Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
Io non avrei problemi ad aggiungerli nei miei stili. Non so perché Lehaman li tenga in un file separato. Andrebbero messi nei file .cbx di tutti gli stili autore-anno.
Che ne dici di proporglielo? O, in via subordinata, di aggiungere il codice almeno nei tuoi stili?
La cosa mi era nota…
Ecco, questo bisognerebbe dirlo a Lehman: in buona sostanza, si tratta di un bug, di cui Enrico ha fornito la cura.
Non dipende da Lehaman, credo, ma dal gruppo di MiKTeX; potrei sbagliarmi.
Bisognerebbe dirlo a quelli di MiKTeX, allora.
Ivan, ti andrebbe di farti portavoce di queste esigenze e di scrivere due righe a Lehmann e al gruppo di MiKTeX? Come autore di più stili per biblatex pubblicati su CTAN, hai sicuramente non poca voce in capitolo…
Grazie,
L.
::
Ciao a tutti. Ho messo il codice di Ivan
`\DeclareLanguageMapping{italian}{italian}
\NewBibliographyString{transtolang,cit}
\DefineBibliographyStrings{italian}{%
backrefpage = citato a pagina,
backrefpages = citato alle pagine,
sequens = s\adddot,
sequentes = ss\adddot,
transtolang = trad\adddotspace it\adddot,
andothers = \mkbibemph{et\addabbrvspace al\adddot},
editor = \mkpureparens{a cura di},
editors = \mkpureparens{a cura di},
loccit = ibidem,
cit = cit\adddot,
ibidem=ivi,
}`
nel premabolo, e ottengo il risultato desiderato.Resto dell’idea che sarebbe meglio rendere questa l’impostazione di default: “pp.” per pagine è orrendo, un po’ come “FF. SS.” per “Ferrovie dello Stato”.
Ciao,
L.
::Quei comandi sono disponibile con l’opzione natbib:
`\usepackage[style=philosophy-modern,natbib]{biblatex}
`
(o qualsiasi altro stile autore-anno)Non esattamente. Il risultato con o senza il codice è diverso: con il codice, il link viene (correttamente) colorato, senza no. Se occorre, ti scrivo un esempio minimo.
Per quanto riguarda il primo gruppo di istruzioni, non c’entra natbib: si rimedia a un bug nelle testatine della bibliografia (con ClassicThesis). Anche qui, se occorre, ti do un esempio.
In ogni caso, sarei per integrare quelle righe direttamente in biblatex. Spero che biblatex verrà incluso al più presto in MiKTeX: ne hai parlato con Lehman?
Ciao,
L.
::
Prova a cercare
`\onslide`
e
`\pause`
qui:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Presentazioni.pdfCiao,
L.
::Non riesco a capire il senso.
Ecco un esempio complilabile:
`\documentclass[10pt,a4paper,twoside,openright,titlepage,%fleqn,%
headinclude,,footinclude,BCOR5mm,%
numbers=noenddot,cleardoublepage=empty,%
tablecaptionabove,abstracton]{scrreprt}\usepackage[applemac]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{indentfirst}
\usepackage[writefile]{listings}
\usepackage{classicthesis-ldpkg}
\usepackage[eulerchapternumbers,subfig,beramono,%
eulermath,pdfspacing,manychapters]{classicthesis}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[italian]{arsclassica}
\usepackage{guit}\definecolor{lightergray}{gray}{0.99}
\lstset{language=[LaTeX]Tex,
keywordstyle=\color{RoyalBlue},
basicstyle=\normalfont\ttfamily,
commentstyle=\color{Emerald}\ttfamily,
stringstyle=\rmfamily,
numbers=none,
numberstyle=\scriptsize,
stepnumber=5,
numbersep=8pt,
showstringspaces=false,
breaklines=true,
frameround=ftff,
frame=lines,
backgroundcolor=\color{lightergray}
}\lstset{ %
commentstyle=\color{Emerald}\ttfamily,%
frame=lines,
backgroundcolor=\color{lightergray}%
}\lstset{ morekeywords={Ars}}
\lstset{basicstyle=\normalfont\ttfamily}
\lstset{flexiblecolumns=true}
\lstset{moredelim={[is][\color{RoyalBlue}]{/*}{*/}}}
\lstset{moredelim={[is][\ttfamily]{!?}{?!}}}
\lstset{escapeinside={£*}{*£}}\lstset{extendedchars}
\makeatletter
\lstnewenvironment{sidebyside}{%
\global\let\lst@intname\@empty
\setbox\z@=\hbox\bgroup
\setkeys{lst}{columns=fullflexible,%
linewidth=0.45\linewidth,keepspaces=true,%
breaklines=false,%
breakindent=0pt,%
boxpos=t,%
basicstyle=\small\ttfamily
}%
\lst@BeginAlsoWriteFile{\jobname.tmp}%
}{%
\lst@EndWriteFile\egroup
\begin{center}%
\begin{minipage}{0.45\linewidth}%
\hbox to\linewidth{\box\z@\hss}
\end{minipage}%
\qquad
\begin{minipage}{0.45\linewidth}%
\setkeys{lst}{frame=none}%
\leavevmode \catcode`\^^M=5\relax
\small\input{\jobname.tmp}%
\end{minipage}%
\end{center}%
}
\makeatother\hypersetup{citecolor=webgreen}
\begin{document}
\begin{sidebyside}
\begin{!?thebibliography?!}{9}
\bibitem{eco:tesi}
Eco, Umberto (1977),
\emph{Come si fa una tesi di
laurea}, Bompiani, Milano.\bibitem{mori:tesi}
Mori, Lapo Filippo (2007),
«Scrivere la tesi di laurea
con \/*LaTeXe*/», \Ars~(3).
\end{!?thebibliography?!}
\end{sidebyside}\end{document}`
Grazie mille,
L.
::Questa affermazione
La codifica UTF-8 (Unicode Transformation Format, 8 bit) è una particolare realizzazione di Unicode in grado di gestire 256 caratteri.
non è corretta, UTF-8 è un metodo di codifica dell’intera tabella Unicode (fino a 1.114.112 caratteri), la ragione dell’8 è piuttosto tecnica e difficile da riassumere in breve, come puoi vedere dall’articolo di wikipedia.
Ti credo. In mancanza di proposte migliori, modificherò quell’enunciato in un semplice:
La codifica UTF-8 (Unicode Transformation Format, 8 bit) è una particolare realizzazione di Unicode.
Grazie mille,
L.
::
Innanzitutto ringrazio Luigi e Enrico per i preziosi interventi. Alla fine, tutto questo dettaglio sui bit non è necessario all’utente “medio di LaTeX” (e, di conseguenza, al lettore dell’Arte), quindi sono per semplificare il tutto. Tanto più che l’argomento è complesso, e il rischio di commettere imprecisioni alto (l’Arte rinuncia in partenza all’obiettivo della completezza, ma vuole essere corretta, oltre che semplice). L’unica eccezione devo farla quando introduco “UTF-8”: lì il mio lettore può chiedersi che cosa significa quell’8, e devo per forza accennarlo.ASCII
Il “codice standard americano per lo scambio di informazioni” è un sistema di codifica dei caratteri proposto nel 1961 e comunemente impiegato nei calcolatori.
TeX vide la luce nel 1982, e da allora ha subito costanti aggiornamenti e miglioramenti, tra cui quello del 1989, che gli ha permesso di supportare un maggior numero di caratteri (anche di lingue non latine).
La codifica UTF-8 (Unicode Transformation Format, 8 bit) è una particolare realizzazione di Unicode in grado di gestire 256 caratteri.
In mancanza di istruzioni specifiche, LaTeX impiega i font Computer Modern, che contengono un numero di caratteri relativamente ristretto.
Aspetto le vostre correzioni.
Un caro saluto,
L.
::
Grazie a tutti. A questo punto, scrivereiASCII
Il “codice standard americano per lo scambio di informazioni” è un sistema di codifica dei caratteri a 7 bit proposto nel 1961 e comunemente impiegato nei calcolatori.
Riguardo agli altri enunciati
TeX vide la luce nel 1982, e da allora ha subito costanti aggiornamenti e miglioramenti, tra cui quello del 1989, che gli ha permesso di supportare caratteri a 8 bit e multilingue.
La codifica utf-8 (Unicode Transformation Format, 8 bit) è una realizzazione di Unicode che per rappresentare i caratteri usa gruppi di byte in numero variabile da uno a quattro.
In mancanza di istruzioni specifiche, LaTeX impiega i font Computer Modern, che contengono solo i 128 caratteri del vecchio sistema ASCII a 7 bit.
ho ancora dei dubbi, però.
1. Quali sono i “caratteri a 8 bit” che TeX è stato in grado si rappresentare dopo il 1989?
2. Come fa la codifica UTF-8 a essere a 8 bit pur occupando un gruppo di byte da uno a quattro?
3. Qual è il “vecchio sistema ASCII” che compone il sistema dei caratteri Computer Modern?Grazie ancora,
L.
::Probabilmente l’articolo di Lorenzo su ClassicThesis ne parla ma io non l’ho trovato. 😕
Vorrei che l’introduzione non venga conteggiata come primo capitolo. Qual è il comando da dare?
Vale la sintassi per tutte le sezioni non numerate: ti lascio il compito di trovarla nel capitolo “Testo” dell’Arte, quassù.
Ciao,
L.
-
AutoreRisposte