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Ma ancora non capisco con sicurezza dove certi comandi vadano messi: alcuni, da quello che ho capito, debbono essere scritti nel preambolo; altri in corso d’opera mano a mano che servono. Esiste una pubblicazione che lumeggi un povero neofita sull’argomento?
Metterei tutti i nuovi comandi e ambienti nel preambolo, senza dubbio. Per alcuni e’ proprio necessario (pena un errore in compilazione), per altri, anche se non necessario, e’ opportuno per ragioni di chiarezza.
Un nuovo comando definito all’interno di un documento e’ difficile da trovare, e contribuisce solo a intorbidare le acque, IMHO.
Ciao,
L.
::Oggi, leggendo un intressante articolo in un vecchio numero di TUGBoat, ho (ri)scoperto che il digamma è un lettera greca arcaica, mentre nella tua guida è citato nella tabella 40 a pagina 121, la cui didascalia è “Caratteri ebraici”.
Sempre riguardo alla stessa tabella ho qualche dubbio sulla ebraicità del varkappa, dal nome mi sembra più una variante di una lettera greca (al lettore diligente lascio immaginare quale sia 🙂 ) forse la soluzione più semplice sarebbe ribattezzare la tabella con qualcosa come “Altri simboli alfabetici”.Verissimo, me lo ha fatto notare anche il Prof. Beccari (che mi ha inviato un dettagliato elenco di preziosi commenti, che studiero´al piu´presto, appena tornato da Barcellona…). Grazie mille per le tue osservazioni sempre precise!
Per Daniele: Daniel e´stato cosi´ gentile da inviarmi i file della sua tesi, ma non so se la rielaborazione sia pubblica (io fra l’altro ho cambiato qualcosina, rispetto al suo lavoro…), ti consiglio di chiedere a lui. (Tieni presente che la sua rielaborazione, che a me e` piaciuta molto, comporta qualche sacrificio/accorgimento compositivo… riprendero´ la questione quando rispondero´ alle osservazioni di OldClaudio).
Quanto a Escher… bella domanda! 😀 Si tratta di un artista a cavallo tra arte e scienza, c’e` moltissima matematica nella sua arte (come del resto c’e` arte nella matematica)… Alcuni lavori di Escher illustrano paradossi matematici (e la guida e` piena di paradossi…). Quindi mi è sembrato molto adatto per illustrare un lavoro sulla tipografia, che e`sia arte sia scienza (come sai, lo stesso nome TeX e` un gioco di parole su techne, che significa arte e scienza), come del resto prospetta anche il titolo della guida.
Per inciso, (neppure) il titolo della guida e` farina del mio sacco, l’ha inventato Jeronimo Leal (che ringrazio) sulla mailing list dei membri del GuIT, qualche tempo fa.
Ancora, le litografie di Escher vengono bene anche se stampate in bianco e nero (come si presuppone faccia un lettore che stampa la guida su A4 su una laser non a colori) e sono ricche di dettagli meticolosi (proprio come la guida che avevo in mente…). 😉
A presto,
Lorenzo
::Io ho usato 12.5cm di giustezza e 18.5cm di altezza (suggerimento 🙂 dell’editore). Non dimenticare l’opzione heightrounded a geometry.
Per quelli che come me non sapevano che cosa fa quest’opzione, riporto dalla doc. di geometry:
The option heightrounded rounds \textheight to n-times (n: an integer) of \baselineskip plus \topskip to avoid “underfull vbox” in some cases.
Ho usato
`\documentclass[10pt]{book}
\usepackage{geometry}
\geometry{papersize={17cm,24cm},text={12.5cm,18.5cm},centering,dvips=false,heightrounded}`
Per completezza, sapresti dirmi come realizzare lo stesso risultato con le classi KOMA/Script di ClassicThesis? Non si sa mai., magari il mio editore si lascia convincere.. 😉Grazie mille,
LorenzoP.S. Il formato 17×24 mi piace parecchio, lo trovo molto maneggevole. Purtroppo ho la sensazione che farci stare ClassicThesis non sia indolore: se si riempie la pagina e si rinuncia alla gabbia “a doppio quadrato” di ClassicThesis, probabilmente si perde un po’ del fascino dello stile… Comunque penso valga la pena provare!
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Ciao a tutti,ho eliminato la copertina (fin troppo) spartana e ho modificato il frontespizio (che ora è centrato rispetto alla pagina).
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdfIn questo modo:
1. chi stampa dal Web su A4 può godere di una copertina dal maggiore impatto;
2. se in futuro il lavoro dovesse essere pubblicato, una nuova copertina (presumibilmente realizzata da un grafico con XPress) verrebbe ad aggiungersi al lavoro, e il frontespizio diverrebbe così la prima delle pagine “interne” del libro.http://www.macworld.it/blogs/ping/?p=1714
Qui c’è una mini-recensione della guida fatta da Lucio Bragagnolo, sul sito di Macworld Italia.A presto,
Lorenzo
::A tal proposito non credo che valga l’equazione
`$$ tutto = niente $$`Per Agostino: eh, lungi da me sostenere quella formula (anche per il LaTeX con cui è scritta… 😉 ). I punti che hai evidenziato sono importanti (a proposito: grazie mille!) e ci sto riflettendo. Non escludo assolutamente che nella prossima versione della guida sia presente almeno una menzione degli strumenti che hai citato.
Per Roberto: gli strumenti per disegnare in LaTeX sono piuttosto ostici (almeno per me!), e la guida è già molto lunga… Questo è il motivo per cui mi sono limitato a una veloce citazione dei vari picture, xypic e affini.
Per Matteo: come sempre, le tue segnalazioni, precise e puntuali, sono preziose. Devo studiarci su!
Per Tamteboo: aspetto che qualche altro utente di Linux confermi la tua osservazione circa l’opportunità di usare “printenv LANG” al posto di “printenv LC_ALL” per determinare la codifica di input del proprio sistema.
Grazie a tutti,
Lorenzo
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Ciao a tutti,
ho appena aggiornato il documento, correggendo i refusi segnalati da Matteo, aggiungendo dei riferimenti nel primo capoverso di pagina 25 (grazie alla segnalazione di Claudio Beccari) ed eliminando un bookmark di troppo nella prefazione.Vorrei soltanto dire una cosa: come qualcuno sa, sono un gran rompino, pignolo a sufficienza. Ed essendo un semplice e grezzo utilizzatore, ho letto molte guide su LaTeX, certamente le più famose in circolazione. Ma di una cosa sono certo:
questa è la migliore, la più completa, la meglio impaginata e scritta tra le guide su LaTeX che noi comuni utilizzatori possiamo usare e leggere.Un “bravissimo” all’autore.
Ehi, troppo buono! 😀
Grazie mille, comunque! 😉Per Warsaw: no, nessun blocco, il pdf è stato ottenuto compilando “normalmente” con pdfLaTeX su Mac OX X (Tiger), senza restrizioni particolari.
Per Matteo: grazie mille per le preziose segnalazioni.
Per Agostino: ti ringazio per i complimenti e per le osservazioni. Inkscape in realtà l’ho segnalato. Quanto agli altri editor di testo, sono strumenti che conoscevo (anche se solo di fama). Non li ho segnalati perché, nella scrittura del lavoro, una delle idee di fondo è stata quella di guidare il lettore, non mettendolo di fronte a troppe scelte (segnalare tutto, in fondo, equivale a non segnalare nulla!). Però una menzione a quegli strumenti si potrebbe fare. Magari togliendo TeXnicCenter (che non ho mai usato, ma su cui ho sentito Enrico esprimere giudizi non del tutto lusinghieri, e che ho inserito in quanto gratuito e relativamente diffuso). A questo proposito, sentiamo anche che cosa dicono gli altri.
A presto,
Lorenzo
::Ma ci sono anche i sorgenti?
Per il momento, no. Se ti interessa un modello di documento già pronto e con le impostazioni per l’italiano, puoi usare quello su ClassicThesis che ho scritto e che trovi sul mio sito.
A prima vista mi sembra un lavoro eccellente che consiglierò a tutti quelli che convertirò all’uso di LaTeX e l’impaginazione con Classicthesis che hai utilizzato è veramente ottima. Se non sbaglio hai leggermente ridotto i margini con il comando \darea, che proporzioni hai utilizzato?
No, i margini sono esattamente quelli di ClassicThesis. Rispetto all’originale, le differenze sono nell’uso del font Iwona per i titoli dei capitoli e dei paragrafi e per le intestazioni delle descrizioni (ClassicThesis, com’è noto, non usa alcun font sans serif), nell’aspetto del numero dei capitoli, delle testatine (semitrasparenti) e degli elenchi.
Ciao,
L.
::La traduzione italiana è di una versione un po’ vecchia della guida. Nella nuova versione (ancora non tradotta, ma il link per la versione inglese ti porta a quella), ci sono pmatrix e compagnia (pagina 39). Quella guida non è la guida del forum, è solo una delle guide introduttive disponibili.
Ehi, a proposito di “guide del forum di GuIT”… invito il nostro amico a restare in ascolto e a tener d’occhio il forum nei prossimi giorni… 😉
A presto,
L.
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`\documentclass{scrreprt}\usepackage[writefile]{listings}
\usepackage{classicthesis-ldpkg}
\usepackage{classicthesis}\lstset{extendedchars}
\makeatletter
\lstnewenvironment{sidebyside}{%
\global\let\lst@intname\@empty
\setbox\z@=\hbox\bgroup
\setkeys{lst}{columns=fullflexible,%
linewidth=0.45\linewidth,keepspaces=true,%
breaklines=true,%
breakindent=0pt,%
boxpos=t,%
basicstyle=\small\ttfamily
}%
\lst@BeginAlsoWriteFile{\jobname.tmp}%
}{%
\lst@EndWriteFile\egroup
\begin{center}%
\begin{minipage}{0.45\linewidth}%
\hbox to\linewidth{\box\z@\hss}
\end{minipage}%
\qquad
\begin{minipage}{0.45\linewidth}%
\setkeys{lst}{frame=none}%
\leavevmode \catcode`\^^M=5\relax
\small\input{\jobname.tmp}%
\end{minipage}%
\end{center}%
}
\makeatother\begin{document}
\begin{sidebyside}
\begin{large}
In questo momento,
sto mentendo.\par
\end{large}
\end{sidebyside}
\end{document}
`
Grazie mille,
L.
::Non propagandare l’uso di \begin{large}…\end{large}, c’est plus facile.
Questa è senza dubbio una soluzione.
Tuttavia, mi piacerebbe comunque trovare la soluzione del problema ed eliminare il rientro!
Indipendentemente dal resto.
È davvero così difficile curare questo caso?
Grazie Enrico e scusami per la pervicace insistenza… 😳
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AutoreRisposte