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AutoreRisposte
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Che l’impressione non è fondata. Non è una parola, ma un marchio che, a differenza di altri, può essere riprodotto con qualsiasi tipo di carattere. Le sue caratteristiche, però, devono rimanere il più possibile invariate. La caratteristica del marchio \TeX è che le grazie della T si appoggiano a quelle della E e così vale per quelle della X con la stessa E. In un tipo senza grazie questo non è possibile, ma si può ottienere un effetto analogo anche solo avvicinando le lettere. Il fatto che il contesto sia un maiuscoletto spaziato è del tutto irrilevante, IMO (non IMHO :)).
Enrico, grazie per darmi occhi nuovi per vedere le cose!
Alè, il frontespizio è a posto!
Un ringraziamento gigante,
Lorenzo
::Vuoi il logo di LaTeX, che è fatto in quel modo, con le lettere abbassate, rimpicciolite o alzate e ravvicinate, oppure un’altra cosa?
L’effetto che cerco è: il logo va benissimo come lo ha ridefinito tu, solo vorrei le lettere un poco più spaziate fra di loro. Per il resto, perfetto.
Però è possibile, anzi probabile, che mi sbagli, e che il logo LaTeX sia perfetto così come lo hai definito tu. In altre, parole, la mia impressione di spaziatura insufficiente tra le lettere di “LaTeX” quando la parola è in mezzo ad una frase in maiuscoletto spaziato può essere non fondata.
Che ne pensi?
Grazie infinite,
Lorenzo
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Carissimi, questa è la richiesta più impertinente da quando frequento il forum. Il mitico Enrico ha avauto la pazienza di ridefinirmi le macro \LaTeX. TeX e \LaTeXe appositamente per il lavoro che sto facendo… ma io non sono ancora a posto… 😳Guardo e riguardo il frontespizio (fatto con i font Iwona), ma mi pare che la spaziatura tra le lettere della parola LaTeX non sia sufficiente, rispetto alla spaziatura del maiscuoletto spaziato.
`\begin{center}
\LARGE
\spacedlowsmallcaps{Questa è solo una piccola prova con \ctLaTeX}
\end{center}`
Infatti se al posto di \ctLaTeX si usa il semplice LaTeX, le dimensioni in altezza sono esagerate ed il risultato è inaccettabile, ma le lettere sono molto ben spaziate.È solo una mia impressione?
Grazie e mi scuso con Enrico per l’impertinenza della domanda… 😳
Ciao,
L.
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Carissimi, vi segnalo questo aspetto, che mi ricorda il paradosso degli insiemi normali.L’ambiente sidebyside è costruito con listings: nel codice (a sinistra) ci sono due righe, in alto e in basso, che delimitano il codice. A destra c’è il corrispondente typeset, senza righe.
Il “problema” si presenta quando si usa l’ambiente sidebyside per… spiegare lo stesso listings!
`\begin{sidebyside}
\begin{lstlisting}
Nell'ambiente lstlisting i
comandi \LaTeX{} e i caratteri
speciali (\{}!?%?!$_&#^~)
non vengono interpretati.
\end{lstlisting}
\end{sidebyside}`
Questa volta compaiono delle righe anche nel typeset, e quelle righe non ci andrebbero.Non pretendo che qualcuno di voi si sbatta per trovare una soluzione, ci mancherebbe!
Tuttavia, io quelle righe nel typeset non le voglio: alla disperata, ritaglierò il risultato, lo modifcherò con un programma di grafica vettoriale e includerò l’immagine taroccata con \includegraphics…
Un problema più serio è invece il rientro. È vero, minipage disabilita i rientri, ma non tutti! Per esempio se si inserisce un ambiente abstract, il testo del sommario viene rientrato eccome! Mi sembra strano che non esista una soluzione, il rientro ci vorrebbe proprio. Per esempio per mostrare il funzionamento di indentfirst…
Grazie mille,
L.
::Si ,infatti provvisoriamente l’oh messa li.. ma se volessi metterla alla fine di un capitolo intermedio, come posso fare?
Un’appendice a metà di un libro? 😯 Non si è mai vista, una cosa così!
Ricorda: se una cosa non la puoi fare facilmente con LaTeX (soprattutto se sei agli inizi), quasi sempre è perché non si deve fare.
Filosoficamente parlando, la cosa ricorda l’imperativo categorico kantiano: “devi, dunque puoi”. O, equivalentemente, “non puoi, dunque non devi”. 8)
Ciao,
L.
::Il mio relatore lo conosce perfettamente ed avrebbe gradito, credo, anzichè stampare tutte le volte la bozza della mia tesi (con conseguente spreco di carta) e correggerla a mano, inserire le sue considerazioni direttamente nel testo (avrei faticato meno anche io a correggere la tesi!!).
Non si può avere tutto…
Che non si possa avere tutto, è poco ma sicuro. Che sia impossibile prendere appunti direttamente su un pdf, però, non è vero. Io (su Mac) uso Skim, che permette aggiungere note al pdf (e anche figure, se dovesse servire). (Sulle altre piattaforme esisteranno certo soluzioni analoghe.) Certo, non è comodo come avere un documento “aperto” e direttamente modificabile, ma aggiungere successivamente le annotazioni al .tex e ricompilare è questione di un attimo.
Ciao,
L.
::Appendici
Il comando \appendix non richiede alcun argomento. Cambia semplicemente la numerazione dei capitoli in lettere (per la classe article cambia la numerazione delle sezioni).
Le appendici si mettono alla fine: è normale che dopo il comando \appendix “tutti i capitoli diventino appendici”.
Ciao,
L.
::Guardando il file del pacchetto i colori che hai chiesto vengono definiti così:
AliceBlue,.94,.972,1;
Azure,.94,1,1;
LightCyan,.88,1,1;Alè! Grazie mille Marco per la pronta risposta.
Solo una curiosità: dove di preciso hia trovato quelle informazioni? Nella documentazione? Nel file .sty? Io ci ho perso un po’ di tempo, ma invano (peraltro, in questo periodo ho più che mai la testa fra le nuvole…). 😳
Grazie,
L.
::`\begin{center}
\begin{minipage}{.45\columnwidth}
\footnotesize\heartpar{Bla bla bla…}
\end{minipage}\hfil
\begin{minipage}{.45\columnwidth}
\footnotesize\diamondpar{Bla bla bla…}
\end{minipage}
\end{center}`
Non era difficile, no?😳
Ahem… pensavo a qualcosa che potesse annullare l’effetto del comando “fine capoverso”, e non avevo proprio pensato a minipage…
😳
Grazie mille,
Lorenzo
3 Gennaio 2008 alle 19:35 in risposta a: listings offre un analogo dell’ambiente comment di verbatim? #20307 -
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