Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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Salve gente!!!Riprendo il 3D — che giudico intrigante — e vi comunico le mie idee e…le mie incertezze.
Allora: IMHO Lapo ha ragione, nel senso che non è sufficiente prendere una bitmap e convertirla in EPS: se lo faccio l’immagine resta “sgranata”. Quello che ci vuole è un’immagine che sia vettoriale in modo nativo.
Se ricordate, cercavo il logo dell’università di Bologna. Bene, ho trovato http://download.pastrugni.com/vettori/link/index.php, che è proprio quello che ci vuole: è un link a motori di ricerca per immagini vettoriali! 😀
Ho selezionato il primo motore indicato e — wham! — http://www.brandsoftheworld.com/search/?action=1&text=%2Buniversit%E0+%2Bbologna, ecco il logo in formato EPS nativo!!! 😀 😉
…Quello che a questo punto mi manca è portare l’immagine in scala di grigi con CorelDraw.
Con la Corel o qualunque altro sw di fotoritocco e’ molto semplice: vai sulle regolazioni di saturazione e la porti a zero.
Giuro, ho sbattuto la testa su CorelDraw e consultato l’help, ma non ci riesco! Se seleziono l’immagine e vado su Effetti -> Regola -> Tonalità/Saturazione/Brillantezza e intervengo sulla Saturazione non succede niente! 🙄
Se vado invece su Effetti -> Regola -> Gamma, qualcosa succede, ma permane una visibile sfumatura arancione…. 😕
Help me!
Lorenzo
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Grazie al tuo suggerimento, Roberto, e a quelli di tutti voi, ho finalmente installato i CM Super-fonts. 😮Per la cronaca, alla fine ho risolto il problema così.
Ho creato $due$ documenti LaTeX: il primo, fronte.tex, contenente il frontespizio della tesi, con la codifica T1 disattivata e con i caratteri di corpo 12 (come nel fac-simile di tesi di Gorni). Il secondo, corpo.tex, con T1 attivata e con i caratteri di corpo 11. Ho compilato, ho trasformato i DVI in pdf (fronte.pdf e corpo.pdf), e ho unito i due pdf ottenuti in un unico file, tesi.pdf — usando pdftoolkit — così
`
pdftk fronte corpo.pdf cat output tesi.pdf
`Può darsi che sia poco ortodosso, ma funziona e ne sono soddisfatto!
Ciao a tutti,
Lorenzo
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E’ con un certo timore reverenziale 😕 (date le figuracce fatte 😳 ) che continuo questo 3D, ma… :Uso MikTeX su XP. Sto provando ad installare i font CM-Super. Ho letto la ducumentazione. Mi sono arenato all’ultimo punto:
run “initexmf.exe -u” on MikTeX (or do the same via a menu item).
Non capisco dove sia il “menu item” cui fa riferimento la documentazione.
😳
Lorenzo
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Ciao a tutti.Come mi ha suggerito Lapo, ho contattato via e-mail Diego Frasson. Riporto (con l’autorizzazione di Diego) il nostro scambio epistolare, fidando che qualcuno lo trovi interessante e/o utile.
Ciao Diego,
sto cercando un’immagine $vettoriale$ del logo dell’università di Bologna (per inserirla nella mia tesi di laurea in matematica—fatta in LaTeX, naturalmente!!!). In rete ho trovato tante immagini, ma tutte bitmap. Saresti così gentile da inviarmela in allegato??E’ molto meno complicato di quello che credi, prendi la tua immagine in bitmap e la converti con convert in postscript
Es.: convert image.bmp image.ps
Questo va dato a terminale se hai windows devi scaricarti ImageMagick (c’è la versione per Win32) e installarlo e usare da prompt quello che ti ho detto in esempio.
Se hai Linux non serve è già di solito installato, se usi Mac OS X devi caricarti ii2 e poi installarlo.Gulp! Sono spiazzato!! Di formati grafici ne capisco poco ma…. pensavo che un’immagine bitmap fosse (essenzialmente) una schifezza non convertibile in vettoriale. Se ho una circonferenza descritta pixel per pixel, come accidenti fa un programma a capire – da un’accozzaglia informe di pixel – che si tratta di una “circonferenza C di raggio R” e a trasformarla di conseguenza?
Vediamo la situazione: come avrai intuito ci sono tanti formati grafici fondamentalmente sono di 2 tipi: bitmap e vettoriale, dopodiché il formato può essere compresso o no (sia per il vettoriale che per il bitmap). Vediamo 4 esempi importanti:
bmp : bitmap non compresso
jpg : bitmap compresso
ps : vettoriale non compresso
pdf : vettoriale compressoIl software di conversione può essere + o – intelligente, ma se pensi anche un pixel può essere pensato come un vettore, è solo un punto, ma anche esso è un vettore, ecco perché quando faccio conversione da un bitmap ad un ps il file “esplode” perché ogni singolo pixel viene convertito in un vettore, ecco quindi che si usa un algoritmo di compressione (il pdf ne è un esempio). Ma tutto questo si può e si fa.
Ma in LaTeX c’è anche modo di inserire un bitmap (bmp di windows) direttamente senza fare nessuna conversione preventiva: Le immagini vanno inserite nelle slide usando il package graphicx inserito nel preambolo, quindi bisogna inserire prima della dichirazione
dell’immagine il seguente comando:
`
\DeclareGraphicsExtensions{.bmp} `
che fa capire al compilatore che si vogliono usare anche immagini bmp. Quindi si da il comando:
`
\includegraphics[10,10][200,150]{filegrafico.bmp}
`
Tra parentesi quadre sono espressi rispettivamente le coordinate degli angoli in basso a sinistra (prima parentesi quadra coordinata-x , coordinata-y) e in alto a destra (seconda parentesi quadra).Per il logo che si chiama “sigillo” ti riporto un avviso importante:
Norme per la redazione della Tesi
In base a delibere del Consiglio di Amministrazione del 21/01/92 e del Senato Accademico del 01/04/92, a partire della sessione estiva dell’A.A. 1991/92, per motivi tecnici di catalogazione e archiviazione la REDAZIONE delle TESI dovrà essere standardizzata secondo le seguenti prescrizioni:
– ogni pagina dovrà contenere 32-35 righe di testo, ciascuna riga dovrà’ essere di 65-70 caratteri di tipo prestabilito: TIMES o COURIER o HELVETICA;
– scrittura in recto e verso;
– copertina in cartoncino leggero;
– figure e tavole in formato UNI (A4, A3, ecc.);
– contenitore delle tavole adeguatamente dimensionati (A3 di spessore corretto).ATTENZIONE:
E’ TASSATIVAMENTE VIETATO RIPRODURRE IL SIGILLO DELL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI
DI BOLOGNA NEI FRONTESPIZI DELLA TESI DI LAUREA.
Contro i trasgressori si procederà giudizialmente per attività di
contraffazione del sigillo.
(R.D. 21/6/1942, modificato dal Decreto legislativo n°480 del 1992 emanato
in attuazione della direttiva comunitaria n°10 del 1989 e ulteriormente
modificato dal decreto legislativo n°198 del 1996)::Hai provato a installare i font CM-Super? Oppure i Latin Modern? Sono fatti apposta per risolvere il problema della visualizzazione dei PDF ottenuti da un documento LaTeX con la codifica T1. Altrimenti puoi ignorare la codifica T1 e non hai quasi alcun problema: solo qualche punto di sillabazione che non viene trovato.
Ops! Scusami scusami scusami 😳 😳 😳
Avevo capito che i font CM-Super servissero solo per risolvere il problema della “sgranatura” dei font:
Si può installare il pacchetto dei CM-Super fonts, che risolve il problema della “sgranatura” dei font usando la codifica T1
e i miei font non sono “sgranati”, né con T1 né senza T1!!
Comunque prometto di riflettere più a fondo sulle tue risposte, in questo caso e… in quelli futuri! 😉
Altrimenti puoi ignorare la codifica T1 e non hai quasi alcun problema: solo qualche punto di sillabazione che non viene trovato.
Ho visto “sperimentalmente ” che ignorando T1, a volte righe e paragrafi diventano leggermente più lunghi di quanto si otterrebbe caricando T1.
Scusami ancora! 😳
Grazie di tutto,
Lorenzo
::poiché non piace numerare tutte le formule, ma solo quelle che richiamo, mi capita di impostare un `\begin{equation} `per poi accorgermi che non è necessario, ho visto che semplicemente aggiungendo l’asterisco ` \begin{equation*}` la formula non è più numerata. Ci sono delle controindicazioni o posso utilizzare questa procedura?
Rispondo solo alla seconda parte del tuo quesito.
A quanto ne so, il LaTeX “standard” prevede l’ambiente displaymath per inserire una formula non numerata in modalità display:
`
\[
formula
\]
`L’ambiente equation* è offerto dall’estensione amsmath: non credo proprio ci siano controindicazioni!
Lorenzo
P.S. Battuto sul tempo dallo Staff, aggiungo solo che credo sia meglio che il numero stia alla destra dell’equazione. In questo modo, se la riga che precede immediatamente l’equazione è molto corta, LaTeX può alzare leggermente la riga della formula: l’estetica ne guadagna!
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Cari compagni di LaTeX, nonostante tutto, non sono ancora soddisfatto. 🙄Se faccio
`
\usepackage{helvet}
`
come suggerito da Emiliano, trovo (in base ai miei gusti, ovviamente!) che il carattere che viene fuori abbia un aspetto troppo “tondo” e “giocoso” rispetto a quello che si ottiene semplicemente facendo
`
\begin{sffamily}
Blah blah
\end{sffamily}
`
senza però aver attivato la codifica T1.Per risolvere il problema, mi viene in mente una soluzione “sporca”: creare due documenti distinti, uno per il frontespizio, l’altro per il resto della tesi, con la codifica T1 attivata nel secondo ma non nel primo. Al che non mi resterebbe altro che supplicarvi di dirmi come si fa a creare un unico PDF “incollando” due documenti LaTeX distinti…. ma mi sembra così poco elegante…
Altrimenti, sapete dirmi l’elenco completo dei font sans serif (oltre all’helvetica) e la relativa sintassi per invocarli nel preambolo dell’Unico documento della mia tesi?
Insomma, senza di voi non muovo un passo… 😳
Buona giornata e grazie per la vostra pazienza $\rightarrow\infty$. 😕
Lorenzo[/u]
::Cerca meglio. Io avevo visto un esempio di tesi di laurea preparato da Diego Frasson (credo a questo indirizzo) in cui era allegato anche il logo di UniBo in pdf ed eps. Magari contatta direttamente Frasson via email.
Grazie per l’utile informazione…
Come sempre, avevi ragione: ora che ci guardo meglio, il risultato dell’immagine bitmap compressa come GIF e manipolata con Photoshop non è il massimo….
Ciao e buon lavoro,
Lorenzo
::Secondo me c’è un errore di fondo. Come mai usi un logo in gif? Sicuramente la tua università ha anche un logo vettoriale e dunque è molto meglio che tu usi l’eps per i dvi e un pdf (ricavato dall’eps) per i pdf. Tutte le modifiche di colore e altro possono essere eseguite con qualunque software di grafica vettoriale (cerca suol forum per sapere quali sono i più diffusi).
I risultati che si ottengono con immagini vettoriali sono molto superiori a quelli che si ottengono con bitmap sia in termini di dimensione del file di output che di qualità grafica.Ciao Lapo, hai senz’altro ragione. Purtroppo non ho trovato il logo vettoriale della mia università: se faccio una banalissima ricerca con Google-Immagini ho trovato solo immagini JPG e GIF.
Per la cronaca, a questo punto, visto che ho a che fare con un’immagine bitmap, l’ho modificata con Photoshop, e devo dire che il risultato non è mavagio…
Ad ogni modo, grazie per l’utile precisazione.
Lorenzo
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