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AutoreRisposte
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::
Ringrazio tutti, ma non ci capisco un accidente. 😀
Buon segno, ma ormai devo rincarare la dose.
Il carattere ~ produce uno spazio insecabile, che ha delle conseguenze, per esempio, nella divisione delle parole in fin di riga. Vorrei qualcosa che agisca nello stesso modo di ~ , ma che produca uno spazio sottile.
Se non trovi quello che cerchi,
puoi sempre provare con una tua macro.
In questo caso vediamo se esiste qualcosa di simile.Oltre a \tracingall, c’è sempre il sorgente da studiare,
nel ns caso se hai una tl2009, il file è
tl2009/texmf-dist/tex/latex/base/latex.ltx
(i numeri a fianco sono i numeri di linea)
`
1297 \DeclareRobustCommand{\nobreakspace}{%
1298 \leavevmode\nobreak\ }
1299 \catcode `\~=13
1300 \def~{\nobreakspace{}}
1301 \expandafter\let\expandafter\@xobeysp\csname nobreakspace \endcsname
1302 \DeclareRobustCommand{\,}{%
1303 \relax\ifmmode\mskip\thinmuskip\else\thinspace\fi
1304 }
`Alla riga 1299
la sempreverde questione sui caratteri attivi
http://www.texdev.net/2009/12/09/active-characters-again/
http://en.wikibooks.org/wiki/TeX/catcodeSecondo me ora sei in grado di costruirti la macro che vuoi:
io suggerisco di iniziare con
\DeclareRobustCommand{\MyNoBreakSpace}{%
%%completa tu..
%%…
%%…e testala, perchè TeX è un leone imbizzarrito, a volte
}
::Dalla risposta, divino che \, produca uno spazio insecabile 😉
Ciao
TommasoIn alternativa alla divinazione
`
\documentclass{article}\begin{document}\tracingall\,\end{document}
`
e si studia il log:
`
\,->\x@protect \,\protect \,\x@protect #1->\ifx \protect \@typeset@protect \else \@x@protect #1\fi
#1<-\, {\ifx} {true} {\else} {\relax} \, ->\relax \ifmmode \mskip \thinmuskip \else \thinspace \fi
{\relax}
{\ifmmode}
{false}\thinspace ->\kern .16667em
{\kern}
{\fi}`
Non è il massimo: ci vorrebbere tipo un \tracingnone subito dopo \, e prima di \end{document}.
Inoltre è sempre meglio inserirlo nel contesto,
sai mai se uno lo ridefinisce…
::Luigi sei un grande!
Mi sono scaricato le guide e da domani mi metto un po’ a studiare e smanettare.
Circa il documento sperimentale, dicaimo, appunto, una relazione.
Allora voglio che:
1. ci sia una testata con il mio logo e indirizzo web ecc, su tutte le pagine
2. il piede contenga almeno il numero di pagina
3. Ci sia titolo, sottotitolo, autore in alto con carattere grande medio piccolo4. Il testo divisibile in paragrafi.
5. i capoversi con interlinea più larga per facilitare le pause della lettura
6. carattere 12 pt per il corpo
8. possibiità di di inserire una tabella per uno schema9. indice
10. sommario`
\setuppapersize[A4][A3]
\setuplayout[location=middle,
topspace=1.5cm,
top=1.5cm,
bottomspace=1cm,
margindistance=3mm,margin=1.7cm,
backspace=2cm,
width=middle,
height=middle,
header=1.5cm,
footer=1cm,
]\def\SchLogo{SchironeLogo}
\def\SchUrl{\hyphenatedurl{http://www.tug.org}}
\def\Author{Au.Thor}\setuptoptexts[text][\SchLogo][\SchUrl]
\setupheadertexts[{{\tfb chapter} — {\tfa section}}]%% Left
[{\tfx Author}]%% Right
\setuppagenumbering[location=footer]
\setupbodyfont[12pt,rm]
\setupinterlinespace[line=4ex]% default line=2.8ex\setupindenting[medium,yes]
\showlayout
%%
%% Real values
\setuppapersize[A4][A4]
\setupheadertexts[{{\tfb\getmarking[chapter][first]} — {\tfa\getmarking[section][first]}}]%% Left
[{\tfx\Author}]%% Right%%
%% Let's start
\starttext\chapter{Titolo 1}
\section{Knuth}
\input knuth\section{Tufte}
\input tufte\startcombination[2*1]
{\setupTABLE[column][2][align=left]%
\setupTABLE[column][3][align=right]%
\bTABLE[columndistance=2cm,leftmargindistance=.3cm,rightmargindistance=.5cm]
\bTR \bTH[nc=3] Table head\eTH \eTR
\bTR \bTD[nc=2] AB\eTD \bTD C\eTD \eTR
\bTR \bTD[nc=2,align=left] AB\eTD \bTD C\eTD \eTR
\bTR \bTD[nc=2,align=middle] AB\eTD \bTD C\eTD \eTR
\bTR \bTD A\eTD \bTD B\eTD \bTD C\eTD \eTR
\bTR \bTD Aa\eTD \bTD Bb\eTD \bTD Cccc\eTD \eTR
\bTR \bTD[nc=3,align=middle] ABC\eTD \eTR
\eTABLE} {TABLE}
{\vbox{\starttabulate[|c.|c,|c,|]
\NC period \NC comma \NC comma \NC\NR
\HR
\NG 100.000,00 \NG 100.000,00 \NG 100,00 \NC\NR
\NG 10.000,00 \NG 10.000,00 \NG 1000,00 \NC\NR
\NG 100,00 \NG 100,00 \NG 10,00 \NC\NR
\NG 10 \NG 10 \NG 0,00 \NC\NR
\stoptabulate}} {tabulate}
\stopcombination\chapter{Titolo 2}
\section{Zapf}
Coming back to the use of \index{typefaces+ in electronic publishing}: many of the new typographers
receive their knowledge and information about the rules of typography from \index{books},
from \index{computer+ magazines} or the instruction \index{manuals} which they get with the purchase of a PC or software.
\blank
There is not so much basic instruction, as of now, as there was in the old days, showing the
differences between good and bad \index{typographic design}. Many people are just fascinated by
their PC's tricks, and think that a widely–praised program, called up on the screen, will make
everything automatic from now on.\title{Indice}
\setupheadertexts[{\tfb\getmarking[chapter][first]}]%% Left
[{\tfx\Author}]%% Right\placeindex
\title{Sommario}
\placecontent[alternative=c,
criterium=all]
\stoptext
`Naturalmente, sei hai letto i manuali le cose dovrebbero essere piuttosto chiare..
::Nuovi pdf disponibili presso
http://pragma-ade.com/download-5.htmSarebbe bello se:
(1) fosse stampato in modo decente e non con “OPTIONAL” che si sovrappone alle “spiegazioni”;
(2) spiegassero che cosa significano i simboli, o almeno ci fosse un’indicazione di dove trovare la sintassi nel manuale;
(2 bis) spiegassero dov’è il manuale;
(2 ter) che nel manuale ci fosse la spiegazione della sintassi (non c’è).🙂
Esempio: trovato il manuale (http://pragma-ade.com/general/manuals/mp-cb-en.pdf), a pagina 8 si trova
`\setupsectionblock[…][..,..=..,..]`
senza la minima spiegazione di che significhi. È vero che nelle pagine successive ci sono esempi, ma mai si trova la spiegazione dei simboli usati nella sintassi dei comandi che diventa via via più complicata. A pagina 10, perché le quadre nella sintassi di \startitemize sono oblique? E perché \startitemize non è presente nell’elenco dei comandi di dicembre 2009?Ciao
EnricoVista la data (03 dicembre 2009) ed il motore usato (luatex 0.46)
direi che si tratta di mkiv, e non mi sorprende qualche problema:
giusto oggi una vecchia release di zapfino mandava in crash luatex0.46 con gli umlauts — ma non 0.47 prerelease. So che c’e’ un certo impegno nell’arrivare a luatex 0.50, probabilmente alcune release intermedie possono manifestare regressioni:
comunque segnalerò la cosa alla ml, può essere una svista.Il manuale che indichi è
CONTEXT, an excursion
ed io preferisco consigliare subito dopo
http://pragma-ade.com/general/manuals/cont-enp.pdf
(oppure la versione interattiva)
http://pragma-ade.com/general/manuals/cont-eni.pdf
http://pragma-ade.com/general/manuals/metafun-p.pdf
ed il sito
http://wiki.contextgarden.net/Main_Page
oltre che la versione di context stabile , context mkii,
che è quella della texlive2009.i pdf in questione
probabilmente si riferiscono ad una minimals recente, forse l’ultima current,
e si rivolgono a chi ha già una certa esperienza.
Per chi usa mkiv
mtxrun –script server –auto
dovrebbe avviare il server
http://localhost:31415/mtx-server-ctx-startup.lua
e da qui il link help formisce le stesse informazioni — ma io di solito guardo
direttamente nel codice.
Ovviamente da vedere anche il link fonttestQuanto alla sintassi, le parentesi oblique indicano argomento opzionale:
in strc-itm.mkii, secondo un meccanismo consueto x context
\startitemize ->\startitemgroup [\v!itemize ]
\startitemgroup ->\dotripleempty \dostartitemgroupdove il classico
\dotripleempty #1->\noshowargumenterror \doifnextoptionalelse {\dotripletestempty #1}{\dotriplefakeempty #1}
etc
(per inciso credo spieghi anche la “sparizione” di \startitemize)
::Ok, proporrei un altro argomento:
Gli elenchi puntati o numerati.Molto velocemente
http://wiki.contextgarden.net/EnumerationsAggiunta:
Sto sperimentando il modulo flowChart che si appoggia a METAPOST naturalmente ed ho notato che le chiavi di setup devono essere scritte senza spazi:La questione è delicata:
TeX è sensibile agli spazi e non può essere diversamente
visto che è rivolto alla tipografia.
Esempio:
`
\setuplayout[margin=0cm,
backspace=3cm]
\showlayout
\starttext
\input knuth
\stoptext\setuplayout[margin= 0cm, %% come sopra
backspace=3cm]
\showlayout
\starttext
\input knuth
\stoptext\setuplayout[margin = 0cm,%% margin non viene settato
backspace=3cm]
\showlayout
\starttext
\input knuth
\stoptext%%% ERRATO: un \par di troppo
\setuplayout[margin=0cm,backspace=3cm]
\showlayout
\starttext
\input knuth
\stoptext%ok, non proprio bello …
\setuplayout[margin=0cm,
%
backspace=3cm,
]
\showlayout
\starttext
\input knuth
\stoptext
`In generale la regola è:
key=value
oppure
key={value}Di regola nelle mie macro erco che key sia scritta in lettere, niente numeri e punteggiatura,
::Luigi sei un grande!
Mi sono scaricato le guide e da domani mi metto un po’ a studiare e smanettare.
Ti lascio qualche giorno, abbiamo un buon weekend davanti.
Prendo la tua richiesta seriamente — non seriosamente —
perché è un buon modello di interazione cliente/fornitore .In linea di massima, se io sono il fornitore
-
*) un “progetto” con specifiche poco chiare implicano più tempo, e se sono pagato ad ore questo significa più soldi per me. Quindi tendo ad accettare
specifiche poco chiare
*) un “progetto” solitamente non è sufficiente. Quindi cerco più “progetti”
e quindi specifiche chiare. Quindi tendo ad accettare
solo specifiche chiareE’ nel bilanciamento delle due cose che si arriva alla consegna del “progetto”, nell’ipotesi che cliente e fornitore collaborino — ed in media è così, visto che in media ogni cliente è fornitore e viceversa.
Va da se che questo è un diverso dall’approccio “insegnante/studenti” e “mailing list”
ma bisogna capire che context è nato ed usato da una azienda il cui modello è “cliente/fornitore” — ed io stesso lo uso in questo contesto — ,
mentre LaTeX in un contesto scientifico/accademico .
Il fatto che si possano “scambiare” i ruoli lo garantisce il fatto che si basano sullo stesso linguaggio, il TeX.
::
`
%%need simplefonts module
%%copy Inconsolata.otf in
%%minimals-beta/tex/texmf/fonts/opentype/public/levian/Inconsolata.otf
%%then
%%luatools –generate
%%mtxrun –script fonts –reload
\usemodule[simplefonts]
\startbuffer[monotable]
Nome Tipo Grav. Gamma Gamma Psi 0 Psi 1 Psi 2 Psi 2 Phi
sism. sism. (coeff.
correl.)
Perm. non strutt.le G2 permanente * 1.50 1.00 nd nd nd nd nd
Sismico SLU sismico 1.00 0.00 nd nd nd nd nd
Sismico SLD sismico 0.00 1.00 nd nd nd nd nd
Torcente SLV sismico correlato 1.00 0.00 nd nd nd nd nd
Torcente SLD sismico correlato 0.00 1.00 nd nd nd nd nd
Cat. A: Residenziale variabile * 1.50 1.00 0.70 0.50 0.30 0.30 1.00
Cat. B: Uffici variabile * 1.50 1.00 0.70 0.50 0.30 0.30 1.00
Cat. C: Affollamento variabile * 1.50 1.00 0.70 0.70 0.60 0.60 1.00
Cat. D: Commerciale variabile * 1.50 1.00 0.70 0.70 0.60 0.60 1.00
Cat. E: Magazzini variabile * 1.50 1.00 1.00 0.90 0.80 0.80 1.00
Cat. F: Rimesse (<30kN) variabile * 1.50 1.00 0.70 0.70 0.60 0.60 1.00
Cat. G: Rimesse (>30kN) variabile * 1.50 1.00 0.70 0.50 0.30 0.30 1.00
Cat. H: Copertura variabile * 1.50 1.00 0.00 0.00 0.00 0.20 1.00
Neve (q<1000) variabile * 1.50 1.00 0.50 0.20 0.00 0.20 1.00
Neve (q>1000) variabile * 1.50 1.00 0.70 0.50 0.20 0.20 1.00
Vento var. non contemp. 1.50 0.00 0.60 0.20 0.00 0.00 1.00
Temperatura var. non contemp. 1.50 0.00 0.60 0.50 0.00 0.00 1.00
Pesi strutturali, G1 permanente * 1.30 1.00 nd nd nd nd nd
\stopbuffer\setuptyping[style=\ttx]
\starttext\typebuffer[monotable]
\page
\setmonofont[inconsolata]
\typebuffer[monotable]\stoptext
`Questo è un esempio di context mkiv,
richiedere una minimals beta funzionante
http://wiki.contextgarden.net/ConTeXt_Minimals
Ho preso spunto da robitex per il typeset verbatim con Inconsolata.
In questo esempio voglio mostrare che quello che ho detto a riguardo dei packages o moduli che dir si voglia va preso con le molle:
anche in context ci sono i moduli e questo simplefonts è molto utile
(probabilmente diverrà parte del codice base) .
Ma in tutto sono 2 o 3.Una prima osservazione: e se volessi pubblicare su WEB i risultati ?
E poi:
“ma assomiglia ad una tabella…perché non componi una tabella ?”
::mi riferivo a come creare un layout decente, gli esempi minimali che hai fato fanno ….
certo sono minimali, ma se voglio scrivere per esempio una relazione, con dei titoletti, e paragarfi distanziati da una mezza interline in più, con un bel carattere leggibile (sto diventatndo vecchio!) come faccio?hm,..
possiamo fare questo esperimento:
“fingendo” di dimenticare che conosci latex
prepara una lista di max 10 punti che definiscono il tuo documento.
Il difficile, mentre scrivi la lista, è essere preciso ma non
usare termini TeXnici, solo tipografici e neanche troppo complicati.
Pensa ad un utente che usa il computer, che ha dimestichezza con i vari word, che sa cosa sono i millimetri ed i punti, ma non di più.
“Fingere” non vuole dire “cancella dalla memoria” — una lista balocca non serve a nessuno.
Un consiglio:
prima di proporrela lista è meglio che dai una scorsa ai due pdf sottoCIrca la questione LaTeX ConTeXt, capisco che sono due cose non paragonabili, ma mi chiedevo,
1. quando conviene secondo te utlizzare ConTeXt
2. se c’è una logica nei comandi che mi permette di “indovinare” quello giusto, poi magari cerco nella documentazione.
A proposito, ma dove trovo la documentazione ufficiale?Ho già indicato che il punto di partenza è
http://wiki.contextgarden.net/Main_Page
ed io consiglio
http://www.pragma-ade.com/general/manuals/cont-eni.pdf
http://www.pragma-ade.com/general/manuals/metafun-s.pdfQuesti pdf sono del 2000 (!) ma sono ancora al validi 90%.
In particolare, per la 1)
io trovo conveniente context quando hai documenti con
parecchia grafica — se leggi
http://www.pragma-ade.com/general/manuals/metafun-s.pdf
capisci cosa intendo
ed inoltre quando devo programmare in TeX: mi risulta più naturale
programmare in ConTeXt.Per la 2)
\setup*
è la parola magica
::(mi sembra che tutto sia partito da questa considerazione: LaTeX non è logico né coerente — spero che ConTeXt lo sia!).
greazieMi dispiace, non ho detto così. E nel caso fosse,
allora ho scritto male, quindi ribadisco:
non è vero che LaTeX non è logico ne coerente.Se ti riferisci a
(context) E’ progettato meglio e diversamente ed è completamente gestito.
LaTeX è nato per poche cose, ed è cresciuto in modo non gestito.indica un modello di sviluppo diverso.
Mi spiego: essendo nato dopo latex ed avendo come mira la
problematica della documento in toto è naturale che context sia stato progettato meglio rispetto a latex, nato per non per questo scopo — si impara dagli errori.
La crescita non gestita si riferisce al fatto che è possibile
creare un nuovo package in latex e depositarlo in CTAN,
ed è’ cura dell’autore mantenerlo e curarsi dei conflitti con altri packages.
Ovvero non esiste una autorità centrale .
Naturalmente nessuno può modificare a suo piacimento il codice in base/* :
quindi il kernel di latex è gestito.In context è diverso: che un utente può creare un suo modulo extra, ma normalmente non viene usato, perché si preferisce customizzare
ciò che base/* offre tramite \setup*
Ed anche in questo caso le modifiche in base/* le fa solo uno sviluppatore,quindi anche in questo caso il kernel è gestito.Ora è evidente che selezionando in modo accurato
un numero di package adeguati si riesce a coprire in latex una vasta casistica, e quindi da questo punto di vista hai un sistema logico e coerente. Si rischia di perdere coerenza e logicità
se si usano i packages alla carlona.In context non ci sono i packages, quindi niente rischio.
Ovviamente la possibilità di creare schifezze immonde rimane.Inoltre sta nascendo latex3, quindi la storia non è finita.
Comunque non voglio certo impostare la cosa in
context-meglio-di latex, perchè è priva di utilità .
Non è il posto per convincere qualcuno ad usare context,
piuttosto spiegare qualcosa a chi ha già preso la decisione di provarlo.
Per la documentazione ho già dato alcuni riferimenti validi,
lascio a te giudicare la loro mole.Avevi fatto delle osservazioni sul layout: cosa esattamente non ti convince ?
::Un book senza numeri uso i comandi:
\part
\chapter
\section
\subsection
\subsubsection
…
ma imposto la non presenza del numero con \setuphead.Tipo un:`\setuphead[number=no]`
Guisto?
quasi quasi…
\setupheads[sectionnumber=no]
\starttext
\completecontentL’indentazione è settata no x default.
A questo punto azzardo un
\setupindenting[small,yes]
.. vedremo.
::sto seguendo gli esempi, compilo e vedo … ma vedo che rispetto a LateX il layout della pagina lascia molto a desiderare … cioè, mentre con LaTex il lavoro del tipografo mi viene risparmiato, con ConTeX devo fare tutto a a manina. Vero?
Beh la cosa sarà anche molto personalizzabile, ma devo reinventare tutto da capo!
hm, quali sono le cose che ti non ti convincono ?
Ad esempio in ConTeXt non c’è la il tipo di documento “article”
di LaTeX, il quale ovviamente sarà definito in termini precisi di layout.
Quindi l’esempio “article” non può essere preso come esempio 1 a 1 con article di LaTeXt.
Quindi in un certo senso hai ragione: se hai una precisa idea di cosa
vuol dire per te “article”, in ConTeXt la devi implementare.
Se vuoi ricalcare fedelmente article di latex in context devi procedere ai setup come sopra, ma ovviamente viene spontaneo chiedere
“perchè non usi LaTeX ?”
::allora, la prima cosa che mi viene inmente è questa:
in LateX se voglio scrivere una lettere, un articol, o un libro uso la relativa classe ecc…
con ConTeXt come procedo? quali sono i comandi di base? Un esempio mininimo!In context esiste un solo concetto a riguardo:
la struttura del documento.
Un primo ed immediato esempio è la struttura logica del libro
in parti, capitoli , sezioni, sottosezioni etc.
Il resto discende da questo primo concetto.
Ad esempio, se vogliamo un documento con sezioni numerate
partendo da
1) capitolo
2) sezione
3) sotto sezione
3) sotto sotto sezione
con sommario all’inizio`
\starttext
\completecontent
\chapter{Titolo articolo (chapter)}
\ldots qualche linea di testo,ma non troppe\ldots%%
\section{Introduzione (section)}
\input tufte\subsection{La teoria (subsection)}
\input knuth\subsubsection{Caso particolare (subsubsection)}
\ldots foo boo baa \ldots\subsubsection{Variante A (subsubsection)}
\ldots foo boo baa \ldots%%
\section{Conclusione (section)}
\input tufte\stoptext
`Ho lasciato fuori parte (\part) che sarebbe un livello 0 (pre capitolo)
ed altri sotto livelli ulteriori.Da qui, “togliendo” i numeri ho documento simile ad articolo,
ma che non ha il sommario
`
\starttext
\title{Titolo articolo (title)}
\ldots qualche linea di testo,ma non troppe\ldots%%
\subject{Introduzione (subject)}
\input tufte\subject{La teoria (subject)}
\input knuth\subsubject{Caso particolare (sub subject)}
\ldots foo boo baa \ldots\subsubsubject{Variante A (sub sub subject)}
\ldots foo boo baa \ldots%%
\subject{Conclusione (subject)}
\input tufte\stoptext
`
Ora, a me non piace molto.
La profondità del sezionamento è ok,
ma voglio i titoli più evidenti e meno spazio.
L’ulitmo livello poi, lo voglio in linea col testo.`
\setuphead[title][style={\ss\bfc},after=]
\setuphead[subject][style={\ss\bfb},after=]
\setuphead[subsubject][style={\ss\bfa},after=]
\setuphead[subsubsubject][style={\ss\bf},after=,
alternative=text]
\starttext
\title{Titolo articolo \\ (title)}
\ldots qualche linea di testo,ma non troppe\ldots\subject{La teoria (subject)}
\input knuth\subsubject{Caso particolare (sub subject)}
\ldots foo boo baa \ldots%%come trucco mnemnico
%%metto il testo subito dopo,
%%ma non è indispensabile
\subsubsubject{Variante A (sub sub subject)}\ldots foo boo baa \ldots%%
\subject{Conclusione (subject)}
\input tufte\stoptext
`
dove
style=\ss\bfb sta per sansserif boldface dimensione b
after=, significa nessun spazio dopo il testo
alternative=text significa in lineacfr.
http://wiki.contextgarden.net/Titles
Queste cose si trovano nel file strc-sec.mkii, (tl2009) .Domanda: ma se io voglio un book senza numeri ?
O meglio: è possibile un “articolo” con sommario ?
::Grazie Luigi per la lunghissima lezione, sto incominciando a capire.
Io ho Texlive 2007, non la 2008, è l’esempio test ha funzionato.OK, ma ti conviene sempre avere l’ultima texlive.
Se non hai problemi di banda scaricala dal sito
http://www.tug.org/texlive/
Ovviamente il DVD è un must.
Questo perchè sei hai problemi con tl2007 che sono risolti in tl2008
o tl2009 nessuno te li correggerà .
Per il resto si tratta di una introduzione teorica,
gli esempio sono specializzati.Hai qualche esempio particolare in mente ?
::Facciamo così:
tu spieghi e poi assegni gli esercizi. Se lo scolaro completa l’esercizio bene, altrimenti fa un post con le domande.Si, ma l’approccio top/down non è un buon metodo qui.
E’ meglio un bottom/up:nel tuo caso
“dovrei fare un project cosi è cosi..come si fa?” .
La cosa intelligente è fare la domanda giusta — ne troppo teorica
ne troppo pratica, ne troppo lunga ne troppo corta.
Nel tuo caso, io so che hai qualcosa in mente: se riesci a fare l’esempio
corretto io forse riesco a mostrare il caso generale, e tu
ad evidenziare gli aspetti particolari che derivano proprio dal tuo progetto.
::Ciao ancora,
grazie a tutti per i vostri contributi.ho dimenticato di dire che uso anche hyperref:
`
\usepackage[bookmarks=true, citecolor=black, colorlinks=true, linkcolor= black, pagebackref=true, pdfcenterwindow, pdfpagelabels=true, pdfpagelayout=OneColumn, pdfpagemode=UseOutlines, pdftex, pdfstartpage=1, pdfstartview=FitH, pdfusetitle, pdfsubject={HPLWR}, pdfkeywords={HPLWR}, plainpages=false, urlcolor=black ]{hyperref} %linktocpage=true
\usepackage[hyperpageref]{backref}
`temo che potrebbe dare ulteriori ragioni di non conversione … a presto 🙂
Quando stanotte ho letto (per caso) la tua email sono entrato in modalità
panico,
Ho la suite di adobe a disposizione, quindi agisco come la “segretaria”:
puoi inviarmi un piccolo ma completo esempio
del sorgente Latex + eventuali immagini bitmap e/o vettoriali ?
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