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Salve,Innanzitutto fossi in te eliminerei il “!” dal codice perché in pratica dici, o meglio, ordini a LaTeX di forzare la mano e mettere l’immagine esattamente nel punto dove vuoi tu che, in questo caso, rappresenta esattamente dove hai dato il comando (opzione “h” che sta per “here”).
Giungendo al tuo problema, ti consiglio, alla luce del fatto che hai una tesi da scrivere, di lasciar perdere queste opzioni.
Se non ricordo male sulla vecchia versione del sito dovrebbe esserci una pagina che spiega il significato dell’opzione “bb”, prova a consultarla se proprio hai la curiosità.
Un modo semplice per inserire decentemente le immagini senza troppe complicazioni è il seguente:`
\documentclass{article}
\usepackage{caption}
\usepackage{graphicx}
%——————————————
\begin{document}
\section{Paragrafo}
Prova di \LaTeX\
\begin{figure}[htb]
\centering
\includegraphics[width=\textwidth]{prova}
\caption{Didascalia}
\label{fig1}%
\end{figure}
\end{document}
`In questo modo, nelle opzioni in pratica dici a LaTeX di inserire le immagini all’interno del documento secondo una larghezza (width) che tu stabilirai.
Nello specifico, in questo codice di esempio questa larghezza “scelta da te” è esattamente pari a quella della gabbia del testo.Ovviamente questa dimensione rappresenta la larghezza della scatola (LaTeX si “fonda” su scatole alla fine) all’interno della quale sarà inserita l’immagine, quindi se ad esempio ne inserisci una con un contorno bianco di un centimetro l’effetto finale sarà quello di non avere l’immagine della stessa larghezza del testo.
Se inserisci invece dei grafici (realizzati con un qualsiasi programma come mathematica, R, Eviews eccetera) o delle fotografie o immagini senza bordo, puoi anche scordare l’avvertimento precedente in effetti.
Infine la soluzione che ti ho proposto può essere troppo semplice ma ribadisco, per esperienza personale, che è meglio pensare prima a scrivere la tesi e poi ai dettagli del LaTeX perché ora che sono nel limbo post laurea/disoccupazione perdo giornate e nottate intere ad imparare seriamente LaTeX e ti posso garantire che anche per piccoli dettagli (spesso accompagnati da un vero e proprio lavoro filologico tra documentazioni pacchetti e forum) davvero le nottate passano 🙂
::robitex” post=86968Semplice,
la conversione è effettuata automaticamente e dietro le quinte grazie ad una abbastanza recente feature di TeX Live e di conseguenza anche di Mac TeX.
Saluti.
R.Che converta in automatico mi pare ovvio.
Quello che non mi è chiaro è come mai veniva suggerito da altri utenti il caricamento di un pacchetto apposito per effettuare questa conversione, con distribuzioni recenti, se con queste stesse distribuzioni la conversione dovrebbe avvenire, come nel mio caso, in automatico.
::egreg9″ post=86443
Ho un’immagine in eps che si chiama graficoerrore io compilo su texmaker windows con pdflatex, perchè se scrivo la classica cosa
`\begin{figure}
\centering
\includegraphics{graficoerrore}
\caption{Blablabla…}
\label{fig:1}
\end{figure}`che funziona tranquillamente col pacchetto graphicx per i jpg, per gli eps mi dice file non trovato??
Se hai una distribuzione TeX recente, carica anche il pacchetto epstopdf e pdflatex farà la conversione automaticamente. La conversione è necessaria perché pdflatex non legge EPS.
Ciao
EnricoLeggendo questa discussione mi sono incuriosito perché a suo tempo, quando scrissi la tesi, molti file erano in .eps e nessuno mai diede problemi.
Nella cartella in cui questi file grafici erano raccolti, automaticamente mi ritrovavo, oltre al file originario, anche lo stesso file convertito in .pdf.
Mi sono detto “forse all’epoca avevo caricato opzioni di qualche pacchetto senza neanche accorgermene” ma andando a rivedere, e provando a scrivere da zero un semplice esempio di codice che qui riporto, mi sono reso conto che nessun pacchetto opzionale era stato, ed è, caricato ma la conversione avviene lo stesso.
Allego il file .eps che ho usato.
[attachment=749]sostlord.zip[/attachment]`
\documentclass[a4paper]{book}
\usepackage{lipsum}
\usepackage{graphicx}
\begin{document}
\chapter{XXXXXX}
\section{Paragrafo}
\lipsum
\begin{figure}[ht]
\centering
\includegraphics[width=1\textwidth]{sostlord}
\caption[Immagine]{Didascalia di una immagine}
\end{figure}
\end{document}
`Come è mai possibile questo?
Attachments:
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Soluzione da profano però in assenza di niente potrebbe, in caso estremo, tornarti utile perché se non altro elimina lo sforamento della figura.
Innanzitutto l’ho messa nell’ambiente figure (così magari può tornare utile utilizzare i suo comandi sul posizionamento), per la didascalia ho lasciato in bianco lo spazio riservato da chemfig e inserito una normale caption e ho rinchiuso tutta la figura in una resizebox (questo spiega anche il perché di caption… il testo, lasciato nell’ambiente chemfig, sarebbe risultato microscopico).
Ben lungi da essere elegante ed ottimale, ma se non altro in attesa di altro potrebbe essere d’aiuto.`\documentclass{article}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage{textcomp}
\usepackage{siunitx}
\usepackage{booktabs}
\usepackage{chemfig}
\usepackage{caption}
\usepackage[version=3]{mhchem}\begin{document}
\begin{figure}[ht]
\centering
\resizebox{1\textwidth}{!} {
\chemname{
\chemfig{ATP}
\chemsign{+}
\chemfig{*6(-=*5(-N=(-*5(=N-(<:(=[6]O)-[9]OH)--S-))-S-)-=-(-[3]OH)=)} \chemsign{+} \chemfig{O_2} \chemrel{->}
\chemfig{H-[9]*6(=(-H)-*5(-N=(-*5(=N-(=O)-(-H_2)-S-))-S-)=-(-H)=(-OH)-)}
\chemsign{+}
\chemfig{AMP}
\chemsign{+}
\chemfig{PPi}
\chemsign{+}
\chemfig{CO_2}
\chemsign{+}
\chemfig{Luce}
}{}
}
\caption{Reazione catalizzata dell'enzima luciferasi}
\end{figure}\end{document}`
::Pawn371″ post=86783
Ho trovato anche fncychap…
Da tuo collega (neofita utilizzatore di LaTeX), posso dirti che per queste cose, in genere, titlesec lavora molto bene.
Per la numerazione, se proprio vuoi, potresti dare uno sguardo in questa pagina, dove si cita un pacchetto rmreset che potrebbe far al caso tuo…
In estrema analisi potresti anche scrivere il tuo lavoro con la classe article e modificare le sezioni con titlesec, aggiungere pagine bianche qua e la in modo tale da dar la parvenza di un “libro” e avere, essendo di fatto article, le sezioni numerate in modo continuo… (anche se è un artifizio poco raccomandabile questo che ti ho appena suggerito).
Infine, sempre da collega neofita che sta divorando libri e documenti in materia, mi sento di dirti di lasciar perdere il pacchetto fncychap: è agghiacciante.
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Da quel che ho capito leggendo le sue considerazioni, in pratica questo pacchetto serve solo a chi ha una conoscenza di LaTeX poco “profonda” per portarlo sulla cattiva strada.
Se non altro, spero che il consiglio iniziale (e l’unico in effetti) che mi ha dato, ovvero quello di eliminare euler in favore di eulervm, sia utile e non fuorviante come molti che questo programma da.Andando fuori tema, più che altro per capire bene, non colgo il nesso dell’esempio proposto tra \sloppy e \raggedbottom.
Da quel che leggo su “Il LATEX Reference Manual commentato” di Enrico… lei in effetti 😀 … \sloppy serve a “rendere più tollerante il programma di composizione accettando bruttezze molto alte” in pratica, se ho capito bene è come se si dicesse a TeX:“ok tu nei tuoi codici hai come dovere quello di minimizzare la “bruttezza” (misurata in modo che io ignoro totalmente), ora con questo comando ti dico che puoi minimizzarla ma fino ad un certo punto”… come se accettassimo anche una situazione sub-ottimale in effetti.
Con il comando \raggedbottom invece, sempre se ho ben chiare le idee, si evita che la pagina venga forzatamente riempita ottenendo uno spazio in fondo alla pagina.
Ecco, l’uso dell’aggettivo abominio mi è poco chiaro anche se in effetti non credo che li userei come comandi in quanto a pelle direi che fanno due cose diverse.Per quanto riguarda invece il \par dopo \centering mi è nuova, ma suppongo, di aver sempre sbagliato finora ad usarlo senza \par. 😕
Infine \subfig magari da qualche problema con hyperref ma con bookmark (dato dopo hyperref) si risolve penso, penso, essendo quest ultimo una sorta di continuazione di hyperref.
… fermo restando che a volte ho paura di postare su questo forum perché c’è gente, come lei, che sta oggettivamente (in senso positivo ovviamente) su un altro pianeta in quanto a conoscenza del LaTeX 😀
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Vabbè mi rincresce ma temo che io non segnalerò proprio alcun che a nessuno perché essendo, a causa della mia conoscenza da novizio del LaTeX, all’oscuro di questi problemi e incompatibilità non posso certo mettermi a parlare di cose che non conosco con una persona, l’autore del pacchetto, che oggettivamente starà, suppongo, ad un livello superiore di conoscenza della materia.Per quanto riguarda le incompatibilità sono tante in effetti, da quello che ho potuto leggere nella guida.
Forse, e dico forse, una soluzione potrebbe essere caricarlo all’inizio della stesura di un documento al solo scopo di verificare che non si utilizzino pacchetti obsoleti.
Fatto ciò, commentare la riga.
Può andar bene?
::OldClaudio” post=86172
…..
Un difetto a cui un certo pacchetto dovrebbe aver posto rimedio, ma non garantisce niente, è quello di comporre a griglia, in mdo che le linee di testo giacciano tutte su una griglia regolare (invisibile) in modo che indipendentemente dal numero delle colonne, dagli oggetti che vi compiono oltre al testo (figure, tabelle, equazioni, eccetera) le righe di testo restino sempre collocate su questa griglia invisibile. Con il solo testo i nostri motori di composizione fanno un buon lavoro, ma se la pagna contiene altro, è difficilissimo mantenere le righe suall griglia, per non dire impossibile. Se il nostro fisico che ne sa si riferisce a questo difetto, ha ragione. Non è giustificato, invece, ad estendere questo giudizio al modo di comporre in generale che caratterizza i nostri programmi preferiti.
….
Scusate l’ignoranza ma qual’è questo pacchetto che, pur senza la garanzia di risultati, avrebbe in parte posto rimedio a questo problema?
::OldClaudio” post=86213Otacon, hai ragione su x e y; io forse non mi ero spiegato bene dicendo composizione a griglia; per altro è la mia traduzione di grid typesertting…
Grazie davvero tanto per la spiegazione molto tecnica che oltre ad aver sciolto i mie dubbi mi ha fatto capire che utilissime sono le tante letture che da un pò di tempo a questa parte sto facendo (altrimenti non saprei il significato di termini come orfani e vedove)
OldClaudio” post=86213…
Se componi a due colonne con multicols vedi che le colonne sono pareggiate in basso, ma spesso le righe delle due colonne appaiono assai disallineate rispetto a quelle della colonna adiacente…Verissimo! questo, pur non essendo esperto, l’avevo notato anche io in una delle mie giornate passate a scoprire LaTeX.
::Teodoro Studita” post=86155È un pezzo ormai che mando i miei articoli in LaTeX e, tra rimbrotti e proteste varie, riesco sempre a farli digerire agli editori.
Stamane però uno di questi mi ha scritto:Non è pensabile, oggi, di pubblicare un articolo impaginato
con LaTeX per vari problemi legati alla bassa qualità tipografica di
LaTeX (mi creda: sono un fisico – non si stupisca – e ne so
qualcosa)Cosa rispondere?
Anche a me successe una cosa simile quando portai a stampare la mia tesi. Ricevetti una telefonata della signora che allarmata mi metteva in guardia sul fatto che i margini erano tutti strani e che il risultato non sarebbe stato buono. La mia serafica risposta fu “Cara Signora non si preoccupi, lei lo mandi in stampa così com’è e qualora il risultato non dovesse essere soddisfacente (per lei :P) la pagherò lo stesso senza fiatare non si preoccupi”.
In questo caso si tratta di un signore che dovrebbe essere, e probabilmente è, un professionista e risulta oggettivamente inaspettata questa sua lamentela, anche perché per il mestiere che fa dovrebbe mangiare pane e LaTeX (nel mio mondo ideale fatto di sogni…).
Forse, ma la mia è solo un’opinione, usa altri strumenti che permettono di ottenere risultati in maniera più immediata rispetto a quella che può sembrare una fredda programmazione e quindi c’è un transfert da più immediato e user friendly a risultati migiori.OldClaudio” post=86172…
Un difetto a cui un certo pacchetto dovrebbe aver posto rimedio, ma non garantisce niente, è quello di comporre a griglia, in mdo che le linee di testo giacciano tutte su una griglia regolare (invisibile) in modo che indipendentemente dal numero delle colonne, dagli oggetti che vi compiono oltre al testo (figure, tabelle, equazioni, eccetera) le righe di testo restino sempre collocate su questa griglia invisibile. Con il solo testo i nostri motori di composizione fanno un buon lavoro, ma se la pagna contiene altro, è difficilissimo mantenere le righe suall griglia, per non dire impossibile. Se il nostro fisico che ne sa si riferisce a questo difetto, ha ragione. Non è giustificato, invece, ad estendere questo giudizio al modo di comporre in generale che caratterizza i nostri programmi preferiti.…
Per quanto riguarda questa affermazione avrei una domanda perché non credo di aver capito.
In pratica, per esempio, supponiamo che la riga (diciamo la) numero 10 di un documento viene stampata su di un foglio di carta a4 in maniera tale che lo spazio sopra e sotto sono di x e y centimetri.
Introducendo grafici, tabelle e figure varie LaTeX ha difficoltà a mantenere queste distanze; in pratica, ha difficoltà a far si che tutte le righe numero 10 di tutte le pagine abbiano le stesse distanze x e y, dal bordo del foglio, sopra e sotto.
Ho afferrato bene il concetto o non c’ho capito niente?ivan” post=86177
Adobe InDesign
QuarkXPressCon questi programmi si può fare tutto ciò che concerne l’editoria in senso lato (e non solo). Ma sono totalmente inutili per quanto riguarda la scrittura accademica, nella quale il sistema integrato fornito dal sistema TeX è ineguagliabile per affidabilità e qialitaà dei risultati.
…
Forse questi due programmi si ricollegano a quello che dicevo prima sulla interfaccia e sul controllo più diretto dei risultati, rispetto a LaTeX, che possono sembrare “più professionali” oppure davvero sono migliori per l’editoria in genere?
Lo chiedo perché, m’ha preso di brutto LaTeX e vabbé, però di fatto è meno di un anno e mezzo che lo uso ma da quel poco che so e che ho visto davvero le possibilità e i risultati sono infiniti, basta solo sapere dove mettere le mani.
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Grazie per le risposte, vorrei precisare due cose:
1) sono davvero desolato per aver scritto la “la guida di Lorenzo Pantieri” quindi correggo con “la guida di Lorenzo Pantieri e Tommaso Gordini” , purtroppo a furia di vederla ed avere in mente il sito dove l’ho presa inconsciamente avevo rimosso il secondo autore quindi mi scuso e le rinnovo i complimenti per il grande lavoro che (posso solo lontanamente immaginare) ci sia dietro la realizzazione di una guida simile.
2) l’immagine che voglio inserire nel testo…. è…. cioè è difficile da spiegare ma trattando di alcuni esperimenti di economia sperimentale composti da test con domande a risposta multipla, al posto di descrivere le domande vorrei mettere sullo stesso foglio (magari in orizzontale) due piccole minipagine che raccolgono la stessa domanda tipo (che però gli autori dello studio che sto analizzando al fine di vedere alcune cose che non sto qua a dire…. fanno in maniera diversa) cioè tipo come se chiedessi a due persone differenti la stessa cosa in termini diversi: “vuoi avere la probabilità di vincere dello 0.9?” oppure “vuoi avere una scommessa con la probabilità di perdita del 0.1?” che in effetti sono la stessa cosa chiesta in maniera diversa.
Quindi al posto di fare discorsi arzigogolati avevo pensato di mettere un’immagine simile per rendere immediata (oltre che abbastanza elegante rispetto alle solite cose “piatte”) la comprensione del concetto di fondo del lavoro che sto esaminando tutto qua, quindi dietro la mia affermazione c’era soltanto una mera intuizione mia personale che nulla a che vedere con precise regole tipografiche (che non conosco affatto! 😀 ……. per questo mi affido al Latex!).
Saluti
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