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Oppure, meglio ancora, non usare tabularx.
Infatti con un normale tabular funziona. Per la verità, la tabella è piccolina. In definitiva, come scriveresti questa tabella?
`\begin{table}[tb]\small
\caption[Dida]{Dida.}
\label{tab:index}
\centering
\medskip
\begin{tabularx}{\textwidth}{llX}
\toprule
Esempio & Voce & Commento \\
\midrule
\lstinline!\\index{arte}! & arte, 2 & Voce primaria \\
\lstinline*\\index{arte!Escher}* & \hspace{2ex} Escher, 3 & Voce secondaria sotto ‘arte’ \\
\lstinline!\\index{Gaudì@\textsl{Gaudì}}! & \textsl{Gaudì}, 5 & Voce con forma specificata \\
\lstinline!\\index{Goya@\textbf{Goya}}! & \textbf{Goya}, 7 & Come sopra \\
\lstinline!\\index{Klimt|textbf}! & Klimt, \textbf{11} & Pagina con forma specificata \\
\lstinline!\\index{Miró|textit}! & Miró, \textit{13} & Come sopra \\
\bottomrule
\end{tabularx}
\end{table}
`
La tabella non ci sta di pochissimo (il corpo del testo di ClassicThesis è notoriamente stretto, sto facendo i salti mortali per farci stare tutto dentro…)Grazie,
L.
::
Riprendo il topic per segnalare un altro problemino con l’ambiente sidebyside, che uso nell’ultima versione riportata nel topic. (A proposito: sto usando l’iambiente in lungo e in largo e non potrei farne a meno, non sarebbe male farci un pacchetto).I problemini sono questi:
`\begin{sidebyside}
Non ha importanza se
immetti uno o tanti spazi
dopo una parola.Una riga vuota fa iniziare un nuovo
paragrafo.
\end{sidebyside}
`
Nel typeset (nonostante nel mio documento sia caricato il pacchetto indentfirst) i due capoversi non sono rientrati. Come si può rimediare?Grazie,
L.
::Ciao a tutti.
Vorrei mettere un bel riquadro di colore “lightblue” (è un esempio) su questa formula, piuttosto lunga:
`
\begin{equation}\label{eq:rDIx}
\footnotesize{{r(x)= \dfrac{-2 a \sin\varphi\cos\varphi \cdot x-(b \sin\varphi-cos\varphi)-\sqrt{{(b \sin\varphi-\cos\varphi)}^2 – 4 a \sin\varphi (c \sin\varphi+x)}}{2 a \sin^2 \varphi}}}
\end{equation}
`
Come posso fare? So solo che devo usare xcolor…Pacchetto empheq.
Ciao,
L.
12 Dicembre 2007 alle 10:44 in risposta a: BibTeX: i passi che portano alla creazione della bibliogr. #19787::Ciò che dici sulla quarta non riguarda le interazioni di BibTeX con LaTeX…
È proprio così, naturalmente.
I problemi (almeno in teoria) potrebbero saltar fuori con i comandi \ref, \pageref e \vref. Al limite, anche gli indici potrebbero necessitare di una correzione.
Con la seconda volta che si lancia LaTeX dopo aver lanciato BibTeX i riferimenti bibliografici vengono “espansi” (da ?? a [Himmelmann e Mori, 2007], per esempio). Questo potrebbe portare un capoverso ad essere più lungo di una riga, e un oggetto contrassegnato con una label potrebbe andare a cadere nella pagina successiva.
Anche se BibTeX non c’entra più niente, un’ulteriore passata con LaTeX mette le cose a posto.
Per quanto riguarda l’altro dubbio: BibTeX si occupa solo di estrarre dal database i riferimenti richiesti e di produrre il .bbl; solo leggendo questo .bbl LaTeX può associare chiave e suo riferimento nella bibliografia (numerico o simbolico, nel caso di autore-data o simili).
Chiarissimo!
Grazie ancora,
Lorenzo
::Se usi le regole per l’inglese non è affatto sorprendente. Il gruppo “lv” è divisibile solo se preceduto da “se”, “so” oppure “vo”, come si vede consultando il file hyphen.tex.
Se ti dà problemi, puoi scrivere nel preambolo
`\hyphenation{Syl-vestre}`
che è la sillabazione francese; non so se completa, ma quasi certamente corretta, perché prodotta da \selectlanguage{french}\showhyphens{Sylvestre}.Farò senz’altro così!
Grazie mille Enrico,
L.
11 Dicembre 2007 alle 20:30 in risposta a: BibTeX: i passi che portano alla creazione della bibliogr. #19785::
Ecco, ho raccolto le idee e sono arrivato a questa sintesi.Per generare la bibliografia ed includerla nel documento, bisogna:
a. compilare il documento con LATEX;
b. eseguire BibTEX sul documento;
c. ricompilare tre volte con LATEX per includere la bibliografia e aggiornare tutti i riferimenti.La prima volta che si compila con LATEX vengono rese disponibili a BibTEX le “chiavi” di citazione (ovvero gli argomenti dei comandi \cite), cui corrispondono gli elementi delle basi di dati che vengono richiesti.
Il programma BibTEX (che si lancia dalla linea di comando scrivendo bibtex
senza l’estensione .tex oppure cliccando sull’apposito bottone dell’editor) associa a ciascuna chiave la voce bibliografica corrispondente e crea un file .bbl, che contiene le informazioni per impaginare la bibliografia, secondo lo stile indicato dal comando \bibliographystyle. Quando si lancia nuovamente LATEX viene composta la bibliografia. Non è finita: le chiavi non sono ancora state usate per le citazioni; bisogna lanciare ancora una volta LATEX in modo che siano risolti i riferimenti incrociati.
L’ultima compilazione con LATEX serve per correggere i riferimenti incrociati che potrebbero eventualmente risultare modificati dall’uso delle chiavi.
Se devo essere sincero trovo che la quarta compilazione con LaTeX sia opportuna.
Infatti, visto che i riferimenti vengono scritti esplicitamente solo alla terza compilazione, è possibile che qualche paragrafo si allunghi di una riga e che un’espressione vada a cadere in una pagina successiva. Quindi la quarta compilazione potrebbe servire a correggere qualche riferimento che potrebbe essere stato modificato.
Come prassi, insomma, consiglierei LaTeX+BibTeX+altre tre volte LaTeX.
Al solito, donec corrigatur.
Ciao,
L.
11 Dicembre 2007 alle 17:31 in risposta a: BibTeX: i passi che portano alla creazione della bibliogr. #19784::La seconda serve perché LaTeX associ alla chiave l’elemento bibliografico.
Grazie Enrico, il tuo intervento mi ha chiarito (come sempre) le idee, anche se questa volta mi manca ancora un passaggio. 😥
Non è forse la compilazione con BibTeX (e non la seconda compilazione con LaTeX) ad associare ad ogni chiave il corrispondente elemento bibliografico? In fin dei conti, è compilando con BibTeX che viene generato il file .bbl che contiene l’elenco degli elementi bibliografici.
Insomma, ora mi è chiaro che cosa fanno la prima, la terza e la quarta compilazione con LaTeX, ma non ho ancora ben capito che cosa fa la seconda compilazione con LaTeX (rispetto alla compilazione immediatamente precedente con BibTeX).
Ho bisogno di una delle tue “classiche” spiegazioni, impeccabili e “a prova di stupido”…
Grazie,
Lorenzo
::Salve a tutti.
Scrivendo la mia tesi ho il problema di scrivere il listato descrittivo del diagramma di radiazione di un’antenna. Tale listato è costituito da circa 360 righe di circa 10 cartteri del tipo
`100, -10`
Ora il mio obbiettivo è fare rientrare tale listato anche su più colonne in una pagina anche su più colonne.Esiste un ambiente tipo verbatim in cui posso fare la suddivisione in colonne e ridurre la dimensione del carattere?
E nel caso ciò non sia possibile, cosa mi consigliate di fare?
Al tuo, posto, comincere a dare un’occhiata alla documentazione di listings e di multicol.
Purtroppo non so essere più preciso…
Ciao,
L.
::cercando di qua e di là mi sorge il dubbio…siamo sicuri che sto diamine di utf8 o utf8x si possano mettere gli accenti così:é è à ecc ecc?
Che agli albori dell’informatica uno dovesse digitare
`\`a`
per avere una a accentata, poteva anche starci. In fin dei conti, LaTeX è nato negli USA. Che oggi uno debba fare i salti mortali per una cosa così banale, non sta né in cielo né in terra. E infatti c’è il pacchetto inputenc, che è fatto apposta.Naturalmente, il problema dell’esistenza di più codifiche c’è (visto che, per motivi storici, ogni piattaforma ha la sua). Ma il modo per passare dall’una all’altra c’è, naturalmente.
Io su Mac non ho dovuto fare nulla. Doppio clic sul file MacTeX, inputenc con l’opzione applemac e via. magari su Linux la cosa è un pelino più contorta…
Ciao,
L.
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