lorenzo.pantieri

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  • in risposta a: Un pacchetto “scientifico” per l’Arte: consigli? #77001
    lorenzo.pantieri
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      cfiandra” post=76164
      Rispondo in merito ai diagrammi di Feyman e, sebbene conosca la tua riluttanza verso TikZ, tento ugualmente. Un secondo svantaggio della mia proposta è che non si tratta di un pacchetto.

      L’idea è ottima idea, invece: un diagramma di Feynman fatto con TikZ. Dopo l’esempio ci vorranno due righe dicendo “Del pacchetto TikZ” si parlerà ancora nel capitolo sui Grafici”.

      Riguardo al tuo esempio, lo trovo un pochino troppo lungo: non riesci a produrne uno più corto? Nessun colore: un semplice diagramma di Feynman con un codice il più semplice possibile.

      In particolare, di questo link:
      http://tex.stackexchange.com/questions/22622/feynman-diagrams-with-tikz
      vorrei il codice per riprodurre il primo esempio, in alto a sinistra.

      Grazie mille,
      L.

      in risposta a: Un pacchetto “scientifico” per l’Arte: consigli? #76999
      lorenzo.pantieri
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        Rocco M.” post=76162
        Peccato per quel pacchetto. L’anno prossimo l’avrei probabilmente avuto bisogno! 😉

        Il pacchetto ci sarà ancora: solo, non sarà più menzionato nell’Arte.

        Rocco M.” post=76162Comunque così su due piedi mi viene in mente il pacchetto legato a TikZ per disegnare circuiti elettrici.

        Sì, CircuiTikZ era venuto in mente anche a me. Ma preferirei, se possibile, che il pacchetto non riguardasse il disegno programmato con TiKZ, visto che nella prossima versione dell’Arte quell’argomento avrà un intero capitolo dedicato.

        in risposta a: Posizionamento figure in un lavoro particolare. #76898
        lorenzo.pantieri
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          1.
          Lo strumento da usare dipende, sempre, dal problema che si affronta. Se l’OP deve scrivere un test per una classe di liceo il sistema che ho proposto può andare; se invece deve preparare un test per migliaia di studenti, con esigenze di ruotare le domande e magari di lettura ottica, no davvero! Insomma, tutto dipende dalla esigenze dell’utente. Io avevo pensato a qualcosa di relativamente modesto.

          2.
          Riguardo alla minipage, nessun vanto di non averla mai usata. È una questione di punti di vista: il mio è quello di un documento “normale” (un articolo scientifico, un libro o una tesi). Per queste cose usare minipage non serve a molto. Naturalmente, minipage (come altri strumenti, non presentati nell’Arte) può essere utile e addirittura indispensabile, in documenti “particolari”.

          Ciao,
          L.

          in risposta a: Come si inserisce la variante asterisco di un ambiente? #76931
          lorenzo.pantieri
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            OldClaudio” post=76114
            Allora pur lodandoti per il tuo impegno a dare consigli agli altri utenti, ti suggerirei di procedere così: per 10 settimane non rispondere a nessuno; ma scriviti da qualche parte quello che avresti voluto rispondere; tieni però d’occhio il forum e vedi che cosa hanno risposto gli altri; ci saranno certamente persone che, come me, talvolta prendono fischi per fiaschi, ma generalmente danno risposte vere, concrete, positive, talvolta risolvendo in parte il problema del richiedente, talvolta risolvendoglielo alla grande. Sono anni che seguo questo forum e mi stupisco sempre per la competenza e la creatività di molti che vi rispondono.
            Alla fine delle 10 settimane confronta le tue risposte con quelle vere, creative, concrete che hai visto dare ad altri e vedi se nel frattempo hai imparato a leggere non superficialmente le domande dei frequentatori. Poi prenderai le tue decisioni. Ma nel frattempo avrai imparato moltissime cose, in particolare come decifrare le richieste di aiuto e come ricorrere a soluzioni creative, positive, veramente utili. Volendo, avrai imparato anche come bisognerebbe formulare le richieste di aiuto per non essere fraintesi.

            Magnifico consiglio! 🙂

            in risposta a: Posizionamento figure in un lavoro particolare. #76892
            lorenzo.pantieri
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              DavideDElia” post=76077 @Lorenzo: e se le figure non son piccole? Ad esempio ci sono dei grafici che, per essere leggibili, devono essere a larghi come la pagina.

              Il problema non è la larghezza, ma l’altezza: i motivi li trovi spiegati nell’Arte. In breve, se in fondo alla pagina vuoi mettere una figura alta tre centimetri ma hai solo tre centimetri di spazio a disposizione, non c’è modo.

              Dr Spencer Reid
              nonostante sia sconsigliato nell’arte e dai guru, purtroppo alcune esigenze lo richiedono… il problema è che il metodo poco latexiano nasce da problemi a monte di latex stesso. lungi da me criticare sia i creatori , che gli utilizzatori, nè tanto meno i guru e i puristi latex… ma a volte ciò che faremmo semplicemente con un altro editor testuale , latex non lo permette!

              Falso. Studia l’Arte: c’è tutto.
              `
              Ecco un'immagine in testo:
              \begin{center}
              \includegrahphics[widht=\textwidth]{pippo}
              \end{center}
              Più facile di così\dots`

              Tornando al problema dell’OP, un modo piuttosto manuale potrebbe essere.

              `
              \begin{esercizio}
              La figura
              \begin{center}
              \includegrahphics[widht=\textwidth]{mickeymouse}
              \end{center}
              rappresenta:
              \begin{itemize}
              \item un cane
              \item un gatto
              \item un topo
              \item nessuna delle precendenti
              \end{itemzie}
              \end{esercizio}
              `
              dove l’ambiente “esercizio” è definito con \newtheorem come speigato nell’Arte e “itemize” sarà stato ridefinito per avere un box al posto del bullet. Ma prima da’ un’occhiata alla classe exam.

              @egreg: ha poco a che fare con la tipografia significa che devo fare a meno della composizione di LaTeX e gestirla totalmente io?

              Mi permetto di rispondere io: il tuo documento ha poco a che fare on la tipografia nel senso che la chiarezza delle domande ha la precedenza sull’eleganza della composizione. Per esempio, se non hai spazio per inserire un’immagine potresti dare un bel \clearpage prima dell’esercizio: in un testo (libro, articolo, tesi) tipograficamente ben composto non sarebbe accettabile, ma per scrivere un test a risposta multipla può andare.

              prima inizio a documentarmi su cosa sia una minipage e come crearla/gestirla etc.

              Mai usata una minipage in vita mia. E sì che di testi con LaTeX ne ho scritti parecchi… 😉

              in risposta a: Impostare la virgola come separatore decimale #76940
              lorenzo.pantieri
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                `\documentclass{article}
                \usepackage{siunitx}
                \sisetup{output-decimal-marker={,}}
                \begin{document}
                \num{3.41}
                \end{document}`
                Nell’Arte c’era. 😉

                in risposta a: Posizionamento figure in un lavoro particolare. #76878
                lorenzo.pantieri
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                  DavideDElia” post=76047
                  Buongiorno a tutti. Volevo la vostra opinione di appassionati di tipografia e di LaTeX. Devo creare un documento che contenga diverse decine di domande a risposta chiusa, molte delle quali devono essere corredate da relativa figura (per intenderci stile test di ingresso universitari, test atitudinali etc…). Onestamente non mi sono mai occupato molto della gestione figure perché il lavoro più grosso che ho fatto fino ad ora con LaTeX (la mia tesi) aveva circa dieci figure e ho sposato pienamente la logica spiegata nell’Arte di Lorenzo dalla frase: “Non ci si lamenti per non vederli esattamente dove li si è definiti! Non è un difetto di LATEX, questo, ma un vantaggio”.

                  Questo è uno dei (pochi) casi in cui si può pensare di usare figure in testo e non fuori testo. Se le figure sono piccole, la cosa è fattibile.

                  in risposta a: [OT] Domande sparse per l’aggiornamento dell’Arte [OT] #76815
                  lorenzo.pantieri
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                    logos” post=76007È proprio questa scelta di voler forzare l’utente di LaTeX a seguire determinate classi il punto debole che io riscontro nell’Arte.

                    Non è un punto debole: è una caratteristica costantemente cercata e voluta. Noi riteniamo che un principiante non abbia (direi per definizione) le capacità per costruirsi da solo il layout (font, margini, formato di elenchi e didascalie, colori…). Ecco perché un principiante deve usare classi e/o pacchetti che impostino per lui il layout. Poi un utente esperto, grazie alle basi fornite dall’Arte e a documenti più specialistici, sarà in grado, se lo desidera, di avventurarsi nella difficile via di programmarselo da solo: ma per farlo occorrono tempo, esperienza e gusto.

                    logos” post=76007Per non divagare troppo, comunque, capisco la riluttanza nel voler insegnare ad usare il pacchetto xcolor e sicuramente la scelta di non farlo non sarà certo un grosso problema, visto che la guida di Enrico Gregorio tampona la falla con una spiegazione molto chiara. Ma ritengo comunque che sarebbe comodo avere una guida che parta da zero come l’Arte ma che arrivi a insegnare anche questioni più raffinate. Come ho detto, però, dipende dalla filosofia con la quale si prepara.

                    Se ne può parlare, un paragrafetto con un caveat “per esperti” non sarebbe difficile da scrivere. Lo stesso vale per i pacchetti dei font più diffusi, che in passato c’era, ma che poi abbiamo deciso (a mio avviso per le ottime ragioni accennate in questo topc) di togliere.

                    in risposta a: [OT] Domande sparse per l’aggiornamento dell’Arte [OT] #76813
                    lorenzo.pantieri
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                      logos” post=76003
                      Certamente è molto pericoloso utilizzare molti colori, ma quando si dispone (come me) di una stampante a colori, talvolta può essere utile avere a disposizione pure dei colori.

                      Non mi pare centrato. Tu hai a disposizione una stampante a colori, ma ciascun utente di LaTeX ha a disposizione un sacco di font: questo non vuol dire che sia opportuno spiegare come personalizzare gli uni e gli altri

                      logos” post=76003
                      se si tratta di un articolo da spedire ad una rivista, certamente sarà meglio far scegliere tutto alla classe, ma quando l’utilizzatore finale è uno scolaro, i colori possono diventare molto utili.

                      Vero, in un libro per studenti i colori possono essere utili. Ecco perché sarebbe opportuno usare (o scrivere, se sei un programmatore) una classe ah hoc. Il nostro lettore ideale non scrive le classi, le usa.

                      logos” post=76003
                      A pensarci bene, sono una cosa molto diversa dall’utilizzo di font particolari: questi ultimi sono sicuramente una mera questione estetica, ma i colori possono avere anche funzioni più concrete.

                      Non vedo questa gran diversità: font e colori possono essere utili per personalizzare il proprio documento. Ma è molto difficile scegliere font e colori che stiano bene insieme.

                      Ciao,

                      Andrea[/quote]

                      in risposta a: [OT] Domande sparse per l’aggiornamento dell’Arte [OT] #76811
                      lorenzo.pantieri
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                        logos” post=75999
                        Da utente dell’Arte, posso dire che avrei gradito molto, in passato, che i comandi di xcolor fossero spiegati. Ho la tendenza a scrivere molto colorato e mi avrebbero fatto sicuramente molto comodo. Fortunatamente, ha provveduto a questa mancanza la guida di Enrico Gregorio, ma mi permetto di suggerire di aggiungere questa questione pure sull’Arte, perché ritengo che questi comandi siano basilari. Spero che nella prossima edizione ci siano anche questi comandi.

                        “Scrivere molto colorato”? Aiuto! 😐 Un documento con colori fa da te lo considero come un documento con font fai da te: il rischio da fare orrori è altissimo (attenzione! non dico sia il tuo caso). Molte cose nell’Arte non sono mancanze (aggiungere un paragrafetto in più sull’argomento tal dei tali sarebbe facilissimo): sono scelte volte che guidano il lettore alla buona tipografia.

                        Potremmo fare in due modi: spieghiamo i comandi di xcolor in un paragrafetto apposta, spiegando che vanno usati solo se si sa quello che si sta facendo (ma in questo caso forse dovremmo parlare anche di mathpazo, beramono, txfonts, eccetera); oppure lasciamo tutto com’è, dicendo all’utente che la scelta dei colori (e dei font) va lasciata alla classe.

                        in risposta a: [OT] Domande sparse per l’aggiornamento dell’Arte [OT] #76807
                        lorenzo.pantieri
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                          egreg9″ post=75972

                          4.
                          Il pacchetto xcolor permette di gestire i colori in un documento. Se doveste raccontarlo in poco spazio, quali sono le cose essenziali che direste, con qualche esempio molto molto semplice? Del tipo: per colorare il testo si fa così, per colorare una pagina cosà, eccetera.

                          [tt]\textcolor[/tt], [tt]\color[/tt], [tt]\colorbox[/tt] e [tt]\fcolorbox[/tt]. Facoltativo, [tt]\pagecolor[/tt].

                          Non so se sia il caso di presentare questi comandi al nostro lettore. Il rischio è che usi la tavolozza di xcolor per fare pasticci: scegliere colori che stiano bene insieme richiede abilità, esattamente come scegliere famiglie di font che stiano bene insieme. Proprio come consigliamo all’utente di rivolgersi a classi o pacchetti che scelgano per lui tutti i font, così potremmo fare la stessa cosa con i colori. Per esempio, Classicthesis e ArsClassica impostano da soli i colori necessari (marroncino per i titoli, royal blu per i link interni, verde smeraldo per i link alla bibliografia, eccetera) togliendo l’utente dall’imbarazzo della scelta. Ma se Tommaso decide diversamente, nessun problema! 😉

                          in risposta a: problema distinzione colore riferimenti bibliografici #76702
                          lorenzo.pantieri
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                            Un esempio minimo compilabile, per favore. (Ri?)leggi la netiquette, per favore. 🙄

                            in risposta a: CITARE UNA FONTE AL FONDO DI UNA TABELLA #76692
                            lorenzo.pantieri
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                              Il mio consiglio (oltre che a eliminare tutti gli \hline e di usare i comandi di booktabs) è di scrivere quello che vuoi nella dida, che è fatta apposta.
                              `\begin{table}
                              \caption{PIL Europeo. La tabella è presa da xyz.}

                              \end{table}`

                              in risposta a: Link a capitolo interno #76629
                              lorenzo.pantieri
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                                Dr Spencer Reid” post=75826ho appena provato la soluzione \label \ref: come sempre non si tratta di pigrizia , ma di una domanda , secondo me, ben posta.
                                usando questi comandi , il risultato prodotto è il numero del capitolo cliccabile. viene prodotto solo il numero e non la scritta “capitolo x”

                                ovvio che basterebbe mettere “capitolo” e di fianco il \ref, ma se fosse stato così semplice non avrei chiesto…

                                Dalla tua domanda non si capiva affatto. Comunque, fossi in te, scriverei tranquillamente
                                `Si veda il capitolo~\ref{cap:esempio}.`
                                Ovviamente è possibile definirsi un comando ad hoc che eviti di scrivere “capitolo”, ma io non lo farei: mosche e cannoni.

                                in risposta a: Link a capitolo interno #76627
                                lorenzo.pantieri
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                                  cfiandra” post=75819Visto che proprio stamattina per la tesi stavo integrando un documento dove il codice di alcune figure presentava [tt]subcaption[/tt] e [tt]minipages[/tt] con [tt]subfig[/tt], mi è parso un chiaro esempio in cui metodi diversi permettono di avere lo stesso risultato. Ovviamente hai ragione sul fatto non c’è tutta questa abbondanza di metodi. Per fare un parallelo con L’Arte, se non ricordo male, si parla solo di [tt]subfig[/tt].

                                  Certo, ed è voluto. L’Arte non parla di minipage perché esistono altri strumenti, a più alto livello, per affiancare figure. Il principio generale che abbiamo seguito è questo: privilegiare sempre la soluzione a più alto livello disponibile; ove presenti più soluzioni, si presenta quella che riteniamo migliore.

                                  cfiandra” post=75819Per imparare, tenere come riferimento una guida va benissimo, ma se uno è curioso nulla vieta di cercarsi altre guide per migliorare le proprie conoscenze. Quando si scopre che la gestione delle sottofigure si può ottenere con i pacchetti prima indicati, certamente uno sceglierà il metodo che preferisce e amen. Certo che se per imparare non si legge almeno una guida, beh.. la curva di apprendimento sarà sicuramente più lenta.

                                  Tommaso ti ha risposto come meglio non saprei fare! 😉

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 1,021 al 1,035 (di 5,985 totali)

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