documentazione. […]
Ok, perfetto. Allora lo tolgo.
[…]
Be’, se lo puoi togliere, vuol dire che non usi le sue funzionalità; e se l’avevi inserito senza usare le sue funzionalità, allora sì che fai meglio a toglierlo! 🙂 Un pacchetto si carica quando si sa il perché, giusto? 😉 Secondo me, la possibilità di usare l’opzione [tt]startatroot[/tt] in un codice come
`
\documentclass{book}
[…]
\begin{document}
\part{First part}
\chapter{First chapter in first part}
[…]
\part{Second part}
\chapter{First chapter in second part}
[…]
\bookmarksetup{startatroot}
\chapter{Index}% does not belong to second part
\end{document}
`
vale da sola la pena di caricare bookmark; avere i segnalibri già alla prima compilazione è una cosa che non interessa a nessuno.Pacchetto sperimentale? Bah, ormai direi che quasi non lo è più: secondo me, si potrebbe raccomandare.
Ciao.
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Gustavo
::illinguista1972″ post=107853[…]
Eliminerei […] [tt]\usepackage{bookmark}[/tt]: i segnalibri non li gestisce già hyperref con qualche opzione?
[…]Il pacchetto
bookmarksbookmark migliora significativamente la gestione dei segnalibri fornita da hyperref e quindi ha perfettamente senso caricarlo. È uno dei pochissimi pacchetti che va caricato dopo hyperref.Ciao.
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Gustavo
::
Alla mia sfera di cristallo è venuto in mente che il modello «Tesi classica» di Lorenzo Pantieri utilizza, com’è noto, il pacchetto ClassicThesis, il quale carica di per sé il pacchetto hyperref (almeno quando si sta lavorando con uscita PDF); quindi, è quanto mai inopportuno suggerire di usare la dichiarazione`\usepackage[bookmarksnumbered]{hyperref}`nel proprio sorgente per passare l’opzione [tt]bookmarksnumered[/tt] a tale pacchetto: lo si farà, semmai, usando [tt]\hypersetup[/tt].Quando, però, le ho fatto notare la brutta figura che mi aveva fatto fare con la sua precipitazione, la mia sfera, un po’ con la coda tra le gambe, è andata a scaricarsi il modello in questione, e insieme abbiamo constatato che il file [tt]impostazioni-tesi.tex[/tt] contiene già una dichiarazione [tt]\hypersetup[/tt] nella quale viene specificata anche l’opzione [tt]bookmarksnumered[/tt]. Pertanto, il problema non può essere la mancanza di questa opzione.
Mi scuso quindi per l’errata informazione, anche a nome della mia sfera; la quale, però, mi fa giustamente notare di avere solo cercato di supplire alla carenza di spiegazioni della domanda originale, che non fa affatto capire in cosa consista in realtà il problema: cosa diavolo vuol dire che «l’indice include la numerazione delle sezioni […] ma nel pdf le sezioni appaiono prive di numero»?
Ciao.
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Gustavo
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La mia sfera di cristallo suggerisce di chiederti se, per caso, quello che intendi dire è che nell’indice che compare nel documento (quello prodotto dal comando [tt]\tableofcontents[/tt]) capitoli, sezioni eccetera sono correttamente numerati, ma, al contrario, i titoli presentati nei segnalibri (bookmarks) sono privi di numerazione, quest’ultima cosa essendo ciò di cui ti vai lamentando. 😉La mia sfera non si ricorda se il modello di Pantieri che stai usando carica il pacchetto hyperref (al 99,999% la risposta è sì) e, in tal caso, se viene specificata l’opzione [tt]bookmarksnumbered[/tt]. La mia sfera è molto pigra e non ha voglia di controllare, però insiste perché ti dica di provare con`\usepackage[bookmarksnumbered]{hyperref}`o dichiarazione equivalente data tramite il comando [tt]\hypersetup[/tt].
Ciao.
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Gustavo
6 Settembre 2016 alle 12:16 in risposta a: [RISOLTO] Numerazione esempi unica per tutto il documento #107649::martina_etabeta” post=107829[…]
ho ottenuto un risultato indesiderato: mettendo`\usepackage{chngcntr}
\counterwithout{ExNo}{chapter}`
nel preambolo non mi racchiude più automaticamente il numero dell’esempio tra due parentesi tonde. […]
Ooops! 😳 Scusa, ma la documentazione del pacchetto linguex, in effetti, non è sempre chiara. Ridefinire [tt]\theExNo[/tt] dopo il cambiamento fatto al contatore [tt]ExNo[/tt] dovrebbe funzionare:
`
\documentclass[12pt,a4paper]{report}
\usepackage{linguex}
\usepackage{chngcntr}\counterwithout{ExNo}{chapter}
\renewcommand*{\theExNo}{\theExLBr\arabic{ExNo}\theExRBr}\begin{document}
\chapter{Gianni}
\ex.\label{gatto} Gianni ha un gatto.
\ex.\label{cane} Gianni ha un cane.
\ref{gatto} e \ref{cane} sono due frasi.
\chapter{Paola}
\ex.\label{criceto} Paola ha un criceto.
\ref{criceto} e \ref{gatto} sfortunatamente hanno lo stesso numero. io invece vorrei che \ref{criceto} avesse il numero 3.
\end{document}
`Ciao.
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Gustavo
4 Settembre 2016 alle 22:08 in risposta a: [RISOLTO] Numerazione esempi unica per tutto il documento #107641::
Mi sembra un’applicazione standard per il comando [tt]\counterwithout[/tt] del pacchetto chngcntr:
`
\documentclass[12pt,a4paper]{report}
\usepackage{linguex}
\usepackage{chngcntr}\counterwithout{ExNo}{chapter}
\begin{document}
\chapter{Gianni}
\ex.\label{gatto} Gianni ha un gatto.
\ex.\label{cane} Gianni ha un cane.
\ref{gatto} e \ref{cane} sono due frasi.
\chapter{Paola}
\ex.\label{criceto} Paola ha un criceto.
\ref{criceto} e \ref{gatto} sfortunatamente hanno lo stesso numero. io invece vorrei che \ref{criceto} avesse il numero 3.
\end{document}
`Per sapere che il contatore da “escludere” si chiama [tt]ExNo[/tt] si possono seguire due strade:
- leggere la documentazione del pacchetto linguex, sezione «Customizing labels»;
- inserire il seguente frammento di codice
`
\maketatletter
\show\cl@chapter
\makeatother
`
nel preambolo del codice fornito da @martina_etabeta 😉 (bisogna però saper interpretare la risposta!)
Ciao.
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Gustavo
::
[tt]flushleft[/tt] e [tt]flushright[/tt] sono ambienti pensati per comporre un certo passaggio senza giustificazione e con allineamento del testo a sinistra e a destra rispettivamente. Non hanno senso, se quel che si vuol fare è comporre l’intero documento senza giustificazione: in questo caso, è sufficiente impartire la dichiarazione [tt]\raggedright[/tt] a livello globale. Questa dichiarazione è definita dal nucleo del LaTeX ed è perciò disponibile senza bisogno di caricare alcun pacchetto; suggerisco, tuttavia, di caricare il pacchetto ragged2e e di usare, anziché [tt]\raggedright[/tt], la dichiarazione [tt]\RaggedRight[/tt] definita da tale pacchetto, la quale consente di ottenere risultati migliori. Si consulti la documentazione del pacchetto ragged2e per ulteriori informazioni.Esempio compilabile:
`
\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
% \usepackage[italian]{babel} % caricare se necessario
\usepackage{ragged2e}
\usepackage[toc]{blindtext} % Usato **solo** in questo esempio per generare
% testo di riempimento: **non** caricare in una
% situazione reale!\begin{document}
\tableofcontents
\RaggedRight
\Blinddocument % Genera testo di riempimento: sostituitre con il contenuto del
% proprio documento.\end{document}
`Ciao.
—
Gustavo
::
Ritengo utile aggiungere alcune osservazioni.- il pacchetto url viene caricato automaticamente quando si carica hyperref; però, quest’ultimo pacchetto usa il nome [tt]\url[/tt] per un comando che, oltre a comporre l’URL nello stesso modo in cui lo comporrebbe il comando [tt]\url[/tt] del pacchetto url, lo rende anche attivo come collegamento ipertestuale. Questo è ciò che normalmente si vuole; tuttavia, il pacchetto hyperref rende disponibile l’originaria, “nuda” funzione del comando [tt]\url[/tt] di url sotto il nuovo nome [tt]\nolinkurl[/tt]. In definitiva, sotto hyperref [tt]\url{[/tt]〈URL〉[tt]}[/tt] è equivalente a [tt]\href{[/tt]〈URL〉[tt]}{\nolinkurl{[/tt]〈URL〉[tt]}}[/tt].
- Se si vuole usare una versione diversa dell’URL nei due argomenti del comando [tt]\href[/tt], è comunque meglio scrivere [tt]\href{[/tt]〈URL〉[tt]}{\nolinkurl{[/tt]〈URL-bis〉[tt]}}[/tt], invece di [tt]\href{[/tt]〈URL〉[tt]}{\texttt{[/tt]〈URL-bis〉[tt]}}[/tt], perché ciò permette di spezzare ?URL-bis? fra più righe. Tempo fa avevo segnalato a Tommaso il fatto che l’Arte non menzionasse questa accortezza, non so se ora questa piccola lacuna sia stata colmata. È comunque possibile usare [tt]\-[/tt] dentro 〈URL-bis〉, a patto di procedere nel modo illustrato dal seguente esempio:
`
\documentclass[a4paper,12pt]{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[a4paper,top=4cm,bottom=4cm,left=3.5cm,right=3.5cm]{geometry}
\usepackage{hyperref}\begin{document}
\begin{thebibliography}{9}
\bibitem{bib:dispensa}
Pagin A., \emph{Il mio primo libro scritto in LaTeX},
\href{http://www.alessandropagin.it/materiale/libri/libro1.pdf}
{\nolinkurl{http://www.alessandro}\-\nolinkurl{pagin.it/materiale/libri/libro1.pdf}},
2015.\end{thebibliography}
\end{document}
`
Si noti che il trattino non viene stampato in carattere teletype. - Io, però, generalmente sconsiglierei l’uso di [tt]\-[/tt] in un URL, perché può ingenerare confusione. Nell’esempio precedente, se TeX decide di rompere la linea proprio al [tt]\-[/tt], il lettore sarebbe facilmente indotto a credere che l’URL in questione sia [tt]http://www.alessandro-pagin.it/materiale/libri/libro1.pdf[/tt], nonostante l’indizio, invero estremamente tenue, costituito dal diverso carattere con cui il trattino è stampato.
Ciao.
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Gustavo
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Ritengo utile aggiungere alcune osservazioni.- il pacchetto url viene caricato automaticamente quando si carica hyperref; però, quest’ultimo pacchetto usa il nome [tt]\url[/tt] per un comando che, oltre a comporre l’URL nello stesso modo in cui lo comporrebbe il comando [tt]\url[/tt] del pacchetto url, lo rende anche attivo come collegamento ipertestuale. Questo è ciò che normalmente si vuole; tuttavia, il pacchetto hyperref rende disponibile l’originaria, “nuda” funzione del comando [tt]\url[/tt] di url sotto il nuovo nome [tt]\nolinkurl[/tt]. In definitiva, sotto hyperref [tt]\utl{[/tt]〈URL〉[tt]}[/tt] è equivalente a [tt]\href{[/tt]〈URL〉[tt]}{\nolinkurl{[/tt]〈URL〉[tt]}}[/tt].
- Se si vuole usare una versione diversa dell’URL nei due argomenti del comando [tt]\href[/tt], è comunque meglio scrivere [tt]\href{[/tt]〈URL〉[tt]}{\nolinkurl{[/tt]〈URL-bis〉[tt]}}[/tt], invece di [tt]\href{[/tt]〈URL〉[tt]}{\texttt{[/tt]〈URL-bis〉[tt]}}[/tt], perché ciò permette di spezzare 〈URL-bis〉 fra più righe. Tempo fa avevo segnalato a Tommaso il fatto che l’Arte non menzionasse questa accortezza, non so se ora questa piccola lacuna sia stata colmata. È comunque possibile usare [tt]\-[/tt] dentro 〈URL-bis〉.
- Io, però, generalmente sconsiglierei l’uso di [tt]\-[/tt] in un URL, perché può ingenerare confusione. Supponiamo, per esempio, che, per correggere l’infelice suddivisione di righe vista nei messaggi precedneti, uno decida di scrivere`\href{http://www.alessandropagin.it/materiale/libri/libro1.pdf}{\nolinkurl{http://www.alessandro\-pagin.it/materiale/libri/libro1.pdf}}`e supponiamo anche che TeX decida di rompere la linea proprio al [tt]\-[/tt]: il lettore sarebbe facilmente indotto a credere che l’URL in questione sia [tt]http://www.alessandro-pagin.it/materiale/libri/libro1.pdf[/tt].
Ciao.
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Gustavo
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Be’, è ovvio 😉 : le due linee vengono “stiracchiate”, e conseguentemente appaiono degli avvertimenti in compilazione, perché i due URL non possono essere spezzati andando a capo.La situazione può essere migliorata usando il pacchetto url, e incapsulando gli URL in un comando [tt]\url[/tt] definito da tale pacchetto. Esempio:
`
\documentclass[a4paper,12pt]{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[a4paper,top=4cm,bottom=4cm,left=3.5cm,right=3.5cm]{geometry}
\usepackage{url}\begin{document}
\begin{thebibliography}{9}
\bibitem{bib:dispensa}
Pagin A., \emph{Il mio primo libro scritto in LaTeX},
\url{http://www.alessandropagin.it/materiale/libri/libro1.pdf}, 2015.\bibitem{bib:articolo}
Pagin A., \emph{Il mio secondo libro scritto in LaTeX},
\url{http://www.alessandropagin.it/materiale/libri/libro2.pdf}, 2016.\end{thebibliography}
\end{document}
`
Purtroppo, in questo caso il rimedio non è risolutivo, perché il pacchetto url permette di spezzare gli URL solo in corrispondenza di alcuni caratteri, che nel caso in esame si riducono a [tt]/[/tt] e [tt].[/tt] (altre possibilità sono [tt]@[/tt], [tt]\[/tt], [tt]#[/tt], [tt]![/tt] e altri ancora, nessuno dei quali, però, compare negli URL dell’esempio); purtroppo, la lunga stringa [tt]alessandropagin[/tt], che non può essere spezzata, si mette di traverso in entrambi i casi. Quando le cose si mettono così, ahimè, c’è poco altro da fare che andare a capo manualmente con [tt]\\[/tt], così:
`
\documentclass[a4paper,12pt]{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[a4paper,top=4cm,bottom=4cm,left=3.5cm,right=3.5cm]{geometry}
\usepackage{url}\begin{document}
\begin{thebibliography}{9}
\bibitem{bib:dispensa}
Pagin A., \emph{Il mio primo libro scritto in LaTeX},\\
\url{http://www.alessandropagin.it/materiale/libri/libro1.pdf}, 2015.\bibitem{bib:articolo}
Pagin A., \emph{Il mio secondo libro scritto in LaTeX},\\
\url{http://www.alessandropagin.it/materiale/libri/libro2.pdf}, 2016.\end{thebibliography}
\end{document}
`
Oppure, se la cosa è fattibile, si può modificare il testo, per esempio così:
`
\documentclass[a4paper,12pt]{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[a4paper,top=4cm,bottom=4cm,left=3.5cm,right=3.5cm]{geometry}
\usepackage{url}\begin{document}
\begin{thebibliography}{9}
\bibitem{bib:dispensa}
Pagin, Alessandro, \emph{Il mio primo libro scritto in LaTeX},
\url{http://www.alessandropagin.it/materiale/libri/libro1.pdf}, 2015.\bibitem{bib:articolo}
Pagin, Alessandro, \emph{Il mio secondo libro scritto in LaTeX},
\url{http://www.alessandropagin.it/materiale/libri/libro2.pdf}, 2016.\end{thebibliography}
\end{document}
`Ciao.
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Gustavo
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