lorenzo.pantieri

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  • in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47464
    lorenzo.pantieri
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      A me piace il nome Lua. Dovrebbe essere il nome brasiliano (nella lingua portoghese quindi) che viene assegnato alla luna.

      Interessante, anche se quella “luna” è un po’ arbitraria… Se non si conosce la spiegazione, il nome è criptico, e pure un filo cacofonico. In ogni caso, all’utente interessa che LaTeX resti LaTeX: che cosa ci gira sotto, riguarda i programmatori, dicevo.

      M2c, ovviamente! 😉

      Ciao,
      L.

      in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47462
      lorenzo.pantieri
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        Ovvio che non ci fermiamo qui: LaTeX, come dice Lorenzo, si muove come una brutta bestia, e si prospettano alcune cose che potrebbero rinnovare la faccenda in modo profondo: mi riferisco a Lua e a XeLaTeX. Credo che tra poco non sarà più possibile tacere i nuovi scenari.

        Io aspetto di sapere che cosa cambierà per noi utenti finali. Che il motore di LaTeX si chiami TeX o LuaTeX (a proposito: indipendentemente da che cosa significhi “Lua”, trovo quest’ultimo nome orrendo) o PippoTeX, che sia a 32 o a 64 o a 128 bit, sono cose che riguardano i programmatori, non gli utenti. Io credo (spero!) che anche nel futuro gli utenti di LaTeX introdurrano un capitolo con \cahpter e una nota al piede con \footnote. Il resto, in termini di benefici e di cambiamento d’abitudini, lo dobbiamo ancora scoprire.

        Personalmente, però, vedo che molti che si accostano a TeX per la prima volta, o anche altri che già lo conoscono in parte continuano a non leggere quello che viene scritto nella guida. Quante volte si leggono risposte del tipo: scaricati l’Arte e leggila che questa cosa c’è scritta? Tante.

        Certo, era così anche quando l’Arte non c’era e l’unica guida di riferimento era la “Mica tanto breve intro”. Non mi aspettavo che questo aspetto cambiasse, volevo solo scrivere una guida un po’ migliore… 😉

        Per carità, liberissimi di accettare suggerimenti, però è un fatto che il manuale non è perfetto, e sicuramente contiene cose da rivedere o da sistemare ulteriormente. Non mi sembra di aver visto così tante impressioni in proposito… Sarebbe bello stilare un canone di letture irrinunciabili per integrare le diverse fonti. Io ho pensato all’Arte, la Breve guida di Enrico, l’Introduzione di Claudio e del GuIT per gli italiani. Poi?

        Difficile dire quali sono le letture irrinunciabili. Di sicuro, ci vuole almeno una guida di base (la preferita, in italiano o inglese); per i problemi più specifici le doc. dei pacchetti sono indispensabili.

        Ciao,
        L.

        in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47460
        lorenzo.pantieri
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          Oggi ho notato una cosa nel frontespizio. Non sarebbe il caso di sostituire Nuova Edizione con Seconda Edizione? Cosa volete dire che vi fermate qui ? 😆 Scherzi a parte, ho notato questa cosa, ma va anche bene così.

          Anche se le due edizioni principali sono sicuramente la primissima (quella del marzo 2008) e la prima con Tommaso (luglio 2010), l’Arte di edizioni ne ha avute parecchie: è un lavoro aggiornato più e più volte. Tieni presente che la versione che puoi scaricare adesso è stata rivista rispetto a quella di luglio. Quindi “nuova edizione” è forse più corretto di “seconda edizione”.

          Quanto al “fermarsi qui”, no: di aggiornamenti l’Arte ne avrà altri. Però hai toccato un tasto dolente, che riguarda tutte le guide a LaTeX, nessuna esclusa: LaTeX è in rapidissima evoluzione (anche troppo, secondo me…), e di conseguenza le guide hanno un’obsolescenza molto veloce. Prima o poi è inevitabile che gli autori si stufino di aggiornarle. 😕 Ecco perché un progetto Wiki (cui possono contribuire autori diversi) potrebbe essere una buona idea.

          Ciao,
          L.

          in risposta a: Ok le immagini *.jpeg, NO le immagini *.eps #51098
          lorenzo.pantieri
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            Ringrazio tutti, farò un sunto di tutti i consigli e vedrò cosa riuscirò a fare.

            Il sunto c’è già: cerca nell’Arte, quassù. Troverai spiegati i pro e contro di DVI e PDF.

            Ciao,
            L.

            in risposta a: Esiste un pacchetto per creare annunci? #51148
            lorenzo.pantieri
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              essendo stato “sfidato” dai “fanatici” di word a creare un classico foglio di annuncio in LaTeX, mi stavo chiedendo se per caso esiste già un pacchetto.

              Per fare la spesa al supermercato, una Punto è più comoda di una Ferrari da Formula 1: per esempio, perché ha un bagagliaio. Ma questo non significa che la Ferrari perda la sfida con una Punto.

              Fuori di metafora, leggi il paragrafo “Filosofia” nell’Arte, quassù.

              Ciao,
              L.

              in risposta a: Definizione di un nuovo comando #51154
              lorenzo.pantieri
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                quando metto una parola tra virgolette uso i 2 apici (il simbolo sotto al ?) a fine parola.. Ma cosa devo utilizzare ad inizio parola per fare “gli apici rovesciati”??

                Cerca nell’Arte, quassù, “xspace” e “virgolette”: c’è tutto.

                Ciao,
                L.

                in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47457
                lorenzo.pantieri
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                  Ho appena messo on line una nuova versione, con le correzioni che avete fatto notare. Ho anche aggiornato l’anno di edizione della guida di Beccari (proprio da oggi è disponibile l’edizione 2010).

                  Già che ci sei: a pagina 121 spiegate la notazione “*{}{}”, ma non fate esempi. Ci sarebbe un “array” nella pagina successiva con “cc” e un tabular a pagina 126 con “SS”. Altrimenti si arriva, se non sbaglio, solo a pagina 131 per vederla impiegata.

                  Abbiamo pensato che scrivere “cc” è molto più pratico che “*{2}{c}”. Per avere un esempio di tabella con quella sintassi bisogna in effetti aspettare diverse pagine. Ora però a pagina 121 ho aggiunto un richiamo alla tabella di pagina 131: spero sia più chiaro.

                  Ciao,
                  L.

                  in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47455
                  lorenzo.pantieri
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                    Riguardo la traduzione in inglese sarebbe per l’Arte la consacrazione definitiva. Ma diamo tempo al tempo.

                    Già! 🙂

                    Il disegno “programmato” (da quello che ho capito) a Lorenzo non va tanto giù. Giusto?

                    Sì, è così. I casi sono due.

                    1. Si vuole disegnare il grafico di una funzione, diciamo una funzione di due variabili, con un dominio specificato, magari visto da una prospettiva particolare. Per me, la potenza di un software dedicato (Mathematica, per esempio), è irrinunciabile. Mathematica fa il suo mestiere (fa i calcoli e disegna il grafico): lo si esporta in PDF e lo si include in LaTeX, che fa il suo mestiere (lo impagina).

                    2. Si vuole disegnare uno schema o un diagramma: lì è importante vedere quello che si sta disegnando passo per passo, e un programma WYSIWYG (OmniGraffle, diciamo) è, a mio avviso, più comodo e, in definitiva, più indicato.

                    La vedo così! 😉

                    Grazie per le segnalazioni, oggi pomeriggio correggo e pubblico.

                    A dopo,
                    L.

                    in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47445
                    lorenzo.pantieri
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                      Detto questo che è stata una precisazione, se si mettesse tutto on-line (L’Arte allo stato attuale) con un sistema di controllo di versione la traduzione potrebbe essere fatta nel modo divide et impera da più persone, si potrebbe forkare il progetto e in maniera molto “meccanica” modificare i periodi in italiano con quelli in inglese. In quel caso darei la mia disponibilità a partecipare, non posso dire di avere una profonda conoscenza dell’inglese (solo esame TOEFL all’università) ma il mio apporto ad un progetto così non potrei non darlo.

                      Grazie per la disponibilità, ma no: sono contrario. L’Arte è la sintesi di tantissimi contributi, certo, ma ritengo opportuno che le scelte (linguistiche e contenutistiche) non siano fatte “cooperativamente”. Maggiore è il numero di persone che lavora a un progetto, maggiore è il numero di compromessi; a un certo punto, il tempo impiegato per coordinare un lavoro diventa più di quello impiegato per scriverlo.

                      Credo che l’Arte in inglese ci sarà, e state sicuri che chiederò aiuto sul forum, come ho sempre fatto. Insomma, direi di procedere come abbiamo fatto finora: mi pare una ricetta che si è rivelata vincente… 😉

                      Ciao,
                      L.

                      in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47443
                      lorenzo.pantieri
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                        Whops! 😳

                        Mi sono appena accorto di aver messo un \pagebreak di troppo a p. 142. Oggi pomeriggio correggo… 😉

                        Ciao,
                        L.

                        in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47441
                        lorenzo.pantieri
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                          Complimenti per il magnifico lavoro!

                          Grazie! 🙂

                          Un anno sabbatico? no, no, no… non scherzate ragazzi! 😆

                          Beh, direi che ce lo siamo meritato… 😉

                          A proposito, esiste un vasto mondo ancora poco esplorato (GuIT parlando): la grafica. Vorrei chiedervi se l’Arte dovrebbe accogliere un capitolo in proposito, oppure dovrebbe esistere una seconda Arte, L’Arte di disegnare con LaTeX, per esempio.

                          Ci sarebbero molte cose da dire, su questo punto… In breve, ho sempre pensato che ognuno dovrebbe fare il suo mestiere. Il mestiere di LaTeX è la tipografia, non il disegno. L’Arte presuppone che grafici e schemi siano stati fatti con un software esterno, specializzato. Ritengo che questa sia la scelta migliore, sopratutto tenendo conto del fatto che l’Arte è una guida di base: spiegare come fare disegni significativi con LaTeX (ammessane e non concessane l’utilità) richiederebbe un libro a sé.

                          Potreste anche tradurre l’Arte in inglese per consentirne l’accesso ad un numero molto più grande di utenti.

                          Chissà…

                          Una cosa però me la sento di aniciparla: stay tuned… 😉

                          A presto,
                          L.

                          in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47437
                          lorenzo.pantieri
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                            Ciao a tutti, Tommaso e io abbiamo appena aggiornato la guida.

                            http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

                            Le principali novità di questa nuovissima edizione sono costituite dal paragrafo sulle tabelle, che abbiamo riscritto da zero (con l’obiettivo di raggiungere la massima chiarezza e semplicità possibile), e la presentazione della versione 2.0 di siunitx.

                            Ringraziamo tutti i lettori che, con i loro suggerimenti, ci hanno permesso di rendere l’Arte ancora migliore.

                            Dopo quest’ultimo aggiornamento, l’Arte “riposerà” almeno un anno. In ogni caso, come al solito, se avete idee su argomenti da aggiungere, togliere o modificare, o se vi dovesse capitare di notare errori, fate davvero una cosa gradita comunicandocelo, così da poterli correggere nelle versioni successive del lavoro.

                            Buona lettura!

                            in risposta a: Ciclicita’ sulla tesi #50503
                            lorenzo.pantieri
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                              -l’indice va fatto? Ricordo che proprio qui si discuteva riguardo il suo essere un atto di superbia da parte di chi sottopone la tesi, ma non vorrei confondermi con l’indice analitico.

                              Enrico parlava dell’indice analitico: quello generale è assolutamente indispensabile.

                              La bibliografia va ordinata preferibilmente secondo un criterio cronologico o alfabetico, o di comparsa nel testo delle citazioni?

                              Meglio quello alfabetico. Se usi lo stile autore-anno ti raccomando lo stile philosophy-modern, che produce risultati molto ordinati (guarda la bibliografia dell’Arte, quassù, per farti un’idea).

                              Ciao,
                              L.

                              in risposta a: Filosofeggiando sulle testatine #50600
                              lorenzo.pantieri
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                                Che dire del mettere nelle pagine pari il titolo del libro e in quelle dispari il titolo di capitolo’

                                Lo fanno molti libri in commercio, e lo trovo francamente assurdo: a che pro ricordare a ogni pagina il titolo del libro che si sta leggendo? Davvero c’è il rischio che qualcuno possa dimenticarselo?

                                Le testatine predefinitie della classe book vanno benissimo: forniscono utili riferimenti per orientarsi. Certo, eistono casi limite come quello di un paragrafo brevissimo sprovvisto di testatina: ma quella è l’eccezione, non la regola.

                                Ciao,
                                L.

                                in risposta a: siunitx 2.0 #50317
                                lorenzo.pantieri
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                                  Non discuto, si tratta di abitudini personali e di conoscenza delle unità da usare nonché delle norme che vi presiedono. Io con il solo units ci ho scritto almeno tre libri di elettronica di consistenza dalle 300 alle 700 pagine; mi è rimasta nelle mani l’abitudine di usare \units.

                                  Ecco, supponiamo di avere un libro italiano (il separatore decimale è la virgola) di 700 pagine, pieno zeppo di formule. A un certo punto si desidera farne anche la versione in inglese (il separatore decimale è il punto). Se le formule sono state scritte con siunitx, basta modificare una sola riga, nel preambolo
                                  `\sisetup{output-decimal-marker={,}} `
                                  e si è a posto. Se le formule sono state introdotte “a mano”, tocca modificarle tutte, una per una, con tutti i rischi di dimenticare o di sbagliare qualcosa.

                                  Il vantaggio si siunitx è evidente: è “più LaTeX”.

                                  Ciao,
                                  L.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 2,176 al 2,190 (di 5,985 totali)

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