lorenzo.pantieri

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  • in risposta a: numerazione formula #11738
    lorenzo.pantieri
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      Io al tuo posto userei un semplice
      `\begin{align}
      E_x^2 u+E_x E_y v &={\alpha}^2 {\nabla}^2 u -E_x E_t \label{eqn:a}\\
      E_x E_y u+E_y^2 v &={\alpha}^2 {\nabla}^2 v -E_y E_t \label{eqn:b}
      \end{align}`
      Non c’è la parentesi graffa, però!

      Ciao,
      L.

      in risposta a: margini di layaureo #11729
      lorenzo.pantieri
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        Uso il layaureo e mi sono accorto che i margini inferiori vengono a dir poco eliminati. chiedo: è un errore mio di scrittura del codice da qualche parte oppure è fatto proprio in questo modo?

        L’opzione big (cito dalla doc di LayAureo) “riduce al minimo i margini laterali e verticali”. Il risultato è sicuramente voluto. Il layout di LayAureo è rigido (per ottime ragioni): se non ti piace, ti tocca in effetti usare geometry.

        Ciao,
        L.

        in risposta a: L’eterna lotta contro le pagine bianche a fine capitolo #11716
        lorenzo.pantieri
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          Il problema sorge a questo punto: nel pdf di output, alla fine di ogni capitolo, sono presenti una o due pagine vuote (con testatine), a seconda che l’ultima pagina del capitolo sia dispari o pari rispettivamente.

          Ciao, uso abitualmente la classe book e non ho mai avuto questo problema: se l’ultima pagina del capitolo è dispari, LaTeX inserisce una pagina bianca, se è pari, non c’è alcuna pagina bianca. Per eliminare le testatine dalle pagine bianche (e visto che ci siamo, per migliorarne l’aspetto), basta

          `\documentclass{book}

          \usepackage{fancyhdr}

          \makeatletter
          \def\cleardoublepage{\clearpage\if@twoside \ifodd\c@page\else
          \hbox{}
          \vspace*{\fill}
          \vspace{\fill}
          \thispagestyle{empty}
          \newpage
          \if@twocolumn\hbox{}\newpage\fi\fi\fi}
          \makeatother

          \pagestyle{fancy}
          \renewcommand{\chaptermark}[1]{\markboth{#1}{}}
          \renewcommand{\sectionmark}[1]{\markright{\thesection\ #1}}
          \fancyhf{}
          \fancyhead[LE,RO]{\scshape\thepage}
          \fancyhead[LO]{\scshape\footnotesize\nouppercase{\rightmark}}
          \fancyhead[RE]{\scshape\footnotesize\nouppercase{\leftmark}}

          \begin{document}
          \frontmatter
          \include{…}
          \mainmatter
          \include{…}
          \backmatter
          \include{…}
          \end{document}
          `

          Alla fine, ho deciso di dare uno sguardo al file log ed ho trovato tra le varie righe quanto segue:
          [snip]
          (./cap2.tex
          Missing character: There is no ï in font cmr10!
          Missing character: There is no » in font cmr10!
          Missing character: There is no ¿ in font cmr10!
          [snip]
          per ogni capitolo che e’ presente nel lavoro.
          Chiaramente quei caratteri non sono presenti nel sorgente.

          Che codifica di input usi per i tuoi documenti? Quali font usi? Guarda questo topic.

          Ciao,
          L.

          in risposta a: non numerare le pagine dell’indice #11191
          lorenzo.pantieri
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            ora non ho tempo proverò e ti dico…
            io in realtà la voglio numerare.. ma in caratteri latini…
            mi da fastidio che la tesi cominci da pagina 2 se non di più…..

            Rileggi il consiglio di Lapo Mori e, visto che sei un laureando, anche il suo articolo.

            Ciao,
            L.

            in risposta a: LaTeXiT: equazioni drag’n drop per ogni applicazione Mac #11694
            lorenzo.pantieri
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              Se invece si tratta di un sw (come ho capito, ma non vorrei aver preso fischi per fiaschi) che permetta di inserire codice LaTeX, compilare e avere l’equazioncina già ritagliata in un bel pdf da draggare comodamente su applicazioni WYSIWYG (come OmniGraffle o Keynote), allora il programmino può anche essere utile.

              Si, questo farebbe un po’ di differenza. Tuttavia credo che con un po’ di sforzo si possa mettere in piedi uno script che faccia queste cose in maniera semi-automatica.

              Provato. Il sw è analogo a LaTeX Equation Editor: inserisci codice LaTeX e ottieni il pdf con l’equazioncina ritagliata, pronta da draggare. Ovviamente, come dici, questo si può fare anche intervenendo sui bounding box, “con un po’ di sforzo”.

              Per il resto, sono sostanzialmente d’accordo con te, con l’unica precisazioni che, a volte, non necessariamente una GUI è da “utente un po’ tonto”. Ci sono cose che è più elegante ed efficace fare attraverso una GUI: te l’immagini organizzare le playlist di musica con una CLI piuttosto che con iTunes? O i propri album fotografici con una CLI e non con iPhoto? A meno che… non è che per caso stai leggendo questo post con lynx? 😉

              Un salutone,
              L.

              in risposta a: LaTeXiT: equazioni drag’n drop per ogni applicazione Mac #11692
              lorenzo.pantieri
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                [OT]
                Secondo me soffri di masochismo 😆 Perché trasformare il tuo LaTeX in uno pseudo-Word? Il meccanismo di composizione di LaTeX è superiore a quello di Word fondamentalmente perché si fa prima a digitare un comando che non a cliccare 15 volte…
                [/OT]

                Ciao.

                Se il sw che ho segnalato (e che ovviamente ancora non conosco. la segnalazione è fresca di giornata) fa quello che dici tu, hai ragione: non serve a niente.

                Se invece si tratta di un sw (come ho capito, ma non vorrei aver preso fischi per fiaschi) che permetta di inserire codice LaTeX, compilare e avere l’equazioncina già ritagliata in un bel pdf da draggare comodamente su applicazioni WYSIWYG (come OmniGraffle o Keynote), allora il programmino può anche essere utile.

                Mi pare di aver capito che sei un utente Linux (oltre che LaTeX), quindi forse per te tutti gli strumenti WYSIWYG sono “cose da femminucce”. Personalmente, ritengo che in certi contesti un’applicazione WYSIWYG abbia ancora senso…ma è solo la mia opinione!

                Ah, Word proprio no! (Dopo la scoperta di OmniGraffle) l’ho appena buttato definitivamente nel Cestino (dopo anni di convivenza forzata), per cui…

                Ciao,
                L.

                in risposta a: Eureka! Un *magnifico* programma per disegnare (per Mac) #11665
                lorenzo.pantieri
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                  P.S. Per “warsaw”: ho provato EazyDraw: davvero niente male, soprattutto la palette “Math” (con alcuni tratti di “curve matematiche notevoli”). Ti ringrazio per la segnalazione.

                  Ciao,
                  L.

                  in risposta a: Commentare più righe in una volta #11680
                  lorenzo.pantieri
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                    Grazie mille! Funziona alla perfezione!
                    Un’altra cosa: dove trovo documentazione su tutti gli ambienti definiti dal pacchetto?

                    ftp://tug.ctan.org/pub/tex-archive/macros/latex/required/tools/verbatim.pdf

                    Come per tutte le altre doc: http://www.ctan.org

                    in risposta a: Eureka! Un *magnifico* programma per disegnare (per Mac) #11664
                    lorenzo.pantieri
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                      Giusto per puntualizzare qualcosa che non mi sembra essere chiaramente espresso nella tua réclame 🙂 Questo programma lavora in vettoriale (quindi, una volta prodotto il file .eps può essere scalato ed ingrandito molte volte)?

                      Sì, certamente: OmniGraffle è vettoriale. L’ho detto: scusa(te) il tono da spot pubblicitario. Fra l’altro, io non c’entro niente né con OmniGroup né con Apple, a parte il fatto che uso -con soddisfazione- i loro prodotti. Solo, mi è sembrato il caso di segnalarvi un programma -per me- davvero eccellente. Spero di (non) aver fatto cosa (s)gradita!

                      Ho guardato velocemente gli screenshot e mi pare che sia una versione semplificata di CorelDraw. Non credo che sia molto più semplice da usare di quest’ultimo.

                      OmniGraffle è più semplice, ma anche molto più elegante e divertente da usare di CorelDraw. Il feeling con l’applicazione, poi, è davvero “speciale”. Non so se rendo l’idea…

                      Inoltre anche questo non è freeware.

                      Credo che la ricerca di un programma di grafica vettoriale possa dirsi conclusa solo quando troveremo un programma potente e facile ma freeware. Sinceramente non ho mai avuto l’opportunità di provare XFig ma credo che sia molto buono (ed inoltre permette di mettere tag LaTeX, il che significa avere anche nella figura tutti i font LaTeX).

                      Vero: il massimo sarebbe un sw facile, versatile, elegante, multipiattaforma (Win, Mac e Linux) e gratis. OmniGraffle è facile, versatile, elegante, monopiattaforma (Mac) e costa (ma non tantissimo). CorelDraw è complesso, versatile, monopiattaforma (Win) e costa parecchio. XFig l’ho provato: sarà anche gratis (ma per Mac non c’è), ma l’ho trovato brutto brutto brutto.

                      Dimenticavo una cosa importantissima: per inserire le equazioni direttamente in OmniGraffle (ma anche in qualsiasi altro sw vettoriale), c’è LaTeX Equation Editor. Il programma si appoggia sulla distribuzione LaTeX installata (si può anche specificare il preambolo che interessa). Scrivi l’equazione, compili, ed ottieni un bel pdf con l’equazioncina già ritagliata, con tutti i font LaTeX del caso. Drag and drop sulla pagina di OmniGraffle, ridimensioni a piacere, e via. Uno zucchero. Freeware. Solo per Mac, però! 😉

                      Per quello che mi riguarda la ricerca del “software vettoriale ideale” è -se non finita- giunta ad un ottimo punto: OmniGraffle e LaTeX Equation Editor sono -di gran lunga- il meglio che ho trovato.

                      Un salutone a tutti voi!
                      L.

                      in risposta a: #11677
                      lorenzo.pantieri
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                        `\usepackage{verbatim}

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                        \end{comment}
                        `

                        in risposta a: Dialoghi in narrativa #11669
                        lorenzo.pantieri
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                          Se fossi in te, darei un’occhiata al pacchetto dramatist. Non l’ho mai usato, ma l’abstract sembra promettente.

                          The present package provides support for drama both in verse and in
                          prose. The following facilities are given: two environments for typesetting
                          dialogues in prose or in verse; new document divisions corresponding to
                          acts and scenes; macros that control the appearance of characters and stage
                          directions; and automatical generation of a dramatis personæ list.

                          Ciao,
                          L.

                          in risposta a: “Ritagliare” un’immagine da un pdf (parte II) #11653
                          lorenzo.pantieri
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                            Ti posso suggerire una soluzione efficace ma non elegante.

                            Decisamente tu ed io abbiamo una concezione diversa di “fool-proof”! 🙄

                            Sentiamo se arrivano soluzioni più semplici… 😉

                            Grazie comunque,
                            L.

                            in risposta a: Adobe 8 e hyperref #11647
                            lorenzo.pantieri
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                              Ciao,
                              oggi ho fatto l’aggiornamento di Adobe reader daal 7 alla 8 (appena uscita)…
                              Finora mi leggeva gli hyperref all’interno del documento e potevo vedere anche l’indice ai lati del doc. Ora non vedo più l’indice e non posso nemmeno cliccare sui collegamenti all’interno del documento, generati dal pacchetto hyperref.

                              A voi va tutto bene??

                              Benissimo: non ho ancora aggiornato AcroReader e -per fortuna- non uso hyperref! 😀

                              Scherzi a parte: hyperref è uno dei pacchetti più bizzosi che conosco, non mi sorprende che possa creare problemi con l’aggiornamento di AR…

                              Ciao,
                              L.

                              in risposta a: Ambiente align* #11618
                              lorenzo.pantieri
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                                I soli sistemi che provino la propria consistenza… sono quelli… inconsistenti

                                Siamo decisamente OT: per evitare che qualcuno dello Staff chiuda il topic, passo e chiudo!

                                Ciao,
                                L.

                                in risposta a: Ambiente align* #11614
                                lorenzo.pantieri
                                Partecipante
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                                  Se un sistema assiomatico può dimostrare la sua stessa coerenza, allora esso deve essere incoerente.

                                  Un sistema matematico consistente e sufficientemente ricco da definire l’aritmetica non può dimostrare la propria consistenza.

                                  http://www.vialattea.net/odifreddi/

                                  Ciao,
                                  L.

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 5,401 al 5,415 (di 5,985 totali)

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