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Quanto al pacchetto multiind, putroppo non è distribuito da MiKTeX 2.7, e non credo di essere in grado di installarlo manualmente.
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf
Pagina 29 e seguenti.
Ciao,
L.
::Secondo me va bene, al massimo potresti specificare nel testo che bisogna leggere con attenzione l’esempio proposto.
Oppure, se si vuole eliminare il problema del testo su “due livelli” si potrebbe fare una lista di esempi, cioè spezzare l’esempione in parti, come al solito, cioè con il commento a fianco.
Preambolo — Commento (notare i commenti sui pacchetti, limitare i comandi personalizzati a quelli effettivamente utili, ecc…)
Le sezioni — Commento (chiarezza nella divisione del documento, label messa subito dopo il comando di sezionamento, ecc…)
Oggetti mobili — Commento (inserirli tra paragrafi, label contenente il prefisso fig: o tab: …)
La matematica — Commento
e così via.
In ogni caso, così com’è va comunque bene.
Visto che l’esempio che avevo scritto non mi convinceva, ho provato a scrivere due esempi di documento: un articolo e un curriculum. I documenti, entrambi compilabili, illustrano alcuni degli accorgimenti che è opportuno adottare per scrivere un sorgente leggibile.
Nella stesura del codice sorgente si consiglia di adottare i seguenti accorgimenti:
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suddividere con chiarezza il documento, aiutandosi eventualmente con rientri, incolonnamenti e righe vuote supplementari;
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limitare i comandi personalizzati a quelli effettivamente utili (un abuso dei comandi personali complica la lettura del codice, soprattutto a distanza di tempo);
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scrivere le etichette subito dopo i relativi comandi;
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adottare per le etichette un formato costituito da un’abbreviazione come sec (per le sezioni), fig (per le figure), tab (per le tabelle), … seguita da : e da una parola chiave che caratterizza l’oggetto cui ci si riferisce;
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allineare le colonne delle tabelle;
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adottare per le chiavi bibliografiche una formato costituito dal nome dell’autore seguito da : e da una parola che caratterizza l’opera;
introdurre gli oggetti mobili scrivendo il relativo ambiente tra capoversi, cioè preceduto e seguito da una riga vuota.
Gli esempi sono questi:
`% Un articolo scritto con LaTeX
\documentclass[a4paper,11pt]{article}
\usepackage[italian]{babel} % per scrivere in italiano
\usepackage{lipsum} % genera testo fittizio
\usepackage{url} % per scrivere gli indirizzi Internet\begin{document}
\title{Il titolo}
\author{Lorenzo Pantieri}\maketitle
\begin{abstract}
\lipsum[1]
\end{abstract}\tableofcontents
\section{Un paragrafo}
\lipsum[1]
\subsection{Un sottoparagrafo}
\lipsum[1]
\subsection{Un sottoparagrafo}\section{Un paragrafo}
\label{sec:esempio}
\lipsum[1]% Bibliografia
\begin{thebibliography}{9}
\bibitem{pantieri:arte}
\textsc{L.~Pantieri} (2009),
\emph{L’arte di scrivere con \LaTeX},
\url{http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf}.
\end{thebibliography}
\end{document}`
`% Un CV scritto con LaTeX
\documentclass{scrartcl} % classe article di KOMA
\usepackage[LabelsAligned]{currvita} % buon pacchetto per CV
\usepackage[italian]{babel} % per scrivere in italiano
\usepackage{url} % per gli indirizzi Internet
\usepackage[nochapters]{classicthesis} % stile ClassicThesis\renewcommand{\cvheadingfont}{\LARGE\color{Maroon}}
\renewcommand{\cvlistheadingfont}{\large}
\renewcommand{\cvlabelfont}{\qquad}\begin{document}
\begin{cv}{\spacedallcaps{Curriculum vitae}}
\begin{cvlist}{\spacedlowsmallcaps{Dati personali}}
\item Lorenzo Pantieri
\item Nato a Cesena il 30 gennaio 1973
\item \url{http://www.lorenzopantieri.net/}
\end{cvlist}\begin{cvlist}{\spacedlowsmallcaps{Esperienze lavorative}}
\item \dots
\end{cvlist}
\end{cv}
\end{document}`
Se non altro, ora sono più leggibili, rispetto al papiro di prima.Che ne pensi?
forse c’è uno svarione anche a pagina 30, nella sottodidascalia della figura 6b.
Corretto.
Aggiornati (con un ritardo 😳 davvero ingiustificabile) anche i Complementi, sulla base delle tue indicazioni, Tommaso.
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Complementi.pdf
A presto e grazie di tutto,
L.
14 Maggio 2009 alle 9:43 in risposta a: Il posizionamento delle immagini tra due paragrafi è brutto? #33780::
Aggiungo solo un paio di considerazioni.Come sai, nei miei documenti inserisco le immagini piccole con [tb] e quelle grosse con [p]: con questo semplicissimo accorgimento i problemi di impaginazione sono quasi nulli. Non solo, la pagina ha un aspetto molto “ordinato”: le figure e le tabelle sono praticamente sempre messe in cima, nel resto della pagina c’è il testo. Un’immagine messa in mezzo alla pagina, secondo me, dà un risultato un po’ più caotico (anche se riconosco che questo effetto “movimentato”, se usato bene, possa dare risultati estetici gradevoli).
Questo è il motivo per cui, nei documenti a due colonne, cerco di posizionare le immagini piccole in modo che ce ne sia (al più) una per colonna.
Fin qui è tipografia. Per quanto riguarda la logica del discorso, di regola non c’è problema se un’immagine fuori testo viene posizionata qualche riga prima o dopo che viene introdotta: per definizione, gli oggetti fuori testo devono essere quanto più possibile indipendenti, ovvero privi di relazioni con il testo che precede e segue.
Attenendosi a questi semplici “principi”, si hanno dunque ottimi risultati, sia dal punto di vista tipografico sia da quello “contenutistico”. Poi, in certe situazioni può capitare di volere un’immagine fuori testo “lì”, e allora può essere opportuno posizionarla con [ht] o [!ht] o addirittura con [H]. Io non ne ho mai avuto bisogno. 😉
Ciao,
L.
::Perfetto era proprio il “giudizio di valore” che cercavo. Allora provo con \enlargethispage{\baselineskip} dove serve.
Non sottovalutare nemmeno l’uso della variante asterisco di quel comando, se cerchi
`\enlargethispage*`
nell’Arte (paragrafo sulla revisione finale) trovi le motivazioni.Tuttavia, un documento di oltre 500 pagine di cui solo 100 sono di testo non è certo facile da impaginare al meglio…
Ciao,
L.
::Please datemi una piccola mano… Ripeto la domanda:
come si fa ad ottenere i backreference anche nelle bibliografie secondarie quando si usa multibib?
Non so se il pacchetto backref sia compatibile con multibib (se dovessi scommettere un centesimo, direi di no). Hai dato un’occhiata alle documentazioni?
Ciao,
L.
::Ho risolto l’inghippo così
`\newpage
\phantom{a}
\newpage
`
che concorre per il premio “il peggior LaTeX mai scritto”, ma che se non altro funzia…Scusa Lorenzo se l’ho recuperata ma era troppo bella!
Eh, davvero orrendo… 😳
Rileggendo quella discussione con il senno di poi, si vede che tutte quelle difficoltà nascevano dal non aver capito bene la gestione dei margini con LaTeX. Se si usa la classe book con layaureo e si struttura il materiale con \frontmatter, \mainmatter e \backmatter non c’è bisogno di fare nient’altro: LaTeX si occupa di tutto.
Per giustificarmi almeno in parte del codice tremendo da te impietosamente sottolineato, mi piace pensare che quello dei margini (insieme ad altri) sia forse un “errore obbligato”, un passaggio di crescita necessario, una tappa nell’apprendimento di LaTeX.
Chiudo con una citazione che troverai forse familiare:
Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato.
Ciao,
L.
::
1.`
\DeclarePairedDelimiter{\abs}{\lvert}{\rvert}
`
e probabilmente anche quello nella riga successiva. Ho controllato la documentazione di mathtools, poiche’ non mi funzionava la definizione del comando abs, e ho notato che la definizione giusta e’:
`
\DeclarePairedDelimiter\abs{\lvert}{\rvert}
`Nessun problema, qui. La definizione
`\DeclarePairedDelimiter{\abs}{\lvert}{\rvert}`
funziona benissimo, al pari di quella con una coppia di parentesi graffe in meno
`\DeclarePairedDelimiter\abs{\lvert}{\rvert}`
Effettivamente, nella documentazione di mathtools è proposta quest’ultima definizione di \abs, anche se la sintassi generale del comando \DeclarePairedDelimiter riportata qualche riga prima è la seguente:
`\DeclarePairedDelimiter{}{ }{ }`
In conclusione, dovrebbero andare bene entrambe (anche se quella con la coppia di graffe in più mi sembra didatticamente più chiara). A questo punto, per individuare e risolvere il tuo problema con \abs occorre un esempio minimo compilabile.2. http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX090511.pdf
In questa bozza (pag. 197-198) ho riportato un esempio di sorgente “ben scritto”, come proposto da Francesco. Purtroppo il risultato finale non mi soddisfa molto. Innanzitutto il codice, piuttosto lungo, è faticoso da leggere (i caratteri a spaziatura fissa non si prestano molto per comporre lunghe parti di testo).
Poi c’è un altro problema filosofico, a mio parere classico quando si compone un “modello” di documento: il testo riportato è pretestuoso e insulso, scritto solo per far vedere come funzionano comandi e ambienti. Questo problema è meno grave scrivendo una guida: lì gli esempi sono confinati in opportuni ambienti e vengono commentati “dall’esterno” ( “a un livello metalinguistico”, mi pare che si dica). Per esempio scrivere
La composizione delle formule matematiche è uno dei punti di forza di LaTeX. La seguente formula è un esempio:
`
\[
2+2=4
\]`(si noti l’uso dell’ambiente “codice”) va benissimo: si capisce che l’esempio è solo… un esempio, e il flusso del discorso principale (“La composizione delle formule matematiche è uno dei punti di forza di LaTeX”) non viene interrotto.
Invece scrivendo un “modello” senza usare opportuni ambienti per gli esempi, questi ultimi vengono a trovarsi sullo stesso piano del discorso generale, che perde coerenza. Una cosa come
La composizione delle formule matematiche è uno dei punti di forza di LaTeX. La seguente formula è un esempio:
2+2=4è meno facile da leggere, perché “2+2=4” è allo stesso livello del discorso principale.
Non so se sono riuscito a spiegarmi… In ogni caso, mi piacerebbe conoscere il vostro parere al riguardo.
Ciao,
L.
::Package floatflt /b/c12/cWarning:/b/c0/c Floating figures 19 and 20 colliding.
Il pacchetto floatflt che è un residuato del LaTeX 2.09: se usi (come spero) una versione moderna di LaTeX, quel pacchetto va evitato. Al suo posto c’è wrapfig.
Per quanto riguarda il tuo problema, davvero hai bisogno di quella disposizione? Ti consiglio di usare dei “semplici” oggetti mobili: se hai bisogno di spiegarne il contenuto usa la didascalia (che è fatta apposta). Il pacchetto wrapfig permette di ottenere risultati estetici gradevoli, ma va usato con molta moderazione, perché può richiedere non pochi aggiustamenti manuali.
Ciao,
L.
::Come mi ha indicato Bistek ho commesso l’errore di supporre che Latex impostasse di default i margini interni maggiori di quelli esterni.
http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=1667&highlight=diavolo
Come vedi, anch’io ero caduto in questo errore, all’inizio…
Ciao,
L.
::Quale è il criterio usato per numerare le formule, se ne esiste uno?
Non credo che esista un unico criterio: in alcuni libri, per esempio, ho visto solo numerare le formule “importanti”. Il mio consiglio è di numerare tutte le formule: con LaTeX è immediato, e in questo modo è possibile riferirsi ad una formula qualsiasi (non si sa mai!) in modo univoco e rapido. Se stai scrivendo una tesi, ad esempio, il tuo relatore può dire “non mi convince la formula 2.3” (immediato) invece di “non mi convince la settima formula a pagina xxx” (non immediato).
Ciao,
L.
::Il problema è questo: sto utilizzando uno stile creato da un ragazzo della mia università per scrivere la tesi. Lo stile definisce dei comandi per l’inserimento dei capitoli, dell’introduzione e delle conclusioni.
Posso darti un consiglio? Usa direttamente la classe book, è possibile che lo stile che stai usando contenga degli errori: quei comandi per inserire i capitoli non promettono molto di buono…
Per quanto riguarda il tuo problema, cerca
`\markboth`
nell’Arte (quassù).Benvenuto sul fourm,
L.
::Carissimi,
vorrei riquadrare il titolo del mio report… una richiesta cosi` semplice ma cosi` difficile da implementare! Non ho trovato niente che mi possa aiutare…
\framebox{\maketitle}, \mbox{\maketitle} e \fbox{\maketitle}
non funzionano…
Any idea?Se il titolo prodotto da \maketitle non ti soddisfa, hai diverse strade: o ridefinisci \maketitle (non banale) oppure, più semplicemente, non usi \maketitle e componi il titolo a mano. Con l”ambiente titlepage puoi fare quello che vuoi:
`\begin{titlepage}
\centering
\Large
\fbox{Il mio titlolo}\medskip
…
\end{titlepage}`
Non l’ho provato, se non funziona \fbox prova \framebox.Ciao (e benvenuta sul forum),
L.
6 Maggio 2009 alle 8:51 in risposta a: Tabella prima cella divisa diagonalmente come intestazione #33560::Ciao a tutti, vorrei riuscire a creare una tabella in cui la prima cella sia divisa in 2 parti diagonalmente per inserire il titolo della prima riga e della prima colonna. Sotto metto il codice con l’idea del risultato che vorrei, a parte naturalmente la prima cella.
`
\begin{table}
\begin{center}
\begin{tabular}[hb]{|c|c|c|}
\hline
saluto/minuti& 1 & 2 \\
\hline
ciao & mamma & ciao \\
\hline
salve & mamma & ciao \\
\hline
buongiorno & mamma & ciao\\
\hline
\end{tabular}
\end{center}
\caption{ciao mamma}
\label{tab:urgenza}
\end{table}
`Esiste un “trucco” semplice per fare questo? Accetto anche soluzioni alternative 🙂
Quello che chiedi si può fare -negli Appunti di Fleck (cerca in Rete) ricordo di aver letto il modo- ma non è consigliabile, in un documento scientifico.
Se ti interessa approfondire la questione leggi il paragrafo sulle tabelle nell’Arte (quassù), che contiene molte indicazioni in proposito.
Ciao,
L.
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