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Caro Lorenzo,
ti ringrazio per la rapidissima risposta e colgo anche lopportunità di ringraziarti per i tuoi lavori su ClassicThesis e più in generale su LaTex che sto consultando assiduamente.
Elio
Grazie a te: mi hai fatto appena notare che ho dimenticato di aggiornare il codice riportato nella documentazione di ArsClassica (il .sty è aggiornato, il pdf no). Rimedio subito!
Ciao,
L.
::i parametri \boolean{eulerchapternumbers} \boolean{minionprospacing} \boolean{pdfspacing} sono privi di @.
Dopo la compilazione ho ricevuto messaggi di errore che facevano proprio riferimento a tali parametri.Miede ha cambiato nome a quelle variabili passando dalla versione 2.3 alla 2.5 del suo stile. Aggiorna ClassicThesis e ArsClassica all’ultima versione (la 2.5) e riprova.
Ciao,
L.
25 Novembre 2008 alle 9:17 in risposta a: Termini stranieri: cambiamento maniacale di lingua + textit? #23698::Le parole straniere sono da evitare, per quanto possibile. […]
Come giustamente osserva Lorenzo, le parole straniere non comunemente usate dal lettore “medio” del testo andrebbero in corsivo, almeno alla prima apparizione dove ne viene spiegato il significato. L’esempio di “skyscraper” non è proprio calzante, visto che il calco “grattacielo” è ampiamente diffuso in italiano; inoltre la corretta sillabazione in inglese è sky-scrap-er.
[…]
A questo punto sorge il problema delle regole di cesura da scegliere per la parola straniera accettata. Mi sentirei di fare questa proposta: la parola straniera non si spezza per niente, se possibile. Se proprio diventa impossibile l’impaginazione con la parola intera, si decide caso per caso.
È ovvio che in una grammatica inglese le parole in quella lingua devono essere spezzate secondo le regole dell’inglese. Probabilmente lo stesso vale per un testo di carattere filosofico che contenga le solite “Weltanschauung” e simili. Per parole più comuni e diffuse in italiano, propenderei per una cesura con le regole dell’italiano.
Riprendo questo filone perché vorrei provare a farne una sintesi.
1. Le parole straniere andrebbero usate il meno possibile.
2. Se si scrivono intere frasi in lingua straniera (come in un abstract bilingue, o in una citazione), vanno adottate le regole di cesura di quella lingua.
3a. Se si citano singole parole all’interno di un documento, la cosa migliore sarebbe non spezzarle per niente (basta metterle dentro \hyphenation o \mbox, naturalmente).
3b. Se in questo modo l’impaginazione diventa problematica, si decide a seconda del tipo di documento.
Ecco, vorrei, se possibile, sviluppare un po’ quest’ultimo punto. Per esempio, in un documento italiano “Knuth” viene sillabato come “Knu-th” (!), “Heaviside” come “Hea-vi-si-de”, mentre “Weltanschauung” come “Welt-an-shauung” In inglese, la sillabazione è invece “Knuth” e “Heav-i-side”. In tedesco, si ha “Welt-an-shau-ung”. Adotterei questa soluzione (in un documento italiano).
`\hyphenation{Knuth Heavi-side}`
In altre parole, se impedendo che una parola sia spezzata l’impaginazione diventa difficile, si adottano come punti di cesura solo quelli comuni tra le due lingue, se ve ne sono. (Nel caso in questione, non occorre dare \hypehation{Welt-an-shauung}, perché la sillabazione italiana è più restrittiva di quella tedesca.) Si tratta di una soluzione forse troppo macchinosa, però in questo modo si è sicuri che la sillabazione è comunque “giusta”.Vorrei sapere che cosa ne pensate. In particolare, sono alla ricerca di esempi “calzanti” e “didattici”, di parole straniere che si possono trovare citate a proposito in documenti italiani, ma con sillabazione diversa nelle due lingue.
Grazie mille,
L.
::ciao Lorenzo,
volevo usare il tuo stile classic.bst con natbib e classicthesis, ma mi da questo errore:
] (Thesis.bbl
No file Thesis.brf.
\tf@brf=\write7! LaTeX Error: Command \enquote already defined.
Or name \end… illegal, see p.192 of the manual.See the LaTeX manual or LaTeX Companion for explanation.
Type Hfor immediate help.
…l.6 …nquote}[1]{\guillemotleft#1\guillemotright}
Qualcuno mi da una dritte dove cercare la soluzione?
Lo stile classic.bst è pensato per funzionare proprio con ClassicThesis e natbib: difficile capire che cosa non va nel tuo codice senza un esempio minimo che riproduce il problema.
Ciao,
L.
::`\begin{displaymath}
\mathbf{\beta} =
\left[ \begin{array}{ccc}
x_{1} \\
x_{2} \\
\vdots \\
x_{n}
\end{array} \right]
\end{displaymath}`Si tratta di un orrore (mi raccomando: non prendertela). Appendice B.4 e capitolo 7 di questa nota guida:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdfOggi sono in vena di autocitazioni… 😉
Ciao,
L.
::Ho pure provato ad inserire il simbolo $ $ ma nulla.
Scusate la mia mediocrità, ma non ci arrivo.Graziehttp://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/LaTeXimpaziente.pdfIn entrambi i casi, c’è un paragrafo intitolato “Indirizzi Internet”. Non era difficile… 🙄
Ciao,
L.
::ho un problema con una tabella, in particolare con i footnote.
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf
Paragrafo sulle tabelle, in particolare a pag. 81.
Ciao,
L.
::C
Da quello che ho capito, bisogna usare makebst, (giusto?) e pare anche che non sia troppo difficile, ma non ho capito praticamente come procedere. Ho anche scaricato le istruzioni da ctan, ma non mi sono state d’aiuto..http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=749&highlight=merlin
Nel topic sono descritte passo per passo le istruzioni per usare makebst. Non è che sia difficile: è che le domande sono davvero tante, il difficile è rispondere “per il meglio”.
Ciao,
L.
::Non mi risulta. Il pacchetto float definisce il comando \listof che serve a comporre l’elenco dei nuovi ambienti che possono essere creati con \newfloat.
Ops! Il pacchetto float definisce i comandi \newfloat e \listof. Il pacchetto tocloft definisce il comando \newlistof. Ho fatto confusione… 😳
Grazie mille,
Lorenzo
::
Ciao, dopo aver meditato sulla spiegazione di Enrico e sulla doc. di listings, mi restano due quesiti:1. C’è differenza tra le opzioni
`flexiblecolumns=true`
e
`columns=fullflexible`
?2. (Anche) usando un font a spaziatura fissa (con l’opzione flexiblecolumns ativata), l’opzione
`keepspaces=true`
è necessaria per mantenere l’allineamento verticale: solo così, infatti gli spazi hanno la stesa larghezza dei caratteri del font usato. Giusto?Grazie mille,
L.
::
Caro Enrico,ti ringrazio di tutto. Ho solo una curiosità (non essenziale, in relazione all’oggetto della discussione). Il pacchetto tocloft e il pacchetto float definiscono entrambi lo stesso comando \newlistof. Anzi, verosimilmente è tocloft che riprende quel comando da float. Ho visto dalla do. di tocloft che non ci sono problemi di compatibiltà (il pacchetto float è citato più volte), ma (profano qual sono), mi viene spontaneo chuidermi come ciò sia possibile…
Puoi comunicarlo a Miede, purché citi la paternità. 8)
Lo farò senz’altro.
Immagino che tu abbia capito perché ci sono arrivato. 😉
Eh, sì… 😉
Grazie mille,
Lorenzo
::non sono di sicuro un profondo conoscitore delle regole della lingua italiana..ma il poco latino che mi porto dietro dal liceo mi fa rabbrividire all’idea di non pretendere un curricula quando si parla al plurale.
E’ vero che con le parole straniere non si applica la stessa regola, ma credo che in quel caso ci si trovi nella condizione di “importare” espressioni non propriamente nostre (vuoi per le radici storiche, culturali e via dicendo)…dovremmo sapere come si rendono al maiuscolo parole di ogni lingua che entra nel nostro quotidiano..
Con il latino la situazione per me cambia, è un po’ il nonno della nostra lingua, e credo sia quindi giusto usarlo con un minimo di rispetto.
Ciao Cristiano, ho l’impressione che, in materie come questa, non si possa parlare di “regole”in senso ferreo: spesso, è una questione di stile, di gusti.
Che in latino il plurale di “curriculum” sia “curricula”, non ci piove. Tuttavia, sono tante le parole latine entrate nell’uso della lingua italiana. “Album” e “iter”, per esempio. Ma tu diresti/scriveresti mai “gli alba” e “gli itinera”? “Ho incollato le fotografie del mio matrimonio in due bellissimi alba”. “Le pratiche seguono due itinera diversi”. Improponibile, vero? 😉
Su “tutor” qualche dubbio l’avrei: “I tutor sono molto preparati”, “I tutores sono molto preparati”. 🙄
Con “curriculum” il discorso è diverso. “Curricula” si sente dire abbastanza spesso. La mia conclusione è che, enunciata la regola, si tratta di vedere, caso per caso.
Ecco un altro dubbio: in tedesco mi hanno spiegato che i sostantivi vanno in maiuscolo. Quindi bisogna scrivere: “Ho ascoltato due magnifici lieder” o “Ho ascoltato due magnifici Lieder“? Sper che ci sia qualche esperto/amante della lingua tedesca all’ascolto!
Grazie mille,
L.
::Direi che André ha gettato la spugna un po’ troppo presto:
`\newlistof{listings}{lol}{\lstlistlistingname}
\renewcommand{\cftlistingspresnum}{\scshape\MakeTextLowercase}%
\renewcommand{\cftlistingsfont}{\normalfont}%
\renewcommand{\cftlistingspagefont}{\normalfont}%
\renewcommand{\cftlistingsleader}{\hspace{1.5em}}%
\renewcommand{\cftlistingsafterpnum}{\cftparfillskip}%
\let\l@lstlisting\l@listings
\let\lstlistoflistings\listoflistings`
I valori che ho dato ai comandi di tocloft relativi a questo tipo di indice sono presi da ClassicThesis e non sono sicuro che facciano ciò che si intende. Ma l’idea è quella.Puoi usare \lstlistoflistings o \listoflistings a piacere per produrre l’indice.
Visto che il trucco l’ho trovato? 🙂 Naturalmente va messo quando sono caricati sia listings che tocloft.
Funziona egregiamente! 😉 Alè! 😀
Grazie mille,
Lorenzo
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