Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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Non confondere marchi commerciali con acronimi. Per esempio, si deve scrivere “Mac~OS~X”, perché così fa l’azienda.
Ottimo.
In ISO-8859-1 non userei il maiuscoletto se non ci sono anche i numeri minuscoli.
Il Palatino i numeri minuscoli li ha… Mi consigli il maiuscoletto?
Come sempre, grazie!
L.
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Prova a mettere questo nel preambolo:
`\makeatletter
\def\cleardoublepage{\clearpage\if@twoside \ifodd\c@page\else
\hbox{}
\vspace*{\fill}
\vspace{\fill}
\thispagestyle{empty}
\newpage
\if@twocolumn\hbox{}\newpage\fi\fi\fi}
\makeatother\pagestyle{fancy}
\renewcommand{\chaptermark}[1]{\markboth{#1}{}}
\renewcommand{\sectionmark}[1]{\markright{\thesection\ #1}}
\fancyhf{}
\fancyhead[LE,RO]{\scshape\thepage}
\fancyhead[LO]{\bfseries\footnotesize\nouppercase{\rightmark}}
\fancyhead[RE]{\bfseries\footnotesize\nouppercase{\leftmark}} `
Ciao,
L.
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LaTeX non è un programma di composizione sincrona (come lo è Word): è fatto così (comandi e testo insieme, pdf “chiuso”, …) per ottime ragioni, che permettono di raggiungere la massima qualità tipografica.Ci sono effetti collaterali, naturalmente: è più difficile da usare degli altri elaboratori di testo, e richiede (un po’ di) impegno e studio.
Domanda: produrre documenti da condividere con altri usando Latex, sembrerebbe contrario alla ‘filosofia’ open source.
No, assolutamente. Se distribuisci il sorgente, chiunque può modificare il documento (LaTeX è gratis e multipiattaforma, che si vuole di più?). Certo, uno deve studiarselo, LaTeX (e ci sono ottime guide, gratuite).
Questo, peraltro, vale anche per la matematica: se la vuoi conoscere, ti tocca studiartela e fare un po’ di fatica. Poi sta a chi deve farlo vedere se ne valga o no la pena.
Buon anno,
Lorenzo
::Ma, così per scrupolo, il driver da mettere a graphicx è “pdftex”?
Non mettere niente, ci pensa LaTeX a dare l’opzione giusta a graphicx.
appena converto con GSview in pdf (uso windows) mi dà una paginata bianca di pdf con il grafico in fondo, mentre io vorrei solo il grafico…
C’è un modo per risolvere, o devo usare un altro programma?
GSView è un buon programma (che però non conosco): sono sicuro che c’è il modo di convertire un eps in pdf senza effetti collaterali. Altrimenti, c’è eps2pdf (per Windows).
Ciao,
L.
30 Dicembre 2007 alle 15:02 in risposta a: Installare Kile sotto Linux: è davvero così difficile? #20168::Non sarebbe stato meglio dire in quale contesto ti serviva la faccenda?
😳 😳 😳
Scusami Enrico, la prossima volta ci starò più attento! In ogni caso, prometto che tutte le mie “strane” richieste di questi giorni appariranno “sensate”… ma il lavoro che devo fare è ancora lungo…
Ciao e grazie ancora, a te e ad Andrea!
L.
::Io però non li trovo stretti né in article e né in scrart. Non ho provato con classicthesis.
Grazie di cuore Andrea! Anch’io sono d’accordo con quest’ultima tua affermazione, ma usando i margini di ClassicThesis e l’ambiente sidebyside, lo spazio è davvero pochino. Però a questo punto è una sfida: i margini non li tocco neanche di un punto. 😈
Ora ce l’ho fatta: la poesia c’è, e non c’è stato bisogno di metterne una di Ungaretti!
Grazie ancora,
L.
::Non per sembrare ignorante (in effetti, lo sono :roll:), ma come si usa pdflatex?
Su Mac pdfLaTeX è il default. Su Windows anziché cliccare su “LaTeX” nel tuo editor clicchi sul bottone “pdfLaTeX”. Su Linux penso sia lo stesso.
P.S.: Come mai mi sconsigliate gli eps? Mi risparmierei alla fine il tempo per le conversioni, dato che (almeno a ciò che so io) Octave (il Matlab open source, per chi non lo conosce) non produce grafici direttamente in pdf.
Personalmente sono due anni che non uso né .eps, né .ps né .dvi: non ne sento la mancanza.
Sconsiglio il formato .eps per diverse ragioni: una di queste è che se nel tuo documento vuoi includere immagini vettoriali e bitmap e non vuoi usare pdfLaTeX, poi ti tocca convertire tutto in .eps, e convertire un’immagine bitmap (jpg o png) in .eps non ha assolutamente senso.
Octave salva solo in eps? Bene (cioè, male: un programma vettoriale che non salva in pdf non mi ispira granché), tu converti tutto in pdf e usa pdfLaTeX.
Riporto dalla guida di Beccari:
A causa dell’uso di pacchetti di estensione specializzati, un file apparentemente conforme alla grammatica di mark-up di LATEX pu`o risultare incompatibile per essere elaborato con pdf LATEX. Ci`o succede raramente, ma non è impossibile che accada; sarebbe quindi desiderabile evitare tali pacchetti di estensione, ricorrendo a pacchetti meno specializzati ma adeguati per la particolare funzione per la quale essi vengono invocati.
Ciao,
L.
::Ciao, riprendo il topic perché mi è venuto un altro dubbio. Posizionando un file .sty nell’albero principale o locale non corro il rischio, aggiornando la distribuzione, di perdere il pacchetto, vero?
Dove (non) dovrei mettere il .sty per (non) correre questo rischio?
L’albero locale non dovrebbe essere toccato dagli aggiornamenti.
Quindi -correggimi se sbaglio- meglio mettere il .sty nell’albero locale che metterlo nell’albero principale: così se c’è un aggiornamento non si perdono i nuovi pacchetti installati.
Grazie ancora,
Lorenzo
29 Dicembre 2007 alle 14:16 in risposta a: Maghi di KOMA- ridurre lo spazio prima di “abstract&quo #20201::`\makeatletter
\renewenvironment{abstract}{%
\if@twocolumn\if@abstrt
\addsec*{\abstractname}
\fi
\else
\if@abstrt
\small
\begin{center}
{\normalfont\sectfont\nobreak\abstractname
\vspace{-.5em}\vspace{\z@}}%
\end{center}
\fi
\quotation
\fi
}{%
\if@twocolumn\else\endquotation\fi
}
\makeatother`C’è davvero bisogno che dica che funziona a meraviglia? 😉
Grazie infinite,
Lorenzo
::Le legature ci sono eccome. Solo che non sono come quelle dei Computer Modern o di Times, perché in Palatino la f non sporge di molto e quindi non va a toccare il puntino della i o l’asta della l, cosicché non c’è bisogno di dare una forma speciale; Zapf si è limitato a una crenatura.
Enrico la tua onniscienza non cessa di stupirmi. Magari, per maggiore chiarezza, nell’esempio userò i font Computer Modern o Times.
Grazie mille,
Lorenzo
::E comunque, leggendo il tuo link, mi sembra molto meglio questa soluzione che l’andare a intortarsi con le variabili d’ambiente…
Concordo.
Certo però che potevano pensarci, ad un rimedio ad hoc per la situazione, dato che il DOS con i nomi a 8 caratteri è da “qualche tempo” in disuso.
Penso che il problema sia tipico non solo del defunto DOS, ma anche dell’interfaccia a linea di comando Unix: gli spazi hanno un ruolo particolare, perché separano un comando dal suo argomento. Quindi è comprensibile che un argomento con più spazi possa creare un po’ di confusione.
Ciò premesso, che che non si possano usare le virgolette per racchiudere un path con spazi, non piace (per nulla) neppure a me… 👿 😯 😥
Ciao,
L.
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