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cfiandra” post=75815A mio modesto parere, può essere vero che ci sono diversi modi per ottenere lo stesso risultato, ma non leggere a prescindere le guide perché indicano più strade è sbagliato. Leggile, scegli la strada che ti sembra migliore e utilizza quella. Sapere che puoi arrivare al risultato diversamente non deve essere una scusa per non leggere le guide, ma al contrario il motivo principale per cui si devono leggere: come fai ad imparare altrimenti?
1.
La maggior parte delle cose con LaTeX si può fare in un solo modo: per introdurre un capitolo si usa \chapter, per le note al piede c’è \footnote, per far galleggiare un’immagine c’è figure. Potrei andare avanti a lungo. Non è vero che ci sia tutta questa abbondanza di scelta.2.
Le cose che possono essere fatte in più modi sono poche, una minoranza. Nell’Arte, proprio per evitare al lettore l’imbarazzo della scelta, presentiamo sempre una sola soluzione, quella che riteniamo migliore.3.
Le guide non si leggono per conoscere tutti i modi di fare una cosa e per scegliere quello migliore. Si leggono per imparare LaTeX. Francamente, nel caso in questione mi pare che si tratti di pigrizia. E la scusa “ci sono tante guide, una stessa cosa si può fare in più modi” mi sembra solo una scusa, appunto.
::Dr Spencer Reid” post=75812
il problema non è che non leggo la o le guide … ce ne sono migliaia (purtroppo),
come ci sono migliaia di modi in latex per fare la stessa cosa …Per fare un riferimento incrociato i comandi standard sono \label, \ref e \pageref: sono spiegati in qualunque guida a LaTeX degna di questo nome.
In generale, credo che la cosa più opportuna non sia avere sottomano tante guide: può essere dispersivo. Usane una sola: l’Arte va benissimo, è in italiano, è costantemente aggiornata, è semplice e ragionevolmente completa. Non pensare di risparmiare tempo non leggendola: è anzi vero il contrario.
::xrobbo” post=75728
Mi pare che la risposta conclusiva sia: se voglio usare la bibliografia autore anno con classicthesis posso farlo ma usando biblatex anziché natbib? E’ cosi?
Quanto al documento tesi classica avevo visto anche questo e non è quello che fa per me, semplicemente.No, non è così: ClassicThesis va d’accordo sia con natbib sia con biblatex (posto che consiglio ques’ultimo, vista la sua compatibilità con natbib e la sua maggiore flessibilità).
::xrobbo” post=75723
Stante come ancora giustamente osservi che i pacchetti come classicthesis vanno presi per come sono, ma posto che per me l’utilizzo di una bibliografia autore-anno è indispensabile, mentre classicthesis di default utilizza una bibliografia numero autore,
è possibile modificare questa impostazione e utilizzare una bibliografia autore-anno in classic thesis?Leggi almeno le risposte che ti vengono date. Sì, è possibilissimo.
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX.html
Tutti i documenti in questa pagina sono fatti con ClassicThesis e usano un abibliografia autore-anno.http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX.html
Scarica “Tesi classica” e dacci un’occhiata.
::xrobbo” post=75704Grazie per la risposta.
Allora, per quanto riguarda testatine e piè di pagina il manuale di classicthesis spiega come inserirle usando il comando \deftripstyle{nome} […].Non mi risulta.
xrobbo” post=75704Con biblatex avevo avuto qualche problema a suo tempo, anche seguendo la tua guida che conosco bene, ma riproverò. Se non sbaglio biblatex entra in conflitto con qualche pacchetto di uso abbastanza comune (forse quello per le note a fine articolo?).
biblatex è eccellente. Conflitti? non ne sono a conoscenza.
xrobbo” post=75704Infine, effettivamente classicthesis è un po difficile da usare, ho visto che in altri forum viene suggerito memoir ma mi pare ancora più complesso.
Ciò che devo fare? Definire con una certa facilità un template di articolo, ovvero: intestazioni e piè di pagina, stili per le partizioni del testo, eventualmente scegliere il font, gestire una bibliografia, poter configurare agilmente titolo, nome autore ed altre informazioni standard. Classicthesis non è che su questo sia di immediata comprensione, ma ha il vantaggio di offrire un’ottima impaginazione.ClassicThesis non è difficile, ma prevede un layout abbastanza rigido (per ottimi motivi).
::xrobbo” post=75700
Il primo è come spezzare su due o più righe i testi all’interno di intestazioni e piè di pagina. Il solito comando \\ anziché spezzare la riga come dovrebbe elimina lo spazio tra parole.
Preciso che ho realizzato testate e piè di pagina con il comando \deftripstyle{nome}.Che vuol dire piè di pagina di ClassicThesis? Che io sappia, nel piè di pagina di ClassicThesis non c’è nulla. Riguardo alle testatine, una testatina di due righe va evitata come la peste: riformula, si può fare praticamente sempre
xrobbo” post=75700
Il secondo problema è un conflitto con il pacchetto natbib che non riesco a risolvere, e conseguentemente con l’impossibilità per il momento di produrre una bibliografia in formato autore anno.Non usare natbib: meglio biblatex. Cerca nell’Arte. Guarda la pagina LaTeX del mio sito, ci trovi:
1. l’Arte, che è una guida di base;
2. una guida a ClassicThesis;
3. un modello pronto per l’uso di tesi (ma puoi usarlo anche per altro) con ClassicThesis.xrobbo” post=75700
ne approfito per chiedere anche se condividete la scelta di utilizzare classicthesis o se ci sono pacchetti più indicati allo scopo.Dipende da che cosa vuoi. Se lo stile ti piace, ClassicThesis è ok, paghi solo il prezzo di un codice a volte un po’ difficile.
::claudio” post=75684altro fantasma nell’arte
cercando <> a pagina 84 compaiono dei rettangoli blu vuoti sopra il codice per le formule chimiche
ciao
claudioBravo. Ma mi pare che l’esempio di mchem sia genuino e non ritagliato. Forse dipende sempre dal pacchetto per i grafici di Feynmany (che toglieremo).
Grazie per la segnalazione!
::OldClaudio” post=75682
2. Nel rarissimo caso in cui si voglia una tabella “proprio lì” (ma è un caso davvero eccezionale), la si introduca con l’opzione H di float e ci si prepari a gestire una pagina mozza.
Già: l’opzione H di float (ma lo stesso vare per tutte non flottanti) può procurare grosse grane di impaginazione: eco perché va usata rarissimamente o mai.
::franen” post=75676
La soluzione con captionof può però portare a un fastidioso inconveniente nella remota possibilità di un oggetto flottante e uno fisso che si scambiano di posto!
Fran
`\documentclass{article}
\usepackage{caption}
\begin{document}
\begin{center}
\captionof{table}{Prima tabella}
\begin{tabular}{l}
prima\\
\end{tabular}
\end{center}Testo testo testo
\begin{table}
\centering
\caption{Seconda inserita}
\begin{tabular}{l}
Seconda\\
\end{tabular}
\end{table}
\end{document}`Questo è un ottimo punto! C’è un problema anche con le spaziature:`
\documentclass{article}
\usepackage{tabularx,booktabs,float,caption,lipsum}
\begin{document}Nam dui ligula, fringilla a, euismod sodales, sollicitudin vel, wisi. Morbi auctor lorem non justo. Nam lacus libero, pretium at, lobortis vitae, ultricies et, tellus.
\begin{table}[H]
\caption{Dida.}
\label{tab:esempio}
\centering
\begin{tabularx}{0.7\textwidth}{lX}
\toprule
\textbf{Forza} & Una forza è una grandezza fisica che si manifesta
nell’interazione di due o più corpi materiali, che cambia lo stato
di quiete o di moto dei corpi stessi. \\
\midrule
\textbf{Momento polare} & Il momento polare di una forza rispetto a
una determinata origine è definito come il prodotto vettoriale tra
il vettore posizione (rispetto alla stessa origine) e la forza. \\
\bottomrule
\end{tabularx}
\end{table}Nam dui ligula, fringilla a, euismod sodales, sollicitudin vel, wisi. Morbi auctor lorem non justo. Nam lacus libero, pretium at, lobortis vitae, ultricies et, tellus.
\begin{center}
\captionof{table}{A table}
\begin{tabularx}{0.7\textwidth}{lX}
\toprule
\textbf{Forza} & Una forza è una grandezza fisica che si manifesta
nell’interazione di due o più corpi materiali, che cambia lo stato
di quiete o di moto dei corpi stessi. \\
\midrule
\textbf{Momento polare} & Il momento polare di una forza rispetto a
una determinata origine è definito come il prodotto vettoriale tra
il vettore posizione (rispetto alla stessa origine) e la forza. \\
\bottomrule
\end{tabularx}
\end{center}Nam dui ligula, fringilla a, euismod sodales, sollicitudin vel, wisi. Morbi auctor lorem non justo. Nam lacus libero, pretium at, lobortis vitae, ultricies et, tellus.
\end{document}
`
Come si vede. Le spaziature verticali (tra dida e tabella e tra tabella e testo) di una tabella inserita con \captionof sono diverse da quelle inserite con table.Questi due punti, a mio avviso, sconsigliano l’uso di \captionof. I suoi vantaggii sono che che una tabella inserita con \captionof non intasa le code e che non è necessario caricare altri pacchetti oltre a caption, ma a mio avviso, visti i contra appena mostrati, sono pro insufficienti a giustificarne l’uso.
Riassumedo. Come gestire le tabelle?
1. Si lascino flottare tutte, si etichettino con \label e ci si riferisca ad essere con \ref. Si viva felici.
2. Nel rarissimo caso in cui si voglia una tabella “proprio lì” (ma è un caso davvero eccezionale), la si introduca con l’opzione H di float.Questa, per me, è la soluzione migliore.
Grazie mille,
L.P.S. Naturalmente, come dicie OldClaudio il titolo del topic è fuorviante
::OldClaudio” post=75667La buona tipografia richiede di lasciar flottare le figure (e le tabelle) e farvi riferimento con \label e \ref, oppure di correre il rischio di lasciale fisse, mettendole dentro ambienti non flottanti, come per esempio center, e usare \captionof definito dal pacchetto caption.
Vorrei sapere la differenza tra introdurre una tabella con l’opzione H del pacchetto float
`\begin{table}[H]
\caption{Dida.}`
e con \captionof del pacchetto caption
`\captionof{table}{Dida}`
Io preferisco la prima opzione, se non altro per ragioni di omogeneità: se decidessi che la tabella può andarsene a spasso mi basterebbe togliere quell'[H]. Ancora, ho il sospetto che con \captionof la spaziatura vada regolata a mano.Sbaglio?
::Dr Spencer Reid” post=75658[…] posso anche utilizzare […] la fase di revisione del documento devo ancora farla
Non è buona norma, quando si scrive in LaTeX, introdurre strafalcioni e poi correggerli in revisione finale. La revisione finale serve a mettere a posto l’impaginazione, tutto qui. Anche l’ultimo codice che hai inserito non è gran che, del resto…
::Spike” post=75629Scusa ma credo che l’esempio che riporti non sia inerente al problema. Da come esso è stato riportato, sembra che Dr Spencer Reid abbia bisogno di inserire una didascalia ad un oggetto non flottante, infatti nella discussione si parla di [tt]\captionof{}[/tt]. Se poi lui ha risolto rendendo flottante la tabella bene, infatti ho solo chiesto che lo espliciti. Se invece ti riferisci al fatto che bisognerebbe mettere didascalie solo agli oggetti flottanti, questo è stato già detto da franen, quindi direi che il tuo messaggio non aggiunge nulla di nuovo.
Non ho mai usato \captionof. Se voglio una tabella con didascalia e la voglio “lì” (cosa peraltro da fare rarissimamente), uso il pacchetto float e lo specificatore H.
`\documentclass{article}
\usepackage{tabularx,booktabs,float}
\begin{document}
\begin{table}[H]
\caption{Dida.}
\label{tab:esempio}
\centering
\medskip
\begin{tabularx}{0.7\textwidth}{lX}
\toprule
\textbf{Forza} & Una forza è una grandezza fisica che si manifesta nell’interazione di due o più corpi materiali, che cambia lo stato di quiete o di moto dei corpi stessi. \\
\midrule
\textbf{Momento polare} & Il momento polare di una forza rispetto a una determinata origine è definito come il prodotto vettoriale tra il vettore posizione (rispetto alla stessa origine) e la forza. \\
\bottomrule
\end{tabularx}
\end{table}
\end{document}`
Nell’Arte c’è, naturalmente.
::
Nell’Arte ci sono tutte le informazioni per arrivarci facilmente:`\documentclass{article}
\usepackage{tabularx,booktabs}
\begin{document}
\begin{table}
\caption{Dida.}
\label{tab:esempio}
\centering
\medskip
\begin{tabularx}{0.7\textwidth}{lX}
\toprule
\textbf{Forza} & Una forza è una grandezza fisica che si manifesta nell’interazione di due o più corpi materiali, che cambia lo stato di quiete o di moto dei corpi stessi. \\
\midrule
\textbf{Momento polare} & Il momento polare di una forza rispetto a una determinata origine è definito come il prodotto vettoriale tra il vettore posizione (rispetto alla stessa origine) e la forza. \\
\bottomrule
\end{tabularx}
\end{table}
\end{document}`
::Dr Spencer Reid” post=75583la mia era una domanda generica, orientata al capire l’esistenza di altre classi viste le voci di corridoio… che si sono rivelate infondate a quanto vedo 🙂
Infondate? Ci classi ne esistono molte decine… MA se ti hanno consigliato la semplice classe book, forse il modello di Tesi Moderna chhe trovi sul mio sito può esserti utile.
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