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Ora il problema è che queste immagini sono inserite nel corpo del testo,. Supponiamo che finito il paragrafo ci sia un’immagine di questo tipo. E’ ovviamente grande, così da dover stare eventualmente in un’unica pagina, ma questo mi rovina l’ordine e il layout del documento.
Si tratta di una figura unica (e fuori testo, visto che usi l’ambiente figure), quindi non mi sembra appropriato spezzarla su più pagine. Se l’immagine mobile è grossa, introducila con l’opzione di posizionamento [p]: questa occuperà una pagina apposta, garantendo un risultato tipografico ottimale.
Ciao,
L.
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Quasi dimenticavo!Di seguito riporto le modifiche relative alla nuova versione di maggio 2009.
1. Una variazione complessiva del look and feel del documento: il nome delle classi e dei pacchetti è ora in sans serif (e non più nel font a spaziatura fissa).
2. A pagina xvii ho aggiunto l’acronimo GUI.
GUI Graphical User Interface
Nei moderni sistemi operativi, l’ “interfaccia d’uso grafica” è una modalità di interazione tra l’utente e il calcolatore, che permette all’utente di interagire con il calcolatore manipolando oggetti grafici (come icone e finestre) attraverso un puntatore comandato con un mouse. Si contrappone alla modalità cli (command line interface, “interfaccia a linea di comando”), nella quale l’utente impartisce con la tastiera una serie di comandi testuali.
Questo ambiente di lavoro, introdotto per la prima volta nei laboratori Xerox (progetto Alto), venne sviluppato da Apple, che lo applicò al mondo dei personal computer e lo commercializzò nel 1983 con Lisa e nel 1984 con il Macintosh. In seguito al successo del Macintosh tale sistema è stato adottato anche da Microsoft con Windows.
3. A pagina 15 accenno a SumatraPDF, con cui è possibile la ricerca diretta e inversa su PDF anche su Windows (oltre che su Mac).
Il PDF non offre in generale la ricerca diretta ed inversa — in realtà, su macchine Mac che usano la distribuzione MacTeX e su PC che impiegano SumatraPDF (http://william.famille-blum.org/software/sumatra/) per visualizzare i PDF, la ricerca è eseguibile in entrambi i sensi anche su file PDF.
4. Ho completamente riformulato il capitolo sull’installazione di LaTeX (pag. 11-16) e il paragrafo sulla gestione dei pacchetti (pag. 29-32). Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti (in primis Francesco Agosti, Marco Di Bello, Roberto Giacomelli, Antonio Ledda, Massimiliano Dominici ed Enrico Gregorio) per l’eccellente contributo.
6. A pagina 42,
La codifica utf8x richiede il pacchetto ucs, da caricare prima di inputenc.
al posto di
La codifica utf8x richiede il pacchetto ucs.
Va bene?
7. A pagina 121 ho aggiunto un capoverso sulla composizione dei vettori:
I vettori si scrivono di solito in neretto (corsivo, secondo le norme ISO-UNI) oppure in semplice corsivo matematico; talvolta, soprattutto nei testi di fisica, vengono stampati con una freccia sopra. Per scrivere simboli in neretto si può usare il comando \mathbf; per il neretto corsivo c’è il comando \bm, messo a disposizione dal pacchetto bm (bold math); per comporre simboli con una freccia sopra si usa il comando \vec. Può essere conveniente ridefinire il comando \vec, nel preambolo:
`\renewcommand{\vec}{\bm}`
In questo modo, basta scrivere \vec{v} per avere v ed è possibile cambiare notazione con un’unica modifica (vedi anche il paragrafo 7.7 a pagina 125).8. Nel paragrafo su BibTeX (a pagina 143 e seguenti), ho talvolta reso “journal” con “rivsita” e non con “giornale”.
9. A pagina 165 ho completamente rivisto il paragrafo su fancyhdr, che conteneva alcune imprecisioni; ringrazio Marco Di Bello per avermele fatte notare e il Prof. Enrico Gregorio per aver fornito come di consueto la soluzione.
Se si usano le classi standard, con il pacchetto fancyhdr è possibile personalizzare la testatina e il piè di pagina (ossia lo stile di pagina) del documento.
La difficoltà nel personalizzare le testatine consiste nel dovervi inserire informazioni come i titoli del capitolo e del paragrafo corrente. LaTeX risolve questo problema con un approccio a due tappe. Nella definizione della testatina si usano i comandi \leftmark e \rightmark per indicare rispettivamente il titolo del capitolo e del paragrafo in corso. I valori di questi comandi vengono aggiornati ogni volta che viene elaborato un comando di inizio capitolo o paragrafo. Per garantire la massima flessibilità, i comandi \chapter e \section non modificano direttamente \leftmark e \rightmark, ma richiamano due ulteriori comandi, \chaptermark e \sectionmark, che a loro volta definiscono \leftmark e \rightmark. Così, se si desidera cambiare il titolo del capitolo o del paragrafo nella testatina, si devono semplicemente ridefinire \chaptermark e \sectionmark, rispettivamente.
La figura 13 nella pagina seguente illustra un esempio d’uso del pacchetto fancyhdr ottenuta con il seguente codice:
`\documentclass{book}
\usepackage{fancyhdr}
\pagestyle{fancy}
\renewcommand{\chaptermark}[1]{\markboth{#1}{}}
\renewcommand{\sectionmark}[1]{\markright{\thesection\ #1}}
\fancyhf{}
\fancyhead[LE,RO]{\bfseries\thepage}
\fancyhead[RE]{\bfseries\footnotesize\nouppercase{\leftmark}}
\fancyhead[LO]{\bfseries\footnotesize\nouppercase{\rightmark}}`
Le istruzioni precedenti impediscono la scrittura in maiuscolo dei titoli dei capitoli e dei paragrafi nelle testatine. Nella testatina delle pagine pari (Even) viene scritto il titolo del capitolo in corso, sulla destra (Right); nella testatina delle pagine dispari (Odd) viene scritto il titolo del paragrafo in corso, a sinistra (Left). Il numero di pagina viene stampato a sinistra nelle pagine pari e a destra nelle pagine dispari.Per ottenere altri stili di pagina si rimanda alla documentazione del pacchetto fancyhdr, molto dettagliata.
Ho anche rifatto la figura 13 a pagina 166, ingrandendo il corpo dei caratteri. Spero che ora il tutto sia più chiaro.
10. Qualche altra finezza qua e e là.
A presto,
L.
::Scusa Lorenzo, ma con un doppio clic avvii TeX Live Utility, non TeX Live Manager, che è un programma ben definito. TeX Live Manager è dotato di un’utilità da riga di comando e di un’interfaccia grafica: entrambe si avviano da riga di comando su qualsiasi SO. Su Mac, esiste anche TeX Live Utility, che è un’interfaccia grafica alternativa che usa TeX Live Manager “sotto il cofano” e che va installata a parte con MacTeXtras. Questa si avvia con un doppio clic.
Capisco questo punto di vista, anche se la distinzione è sottile: si potrebbe obiettare che lanciando con il doppio clic l’interfaccia che (sotto il cofano) usa il TeX Live Manager, di fatto si sta usando il TeX Live Manager (con la mediazione dell’interfaccia) senza usare il terminale. 🙄
Il tutto mi ricorda vagamente la sottigliezza di alcune problematiche teologiche. 😉
Proprio per questo, coerentemente, ho risolto il tutto appellandomi al principio di autorità: la tua. 😉 Ora quel paragrafo dell’Arte segue la tua versione.
Grazie mille,
Lorenzo
::[Manca una menzione ai mirror] perché vorrei tenere la pagina al maggior livello di semplicità possibile. Al limite posso inserire un link alla documentazione di TeX Live Manager per le ulteriori opzioni.
Ottima idea e ottime ragioni. Il problema dei mirror andrebbe accennato (perché un mirror molto lento potrebbe rendere impossibile o scomodissimo un aggiornamento), aggiungere un link alla documentazione permette di non appesantire troppo le cose.
Diciamo la stessa cosa, ma la mia formulazione non è chiara (anche perché nell’ultima versione avevo cancellato le parole “senza passare dal terminale”).
Scusami per l’insistenza, ma per me ancora non va bene. Infatti questa frase
Il TeX Live Manager può essere usato sia da riga di comando che tramite un’interfaccia grafica. In entrambi i casi il programma va avviato da terminale, con privilegi di amministratore […].
così com’è scritta è falsa, sempre che su Mac sia possibile (come credo e spero; ma purtroppo non posso controllare personalmente) avviare il TeX Live Manager (attraverso la sua interfaccia TeX Live Utility) con un doppio clic, senza passare dal terminale. La frase che ho riportato fa pensare che il programma vada avviato sempre dal terminale, cosa che per gli utenti Mac non è vera.
Ciao,
L.
::dovrei inserire degl’esempi d’uso del mio programma nella relazione che sto scrivendo in LaTeX. Il programma è scritto in c e restituisce l’output a video stesso nel terminale di linux.
Effettuare una screenshots ed inserirlo come immagine non mi sembra una soluzione ideale, allora ho copiato il testo di output che mi insteressava e lo vorrei inserire nel documento.
Ovviamente il testo deve essere formattato.
Se hai un po’ di tempo:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Codici.pdfSe invece hai fretta, cerca “verbatim” in “LaTeX per l’impaziente”.
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/LaTeXimpaziente.pdfCiao,
L.
::
Ciao a tutti, ho appena aggiornato la guida, riformulando il capitolo 3 e il paragrafo 4.4.4 tenendo conto delle ultime indicazioni emerse (e in particolare dal lavoro di Massimiliano sull’installazione dei pacchetti, molto più chiaro di quello che avevo scritto io).1 Per Massimiliano
a) Scrivi:
MacTeX (che è la versione di TeX Live per Mac OS X) fornisce anche un’interfaccia grafica nativa per TeX, inclusa nel pacchetto MacTeXtras: TeX Live Utility.
Volevi dire “nativa per Mac”, immagino.
b) Ancora, vedo che non hai fatto nessuna menzione alla possibilità di cambiare mirror per scaricare i pacchetti: è voluto?
c) Scrivi:
Il TeX Live Manager può essere usato sia da riga di comando che tramite un’interfaccia grafica.
In entrambi i casi il programma va avviato da terminale, con privilegi di amministratore (come acquisirli dipende dal sistema operativo su cui si lavora), fornendo, se si desidera l’interfaccia grafica, l’opzione –gui. MacTeX (che è la versione di TeX Live per Mac OS X) fornisce anche un’interfaccia grafica nativa per TeX, inclusa nel pacchetto MacTeXtras: TeX Live Utility. Gli utenti Mac possono quindi usare quest’ultima, che evita il ricorso a X11.
Se invece si preferisce fare l’installazione da riga di comando, queste sono le operazioni più comuni da compiere:
Continua a non convincermi l’espressione “in entrambi i casi il programma va avviato da terminale”. Sarà sicuramente così su Linux, ma su Mac spero di no: i programmi Mac si avviano con due clic, il terminale su Mac c’è, ma sta “sotto il cofano”. A pagina 30 dell’Arte ho scritto cos:
Dal 2008, la distribuzione TeX Live, che su Mac è nota come MacTeX, contiene il programma TeX Live Manager per installare e aggiornare i pacchetti (http://www.tug.org/texlive/tlmgr.html). Il programma può essere usato tramite un’interfaccia grafica oppure attraverso la linea di comando. In entrambi i casi, per usare il programma è necessario disporre dei privilegi di amministratore (come acquisirli dipende
dal sistema operativo su cui si lavora).Su Mac è disponibile un’apposita interfaccia grafica per TeX Live Manager, TeX Live Utility, inclusa nell’archivio MacTeXtras (http://tug.org/mactex/mactextras.html, vedi la figura 6b).
Mi piacerebbe che qualcuno confermasse o smentisse.
2 MiKTeX contro TeX Live
Ho aggiunto le seguenti precisazioni:
È bene tener presente che la distribuzione MiKTeX non è automaticamente predisposta per lavorare con tutte le lingue che LaTeX è capace di gestire (italiano compreso); per farlo è necessario eseguire la semplice procedura descritta nel paragrafo 5.1.1 a pagina 39.
A proposito della TeX Live per Windows:
Nonostante si tratti di una distribuzione robusta e affidabile (e, a differenza di MiKTeX, automaticamente configurata per lavorare con tutte le lingue che LaTeX è capace di gestire, italiano compreso), le procedure di installazione e di manutenzione della TeX Live per Windows non sono semplici come quelle di MiKTeX, che è pensata appositamente per gli utenti di Windows.
Fin dalla prima installazione, la distribuzione [MacTeX] è automaticamente predisposta per lavorare con tutte le lingue che LaTeX è capace di gestire (italiano compreso).
3 CTAN
Per installare una distribuzione di LaTeX da Internet, il luogo di riferimento è la Rete CTAN (Comprehensive TeX Archive Network, “Rete di archivi completi per TeX”, http://www.ctan.org/), ovvero un insieme di siti dislocati in tutto il mondo, tutti uguali fra di loro; in ciascun sito CTAN è possibile rintracciare tantissimo software e materiale che riguarda LaTeX, ad esempio pacchetti, programmi, stili, font.
Il vantaggio di collegarsi ad un server CTAN più vicino, che contiene una copia integrale (mirror, “specchio”) di un sito CTAN “originale” (che può essere sovraffollato), è di poter disporre, solitamente, di una connessione più veloce. In Italia esiste, ad esempio, il server (in realtà non molto veloce) dell’Università Tor Vergata di Roma (ftp.uniRoma2.it), cui si viene automaticamente indirizzati quando si scaricano da CTAN le distribuzioni MiKTeX o TeX Live.
4 La linea di comando e i programmi ausiliari
Metterei un accenno al fatto che, dalla linea di comando di un qualsiasi SO in cui è installato (pdf)LaTeX, con
`pdflatex documento.tex `
si fa la stessa identica cosa che nel cliccare su “Run” da TeXnicCenter. Inoltre metterei al posto di• LaTeX, che elabora il file .tex creato con l’editor e produce il documento tipocomposto (in formato .pdf o .dvi)
• LaTeX, che elabora il file .tex creato con l’editor e produce, insieme ad altri files – vedi sezione 4.6 a pag. 35 -, il documento tipocomposto (in formato .pdf o .dvi)
Quello che dici è ineccepibile, Francesco, ma non mi pare che precisarlo contribuirebbe a rendere più chiare le cose, anzi forse le complicherebbe leggermente (almeno nell’ottica di un principiante assoluto). Mi sbaglio? Qui, ancora una volta, opterei per la semplicità a scapito della completezza.
5 Espandere l’Arte?
Leggo che ci sono molte cose che avresti la tentazione di inserire nell’Arte, ma che non trovano posto o comunque rischiano di appesantire troppo la lettura.
Io vedrei due alternative, l’una mi piace di più, l’altra di meno:
– aggiungere dei paragrafi di approfondimento, segnati con un asterisco, una croce, … che indichi come quel paragrafo è, appunto, un approfondimento, non indispensabile, la cui lettura può essere rimandata a dopo aver digerito i fondamentali;
– aggiungere dei riquadri, magari colorati o con qualche segnaposto particolare, con approfondimenti, curiosità, etc. Insomma, un’applicazione del pacchetto float.No. L’Arte vuole essere una guida concisa e (relativamente) sintetica. Già così, le sue dimensioni sono al limite superiore di quanto considero accettabile. La tipografia digitale con LaTeX è una materia potenzialmente infinita, inutile inseguire la completezza, che è un obiettivo irraggiungibile. Per le esigenze specialistiche ci sono gli articoli (quello su float è uno di questi), i manuali e le pubblicazioni di approfondimento.
6 Complementi all’Arte
Qualche mese fa ho provato a raccogliere gli articoli “L’arte di … con LaTeX” in un unico documento. Poi non ci ho più lavorato (chiedo scusa a Tommaso per non aver avuto ancora il tempo di apportare le giuste correzioni che mi ha suggerito). 😳 Il fatto è che non sono più molto convinto del senso di un documento che raccoglie di tutto (da come scrivere in cirillico a come comporre codici).
Il documento è questo:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Complementi.pdfPrendetelo col beneficio del dubbio. E fatemi sapere che cosa ne pensate, se vi va.
Ciao,
L.
::Direi di sopprimere il riferimento a TeX Live Utility, per non confondere il lettore.
No, il riferimento alla TeX Live Utility è assolutamente opportuno, dal momento che ritengo che l’utente Mac medio sia molto più a suo agio con l’interfaccia grafica che con quella a linea di comando. Va spiegato dove reperire la TeX Live Utility (riportando sia il link suggerito da Enrico sia la menzione a MacTeXtras), questo sì.
Ciao,
L.
::`\begin{minipage}{.6\textwidth}
\includegraphics[width=\textwidth]{mappaonly.eps}
\end{minipage}%
\hfill
\begin{minipage}{.35\textwidth}
\begin{tabular}{@{}p{.5\textwidth}p{.5\textwidth}}
\textmd{\textbf{PIEMONTE}}&\textmd{\textbf{LIGURIA}}\\
\textit{Alessandria}&\textit{Genova}\\
\textit{Cuneo}&\textit{Porto Maurizio}\\
\textit{Novara}&\\
\textit{Torino}&\\[.4cm]
\textmd{\textbf{LOMBARDIA}}&\textmd{\textbf{VENETO}}\\
\textit{Bergamo}&\textit{Belluno}\\
\textit{Brescia}&\textit{Padova}\\
\textit{Como}&\textit{Rovigo}\\
\textit{Cremona}&\textit{Treviso}\\
\textit{Mantova}&\textit{Udine}\\
\textit{Milano}&\textit{Venezia}\\
\textit{Pavia}&\textit{Verona}\\
\textit{Sondrio}&\textit{Vicenza}\\
\end{tabular}
\end{minipage}`Non l’ho provato, quindi non discuto l’utilità dell’esempio. Solo, se dovessi scrivere una tabella così userei
`\newcolumntype`
spiegato con opportuni esempi nell’Arte (quassù). Chiedo scusa per l’OT.Ciao,
L.
::Ciao a tutti,
ho risolto il problema delle citazioni nella bibliografia.
Praticamente, spostando il frontespizio all’interno del \frontmatter il problema si risolve.
Questo crea però un’altro problema: il frontespizio viene incluso nella numerazione delle pagine del frontmatter. Ora il problema è: come posso eliminare il frontespizio dalla numerazione delle pagine del frontmatter non andando a creare problemi alla bibliografia?
Ho provato con \setcounter{page}{1} e sembra risolvere la questione.
Come soluzione, però, mi sembra poco elegante. Ne esiste un’altra?In una tesi è bene che tutte le pagine siano numerate: vale anche per il frontespizio. Se proprio vuoi escluderlo dalla numerazione (ma te lo sconsiglio vivamente) il metodo che indichi va bene.
Ciao,
L.
::http://www.guit.sssup.it/installazione/pacchetti_nuovo.php%5B/url%5D
Per favore, segnalatemi eventuali inesattezze e proposte per migliorare la comprensione. Tra l’altro, non ho molta esperienza di TeX Live su Windows, per cui accetto volentieri suggerimenti in merito.
Davvero ottimo.
Cambierei il titolo: “I pacchetti, overro come ampliare…” al posto di “Packages: ovvero ampliare” e scriverei “i pacchetti (packages)” al posto di i packages (pacchetti)”. Così si dà la precedenza all’italiano. Scriverei “allineati orizzontalmente e non verticalmente” al posto di “allineati orizzontalmente piuttosto che verticalmente”, dal momento che “piuttosto che” è abusato e brutto. Poi sostituirei ovunque “utilizzare” con “usare”, che è più semplice e vuol dire esattamente la stessa cosa.
Poi c’è questa affermazione:
Il TeX Live Manager può essere usato sia da riga di comando che tramite un’interfaccia grafica.
In entrambi i casi il programma va avviato da terminale […].
Davvero è così? Su Mac, mi pare, se si usa la TeX Live Utility non è necessario passare dal terminale.
Ho un’altra domanda. Da quanto capisco, la TeX Live, a differenza di MiKTeX, ha già abilitate le regole di sillabazione per tutte le lingue (italiano compreso). Vale anche se si usa Linux? In altre parole, ho la sensazione che questa affermazione contenuta a pagina 40 della guida
Se si usa TeX Live su Linux, [per abilitare la sillabazione italiana] a seconda della distribuzione può essere necessario lanciare sudo texconfig-sys dalla linea di comando, scegliere hyphenation e togliere il % davanti a italian nel file che comparirà.
sia sbagliata.
Sto lavorando ad una revisione della parte sull’installazione di LaTeX e dei suoi pacchetti. Prossimamente vi sottoporrò il risultato, rispondendo alle nuove osservazioni che avete fatto (e per le quali vi ringrazio fin d’ora).
Ciao,
L.
::Salve a tutti
sono un’utilizzatrice di Latex ma non mi definirei un utente esperto.
Vorrei porre al forum questa domanda:
è possibile mettere una figura fianco a fianco con una tabella senza passare la tabella come immagine?
Sto scrivendo un paper e mi farebbe molto comodo.
Vi ringrazio tutti anticipatamente.Credo che il pacchetto subfig non lo facca, e che sia necessario usare delle minipage.
http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=5783&highlight=minipage+chiarezza
Nel forum cercando “minipage” dovresti trovare esempi utili al tuo caso.
Ciao,
L.
::1) per le citazioni nel testo uso quotation{} ma vorrei che mi riducesse i margini, usasse un carattere più piccolo ed un interlinea piccola come posso fare? con uno stile?
Cerca “citazione” nell’Arte (quassù).
2) come posso includere nell’indice anche un quarto livello un quinto etc.?
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Complementi.pdf
Capitolo 10 a pagina 51 di questa pubblicazione apocrifa. 😉La prossima volta, una domanda per topic, per favore.
Ciao,
L.
::Ciao a tutti! Ho un problema che mi si verifica utilizzando il pacchetto \minitoc. Sto scrivendo il mio progetto di tesi e volevo mettere all’inizio di ogni capitolo il mini-indice. Quello che accade è che mi sfasa di un capitolo la visualizzazione dei mini-indici ovvero il mini-indice del capitolo1 è nel capitolo 2 e via via gli altri.
Ho seguito la guida ArteLatex e ho cercato nel forum ma tutt’ora nn riesco a risolvere il problema. Non ho capitoli con *, è forse un problema della bibliografia? devo mettere qualcosa al suo interno per i minitoc?
Ti consiglio di numerare l’introduzione, che è un capitolo come gli altri. In ogni caso, il seguente
`\documentclass{book}
\usepackage{minitoc}
\begin{document}
\frontmatter
\chapter{Sommario}
\chapter{Ringraziamenti}
\dominitoc\tableofcontents
\chapter{Prefazione}\mainmatter
\chapter{Introduzione}\chapter{Mane}
\minitoc\mtcskip
\section{Mane}
\section{Mane}\chapter{Tekel}
\minitoc\mtcskip
\section{Tekel}
\section{Tekel}\chapter{Fares}
\minitoc\mtcskip
\section{Fares}
\section{Fares}
\end{document} `
non mi dà alcun problema.Ciao,
L.
::Stavo leggendo “L’arte di scrivere in greco con LaTeX” di Lorenzo (The BOSS) Pantieri
a pagina 2 è presente questo indirizzo:
http://www.ctan.org/tex-archive/fonts/greek/cb/
per scaricare la collezione dei cb “completi”…i collegamenti mi portano si alle rispettive pagine del sito CTAN, ma per ognuna compare il testo: “That material is not here”
Ecco il link giusto:
http://www.ctan.org/tex-archive/fonts/greek/cbfonts/Lo correggo anche nell’articolo, grazie mille per la segnalazione.
Ciao,
L.
::La TeX Live ha il pregio (magari non apprezzato da tutti) di permettere un’installazione completa senza tutte le idiosincrasie di MiKTeX (valga l’esempio delle lingue).
Dimenticavo! Enrico, potresti per favore sviluppare questo concetto? Quali sono queste idiosincrasie linguistiche di MiKTeX? E poi, generalizzando: in quali aspetti, in definitiva, la TeX Live per Windows è superiore a MiKTeX?
Grazie ancora,
L.
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