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14 Novembre 2013 alle 14:11 in risposta a: [Ris]biblatex-philosophy: spazio lungo prima della citazione #90349::
In effetti Enrico la tua lettura attenta ha evidenziato che il problema non c’entra con i miei comandi personalizzati (come credevo inizialmente nel panico) e c’entra invece con il pacchetto biblatex-philosophy. Per questo motivo, riepilogo il problema e riporto un codice ancora più MWE. Grazie.Il problema si verifica caricando lo stile philosophy verbose con biblatex e consiste nell’aggiunta di più spazi spuri davanti ad una citazione, come mostra l’esempio seguente:
`\documentclass{article}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[backend=biber,style=philosophy-verbose]{biblatex}\addbibresource{prova.bib}
\usepackage{filecontents}
\begin{filecontents}{prova.bib}
@article{titolo,
title = {titolo lungo},
shorttitle = {titolo breve},
}
\end{filecontents}\begin{document}
Facciamo una prova. Collegamento al \citetitle*{titolo}. Anche questo è un collegamento al \citetitle{titolo} e infine uno al \citeauthor[titolo personalizzato]{titolo}.
\end{document}`Ottengo anche un avviso che la macro [tt]list:andothers[/tt] è stata già definita.
Ciao
14 Novembre 2013 alle 9:49 in risposta a: [Risolto] Biblatex: rendere cliccabile anche il prenote #89623::
Sto usando il comando che ho incollato all’inizio della discussione insieme alle varianti analoghe per [tt]\citetitle[/tt] e [tt]\citetitle*[/tt] cliccabili. Da quando ho aggiornato biblatex e il pacchetto biblatex-philosophy all’ultima versione ottengo uno spazio lungo (forse due spazi) prima di ogni citazione. Purtroppo l’inconveniente si è verificato in fase di ultima revisione del documento e vi lascio immaginare il disagio. Qualcuno è in grado di capire al volo il problema senza dover realizzare un MWE?Grazie
::OldClaudio” post=89872la seconda [SourceTree] più o meno, ma lascia anche aprire un repository locale.
Sei sicuro? Io ricordo di averla usata per lungo tempo in locale, prima di aprire un repository in rete. In ogni caso, sono utili nella misura in cui tu ti trovi meglio a cliccare su pulsanti e a guardare disegni piuttosto che a scrivere sul terminale, un po’ come con LaTeX. SourceTree ha anche una piccola finestrella nella quale ti permette di vedere al volo le differenze con la versione precedente dello stesso file e la trovo utile, ma non ha tutti i comandi. Per esempio mi manca [tt]git commit –amend[/tt] che (purtroppo) uso spesso, perciò devo compensare passando al terminale mediante l’apposito pulsante. Mi sembra molto semplice da usare, dal momento che non ho mai avuto bisogno di consultare il manuale. Altre interfacce non ne conosco perciò non escluderei che in giro ci sia di meglio.
Ciao
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Forse il pacchetto [tt]parallel[/tt] con l’opzione [tt]p[/tt] è quello che cerchi. Per la geometria della pagina devi usare il pacchetto [tt]geometry[/tt] e impostare opportunamente le opzioni [tt]inner[/tt] e [tt]outer[/tt].Detto questo, secondo me è difficile seguire un dialogo passando da una pagina all’altra, perché bisogna continuamente spostare lo sguardo e/o la testa. E poi come si fa a capire chi parla per primo? Possibile che l’interlocutore di sinistra sia sempre il primo a parlare?
Ciao
::il.covile” post=89686In effetti, per quel poco che ne so, credo che sia prassi introdurre del rumore, bianco o rosa, nel
mixaggio della musica registrata in cabina, per renderla più calda, meno innaturaleSe parli della musica classica, non è assolutamente la prassi. D’altra parte un rumore non renderebbe più caldo il suono.
Quanto alle scelte stilistiche, sono sicuro che siano ben motivate.
Trovo molto positiva la tua scelta di intervenire. Posso chiederti come hai saputo di questa conversazione?
Ciao,
Luigi
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Ti conviene chiedere prima se si può fare. Sarei proprio curioso di vedere la faccia del segretario quando gli porti la tesi in formato A3 e lui la deve inserire in uno scaffale per tesi in formato A4, nonché la faccia del rilegatore quando scopre che deve comprare apposta per te una copertina in formato A3 (ammesso che abbia la possibilità di stampare il frontespizio in formato A3).Ciao
::piemme” post=89627Vorrei poter collocare le corone circolari in un qualsiasi punto della pagina modificando le quattro coordinate di ciascuna corona circolare.
Come ti ha detto l’autorevole @cfiandra, TikZ ritaglia la figura intorno al tuo disegno in modo da contenerlo tutto, senza tenere conto della sua posizione nel sistema di riferimento. Questo vuol dire che dovunque piazzi il cerchio, il bordo della figura sarà sempre un quadrato intorno ad esso e quindi non puoi usare le coordinate per collocare il disegno rispetto alla pagina, semplicemente perché TiKZ non sa niente della pagina, ma conosce solo i suoi disegni, a meno che tu non indichi a TikZ la dimensione della pagina che vorresti fosse riservata alla figura, cioè imposti manualmente il [tt]bounding box[/tt]. Per esempio, se il tuo problema è di pilotare la posizione solo in orizzontale, puoi aggiungere al codice qualcosa tipo:
`\path (-0.5\textwidth,0) — (0.5\textwidth,0);`
In questo modo l’origine si troverà sull’asse verticale della gabbia del testo e potrai spostare orizzontalmente i cerchi utilizzando le coordinate.Ciao
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Siccome a volte, anche a distanza di anni, ritorno sui miei passi e mi piace vedere cosa avevo scritto in una versione precedente, mi piace il comando [tt]archive[/tt] che permette di copiare uno specifico commit in un archivio compresso e quindi in una cartella indipendente. Lo trovo più comodo e meno pericoloso di passare ad un commit precedente e compilare il codice solo per vedere il risultato, per poi dover ritornare all’ultimo commit e ricompilare. Io lo aggiungerei alla guida.Ciao
P.S. Io uso sourcetree ma conosco solo quello e non me la sento di dare consigli. Sinceramente sono il tipico utente che usa l’interfaccia grafica a volontà. Lo trovo visivamente più efficace perché vedo tutti i rami con un colpo d’occhio.
::illinguista1972″ post=89542Norma UNI ISO 832:2011
Grazie. Quindi, riepilogando, la norma in questione (o meglio la ISO dalla quale è tratta) dice che bisogna utilizzare la stessa abbreviazione tanto per il singolare quanto per il plurale, ma che per evitare ambiguità, si può usare anche l’abbreviazione per il plurale in base al grado di chiarezza necessario.
30 Ottobre 2013 alle 16:26 in risposta a: Biblatex philosophy e TL2013: pp. trasformato in p. #8953830 Ottobre 2013 alle 13:02 in risposta a: Biblatex philosophy e TL2013: pp. trasformato in p. #89536::ivan” post=89528Un intervallo aperto di pagine si indica con p. 13-
SS. non serveNon è così semplice come lo dipingi. Da quello che ho capito io, 13 s. vuol dire 13-14, mentre 13 ss. vuol dire 13-15, non da 13 in poi indefinitamente, quindi ss. ha un preciso significato diverso sia da s. che da 13-. E’ vero che si può sempre evitare con l’uso degli intervalli, ma in certi contesti “seguenti” è molto usato.
E comunque, se si sceglie di eliminare “pp.” in favore di “p.”, io preferirei il generico “citato a p.” che va bene anche per il plurale, invece che “citato alle p.” In fondo in un elenco noi ci accordiamo di solito con il primo termine (in questo caso la prima pagina), quando non ci sono i due punti. Es. “Ieri sono stato a casa di Luca, di Andrea, di Martina,…” e non “Ieri sono stato alle case di Luca, di Andrea, di Martina,…“. Nel caso concreto avremmo “Citato a p. 1, 2-3, 6,…” invece che “Citato alle p. 1, 2-3, 6,…“. Non sei d’accordo?
Ciao
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Riapro questa “antica” conversazione, perché cercando non ho trovato altro e qui non è stata data risposta.Io ho risolto modificando lo stile del campo incriminato aggiungendo [tt]\isdot[/tt] alla fine della definizione.
Nel mio caso il problema era costituito dall’abbreviazione “suppl. ord.” che veniva seguita impropriamente da un “P.”
La soluzione specifica è stata ridefinire:
`\DeclareFieldFormat{issuetitle}{\mkbibemph{#1}\isdot}`
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