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L’idea che lancio qui è: creiamo un template base completo commentato e rilasciamolo come modello generalistico ma corretto, come convenzione per tutti. Non per uniformare e mortificare la creatività legata a questa arte, ma per fare apprendere a tutti una tecnica corretta, sulla quale, poi, ogni genialità potrà emergere più chiaramente.
Innanzitutto ti ringrazio per i complimenti.
L’idea del modello non è da scartare a priori (voglio rifletterci meglio nei prossimi giorni), ma di primo acchito mi lascia perplesso. Credo fermamente che per usare LaTeX sia necessario studiarlo su una guida di base aggiornata, che affronti gli aspetti generali della composizione di un documento (testo, tabelle, figure, matematica, bibliografia, …). Per gli aspetti specifici (matematica avanzata, diritto, filologia, …) ci sono i pacchetti, con la loro documentazione. Né la guida di base né i pacchetti specialistici possono essere trascurati, IMHO.
Il rischio di un modello già predisposto è che l’utente alle prime armi lo usi senza sapere bene quello che sta facendo, e questo creerebbe più guai che altro. Un utente che ha letto “LaTeX per l’impaziente” è perfettamente in grado di comporre un documento corposo, caricando i pacchetti che gli servono.
Ciao,
L.
::è solo che, che sta preparando una tesi (come me, del resto) non ha molto tempo di andarsi a studiare anche come funziona LaTeX…
Per guidare un’automobile, la patente è indispensabile. Se si guida un’automobile senza patente, si fanno danni.
Allo stesso modo, se si vuole usare LaTeX in modo dignitoso è indispensabile studiarlo. Prendi questa discussione: non aggiunge nulla a quanto si trova scritto nei (numerosissimi) topic del forum al riguardo. Il risultato di questa discussione è (immancabilmente) più confuso della sintesi che si può trovare su una guida di base aggiornata. Il paradosso è che questa discussione ha richiesto più tempo (anche a chi l’ha iniziata, non solo a chi ha risposto) che andarsi a leggere l’argomento su una guida.
Insomma, una specie di “prendi due, paghi tre”. Non esattamente il massimo della razionalità, non credi?
Ciao,
L.
::PS: stavolta però non hai utilizzato ClassicThesis come tuo solito 😉
ClassicThesis è il mio stile preferito, ma tenendo conto del lettore cui si rivolge questa guida ho ritenuto opportuno usare gli strumenti più semplici possibili: la guida è stata composta con la classe la classe book, con il pacchetto layaureo per i margini e il pacchetto caption per le didascalie. Insomma, “non ho voluto cercare impaginazioni particolari né colori vivaci o anche smorti”.
Al contrario dell’ “Arte”, che usa qualche stratagemma “dietro le quinte” per raggiungere effetti particolari, le informazioni per comporre “LaTeX per l’impaziente” sono contenute nella guida stessa.
Ciao,
L.
::`\begin{figure}[htbp]
\includegraphics[width=7cm]{GRB3.eps}
`In queste due righe ci sono tre errori. Più in generale, questo lungo topic non contiene alcuna informazione che non sia presente in almeno due delle guide indicate qui in alto…
Spero che nessuno se la prenda o mi giudichi male 😳 se faccio presente che gli strumenti ci sono: bisogna “solo” studiarli!
Ciao,
L.
::Mi sembra una buona idea.
Speriamo si riveli l’incentivo giusto per chi ha poco tempo, voglia e pazienza…Purtroppo (e l’esperienza ce lo dimostra… :wink:) l’esistenza degli strumenti “giusti” non basta per colmare tutte le lacune di cui parli…
Tuttavia, è già qualcosa che questi strumenti ci siano! Spero di aver dato, in questo senso, un piccolo contributo.
Un salutone,
Lorenzo
::Beh insomma, io sto usando tex per riordinare i miei appunti di linux e programmazione e sinceramente un pò son preoccupato perchè sono appena alla 29’a pagina e vedo che l’elaborazione non è una cosa da millisecondo… Siccome non sarebbe la prima ram che brucio mi stavo chiedendo se esiste qualche tool che mantiene le parti non modificate.
I comandi \include e \includeonly possono essere utili se si lavora ad un documento corposo su una macchina vecchiotta.
Ciao,
L.
::
Ciao a tutti, di seguito riporto le modifiche al lavoro relative all’edizione di settembre.1. Nel frontespizio ho scambiato l’ordine dell’autore e del titolo. Anche se il comando standard di LaTeX \maketitle scrive l’autore sotto il titolo, ho notato che la maggior parte dei libri “veri” segue la convenzione opposta.
2. Negli acronimi, ho riformulato la voce “EC”.
EC Extended Cork
Sono font che hanno lo stesso aspetto dei Computer Modern (i font predefiniti di LaTeX), ma che contengono caratteri speciali per la maggior parte delle lettere accentate usate nelle lingue europee. Il nome deriva dalla città di Cork, in Irlanda, sede della Conferenza Internazionale (1990) nella quale questi font vennero introdotti.
3. In tutte le tabelle del documento, la linea che segue l’intestazione delle tabelle ha ora lo stesso spessore di \toprule e \bottomrule (tale linea è ottenuta con il comando \otoprule, definito a pagina 69).
4. Ho modificato l’ultimo capoverso di pagina 25, che è piuttosto difficile da comporre a causa dei path lunghi (che ho preferito non mettere in righe a sé stanti, perché quel trattamento tipografico è riservato al codice LaTeX). A tal fine, ho riformulato il capoverso e l’ho inserito in un ambiente sloppypar. Se qualcuno vuole cimentarsi con questo rompicapo, di seguito riporto un codice minimale che riproduce il capoverso.
`\documentclass[10pt,a4paper]{scrreprt}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{classicthesis-ldpkg}
\usepackage[beramono,pdfspacing]{classicthesis}
\usepackage{path}
\discretionaries +\_/$ +
\newcommand{\meta}[1]{$\langle${\normalfont\itshape#1}$\rangle$}
\begin{document}
La posizione degli alberi dipende dalla particolare distribuzione usata:
\begin{itemize}
\item
\begin{sloppypar}\tolerance=9999
Su Windows, l'albero principale è la cartella \path|C:\Programmi\MiKTeX\2.7\|, l'albero locale è radicato in \path|C:\Documents and Settings\All Users\Dati applicazioni\MiKTeX\2.7\|, mentre l'albero personale si trova in \path|C:\Documents and Settings\|\meta{nome dell'utente}\path|\Dati applicazioni\MiKTeX\2.7\| o, equivalentemente, in \path|C:\Documents and Settings\|\meta{nome dell'utente}\path|\Impostazioni locali\Dati applicazioni\MiKTeX\2.7\|.
\end{sloppypar}
\end{itemize}
\end{document}`
Il capoverso può essere riformulato liberamente, ma i path non possono essere messi in righe a sé stanti. Se trovate una soluzione migliore della mia, rispettando le “regole del gioco”, sarò lieto di pubblicarla!5. Il paragrafo 4.5 a pagina 29 conteneva un’affermazione errata a proposito degli stili di pagina. Lo stile plain, infatti, è predefinito nelle classi article e report, e non in tutte le classi, come riportato anche dalla “(Mica tanto) breve Intro”: nella classe book lo stile predefinito è headings. Ho corretto e riformulato il relativo paragrafo.
6. A pagina 32,
La cartella Capitoli/ contiene il materiale principale, suddiviso in capitoli, come Introduzione.tex, StoriaFilosofia.tex, ecc.
al posto di
La cartella Capitoli/ contiene il materiale principale, suddiviso in capitoli, come Capitolo01.tex, Capitolo02.tex, ecc.
Il motivo della modifica è che nomi come Capitolo01.tex, Capitolo02.tex, … sono poco felici. Filosoficamente parlando, la numerazione è un problema di LaTeX e non dell’utente. Meglio indicare un capitolo mediante il suo contenuto: in questo modo, se c’è bisogno di spostare un capitolo o di aggiungerne o toglierne un altro, non è necessario fare alcuna modifica.
7. A pagina 48, nel paragrafo sui miniindici, ho aggiunto una menzione al comando \adjustmtc.
Se il proprio documento contiene capitoli non numerati, introdotti con \chapter*, i miniindici appaiono nel capitolo sbagliato. Per rimediare è sufficiente aggiungere \adjustmtc alla fine di ogni capitolo non numerato.
8. A pagina 104, ho corretto un refuso all’inizio del paragrafo 7.2.7.
9. A pagina 120, per introdurre le unità di misura del Sistema Internazionale viene consigliato il pacchetto siunitx al posto si SIunits.
10. Nella tabella 35 a pagina 124 ho eliminato un \bigodot di troppo.
11. A pagina 129, “bringhurst:elementi” al posto di “bringhurst:stile”.
12. A pagina 149, “
” al posto di “ “. 13. A pagina 152 ho aggiunto un paragrafo sulle pagine bianche nei documenti fronte-retro.
Se si sta scrivendo un libro o una relazione, l’opzione openright, predefinita nella classe book, fa iniziare i capitoli sempre in una pagina destra. Se si usano le classi standard, per far sì che le eventuali pagine bianche inserite alla fine di un capitolo non abbiano né testatina né piè di pagina (scelta peraltro consigliabile), è sufficiente ridefinire il comando \cleardoublepage, aggiungendo nel preambolo il seguente codice:
`\makeatletter
\def\cleardoublepage{\clearpage\if@twoside
\ifodd\c@page
\else\hbox{}
\thispagestyle{empty}\newpage
\if@twocolumn\hbox{}\newpage\fi\fi\fi}
\makeatother`14. A pagina 154 mi era sfuggita una “s”:
`\addto\captions{ }` 15. Ho corretto un refuso nel terzo capoverso di pagina 157.
16. Nell’appendice sulle norme tipografiche dell’italiano, ho arricchito il paragrafo sull’uso dell’accento con svariati esempi.
17. A pagina 162,
I font più utilizzati in italiano, oltre a quello normale del testo, comprendono lo stile corsivo, neretto e maiuscoletto. È poco utilizzato invece lo stile slanted (“inclinato”).
al posto di
I font utilizzati in italiano, oltre a quello normale del testo, comprendono lo stile corsivo, neretto e maiuscoletto. Non è utilizzato invece lo stile slanted (“inclinato”).
18. Nel documento, le citazioni bibliografiche multiple sono ora ordinate alfabeticamente, grazie all’opzione sort del pacchetto natbib. Ho menzionato questa opzione a pagina 139.
19. Nella bibliografia, ho riportato tutti e quattro gli autori della “(Mica tanto) breve Introduzione a LaTeX”.
I punti 8, 10, 12 e 15 mi sono stati suggeriti da Mirko Daniele Comparetti (MasterMirko), che ringrazio.
Ciao,
L.
::Io ci ho provato e alla fine mi sono arreso ai times new roman che puoi
impostare automaticamente includendo il pacchetto times.
`
\usepackage{times}Come riportato nell'elenco dei peccati degli utenti di LaTeX (indicato qui in alto), il pacchetto times è obsoleto. Al suo posto meglio (ma un meglio relativo, visto che il risultato finale è comunque bruttino):
[code]\usepackage{mathptmx}
\usepackage[scaled=.90]{helvet}
\usepackage{courier}`Ah, i font caricati da times.sty sono Times, non Times New Roman.
Quanto all’installazione di altri font, ti suggerisco l’articolo di Vavassori e Zannarini (nella pagina dei download). Nel penultimo numero di ArsTeXnica c’era un bell’articolo su XeTeX che ti potrebbe intereesare.
Ciao,
L.
::…ora ho capito qual è il mio problema ma non so come risolverlo.
L’immagine di cui ho bisogno si trova in un documento word, io trasformo con PDFcretor il file word in file eps e quando compilo l immagine va dove vuole e la didascalia si sovrappone all’immagine cosa che invece non succede con un immagine jpg.
Ho provato anche a trasformare il documento word prima in pdf poi in eps ma nulla.
Qualcuno sa dirmi se esiste una soluzione a questo problema.Come posso utilizzare un file word e utilizzarlo come immagine eps?Hai studiato come scontornare un’immagine su una guida di base?
Ciao,
L.P.S. Word non è lo strumento migliore per produrre un’immagine… Ti consiglio fortemente di usare strumenti più mirati!
::Personalmente, fino a poco tempo fa utilizzavo (senza problemi) l’opzione latin1 con WinEdt.
Solo dopo aver letto la tua guida, l’ho sostituita con ansinew. 🙂Sono anni che non uso LaTeX su Windows (uso, con soddisfazione, un Mac): quell’informazione l’ho tratta dalle (numerose) discussioni al riguardo presenti qui sul forum.
La codifica latin1 è di certo preferibile, se non altro perché consente una maggiore compatibilità con le altre piattaforme.
Adesso vorrei sapere se la codifica ansinew può definirsi (al pari di quella applemac) obsoleta (pur se funzionante). ❓ Una volta chiarito questo punto, provvederò ad aggiornare la guida.
Grazie mille,
Lorenzo
::Nella guida di LaTeX, in uno dei vostri topic, e (mi pare) anche nella guida ArteLatex, viene detto di non usare \begin{center}…\end{center} per le immagini perchè inserisce uno spazio indesiderato dopo l’immagine… 😯
Leggi meglio! L’ambiente center è sconsigliato nell’inserimento delle immagini fuori testo (quelle dentro l’ambiente figure, per intenderci), per le quali si propone invece l’uso del comando \centering.
Al contrario, per le immagini in testo lo spazio extra aggiunto dall’ambiente center è appropriato (e infatti gli esempi che ho riportato nella guida lo propongono).
Ciao,
L.P.S. I comandi \begingrup … \endgroup e \noindent si usano solo in casi specialissimi.
::c’è un punto esclamativo prima nell’h tra parentesi quadre. Che io sappia (ma non sono un esperto), non dovrebbe esserci…
Il punto esclamativo serve per chiedere a LaTeX di ignorare alcuni dei suoi parametri interni nel posizionamento automatico delle figure. Meglio usare l’opzione [tb] per le immagini piccole e [p] per quelle grosse, lasciando le altre opzioni di posizionamento per casi “speciali”.
Se devi inserire la figura in un punto preciso non serve che la metti in un ambiente figure, puoi fare in una riga a parte una cosa del tipo:
`bla bla bla…\begingroup %
\centering %
\includegraphics[opzioni]{nomefile-senza-estensione} %
\endgroup\par \noindent
bla bla bla bla `
Oppure invece di !h puoi usare l’opzione H (h maiuscola) per indicare che la figura non deve essere spostata…Scriverei piuttosto
`bla bla bla…
\begin{center}
\includegraphics[]{nomefile-senza-estensione}
\end{center}
bla bla bla bla`
o, se serve,
`bla bla bla…
\begin{center}
\includegraphics[]{nomefile-senza-estensione}
\end{center}Bla bla bla bla`
L’opzione di posizionamento H richiede il pacchetto float e va riservata a casi “speciali”.Ciao,
L.
::`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\newtheorem{definizione}{Definizione}
\newtheorem{teorema}{Teorema}
\newtheorem{proposizione}{Proposizione}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{amsfonts}% per usufruire di mathbb{}%
\usepackage{amsmath}
\usepackage{amsthm}`Prova a scrivere quei \newtheorem dopo aver caricato amsthm e non prima. Faresti meglio a scrivere
`\theoremstyle{definition}
\newtheorem{definizione}{Definizione}\theoremstyle{plain}
\newtheorem{teorema}{Teorema}
\newtheorem{proposizione}{Proposizione}`
Leggi la documentazione di amsthm (o, almeno, il riassunto che ne ho fatto nella guida che trovi indicata qui in alto).Ciao,
L.
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