lorenzo.pantieri

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  • in risposta a: intestazione della pagina pacchetto arsclassica #52127
    lorenzo.pantieri
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      in risposta a: Una mano a scrivere la tesi di dottorato in chimica #51999
      lorenzo.pantieri
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        Certo che quello, più che un maialino, è un maialone (nel senso buono della parola) in termini di codice. Secondo me, non è il caso da scegliere come esempio per un documento scientifico.

        Non sono d’accordo. Certo, in una tesi non capiterà di dover inserire proprio quei due porcellini, ma potrebbe accadere benissimo di dover inserire un disegno di quel genere.

        1. Coerenza del font con il resto del testo in termini di tipo e dimensione.

        Certo, questo è indubbiamente un vantaggio del disegno programmato.

        2. Possibilità di parametrizzare il diagramma in termini di dimensioni e/o proporzioni.

        Questo puoi farlo anche senza usare il disegno programmato: width=0.5\columnwidth è il disegno si riscala automaticamente.

        3. Possibilità di tenere sotto controllo spessori e linee dei grafici.

        Una finezza, questa

        i vantaggi di cui parli, per me, non bastano per giustificare le 130 righe di codice esoterico per ottenere i maialini (o analoghi)…

        Un saluto a coloro che oggi sono al meeting. Peccato non poter essere li a conoscerli.

        Mi associo al saluto, mi dispiace che quest’anno il lavoro non mi ha permesso di partecipare. 🙁

        A presto,
        L.

        in risposta a: Una mano a scrivere la tesi di dottorato in chimica #51997
        lorenzo.pantieri
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          Come già espresso da Claudio, la peculiarità del disegnare scrivendo codice sta nel modo di esprimersi concettuale, ma aggiungo che il codice, come nell’esempio del maialino, è un linguaggio che costruisce linguaggio.

          La forza del linguaggio è la forza di (La)TeX, anche nella grafica.

          Il disegno programmato non mi ha mai convinto.

          Allora, sto scrivendo un libro e devo introdurre un capitolo, diciamo “Pippo”. L’utente di Word scrive a mano “Capitolo 1 – Pippo”, in neretto, con dello spazio prima e dopo. L’utente di LaTeX scrive \chapter{Pippo} e lascia a LaTeX la numerazione e il formato del titolo. Qui si tratta di separare il concetto (un capitolo nominato Pippo) dalla forma. I dettagli tipografici sono a cura di LaTeX, l’utente si concentra sul contenuto.

          Nel caso dei due maialini, ma lo stesso si può dire in generale, non vedo proprio un contenuto distinto dalla forma grafica: in un disegno come quello, la grafica è il contenuto.

          Nel codice per produrre i maialini (parecchio complicato), si trovano cose come:
          `foreach \number/\point in {1/{+0.000,+0.055},%
          2/{-0.058,+0.075},%
          3/{+0.044,+0.094},%
          4/{-0.072,+0.137},%
          5/{+0.048,+0.170},%
          6/{-0.078,+0.206}} { `
          e
          `(\pig@label head) ++ (-0.006,0.00) ++ (0.055*\offset,+0.03) `
          Quei numeri, mi sembra evidente, sono stati ottenuti a mano, per tentativi successivi. Insomma, non c’è nessuna comodità a disegnare in quel modo, e anzi LaTeX diventa un impaccio: si tratta di scrivere codice, compilare, vedere il risultato, correggere il codice, ricompilare, e così via. In questo caso, un approccio WYSIWYG mi sembra non solo più comodo, ma anche più sensato.

          Sorvolo poi sui tempi: quanto ci ha messo il tizio che ha “programmato i maialini” (?) a scrivere quel codice? Quanto ci ha messo per imparare tutte le istruzioni? Quanti tesisti sono disposti a inverstire il loro tempo per imparare a disegnare così?

          Con un programma vettoriale, fare quei maialini è questione di pochi minuti: senza conoscenze pregresse, si selezionano un paio di ellissi, si imposta il colore a colpi di clc, si fanno gli aggiustamenti necessari col mouse. Ma il punto non è neppure questo: è proprio una questione di senso.

          Ciao,.
          L.

          in risposta a: Una mano a scrivere la tesi di dottorato in chimica #51995
          lorenzo.pantieri
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            Be’ 131 righe di codice per due maialini mi sembrano troppe; nel senso di usare un cannone per la solita zanzara. Non ne vale certo la pena.

            Ma tutto metfont e metapost sono fatti così, e non direi che i loro risultati siano così brutti. Senza metafont non ci sarebbe nemmeno tex.

            Il risultato è ottimo: il problema sta nelle 131 righe (neppure semplici, e che presumo siano frutto di molti e molti tentativi).

            Se un poveraccio ha bisogno di inserire davvero quei due maialini nella sua tesi con LaTeX, io gli consglio di usare un software specifico, farsi la sua figura a colpi di mouse, esportare in PDF e includerla in LaTeX.

            Disegnare a colpi di istruzioni mi sembra un’attività molto simile all’aruspicina… 😉

            Ho provato a disegnare font a mano […].

            Non discuto: in certe situazioni il disegno programmato può essere addirittura indispensabile.

            Solo, non ritengo sia il caso dell’utente “medio” di LaTeX: ecco perché l’Arte non ha alcuna sezione dedicata a questa specialità.

            Ciao,
            L.

            in risposta a: Una mano a scrivere la tesi di dottorato in chimica #51993
            lorenzo.pantieri
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              Ho visto R e i grafici con Tikz… devo proprio dire che con un po’ di pazienza e di tempo per imparare possono produrre dei risultati molto molto belli.

              “Un po’”? 😉

              Ho visto l’immagine con i maialini: è proprio bella.

              http://www.texample.net/tikz/examples/parameterised-pig/

              Il sorgente è questo (se ho capito bene, non è il risultato di un programma: è l’utente che deve scriversi il codice, riga per riga):
              `\documentclass{minimal}

              \usepackage{tikz}
              \usetikzlibrary{calc}
              \usepackage{keyval}

              \makeatletter

              % We're not using pgfkeys, and we've chosen to use keyval
              % for option parsing. The following define the keys for a
              % pig keyval family. The main purpose of the keys and
              % default values is that we want to be able to draw pigs
              % with predefined colours for certain parts and predefined
              % scaling factors for line thickness.

              \def\pig@draw@thick@width{0.85}
              \def\pig@draw@thin@width{0.20}
              \def\pig@label{pig label}
              \tikzset{draw thick/.style={draw=black,line width=0.85}}
              \tikzset{draw thin/.style={draw=black,line width=0.20}}
              \tikzset{fill colour/.style={fill=pink}}
              \tikzset{nose hole fill colour/.style={fill=purple!50!gray}}
              \tikzset{eye fill colour/.style={fill=white}}
              \tikzset{pupil fill colour/.style={fill=black}}

              \define@key{pig}{draw thick}{\def\draw@pig@thick@width{#1}}
              \define@key{pig}{draw thin}{\def\draw@pig@thin@width{#1}}
              \define@key{pig}{fill colour}{\tikzset{fill colour/.style={fill=#1}}}
              \define@key{pig}{nose hole fill colour}{\tikzset{nose hole fill colour/.style={fill=#1}}}
              \define@key{pig}{eye fill colour}{\tikzset{eye fill colour/.style={fill=#1}}}
              \define@key{pig}{pupil fill colour}{\tikzset{pupil fill colour/.style={fill=#1}}}
              \define@key{pig}{pig label}{\def\pig@label{#1}}
              \def\pig@scale{1}

              \def\pig{\@ifnextchar[\draw@pig{\draw@pig[]}}
              \def\draw@pig[#1]#2{%
              % Set the relative line width for thick lines.
              \def\draw@pig@thick@width{0.85}
              % Set the relative line width for thin lines.
              \def\draw@pig@thin@width{0.20}
              % Set the relative scale of the pig.
              \def\pig@scale{#2}
              \setkeys{pig}{#1}
              \begin{tikzpicture}[scale=#2,
              draw thick/.style={draw=black,line width=\draw@pig@thick@width*\pig@scale},
              draw thin/.style={draw=black,line width=\draw@pig@thin@width*\pig@scale}]
              \path (0,0) coordinate (\pig@label head)
              + (-0.005,-0.20) coordinate (\pig@label nose)
              + (-0.010,+0.05) coordinate (\pig@label body)
              + (-0.010,+0.45) coordinate (\pig@label tail);
              % Define points for tail.
              \foreach \number/\point in {1/{+0.000,+0.055},%
              2/{-0.058,+0.075},%
              3/{+0.044,+0.094},%
              4/{-0.072,+0.137},%
              5/{+0.048,+0.170},%
              6/{-0.078,+0.206}} {
              \path (\pig@label tail) +(\point) coordinate (tail \number);
              }
              % Define points for ears and legs.
              \foreach \offset in {-1,1} {
              \path (\pig@label head)
              ++ (+0.12*\offset,+0.00) coordinate (ear pt 1 \offset)
              + (-0.04*\offset,+0.07) coordinate (ear pt 2 \offset)
              + (-0.02*\offset,+0.25) coordinate (ear pt 3 \offset)
              + (+0.11*\offset,+0.25) coordinate (ear pt 4 \offset)
              + (+0.14*\offset,+0.13) coordinate (ear pt 5 \offset)
              + (+0.09*\offset,-0.06) coordinate (ear pt 6 \offset)
              (\pig@label head)
              ++ (+0.09*\offset,-0.30) coordinate (leg 1 \offset)
              ++ (+0.01*\offset,-0.24) coordinate (leg 2 \offset)
              ++ (+0.04*\offset,+0.08) coordinate (leg 3 \offset)
              ++ (+0.04*\offset,-0.08) coordinate (leg 4 \offset)
              ++ (+0.02*\offset,+0.30) coordinate (leg 5 \offset);
              }
              % draw legs.
              \foreach \number in {-1,1} {
              \filldraw[fill colour,draw thick]
              (leg 1 \number) —
              (leg 2 \number) —
              (leg 3 \number) —
              (leg 4 \number) —
              (leg 5 \number) — cycle;
              }
              % draw tail.
              \draw[draw thick,line join=round,line cap=round]
              (\pig@label tail) \foreach \num in {1,…,6} { — (tail \num)};
              % draw body.
              \draw[fill colour,draw thick]
              (\pig@label body) ellipse (4.50mm and 4.10mm);
              % draw ears.
              \foreach \number in {-1,1} {
              % ears
              \filldraw[fill colour,draw thick]
              (ear pt 1 \number) .. controls
              (ear pt 2 \number) and
              (ear pt 3 \number) ..
              (ear pt 4 \number) .. controls
              (ear pt 5 \number) and
              (ear pt 6 \number) .. (ear pt 1 \number);
              }
              % draw nose.
              \filldraw[fill colour,draw thick]
              (\pig@label head) ellipse (1.42mm and 1.40mm);
              \foreach \offset in {-1,1} {
              \filldraw[draw thin,eye fill colour]
              (\pig@label head) ++ (-0.006,0.00) ++ (0.055*\offset,+0.03)
              coordinate (eye \offset)
              ellipse (0.04 and 0.060);
              \fill[pupil fill colour]
              (eye \offset) ellipse (0.020 and 0.035);
              }
              \filldraw[fill colour,draw thick]
              (\pig@label nose) ellipse (2.60mm and 1.72mm);
              % Draw nose holes
              \foreach \offset in {-1,1} {
              \filldraw[draw thick,nose hole fill colour]
              (\pig@label nose) ++ (\offset*0.080,0)
              ellipse (0.50mm and 0.85mm);
              }
              \end{tikzpicture}
              }

              \makeatother

              \begin{document}
              \begin{tikzpicture}
              \draw (0,0) node[anchor=south]{\pig{3}}
              (4,0) node[anchor=south]{\pig[nose hole fill colour=purple!20,fill colour=blue!40]{5}};
              \end{tikzpicture}
              \end{document}`
              Quando mi chiedono che cosa ho contro il “disegno programmato”, questo può essere un buon esempio! 😉

              Quanto a biblatex, te lo consiglio: nell’Arte ne trovi un’introduzione abbastanza completa.

              Ciao,
              L.

              in risposta a: Una mano a scrivere la tesi di dottorato in chimica #51986
              lorenzo.pantieri
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                Riguardo al suggerimento di togliere l’opzione inglese dal pacchetto babel dico: proverò, ma sicuramente dovrò comunque scrivere vari termini in inglese e quindi pensavo fosse necessario.

                Se devi scrivere pochissimi termini in inglese, l’opzione “english” di babel non è necessaria: per risolvere gli eventuali problemini di sillabazione si usano gli strumenti indicati nell’Arte (cerca \hyphenation e compagnia).

                Se invece hai bisogno di inserire interi brani in inglese, nell’Arte è spiegato come farlo.

                Mi riferisco sostanzialmente alle tabelle, che in questi giorni mi stanno facendo dannare: devo usare una caption e dei riferimenti interni con varie serie di numeri. Ho quindi pensato di usare ctable con siunitx, ma non sono riuscito a far funzionare la cosa… probabilmente sbaglio in qualche impostazione del comando ctable.

                Ti sconsigliamo, per quanto possibile, di mettere note dentro a tabelle: metti eventuali precisazioni nella didascalia (che è fatta apposta).

                L’unico suggerimento che mi sento di dare è che non ho trovato molto in rete riguardo la compilazione di documenti scientifici NON matematici… ogni campo delle Scienze ha proprie necessità e consuetudini su come riportare i dati sperimentali e ciò vale anche per la Chimica. Devo dire che non ho trovato una guida che metta insieme una serie di pacchetti e suggerimenti per chimici… o forse non sono riuscito a trovarla 😉

                L’Arte è una guida di base, è impossibile tener conto di tutte le esigenze tipografiche: LaTeX è usato per comporre i documenti più disparati, dalla filologia alle scienze sperimentali.

                Ciao,
                L.

                in risposta a: Una mano a scrivere la tesi di dottorato in chimica #51981
                lorenzo.pantieri
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                  Allora, mi pare che usi il mio modello.

                  1.
                  Come ti ha detto Claudio, devi compilare con pdfLaTeX: se ben ricordo, lo impone il pacchetto classicthesis-ldpkg.

                  2.
                  Carichi
                  `\usepackage[italian,english]{babel}`
                  ma poi scrivi in italiano. Hai letto nell’Arte il paragrafo su LaTeX multilingue?

                  3.
                  Del modello, carichi un sacco di roba che probabilmente a te non serve (è probabilmente così per “italadhoc” e per altri pacchetti): ti consiglio di commentare tutto quello che non ti serve, e di caricare solo i pacchetti necessari.

                  4.
                  threeparttable? Forse longtable, sul mio sito trovi un articolino.

                  5.
                  In generale, il tuo non è un esempio minimo.

                  Ciao,
                  L.

                  in risposta a: minipage affiancate #51774
                  lorenzo.pantieri
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                    Nell’Arte, quassù, c’era tutto. Anche modi migliori di una minipage per avvolgere oggetti con del testo.

                    Ciao,
                    L.

                    in risposta a: TeXShop e il correttore ortografico italiano #51950
                    lorenzo.pantieri
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                      Forse si tratta soltanto di arrotondarla dicendo che TeXShop trova il correttore italiano se si regola il sistema operativo in italiano. Ma forse sbaglio.

                      Forse è così: se hai Mac OS in italiano, non devi fare nulla, TeXShop è automaticamente configurato per l’italiano. Se non hai Mac OS italiano, per avere il correttore ortografico in italiano bisogna fare dell’altra roba.

                      Ah, trovo che Mac OS sia stato tradotto splendidamente per la nostra lingua: si sente che dietro c’è il lavoro (fatto con amore, per di più) di traduttori professionisti.

                      Ciao,
                      L.

                      in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47466
                      lorenzo.pantieri
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                        Ciao a tutti.

                        Avevamo detto che l’Arte si sarebbe presa un annetto di riposo ma… il professor Claudio Beccari (che ringraziamo di cuore) ha voluto farci il regalo di una lettura particolarmente attenta e competente del nostro lavoro: Claudio ci ha segnalato alcune imprecisioni che abbiamo ritenuto doveroso correggere subito. Già che c’eravamo, abbiamo eliminato anche un paio di refusi e limato ancora qualcosina (principalmente nel capitolo su tabelle e figure).

                        http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

                        Questa marcata “novembre 2010” è l’Arte migliore di sempre: godetevela! 🙂

                        Alla prossima,
                        Lorenzo e Tommaso

                        in risposta a: Stile tipografico #51964
                        lorenzo.pantieri
                        Partecipante
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                          Da qualche anno sono (con enorme soddisfazione) utente LaTeX. Ho provato vari stili tipografici e sono rimasto particolarmente colpito dal pacchetto ClassicThesis e dalle classi Tufte-LaTeX ambedue facilmente reperibili su CTAN.

                          Hai i miei stessi gusti… 😉

                          Per il resto, purtroppo non so aiutarti.

                          Ciao,
                          L.

                          in risposta a: migliorare resa di una tabella #51929
                          lorenzo.pantieri
                          Partecipante
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                            Puoi usare qualcosa come
                            `\\[3ex]`
                            per separare le righe troppo attaccate.

                            In ogni caso, scrivere
                            `$25,00$`
                            è sicuramente sbagliato.

                            Cerca nell’Arte, trovi indicazioni per entrambe le cose.

                            Ciao,
                            L.

                            in risposta a: citazioni bibliografiche in una tabella in beamer #51749
                            lorenzo.pantieri
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                              Ciao a tutti/e,
                              sto facendo una presentazione con beamer, e dovrei fare una tabellina nelle cui intestazioni ci sono delle citazioni bibliografiche.

                              Io non lo farei.

                              In una presentazione non vanno mai usati comandi \cite (o analoghi), poiché nessuno durante la spiegazione ricorderà le etichette delle voci nella bibliografia.

                              Pagina 11 di questo articolo:
                              http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Presentazioni.pdf

                              Ciao,
                              L.

                              in risposta a: tlmgr si arresta durante l’aggiornamento #51884
                              lorenzo.pantieri
                              Partecipante
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                                Tutto bene, qui. Uso la teXLive Utility impostata con http://mirror.switch.ch/ftp/mirror/tex/systems/texlive/tlnet

                                Ciao,
                                L.

                                in risposta a: immagini #50788
                                lorenzo.pantieri
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                                  Che vuoi dire?

                                  Azzardo: avere due versioni di LaTeX (LaTeX e pdfLaTeX) che fanno sostanzialmente la stessa cosa, e che sono incompatibili (per esempio, per via dei formati d’immagine da dar loro in pasto) è una schiocchezza: si perde tempo, si fa confusione.

                                  Se il nostro amico intende questo, sono d’accordo con lui. I motivi per passare per il DVI sono noti: la ricerca diretta e inversa (con una coppia sfortunata editor/viwer) e l’uso di certi pacchetti iper-specializzati. Tutta roba è ora di mettersi alle spalle definitvamente…

                                  Ciao,
                                  L.

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