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Grazie a entrambe.
Si, conosco un po’ i pacchetti già esistenti e pronti all’uso. Volevo solo raccogliere qualche esperienza di altri utenti.
Infatti, non utilizzo nessuna delle soluzioni già disponibili.
Le necessità sono infatti assai varie e tutto sommato è difficile che i pacchetti propongano soluzioni universali.Il mio codice si compone di circa 250 linee di linguaggio Lua. Questo basta per coprire le mie “esigenze di base”.
La funzionalità principale rende i testi dei problemi parametrici per diversificare casualmente i dati.
Si tratta di una soluzione assai flessibile poiché le chiavi possono essere sostituite indicando:
– una lista di valori che viene utilizzata ciclicamente anche in modo casuale ma fisso,
– una funzione utente che riceve in ingresso il numero progressivo della verifica e deve restituire i valori delle singole chiavi.
L’idea iniziale era quella di creare un database di problemi (eventualmente in collaborazione), e semplicemente costruire la verifica richiamandoli.
Saluti.
R.
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Ciao Daniele.
Prova a eliminare le due righe di codice seguenti:
`\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc} `Questi pacchetti non vanno caricati con LuaLaTeX. La codifica del sorgente è utf-8 già di suo, mentre la codifica T1 potrebbe confondere la gestione dei font.
Cordiali saluti.
R.zambu” post=121472Salve a tutti quando compilo con lualatex un file che non mi dà problemi se compilato con pdflatex, ottengo il seguente errore:
`
! Undefined control sequence.
\kvtcb@listingencoding ->\inputencodingnamel.54 \end{latexlistingbox}
`Il file è:
`
%–8<------------------------------------------------------- \documentclass[10pt,a4paper]{memoir} \usepackage[T1]{fontenc} \usepackage[utf8]{inputenc} \usepackage[italian]{babel} \usepackage{amsmath, amssymb, amsthm} \usepackage{ulem} \RequirePackage[colorlinks, hyperindex, pagebackref, linkcolor=blue, filecolor=blue, citecolor = black, urlcolor=blue]{hyperref} \usepackage{tcolorbox} \tcbuselibrary{most} \usepackage{lipsum} \theoremstyle{plain} \newcommand{\coloross}{violet} \newcommand{\colortcblist}{green} \DeclareTCBListing{latexlistingbox}{ s O{} m }{% colback = \colortcblist!5!white, colframe = \colortcblist!75!black, fonttitle = \bfseries, IfBooleanTF = {#1}{}{listing side text}, title={#3},#2} \tcbset{ ossstyle/.style={fonttitle=\bfseries\upshape, fontupper=\slshape, arc=0mm, colback=\coloross!5!white, colframe=\coloross!50!black, theorem style=plain, coltitle=\coloross!30!black} } \newtcbtheorem[number within=chapter]{osservazione}{Osservazione} {ossstyle}{oss} \begin{document} \chapter{Problem with tcolorbox and LuaLaTeX} \paragraph{Osservazioni} Due ambienti per le osservazioni. \begin{latexlistingbox}*{Osservazione} \begin{osservazione}{Osservazione molto molto interessante}{terzaoss} Questo è il contenuto di una osservazione. \end{osservazione} There may be a reference to the observation in the text: \\ observation number: \ref{oss:terzaoss};\\ title of the observation: \nameref{oss:terzaoss};\\ observation page: \pageref{oss:terzaoss}. \end{latexlistingbox} \end{document} %--8<------------------------------------------------------- ` Qualcuno sa darmi delle dritte per risolvere la cosa? Grazie per l'attenzione. Daniele::zambu” post=121384Sto ristrutturando un grosso lavoro (libro di matematica per le superiori) iniziato una quindicina di anni fa che si è evoluto nel tempo collezionando una serie di incrostazioni e concrezioni.
Sto cercando di semplificare ma, data la mia grande difficoltà a capire la logica e la documentazione di LaTeX, non vorrei perdere delle funzionalità importanti.
Il testo è realizzato con la classe ‘memoir’.
Per la matematica carico:
`
\usepackage{amsmath, amsfonts, amssymb, amsthm}
`Uno dei problemi che vorrei risolvere riguarda i font e i simboli.
Mi ritrovo un preambolo che carica i seguenti pacchetti che, mi pare di aver capito si riferiscono a font:
`
\usepackage{textcomp}
\renewcommand{\rmdefault}{ppl}
\usepackage{mathpazo}
\usepackage[scaled=.95]{helvet}
`
Pensavo di sostituire tutti questi pacchetti con:
`
\usepackage{stix2}
`
È sensato?
‘stix2’ è una buona scelta per un libro di matematica?Per i simboli vengono caricati i pacchetti:
`
\usepackage{marvosym}
\usepackage{eurosym}
\usepackage{pifont}
`
Io pensavo di tenere solo gli ultimi due: ‘eurosym’ per l’euro (ovviamente) e ‘pifont’ per usare il comando ‘\ding’ con cui scelgo i simboli per i paragrafi puntati.Qualche conferma o suggerimento?
Grazie per l’attenzione.
Daniele
Ciao Daniele,
Non sono così esperto di font da fornirti di una risposta professionale alle tue domande.
Penso solo che occorre fare delle prove con i diversi font. L’ideale è scegliere una famiglia completa così da essere coerenti in tutto il testo. Inoltre, quello che farei è senz’altro passare a LuaLaTeX.
Se vuoi mi piacerebbe collaborare al testo (insegno Matematica), con l’idea del “da cosa nasce cosa”.
Ciao.
R.
23 Febbraio 2022 alle 16:53 in risposta a: Pgfplots: cambiare il colore di default dei grafici #120859::Cozza Taddeo” post=121375Sí, come avevo scritto nel primo post, lo so che inserendo il colore nelle opzioni del comando \addplot il colore cambia, quello che mi interessava sapere era se esisteva un modo per evitare proprio di scrivere il colore ogni volta che uso \addplot.
Scusa. Avevo capito non tutto a pieno.
Per impostare i colori di default puoi usare le liste di colori dalle quali pfgplots pesca, un grafico dopo l’altro.
Cerca “Defining Own Cycle Lists” sul manuale (che puoi aprire al volo con il comando da terminale “> texdoc pgfplots”).
Ciao.
Alla prossima.
R.
22 Febbraio 2022 alle 17:11 in risposta a: Pgfplots: cambiare il colore di default dei grafici #120857::Cozza Taddeo” post=121373Sto personalizzando le opzioni di disegno dei grafici mediante il comando \addplot del pacchetto pgfplots.
Nel preambolo ho inserito il seguente comando
`\pgfplotsset{my style/.append style={
axis x line=middle,
axis y line=middle,
xlabel={$x$},
ylabel={$y$},
xlabel style={black, below},
ylabel style={black, left},
axis equal,
enlarge x limits={abs=10pt},
enlarge y limits={abs=10pt},
xtick=\empty,
ytick=\empty,
axis line style={black, semithick},
line width=1.5pt
}
}`e tutto funziona correttamente.Ora vorrei però cambiare il valore di default del colore con cui vengono disegnati i grafici col comando \addplot. Se nel preambolo aggiungo ad esempio l’opzione red:
`\pgfplotsset{my style/.append style={
axis x line=middle,
axis y line=middle,
xlabel={$x$},
ylabel={$y$},
xlabel style={black, below},
ylabel style={black, left},
axis equal,
enlarge x limits={abs=10pt},
enlarge y limits={abs=10pt},
xtick=\empty,
ytick=\empty,
axis line style={black, semithick},
line width=1.5pt,
red
}
}`ritrovo che tutti gli elementi del grafico vengono disegnati in rosso: non solo le curve (che è ciò che voglio), ma anche gli assi cartesiani, le etichette, ecc.Ho cercato molto in rete e nel manuale del pacchetto, ma non sono riuscito a trovare il modo per ottenere il risultato di cambiare solo il colore del grafico senza agire direttamente sulle opzioni locali del comando \addplot. Qualcuno sa come fare?
Grazie.
Ciao.
Inserisci l’opzione (semplicemente il nome del colore) nel comando \addplot e vedrai che funziona.
Sul manuale cerca l’opzione draw.
Saluti.
R.
::PYLTX” post=121332Ringrazio tutti per l’ aiuto, ho risolto il problemi di formattazione utilizzando Jinja2 che si è rivelato uno strumento molto più versatile della funzione .to_latex implementata nella libreria Pandas .
Non ancora riesco a capire però come poter iterare sulla generazione di una serie di documenti, proprio non riesco a visualizzare in mente dove poter inserire il ciclo for.
Qualche suggerimento?Qualcosa come:`
— pseudocode
dati = load(“file_dati.dat”)
t = template:new(“sorgente_stampo.tex”)
for i = 1 to n do
testo = t:render(dati)
creafile(“sorgente_”..i..”.tex”, testo)
end
`Semplicemente a ogni iterazione crea un file sorgente separato da compilare separatamente a parte.
Oppure, puoi generare un unico sorgente che contiene le diverse parti, così da compilarlo una volta sola.
Per esempio, per questo ti servono due template, uno per il documento esterno e uno per le singole parti.
Leggi la doc di Jinja2 alla sezione “Include”.
R.
::vsara” post=121326Ho notato che quando creo un elenco puntato vi è una distanza tra le righe nettamente maggiore rispetto a quando scrivo un testo normale (allego un esempio).
C’è la possibilità di far si che la distanza tra le righe nell’elenco puntato sia la stessa che c’è nel testo normale?Ciao,
ti consiglio il pacchetto enumitem per regolare ma senza esagerare i parametri di default degli elenchi.
La documentazione del pacchetto si apre a video in un momento con il comando da terminale:`$ texdoc enumitem`
Un saluto.
R.
::PYLTX” post=121298Salve a tutti,
Sto cercando di generare report automaticamente, per farlo mi sto avvalendo di un codice Python che produce delle tabelle e delle immagini che poi io richiamo all’ interno del mio codice latex (usando rispettivamente \input{} per le tabelle e \include{} per i grafici);
In merito alla situazione sopra descritta vorrei porvi le seguenti due domande:1) è possibile generare n report partendo dalle n tabelle in maniera automatica? mi spiego meglio, è possibile scrivere un ciclo for che ad ogni iterazione cambi gli argomenti di \input{} e
\include{} e salvi il file con un nome deciso da me ?
2) Visto che non sono del tutto contento della formattazione che ottengo dal codice Python c’è un modo di cambiarla in modo sistematico da latex (intendo non cambiandola banalmente tabella
per tabella)? ad esempio inserire l’ istruzione \Large o ancora cambiare il colore delle varie celle o ancora cambiare il colore di un numero in base al suo valore?Spero che qualcuno riesca ad aiutarmi.
vi ringrazio in anticipo per l’ attenzione.Ciao.
L’argomento mi sta particolarmente a cuore. Negli anni ho sperimentato molto con e senza Lua e dei risultati ne ho sempre dato conto con un articolo su Ars (liberamente consultabili nella apposita sezione del sito).La risposta alla prima domanda è si e con più di una tecnica che fa uso più misto di codice TeX e linguaggio di programmazione esterno. Per esempio, è possibile generare il sorgente LaTeX completo pronto da compilare, oppure all’estremo opposto, scrivere codice Lua/TeX che esegua durante la compilazione tutte le elaborazioni necessarie sui dati fino a metterli sulla pagina.
Per chi inizia, conviene tener separati gli strumenti esterni da quelli tipografici di TeX. Le tecnologie di templating in Python sono direi avanzate (Jinjia 2). Ti consiglio di leggere questo articolo.
Per il livello successivo, l’interprete Lua o TeX con diverse modalità elabora dati esterni direttamente, e si possono stabilire i gradi di separazione tra sorgente dati e motore di composizione. Uno dei miei ultimi progetti che però non riesco per mancanza di tempo a proseguire, tendeva a essere la sintesi di tutte le mie esperienze. Si tratta di un ponte tra la sorgente dati e LuaTeX.
Alla prossima.
R.
::vsara” post=121297Vorrei creare un output come il seguente esempio:
Proprietà delle operazioni:
(+ associativa) a+(b+c)=(a+b)+c per ogni a,b,c
(+ commutativa) a+b=b+a per ogni a,b
(* associativa) a*(b*c)=(a*b)*c per ogni a,b,c
(* commutativa) a*b=b*a per ogni a,bCome posso fare in modo che ciascun blocco verticale sia allineato? Intendo dire che ad esempio tutte le equazioni siano allineate in orizzontale e allo stesso modo tutte le scritte “per ogni…”.
Grazie
Ciao.
Potresti usare una tabella creando un ambiente tabular.
All’interno delle celle il testo si allinea secondo la specifica di colonna: l sta per left, r per right, c per center (e p per paragraph).
Alla prossima
R.
::
Ciao.
Una soluzione non elegante è quella di usare un pacchetto grafico per creare il disegno del simbolo.
Per esempio, con TikZ potrebbe essere:
`\documentclass{article}
\usepackage{tikz}\begin{document}
\begin{tikzpicture}
\draw[line width=0.12ex] (0,0) — (1.5ex, 0);
\draw[line width=0.12ex] (0, 0.8ex) — (1.5ex, 0.8ex);
\draw[line width=0.12ex] (0.75ex,0.06ex) — (0.75ex,0.794ex);
\end{tikzpicture}
\end{document}
`Usando ex come unità di misura, il simbolo (dovrebbe) adeguarsi alle dimensione del font.
Una soluzione di questo tipo ha il vantaggio di poter disegnare cosa si vuole con alta precisione.
Questi problemi si sono presentati altre volte sul forum. Mi piacerebbe conoscere l’opinione degli esperti in merito a una soluzione di disegno grafico, alternativa all’uso di un glifo specifico in un font.
Alla prossima.
R.
::robertodivito” post=121168Salve a tutti,
ultimamente sto utilizzando molto tikz che funziona benissimo ad eccezione che per il plot delle funzioni che, in alcuni casi produce degli errori. Nell’immagine potete vedere quello che sarebbe dovuto essere il plot di ln(x) e di ln(xe^-x). È chiaro che c’è qualcosa che non va. Un problema simile si verifica per funzioni come x sin (1/x) in prossimità di 0.
Codice Tikz:
`
\begin{tikzpicture}[scale=1.18]%ASSI
\pgfmathsetmacro{\xmin}{-2}; \pgfmathsetmacro{\xmax}{8};
\pgfmathsetmacro{\ymin}{-10}; \pgfmathsetmacro{\ymax}{4};
\pgfmathsetmacro{\gap}{0};
\draw[->] ( \xmin -\gap -0.25 , 0 ) — ( \xmax +\gap +0.25 , 0 ) node[below]{$x$};
\draw[->] ( 0 , \ymin -\gap – 0.25) — ( 0 , \ymax + \gap + 0.25 ) node{$y$};
\draw[dotted] ( \xmin – \gap +0.1 , \ymin -\gap +0.1) grid ( \xmax + \gap -0.1, \ymax + \gap -0.1);%funzione
\draw[very thick, magenta, smooth, variable=\x, domain=0.001:8] plot( \x, {ln(\x)} );
\draw[very thick, cyan, smooth, variable=\x, domain=0.001:8] plot( \x, {ln(\x*exp(-\x))} );\end{tikzpicture}
`
Ho evitato di inserire il preambolo che è lunghissimo, se c’è bisogno di informazioni su pacchetti e compilatori chiedete pureGrazie anticipate.
Roberto
Ciao.
I grafici possono essere creati sia con TikZ direttamente, come fai tu, sia con il pacchetto pgfplots, come ti suggeriva Claudio.
pgfplots è un pacchetto specifico basato su Tikz che ti permette tutte le personalizzazioni che desideri compreso la precisione di tracciamento.
Esiste un credo buon articolo/tutorial si pgfplots. Scaricalo dalla sezione della rivista del GuIT. Esso è contenuto nel numero di Ottobre 2011.
Saluti.
R.
::sebaluc85″ post=121156[attachment=2655]Immagine2021-11-25092958.png[/attachment]
[attachment]C:\fakepath\errore latex.png[/attachment]
Buongiorno, ho installato Latex su WIN10, fatto tutti gli aggiornamenti resi disponibili, funziona tutto alla perfezione tranne la visualizzazione con lente di ingrandimento nella precompilazione. allego screen. ringrazio chi potrà trovare una soluzione.Ciao. Benvenuto!.
Il sistema TeX non centra. Si tratta di un problema di visualizzazione, quindi sul tuo sistema è probabile che non girino bene le librerie grafiche QT su cui si basa l’editor TeX Works, che non citi ma che è molto probabile tu usi.
Apri il PDF con un lettore esterno all’editor, tipo Sumatra o Acrobat Reader; se la visualizzazione è OK allora significa che l’ipotesi di un problema grafico è OK.
Buona tesi.
R.
::Nicolas_68″ post=120914Buonasera a Tutti,
un mio collega e me stiamo iniziando a lavorare congiuntamente e per il quale si necessita la stesura lavorando a distanza l’uno dall’altro. A tal proposito volevo chiedere, cortesemente, se esiste la possibilità di condividere i files in qualche vault (per esempio DROPBOX o altri) facendo puntare il software a queste cartelle (utilizziamo MikTEX). In questo modo saremmo sempre allineati l’uno all’altro e non dovremmo ricorrere al copia-incolla con conseguenti proliferazione di files o inconsapevoli disallineamenti, oltre chè aver la possibilità di effettuare la revisione incrociata dei nostri sviluppi.
Grazie in anticipo per la cortese disponibilità
Nicolas.Ciao. La soluzione più semplice è un servizio di condivisione di file in cloud.
Quella più completa è un repository git.
A questo link trovi i sorgenti pubblici di una guida tematica del GuIT, scritta in LaTeX https://github.com/GuITeX/guidalua .
Vai alla directory section e apri un file qualsiasi, per esempio questo https://github.com/GuITeX/guidalua/blob/master/section/II-06-funzioni.tex
Come vedi è importante spezzare le righe alla lunghezza prefissata in modo che git possa localizzare meglio i punti di modifica del codice.
Serve un editor di testo che in automatico riformatti in quel modo il testo.Inoltre, per usare git, o un altro sistema VCS, serve un minimo di conoscenza. Di base, come dice Claudio, serve un admin che gestisca le versioni del progetto. L’utente A, o l’utente B inviano il nuovo commit al repository remoto sotto forma di Pull Request e l’admin l’accetta o meno.
Alla prossima.
R.
::zambu” post=120829Grazie per le indicazioni.
Io di solito uso le macro del pacchetto SIUNITX e mi sono dimenticato il “problema della virgola”.
Alla prossima.
R.Ho provato questa soluzione che mi sembra la più semplice…
Ho caricato il pacchetto con l’istruzione:
`
\usepackage[decimalsymbol=comma]{siunitx}
`Ma non ho ottenuto né errori né effetti utili.
Perché la virgola vengatrattata per bene devo scrivere:
`
8)\quad \(\num[decimalsymbol=comma]{123,456},
~\num[decimalsymbol=comma]{234,567},
~\num[decimalsymbol=comma]{345,678}\) \qquad siunitx con \\num e tilde
`È pesantissimo. Tu usi questo metodo o, con siunitx, c’è qualche sistema più semplice che mi sfugge?
Grazie ancora.
Daniele
Ciao Daniele,
no no, non uso queste tue impostazioni.
Uso queste: prima regola inserisco sempre i numeri con il separatore punto.
Seconda regola: imposto SIUNITIX perché utilizzi la virgola in output scrivendo nel preambolo del documento:
`\sisetup{output-decimal-marker={,}}`Così poi…
`
\( \num{123.456}, \num{234.567}, \num{345.678} \)
`
Non carico nessun pacchetto particolare. Ti ho indicato l’articolo di Claudio perché li trovi il codice che ti poteva essere utile per capire i dettagli TeXnici.
Con SIUNITX si risolve tutto e in più hai la spaziatura dei gruppi di cifre conforme al sistema SI.
Se si scrivono relazioni tecniche è certamente obbligatorio studiarsi con calma la doc del pacchetto. Tra l’atro, credo che Tommaso Gordini abbia tradotto per Ars un articolo dell’Autore di SIUNITX, altro riferimento utile.In generale, SIUNITX è un pacchetto di livello utente, perciò non è necessario andare a studiarsi i dettagli che spesso, sono assai complessi e “roba per guru”.
R.
::zambu” post=120825Salve a tutti.
Mi ero proposto di risolvere il problema della virgola nella modalità math.
Non riesco a capire quale sia la logica per cui, in modalità matematica, se uso la virgola senza spazio dopo, LaTeX aggiunge uno spazio e se uso la virgola seguita da uno spazio, LaTeX restringe lo spazio.
Dopo alcune ricerche ho provato alcune soluzioni trovate anche su questo forum: semplici e eleganti ma sbagliate.
Le ho lasciate nel sorgente in modo che qualcuno magari mi possa dire come correggerle.
Per alleggerire non ho riportato gli errori che ho ottenuto (basta decommentare una riga per vedere il corrispondente errore).Riporto il sorgente delle prove che ho fatto:
`
\documentclass[a4paper,10pt]{article}
\usepackage[utf8]{inputenc}\usepackage[polutonikogreek,italian]{babel}
% \usepackage{babel-italian}
% \usepackage{italian}
% \setactivedoublequotes
% \IntelligentComma\usepackage{numprint}
%opening
\title{Virgola come separatore decimale}
\author{Daniele}\begin{document}
\maketitle1)\quad 123,456, 234,567, 345,678 \qquad Modo testo
2)\quad \(123,456, 234,567, 345,678\) \qquad Modo math
3)\quad \(123.456, 234.567, 345.678\) \qquad Modo math punto decimale
4)\quad \(123,456,~234,567,~345,678\) \qquad Tilde dopo le virgole di
punteggiatura5)\quad \(\numprint{123,456},~\numprint{234,567},~
\numprint{345,678}\) \qquad numprint e tilde6)\quad \(123{,}456,~234{,}567,~345{,}678\) \qquad parentesi graffe e tilde
\end{document}
`La stringa che in modalità testo (riga 1) produce un risultato buono (?), in modalità matematica (riga 2) produce un risultato pessimo.
Il punto decimale migliora la rappresentazione del numero (riga 3), ma lascia il problema della virgola di interpunzione.
Quest’ultimo problema si può risolvere aggiungendo una tilde dopo ogni virgola (riga 4): metodo pesante e che si presta ad errori.
Le due soluzioni che ho trovato per la virgola decimale sono:
- l’uso del pacchetto numprint (riga 5): pesantissimo.
- circondare la virgola con delle graffe (riga 6): brutto
Grazie per l’attenzione e per ogni eventuale indicazione.
Daniele
Ciao.
La virgola, nonostante sia un singolo carattere, è una sorta di macro in ambiente matematico.
Questi elementi si chiamano caratteri attivi.
Puoi leggerti l’articolo su ArsTeXnica /wp-content/uploads/joomla-images/ArsTeXnica/AT011/AT11-beccari.pdf
di Claudio Beccari.
Io di solito uso le macro del pacchetto SIUNITX e mi sono dimenticato il “problema della virgola”.
Alla prossima.
R.
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