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ok…anche se fosse come dici tu, come risolvo il problema? levo le ‘h’ fra le opzioni di posizionamento delle immagini?ho provato, ma non cambia assolutamente niente (ho provato anche senza nessuna opzione)
Che faccio?E’ possibile che ci sia un pb nella conversione delle immagini da .ps a .eps, e quindi si incasini per questo?
Devo dire però che non tutte le immagini che mi danno il pb sono state convertite, alcune sono state create come eps, ma forse basta la prima a creare qualche errore e poi le altre vengono mal posizionate di conseguenza…
Voi che pensateIl problema della conversione (che, come leggi dalla mia firma, potresti anche evitare), non dovrebbe c’entrare nulla. Se ci sono tantissime immagini e le sezioni sono molto corte, LaTeX fa quello che può. Prova a dare alle immagini piccole l’opzione di posizionamento [tb] e a quelle grandi l’opzione [p]. Altrimenti, potresti mettere insieme più immagini con il pacchetto subfig. Extrema ratio: paccchetto placeins e FloatBarrier.
Ciao,
L.
::Alcune cose che non vanno nel layout prodotto da pdflatex:
1) Una prima stranezza è che le dimensioni dei fogli dei due pdf prodotti con pdflatex e con latex, sono diversi; ossia, quando visualizzo i due pdf con un lettore pdf, a parità di altezza, la larghezza del pdf prodotto dal compilatore latex è maggiore di quella delle pagine del pdf prodotto con pdflatex; com’è possibile?
2) Il margine superiore è molto più largo di quello prodotto dal compilatore latex; quasi il doppio.
3) Il margine sinistro è molto più largo di quello destro, mentre nell layout prodotto dal compilatore latex i due margini sono uguali
4) cambia il modo di definire i contorni dei caratteri; i bordi dei caratteri del pdf prodotto con latex sono più sfumati e gradevoli; quelli del pdf prodotto con pdflatex sono più duri e accentuatiE’ possibile sistemare queste cose?
Inizia a definire i margini con geometry e a caricare
`\usepackage[T1]{fontenc}`
Hai una distribuzione completa e aggiornata (tipo una TeXlive nuova di zecca), vero? Ah, il tuo lettore pdf è aggiornato?Ciao,
L.
::Usa pdf per le immagini vettoriali, jpg (o png) per quelle bitmap, dimentica ps, eps e dvi, compila con pdfLaTeX. Vivi felice.
Il fatto è che ho provato ad utilizzare direttamente le jpg e e png, compilando con pdflatex, solo che il layout del mio documento poi mi cambia in peggio, nel senso che i margini risultano un pò più larghi, e i caratteri mi vengono un pò più piccoli;
insomma mi viene un layout diverso da quello atutale;
il layout attuale che ottengo compilando col motore latex è pressoche perfetto.Se c’è un modo per ottenere un layout identico (a suo tempo ci ho perso un bel pò di tempo senza riuscire a risolvere) indipendentemente dal compilatore scelto, cambierei immediatamente, anche perchè, dovendo usare principalmente linux, mi scoccia utilizzare gimp per la conversione in eps, che peraltro la fa anche male;
ti premetto che non uso settings particolari per margini, interlinee e altro legato al layout.Senza informazioni più dettagliate, difficile dirti dov’è il problema. In generale, è vero che l’aspetto di un dvi e del relativo pdf possono essere diversi: per esempio, il pacchetto microtype (che andrebbe caricato sempre) ha effetto sul pdf, ma non sul dvi.
Questo è uno dei motivi per cui sconsiglio dvi, eps e compagnia bella.
Se usi una buona distribuzione LaTeX e ti servi di classi e pacchetti non “esoterici” o obsoleti, pdfLaTeX produce risultati perfetti.
Ciao,
L.
::Salve,
per inserire le immagini in un documento latex, utilizzo il pacchetto graphicx ed utilizzo come formato le immagini eps.
Ora, se ho una immagine img.jpg da inserire, apro photoshop e la converto in eps, scegliendo come opzionicodifica jpeg (qualità massima)
interpolazione immagineOttengo quindi il file img.eps.
Se lo apro con photoshop per visualizzare il risultato ottenuto, l’immagine appare esattamente uguale a quella iniziale in jpg; come giustamente deve essere.Però, se vado ad inserire l’immagine img.eps nel mio documento latex, e se non utilizzo opzioni in \includegraphics, l’immagine mi compare molto piccola (però ciò non si ha sempre con tutte le immagini; cioè alcune di default appaiono piccole altre appaiono della grandezza giusta).
Utilizzando invece l’opzione scale, a parte il fatto che per ogni immagine mi devo mettere a provare il fattore di scala giusto per ottenere una dimensione più o meno uguale a quella dell’immagine iniziale img.jpg, comunque non ottengo una immagine di qualità uguale a quella di partenza, ma risulta sempre sfocata, mossa, o non ben definita.
Ripeto che se tale immagine img.eps la apro con photoshop si vede benissimo e con le stesse dimensioni di quella di partenza.Ciò che volevo sapere, è:
se ho una immagine img.jpg già pronta, ossia con risoluzione e dimensioni già impostate correttamente, qual’è la procedura migliore per convertire l’immagine in eps ed inserirla nel documento latex senza perdere qualità e senza dover andare per tentativi per impostare le dimensioni?Usa pdf per le immagini vettoriali, jpg (o png) per quelle bitmap, dimentica ps, eps e dvi, compila con pdfLaTeX. Vivi felice.
Questa frase adesso la metto come firma. 😉
Ciao,
L.
::Salve a tutti gli utilizzari di Tex,
è il mio primo messaggio e tengo quindi a salutare tutta la comunità. Ieri mi sono Laureato e per la mia Tesi ho utilizzato il LaTex. Non ho mai dovuto scrivere una domanda, in quanto il forum è talmente completo negli argomenti che ho trovato sempre tutte le risposte che mi occorrevano attraverso il motore di ricerca. Tengo comunque a ringraziare tutti coloro che qui hanno inserito le domande (che erano anche mie domande) e, naturalmente, tutti quelli che hanno risolto i relativi problemi.
Dopo l’esperienza di Tesi, continuerò comunque ad utilizzare il LaTex e il passo logico successivo sarà quello di creare un Curriculum Vitae professionale.
😀
Grazie ancora a tutti e a presto.Complimentoni, per la fresca laurea e per essere riuscito a scrivere la tesi senza porre neppure una domanda!
Sull’ultimo numero di ArsTeXnica c’è un magnifico articolo di Mori e Himmelmann sul curriculum con LaTeX. Su questo sito trovi il filmato della presentazione all’ultimo GuIT meeting.
Ciao,
L.
::Ho già scritto che classicthesis soffre di una certa elefantiasi e carica pacchetti che non dovrebbe, per esempio listings, hyperref e backref. Il primo serve solo a pochi; basterebbe definire l’apposita opzione che definisca nel modo desiderato i parametri per comporre il codice LaTeX. Gli altri due devono essere richiamati a richiesta dell’autore: non sempre le funzionalità di hyperref sono necessarie e spesso danno problemini che risultano incomprensibili a chi non ne ha bisogno.
Di sicuro, e su questo proprio non ho dubbi, nessun pacchetto o classe che si occupi della forma tipografica si deve permettere di definire comandi come \On o \Ologn che sono semplici abbreviazioni per la composizione di particolari strutture. Ancora, definire \ie e \eg per le comuni abbreviazioni inglesi è qualcosa che non va fatto in un pacchetto o classe del genere. Immagino che siano rimasugli dell’origine del pacchetto, ovviamente nato per comporre la tesi di Miede. Perché infliggerli agli utenti che non hanno le sue esigenze?
Per finire: il modo con cui è scritto è terribile. Dovrebbe essere una classe; quel caricare prima classicthesis-ldpkg è un’assurdità. Se li si guarda con attenzione si scoprono duplicazioni di caricamenti di pacchetti, comandi definiti qua e là senza un ordine preciso: per esempio, hyperref è caricato da ldpkg, mentre sappiamo bene che hyperref va caricato quasi sempre per ultimo.
Il risultato è encomiabile, ma ora si dovrebbe raffinare il codice e farlo diventare una classe.
D’accordo su tutto, certo. Giro immediatamente le Tue osservazioni ad André.
Ciao,
L.
::Ci sto quasi per diventare scemo… Uso una documentclass che è amsbook e quando inserisco le immagini succede la fine del mondo: le impagina dove gli pare, le taglia, le mette sotto il testo e tutta un’altra serie di cose… Ho letto parecchi topic, ma non ne vengo a capo…
Aiuto!!!Leggi (anzi: studia 😉 ) l’articolo di Mori sulla redazione di una tesi: la parte sulle immagini è un must. http://www.guit.sssup.it/downloads/fig_tut.pdf
Poi c’è questo manuale: http://www.guit.sssup.it/downloads/fig_tut.pdf
Ciao,
L.
::Salve, ho un problema con la freccia del se e solo se
Hai provato con
`\iff`
?
Leggi anche qui, però: http://www.guit.sssup.it/phpBB2/viewtopic.php?t=2475&highlight=iffCiao,
L.
::Ciao!!
scusate ho un problema con gli header della tesi.
Ho usato il pacchetto fancyheader, e va tutto bene, tranne che nel capitolo dell’introduzione che presenta come header “Lista delle figure” (la parte prima). Il rpoblema penso che sia che l’introduzione è con *, non contanto nella numerazione..
Come posso fare?vi prego un consiglio!
grazie!!!!!Mi pare:
`\markboth{Introduzione}{Introduzione}`
Ad ogni modo, cerca sul forum, il problema è già stato trattato.Ciao,
L.
::[La richiesta] è quindi: prendiamo quel che c’è di buono in classicthesis, organizziamolo bene, e chiamiamolo classicthesis-lite.
Per i motivi che ho elencato, sono contrario, naturalmente.
Latex è potente perchè anche gli ignoranti in tipografia possono ottenere risultati eccellenti. Beh.. questo serve a poco se invece di essere un tipografo devi essere ingegnere informatico + grande esperto di LaTeX + profondo conoscitore di ogni singolo pacchetto. Salvaguardiamo l’ignoranza!!!
Credo che le difficoltà che un utente incontra usando le classi KOMA e ClassicThesis non siano di più di quelle di chi usa le classi “standard” ed altri pacchetti o stili.
Perchè le classi KOMA? Non sono esse stesse un dispendio economico? E quanti le utilizzano? Se è vero quel che ricordo, ovvero che hanno documentazione solo in tedesco, beh.. non credo molte persone..
Le classi KOMA sono buone come le altre. La documentazione è anche in inglese:
http://tug.ctan.org/cgi-bin/getFile.py?fn=/macros/latex/contrib/koma-script/scrguien.pdfQuanto al “dispendio economico”, in un certo senso è così. Tuttavia, il problema si ripropone pari pari in molti ambiti: non è uno spreco che esistano più sistemi operativi per computer? O che esistano più marche di automobili?
Ma siamo OT.
ho l’impressionedi esser costretto a diverse modifiche… Se si arriverà a poter aggiungere o togliere [il pacchetto] a piacere…
Sono d’accordo su una parte del tuo ragionamento: l’ideale sarebbe poterlo togliere e aggiungere senza colpo ferire.
Tuttavia, è difficile pensare di togliere o aggiungere un pacchetto “significativo” senza dover fare qualche intervento manuale. Per esempio, se, dopo aver ultimato un lavoro, carichi un pacchetto che rifefinisce i margini, succede che cambia tutta l’impaginazione e ti tocca rifare daccapo la “regolazione fine” (estenuante, ma ineludibile, se vuoi raggiungere un’elevata qualità) che precede la pubblicazione.
La portabilità è un “concetto asintotico” e LaTeX è un sistema semi-automatico (non completamente automatico) di composizione tipografica.
Nella guida a LaTeX che sto scrivendo (con ClassicThesis, chiaro :wink:) questo è un punto su cui insisto molto…
Buon ClassicThesis,
Lorenzo
::Scusa ma da dove si può scaricare? In passato anch’io ho avuto problemi (non è detto che non ne abbia più!! 😉 ) con le tabelle e avevo trovato solo la videoconferenza… Grazie! Ciao, Elisa
http://www.guit.sssup.it/arstexnica/download_ars/arstexnica02.pdf
::Purtroppo i risultati non sono al momento tra i migliori, come testimonia il problema riscontrato recentemente:
http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=3453Inizialmente ho anche dovuto lottare con le incopatibilità dei pacchetti precendetemente inseriti e già caricati dallo stile stesso, ed anche quello è stato abbastanza noioso. Stesso vale per il dover adottare comandi non standard per capitoli o parti, o per il dover usare altre trucchetti o accortezze.
Appoggio incondizionatamente la richiesta di daniele: un pacchetto che renda la grafica di classicthesis agendo in maniera chiara solo sul layout, ed utilizzando pacchetti standard.
Mi scuso se intervengo sempre quando si parla di ClassicThesis ma…
Mi pare di aver capito che i problemi che hai avuto fossero colpa della tua distribuzione, e non di ClassicThesis, che (come riportato sulla doc.) è pensato per funzionare con una distribuzione completa di MikTeX o TeXlive (sono distribuzioni eccellenti, multipiattaforma e gratuite… che vuoi di più?).
Riguardo alla richiesta paradossale di “avere ClassicThesis… senza usare ClassicThesis”, ho già detto come la penso: non ha senso.
1. Per ragioni “etiche”: l’idea è di Miede, giusto che a lui vada la “gloria”.
2. Per ragioni “economiche”: lo stile ClassicThesis è stato usato con successo ed è diffuso in tutto il mondo e, anche se è giovane, è relativamente ben collaudato. L’autore l’ha aggionato spessissimo, raccogliendo il feedback di molti utenti (noi del GuIT compresi). Tutto questo patrimonio di conoscenze verrebbe gettato al vento, ricominciando da zero.
Vedi, le mie difficoltà di utente di ClassicThesis erano più che altro “psicologiche” e nascevano dalla (mia) ignoranza delle classi KOMA (che sono eccellenti, ma non documentate nelle guide più diffuse). Anche per questo nella guida che ho scritto c’è un paragrafo dedicato alle classi KOMA, in cui c’è l’essenziale per non trovarsi a disagio.
http://www.lorenzopantieri.net/ClassicThesis_files/ClassicThesis.pdf
In conclusione, se hai dei problemi, chiedi tranquillamente: a me (che forse qualcosa so dirti), qui sul forum (Enrico sa sicuramente dirti tutto), all’autore, che è persona assai disponibile.
Vadrai che una soluzione la troviamo…
non mi è molto chiaro lo scopo di asmfonts. Serve a migliorare la famiglia di font computer modern math? In ogni caso, ho l’impressione che vada levato… giusto?
Il pacchetto amsfonts, fra l’altro, rende disponibile il carattere “neretto da lavagna” \mathbb. Non va tolto.
Ciao,
L.
::L’argomento del topic è banale ma vorrei chiedere quale sia la differenza tra \mathrm e \text. Il dubbio mi è venuto quando mi sono trovato a scrivere dei pedici in dritto. Quale dei seguenti codici è migliore?
`$A_\text{uscita}$`
`$A_\mathrm{uscita}$`La differenza c’è, eccome:
`\textit{$A_\text{uscita}\ne A_\mathrm{uscita}$}`
Premesso che (come altrove discusso) non amo i pedici in tondo, meglio \mathrm: così la variabile ha sempre la stessa forma, indipendentemente dal contesto.Ciao,
L.
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