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4 Dicembre 2013 alle 14:51 in risposta a: Allineamento tra frazioni e numeri interi in pstricks #90775::
Qualsiasi soluzione che lavori direttamente sui dati iniziali, che sia fatta con Mathematica o similare, con gnuplot o con pgfplots, ti darà un bordo frastagliato, perché il disegno di superficie viene fatto su tasselli rettangolari perciò, a meno che i tasselli da “spegnere” non siano tutti allineati lungo un lato (che credo sia la condizione x<10 & -3::alegenn” post=90274Naturalmente nelle pagine successive devi riportare il valore a [tt]\linespread{1.5}[/tt] oppure [tt]\onehalfspacing[/tt].
Occhio che [tt]\onehalfspacing[/tt] non corrisponde a [tt]\linespread{1.5}[/tt]. Se sei curioso, guarda dalla riga 350 del codice di [tt]setspace[/tt].
Ciao
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Se proprio ci tieni al formato eps (non ci hai detto se si possono prendere in considerazione alternative come gnuplot o pgfplots), la soluzione più semplice è inserire manualmente il simbolo sull’immagine con i pacchetti di LaTeX oppure usare [tt]psfrag[/tt] per sostituire il carattere sbagliato.Matlab scrive l’eps con la codifica ISO latin1 che non comprende il simbolo dell’euro. Dovresti passare al file il vettore della codifica che ti serve, ma non è un’operazione rapida. Ad esempio la codifica Symbol contiene il simbolo dell’euro al carattere \240, ma non è definita dall’interprete PostScript al contrario della latin 1, perciò deve essere aggiunta dal programma che genera l’immagine e, per quel che mi risulta, Matlab non lo fa automaticamente.
::cfiandra” post=90073E credo che con qualche acrobazia si possa pure venire a capo del problema, se ho tempo vedo come fare.
Una possibile soluzione:
Spoiler
`
\documentclass{article}
\usepackage{tikz}
\begin{document}
\begin{center}
\begin{tikzpicture}[scale=1, line join=bevel]% \a and \b are two macros defining characteristic
% dimensions of the Penrose triangle.
\pgfmathsetmacro{\a}{2.5}
\pgfmathsetmacro{\b}{0.9}\tikzset{%
apply style/.code = {\tikzset{#1}},
triangle_edges/.style = {thick,draw=black}
}\foreach \theta/\facestyle/\testo in {%
0/{triangle_edges, fill = gray!50}/{$a$},
120/{triangle_edges, fill = gray!25}/{$b$},
240/{triangle_edges, fill = gray!90}/{$c$}%
}{
\begin{scope}[rotate=\theta]
\draw[apply style/.expand once=\facestyle]
({-sqrt(3)/2*\a},{-0.5*\a}) —
++(-\b,0) —
({0.5*\b},{\a+3*sqrt(3)/2*\b}) — % higher point
({sqrt(3)/2*\a+2.5*\b},{-.5*\a-sqrt(3)/2*\b}) % rightmost point
node [pos=0.5, rotate=\theta+180*(\theta>150?1:0),
sloped, anchor=-90+180*(\theta>150?1:0)] {\testo} —
++({-.5*\b},-{sqrt(3)/2*\b}) — % lower point
({0.5*\b},{\a+sqrt(3)/2*\b}) —
cycle;
\end{scope}
}
\end{tikzpicture}
\end{center}
\end{document}`Ciao
::cfiandra” post=90071Chiaramente, per inserire delle etichette un solo percorso complica decisamente le cose, ma non è così difficile venirne a capo.
Claudio, non c’è nessun problema ad inserire un nodo in un percorso, perché la posizione corrente viene calcolata rispetto all’ultima istruzione e non rispetto a tutta la linea, com’è scritto nell’articolo di Tommaso a pag. 27. Il problema è ruotare correttamente le etichette, visto che è stata usata l’opzione [tt]rotate[/tt] che, come sai, modifica il comportamento di sloped. Nell’esempio specifico, [tt]pos=0.5, rotate=\theta, sloped, above[/tt] funzionano correttamente tranne che per la base, che presenta un’etichetta capovolta.
`\foreach \theta/\facestyle/\testo in {%
0/{triangle_edges, fill = gray!50}/{$a$},
120/{triangle_edges, fill = gray!25}/{$b$},
240/{triangle_edges, fill = gray!90}/{$c$}%
}{
\begin{scope}[rotate=\theta]
\draw[apply style/.expand once=\facestyle]
({-sqrt(3)/2*\a},{-0.5*\a}) —
++(-\b,0) —
({0.5*\b},{\a+3*sqrt(3)/2*\b}) — % higher point
({sqrt(3)/2*\a+2.5*\b},{-.5*\a-sqrt(3)/2*\b}) % rightmost point
node [pos=0.5, rotate=\theta, sloped, above] {\testo} —
++({-.5*\b},-{sqrt(3)/2*\b}) — % lower point
({0.5*\b},{\a+sqrt(3)/2*\b}) —
cycle;
\end{scope}
}`Ciao
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Se il disegno fosse stato fatto meglio, si sarebbe potuto usare più semplicemente [tt]pos=0.5, sloped[/tt]. Non che così non si possa fare, ma diventa più laborioso e non ne vale la pena. Io rifarei il disegno (il problema nasce dal fatto che il lato obliquo destro corrisponde all’angolo di 0 gradi, mentre sarebbe stato più intuitivo se fosse stata la base del triangolo).Ciao
::Elrond” post=90040
in inglese si dice University of Udine oppure Udine University, la prima versione mie sembra più British, la senconda pi American, ma non escludo che sia indifferente sia in Gran Bretagna si negli USA.
Aggiungerei che qualcuno non si scandalizzerebbe leggendo la forma non tradotta in inglese, ho visto diversi articoli scientifici in cui il dipartimento e l’università di affiliazione degli autori sono riportati nella lingua originale
Il mio docente di inglese all’università (madrelingua britannico) sosteneva che l’intestazione dell’università non si traduce.
::
Anche se @OldClaudio è stato un po’ severo, io sono d’accordo con lui. Non dico che il sorgente dovrebbe essere aggiornato all’ultima versione uscita tre mesi fa, ma ci sono delle soluzioni che non si usano più da anni, mentre l’ultimo aggiornamento del template risale a febbraio di quest’anno, quindi sono state ignorate. E’ come insegnare a fare la doppietta su un’auto moderna. Se questo professore insegna LaTeX, non dovrebbe essere molto oneroso per lui rivedere il codice e aggiornarlo. Anzi, dovrebbe essere uno stimolo a tenersi al passo con i tempi.Sono d’accordo anche con @lorenzo.pantieri quando dice che la retrocompatibilità dovrebbe essere garantita almeno per un certo periodo di tempo abbastanza lungo.
Ciao
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Metti tutti i codici per generare le figure in un file .tex (ad esempio [tt]figure.tex[/tt]). Ogni ambiente per il grafico andrà inserito in un apposito [tt]\newcommand[/tt], ad esempio:
`\newcommand{\parabola}{%
\begin{tikzpicture}
\begin{axis}
\addplot {x^2};
\end{axis}
\end{tikzpicture}
}`Carichi il file delle figure nel preambolo con [tt]\input{figure}[/tt]. A questo punto, nella posizione in cui vuoi inserire la figura scrivi:
`\begin{figure}
\parabola
\caption{didascalia}
\label{fig:etichetta}
\end{figure}`
oppure inserisci direttamente il comando in linea con il testo con [tt]\parabola[/tt]. Per le tabelle ti comporti allo stesso modo con un file a parte.Ciao
P.S.: ovviamente, per abbreviare ancora di più puoi inserire anche l’ambiente [tt]figure[/tt] o [tt]table[/tt] con la sua didascalia nel comando.
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Il numero delle lettere dell’alfabeto è certamente minore del numero delle grandezze fisiche, perciò l’ambiguità è un rischio concreto, anche a voler fare attenzione. Secondo me l’aspetto più negativo del differenziale dritto è che è bruttissimo quando lo accosti ad una variabile in corsivo, motivo per il quale questa norma non la seguo. Ce ne sono parecchie altre di brutture nelle norme ISO, ma capisco che da qualche parte bisognava pure incominciare. Sarei curioso di sapere – perché la storia non la conosco – se sono state realizzate con un largo consenso oppure imposte di testa propria.Se non ricordo male, proprio @OldClaudio qualche tempo fa aveva segnalato su una domanda simile un articolo che parla della matematica con LaTeX e che mi sembrava interessante.
Ciao
14 Novembre 2013 alle 18:06 in risposta a: [Ris]biblatex-philosophy: spazio lungo prima della citazione #90351 -
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