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9 Febbraio 2016 alle 13:00 in risposta a: Intorno ad arsclassica e altre classi di documento #104963::
lorenzo.pantieri” post=105068[…]
Ah, un’ultima cosa: per i collegamenti ipertestuali non ho usato il colore webbrown, di cui non ho reperito la definizione […].
`\definecolor{webbrown}{rgb}{.6,0,0}`[…]
Mille grazie: era nel codice di classicthesis, dove ho trovato anche [tt]halfgray[/tt] e [tt]webgreen[/tt]. 🙂 Colpa mia, è che spesso sono pigro…
Comunque, carnevale sta per finire, e quindi direi di non insistere oltre con il gioco delle maschere (anche perché di letteracdp non importa un fico secco a nessuno… 😉 ). Vorrei però aggiungere che lo «stile ArsClassica» a me piace, e per lavori didattici o divulgativi, in cui ha più importanza accattivarsi l’occhio del lettore, magari anche con qualche leziosità (Lorenzo ci mette pure le macchie di caffè artificiali… 🙂 ), che comunicare in modo formale informazioni tecniche, è adattissimo.
Ciao.
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Gustavo
8 Febbraio 2016 alle 22:32 in risposta a: Intorno ad arsclassica e altre classi di documento #104960::OldClaudio” post=105040Gustavo, volevi scimmiottare Arsclassica o ArsTeXnica?
[…]
ArsClassica, ovviamente: ArsTeXnica non c’entra niente! 😆 Ma è solo uno scherzo, o meglio, un gioco di carnevale: un mettersi in maschera. Avevo già scherzato un annetto fa, su questa mascherata, con Tommaso.
Ciao.
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Gustavo
8 Febbraio 2016 alle 21:31 in risposta a: Intorno ad arsclassica e altre classi di documento #104959::lorenzo.pantieri” post=105027[…]
Il PDF che ottengo è questo:
http://www.lorenzopantieri.net/Matematica_files/LetteraCheFaIlVersoAdArsClassica.pdf
Il risultato non è male, ma ci sono alcune cose che non vanno.
1. I box colorati nei link non ci vanno: nell’indirizzo di posta, nel sito dei GuiT (a proposito “guitex” va con una sola “t”), nel sommario e nei numeri di pagina via quegli orrendi box celesti e porpora.
2. I numeri del sommario devono essere in blu (Royal Navy) e cliccabili.
3. I titoli delle sottosezioni vanno in una riga a sé, in neretto sans serif: la numerazione che usi, fra l’altro, può confondersi con quella delle formule.
4. I colori sono sballati: il blu va usato per il nome dei comandi (\usepackage, per esempio) e non delle classi o dei pacchetti (che vanno in neretto sans serif e non vanno colorati); il verde smeraldo va usato solo per i link alla bibliografia; i nomi degli ambienti (“enumerate”) e delle opzioni (“italiccaptions”) non vanno colorati;
5. Aumenta un po’ l’interlinea con \linespread{1.05}.
6. rinomina la sezione 3 in “Ancora un comando”: togli “\section”. In ArsClassica i titoli delle sezioni devono essere brevissimi e costituiti solo da parole (niente formule o codici o simboli).
7. Le testatine non vanno benissimo: via l’espressione “et. al.” (vedi punto precedente) e le lettere devono essere tutte alte uguali.
8. Il punto alla fine delle didascalie (brevi) non lo metto più; via anche la punteggiatura alla fine delle formule.
9. Il corpo 10 è molto piccolo, al limite della leggibilità. Ora consiglierei un corpo di 10.5.
10. Usi molto il maisucoletto nel testo: io non lo userei proprio. Non “Lorenzo PANTIERI”, ma “Lorenzo Pantieri”.
Intanto, grazie per il «non è male»… 🙂 Passiamo però in rassegna i tuoi rilievi.
Circa il punto 1 — lasciando stare la questione di quale distribuzione hai usato per compilare (TeXLive 2013? 😉 ) — e il punto 2, mi sembra di capire che tu consideri le impostazioni di hyperref, anzi, certe impostazioni, come parte integrante dello «stile ArsClassica»; OK, ti accontento, ma questo significa che bisogna includere [tt]\RequirePackage{hyperref}[/tt] nel codice del pacchetto cdplttraclassica, il quale, dunque, andrà caricato (quasi) per ultimo, diciamo al posto di hyperref.
Sul punto 3 rispondo picche: non sono [tt]\subsection[/tt]s, sono [tt]\paragraph[/tt]s (che in articoletteracdp vengono subito sotto le sezioni), e il fatto che siano in testo e in corsivo è un tratto stilistico della classe al quale, mi dispiace, non sono disposto a rinunciare. Avevo provato ad adattarli allo «stile ArsClassica» (TeXnicamente è facile, come sai), ma il risultato non mi è piaciuto per niente, perché sconvolgeva il disegno di articoletteracdp.
Passiamo ai punti 5 e 9: il corpo 10.5pt e l’interlinea, diciamo, 13pt manderebbero a pallino un’altra caratteristica peculiare di letteracdp, e cioè gli sforzi per mantenere, fin che si può, l’allineamento al multiplo intero di mezza interlinea. È senz’altro un bug della classe il fatto che questo allineamento non sia parametrizzato 🙁 , ma finché questo problema non sarà risolto pereferisco tenerlo nascosto sotto il tappeto; quindi, corpo 10 e interlinea 12! 😛
Punto 7: circa il fatto che le testatine debbano essere in maiuscoletto puro, e non in maiuscolo e maiuscoletto, ti esaudisco, sottomettendo anche le testatine all’opzione [tt]forcedcapitalization[/tt] (se specificata, ovviamente). Il contenuto delle testatine stesse, ovviamente, non dipende dal pacchetto cdplttraclassica, ma dall’utente finale: modifica tu stesso, come credi, il primo argomento opzionale passato all’ambiente [tt]foldedletter[/tt].
Stesso discorso per i punti 4, 6 e 10: sono questioni che riguardano quel che decide di fare l’utente finale. Mi adeguo alle tue richieste circa i colori e il titolo dell’ultima sezione, ma non rinuncio all’uso francese di mettere i cognomi in maiuscoletto; tu, naturalmente, puoi fare come vuoi.
Rimane il punto 8, circa il quale pure rimango fisso sulle mie posizioni: il punto in fondo a tutte le didascalie è una caratteristica stilistica di articoletteracdp. Lo puoi sopprimere dando il comando [tt]\nopunct[/tt], definito dalla classe stessa, al termine della didascalia.
lorenzo.pantieri” post=105027Correggi questi aspetti, e hai uno stile “ArsClassica” doc.
Bene: allego i file con le modifiche necessarie, allora! 🙂 La procedura è sempre la stessa (scarica gli allegati, cambia l’estensione di [tt]cdplttraclassica.tex[/tt] in [tt].sty[/tt], installa, compila, osserva il risultato).
lorenzo.pantieri” post=105027
Riguardo al tema della discussione, dopo averci riflettuto sono arrivato a questa conclusione: la soluzione ideale sarebbe scrivere una classe ArsClassica che non si appoggi né su ClassicThesis né sulle classi KOMA. Una classe per scrivere tesi, libri e articoli (prevalentemente scientifici: e che dunque non sia in concorrenza con suftesi), con pochissime opzioni, del tipo “prendere o lasciare”.[…]
… e questo è precisamente il punto al quale volevo portarti: se tu stesso, sia pure in pendenza di una serie di raccomandazioni, sei disposto a intravvedere uno «stile ArsClassica doc» in un documento composto con una classe come articoletteracdp, che ovviamente non ha nulla a che vedere né con le classi KOMA, né con il pacchetto classicthesis, vuol dire che questo «stile ArsClassica» può essere sovraimposto veramente a qualsiasi classe di documento!
Ah, un’ultima cosa: per i collegamenti ipertestuali non ho usato il colore [tt]webbrown[/tt], di cui non ho reperito la definizione, ma il [tt]Mahogany[/tt], che è quasi uguale e appartiene allo spazio [tt]dvipsnames[/tt] (così da limitare a una le opzioni passate a xcolor): spero vada bene lo stesso. 😉
Ciao.
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Gustavo
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You must be logged in to view attached files.8 Febbraio 2016 alle 11:12 in risposta a: Intorno ad arsclassica e altre classi di documento #104947::illinguista1972″ post=105024[…]
Solo una cosa: componendo il file, ho ricevuto un errore, perché il comando [tt]\Ars[/tt] risultava già definito (e mi pare giusto, dato che carichi anche il pacchetto guit). L’ho sostituito temporaneamente con [tt]\ArS[/tt] 😉[…]
Oops… molto imbarazzante! 😳 Ho aggiunto il pacchetto guit solo all’ultimo momento, senza riflettere sul conflitto. Dopo aver letto il tuo messaggio, mi sono accorto che nel mio albero texmf locale c’era una vecchissima versione di tale pacchetto, che oscurava quella di TeXLive, e della quale mi ero completamente dimenticato (chissà da quanti anni non uso il pacchetto guit… 😳 ): ecco perché, compilando, non mi ero accorto di nulla.
Siccome c’erano altri due o tre errori di battitura, facciamo che ri-allego il file [tt]LetteraCheFaIlVersoAdArsClassica.tex[/tt] emendato.
Ciao.
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Gustavo
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You must be logged in to view attached files.7 Febbraio 2016 alle 23:41 in risposta a: Intorno ad arsclassica e altre classi di documento #104945::lorenzo.pantieri” post=105003[…]
Basta vedere che cosa c’è dentro il pacchetto. Il look deve essere quello di un documento scritto con ClassicThesis, con le modifiche introdotte dal pacchetto rilevanti per il tuo documento. Per un libro, le modifiche sono queste:
1. numeri dei capitoli in Euler, separati dal titolo da una riga verticale;
2. testatine semitrasparenti in Iwona;
3. titoli delle sezioni in Iwona;
4. Etichette delle didascalie di tabelle e figure in Iwona;
5. etichette delle description in Iwona
6. bullet degli elenchi semitarsparenti
7. il neretto si può usare.Ipotizzando che la tua lettera non abbia né sezioni né testatine né oggetti con didascalia, le differenze tra una lettera scritta con ArsClassica e una scritta con ClassicThesis sono davvero minime, e sono contenute negli ultimi tre punti.
D’altra parte, ArsClassica nasce per essere lo stile dell’Arte, per cui è normale che le differenze grosse si vedano scrivendo un libro…
Grazie all’attenzione che riservi al mio lavoro!
Una “articolettera” ha, per l’appunto, sezioni e oggetti con didascalia.
Provo io a proporre una «definizione operativa», o meglio un esperimento. Premetto che, naturalmente, queste sono cose che si possono fare solo quando si ha qualche giorno di vacanza.:smile: Anzi, mi scuso preventivamente con tutti per l’amena e assoluta futilità di questo messaggio.
L’esperimento prevede i seguenti tre passi:
- Scarica il file [tt]cdplttraclassica.tex[/tt] allegato e salvalo nel tuo albero texmf personale, dopo avergli cambiato l’estensione in [tt].sty[/tt].
Questo file definisce un pacchetto di nome cdplttraclassica (ovviamente). - Scarica il file [tt]LetteraCheFaIlVersoAdArsClassica.tex[/tt] allegato e compilalo.
- Osserva il risultato e chiediti se lo qualificheresti «in stile ArsClassica».
Ciao.
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Gustavo
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You must be logged in to view attached files.7 Febbraio 2016 alle 10:45 in risposta a: Intorno ad arsclassica e altre classi di documento #1049317 Febbraio 2016 alle 10:35 in risposta a: Intorno ad arsclassica e altre classi di documento #104929::
Scusa se insisto, Lorenzo, ma la “definizione operativa” la conoscevo già. 🙂 Chiedevo proprio, se possibile, un elenco di caratteristiche. Pensa all’esempio della lettera (o, ancor meglio, dell’articolettera): cosa dovrebbe avere, per aspirare alla qualifica di “vero stile ArsClassica”?Ciao.
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Gustavo
7 Febbraio 2016 alle 10:14 in risposta a: Intorno ad arsclassica e altre classi di documento #104925::
Perdonate l’ingenuità della mia domanda, ma volevo chiedere a Lorenzo se può definire in cosa esattamente consista lo «stile arsclassica», cioè quali sono i tratti stilistici che, secondo lui, una classe di documento (o un pacchetto) dovrebbe implementare per poter dire di dare al documento il “look” di arsclassica.Faccio un esempio per spiegare cosa intendo, e perdonate se tiro in ballo le mie solite vecchie scemenzuole, assolutamente non paragonabili a lavori di ben altro livello: come Tommaso sa, tempo fa mi ero divertito a immaginare un pacchetto da aggiungere alle classi letteracdp e articoletteracdp per «fare il verso allo stile di arsclassica». Ecco, supponiamo di voler definire cosa sia lo «stile arsclassica» per un documento diverso da un libro, come per esempio una lettera (ma anche un articolo): che definizione darebbe Lorenzo?
Ciao.
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Gustavo
::
In linea di principio è possibile, ma occorrerebbe modificare l’output routine del LaTeX, compito alquanto complesso.È forse il caso di mettere in chiaro che impostare`\vfuzz=.5pt`sopprime l’avvertimento [tt]Overfull \vbox…[/tt] (The TeXbook, pag. 302, seconda “curva pericolosa”), non lo converte in errore.
Ciao.
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Gustavo
::Giorgio Chinnici” post=102771[…]
In realtà, però, il numero della pagina non viene mostrato, neanche nel file di log. L’avviso Underfull \vbox termina sempre con parentesi quadre vuote, sia con badness 10000 sia con valori inferiori:
Underfull \vbox (badness 1442) has occurred while \output is active []Il seguente esempio minimo compilabile
`
\documentclass{article}
\flushbottom
\begin{document}
Text.\newpage
Text.\par\bigskip Text.\par\break Text. % \bigskip, in verità, è superfluo
\end{document}
`
provoca una “underfull vbox” a pagina 2 (non la voglio a pagina 1 perché, quando emette la prima pagina, pdftex legge il file [tt]pdftex.map[/tt] e l’avviso relativo “sporca” quello che voglio evidenziare io). Durante la compilazione viene scritto a schermo`Underfull \vbox (badness 10000) has occurred while \output is active [2]`ed ecco che c’è scritto [tt][2][/tt] alla fine del messaggio; nel transcript file si trova invece
`
Underfull \vbox (badness 10000) has occurred while \output is active [][2]
`
Come ha già detto OldClaudio, la prima coppia di parentesi quadre, quella vuota, rappresenta la “scatola sottoriempita” in questione; se certi parametri fossero stati impostati in un certo modo, al posto di [tt][][/tt] ci sarebbe una descrizione, più o meno dettagliata, di tale scatola. La successiva coppia di parentesi quadre racchiude il numero di pagina.Ciao.
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Gustavo
::Giorgio Chinnici” post=102731[…] Io in effetti uso il pacchetto geometry, con le seguenti impostazioni:
`
\usepackage{geometry}
\geometry
{
papersize={140 mm, 215 mm},
inner=22.5 mm, outer=17.5 mm,
top=24 mm, bottom=24 mm
}
`
[…]Io aggiungerei alle specifiche della geometria della pagina anche l’opzione [tt]heightrounded[/tt]: è noto, infatti, che senza questa opzione è facile che si producano “underfull [tt]\vbox[/tt]’es”, anche se, per la verità, in pagine che non contengono formule fuori testo, né elenchi, né titoli di sezioni, ecc. (insomma, che hanno poco spazio verticale bianco da “stiracchiare”).
Colgo l’occasione per un piccolo, ulteriore consiglio. Dopo gli ultimi messaggi, il problema lamentato nel messaggio d’apertura risulta molto meglio definito: non generici «spazi verticali in eccesso», ma la comparsa di una [tt]Underfull \vbox (badness 10000)[/tt] in compilazione. È importante cercare di fare attenzione a questi messaggi diagnostici e menzionarli sempre quando si chiede aiuto a un forum come questo, perché essi indicano immediatamente, a chi ha un po’ di conoscenza TeXnica, qual è il problema e quanto sia serio. In questo caso è particolarmente significativo il valore della cosiddetta badness (“bruttezza”), perché 10000 è il massimo valore che può essere attribuito a una “scatola sottoriempita”; sappiamo quindi di essere in presenza di una pagina (il numero della quale è indicato, tra parentesi quadre, alla fine del messaggio d’avvertimento) che senz’altro è davvero inaccettabile dal punto di vista tipografico, cioè di un problema che, se non sparirà da sé prima di giungere alla versione definitiva del testo, dovremo assolutamente affrontare e risolvere, utilizzando uno o più dei rimedi che già altri hanno indicato.
Ciao.
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Gustavo
::lorenzo.pantieri” post=102688Aggiungo che i problemi lamentati dall’opener sono tanto più frequenti e gravi se si deve impaginare un documento “difficile”: se si ha una pagina con una gabbia molto piccola, un corpo del font grande, e tanti oggetti (immagini e tabelle) in testo (cioè non flottanti) o posizionati con [H], il problema della giustificazione verticale può essere molto complesso (e OldClaudio ha elencato le soluzioni).
Anche questo è certo. Quello che mi interessava mettere in evidenza è che, a mio modesto avviso, il discrimine è dato dalla comparsa di avvertimenti`Underfull \vbox (badness …) has occurred while \output is active […]`Se non compaiono, non è il caso di preoccuparsi.
Ciao.
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Gustavo
- Scarica il file [tt]cdplttraclassica.tex[/tt] allegato e salvalo nel tuo albero texmf personale, dopo avergli cambiato l’estensione in [tt].sty[/tt].
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