robitex

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  • in risposta a: inserire un file in texstudio #120304
    robitex
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      davidebond” post=120806Ti ringrazio, ma non trovo la guida. Ho cercato dappertutto nel sito.

      Ciao,

      Davide

      Ciao.
      La trovi dalla voce di menu “Aiuto -> Manuale utente…”.
      R.

      in risposta a: inserire un file in texstudio #120302
      robitex
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        davidebond” post=120804Salve. Come si fa ad inserire un file (non foto o tabelle) in texstudio? L’equivalente di C-x i file di emacs?

        Ciao e grazie,

        davide

        Ciao.
        Penso che tu voglia inserire il contenuto di un file in un punto del sorgente.
        Ovviamente un copia incolla funziona, ma evidentemente non è sufficientemente comodo.
        Credo che si possa scrivere uno script interno apposito.
        Lo script va scritto in Javascript perciò potrebbe essere divertente.
        Consulta la guida in linea al paragrafo 4.6.3 Script Macros.
        R.

        in risposta a: installare manualmente pacchetto #120256
        robitex
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          lorenzovannini23″ post=120751Salve,

          vorrei installare manualmente la classe moderncv. Sono su un ambiente linux mint. Tutte le volte che provo a compilare il sorgente ottengo l’errore come si vede in foto. Ho già provato a installare il pacchetto usando l’utility TexDocTx fornita ma non lo trovo tra le opzioni disponibili.

          In allegato la foto dell’editor.

          Qualunque idea mi aiuti a installare il pacchetto è gradita, anche copiando e incollando il file di classe nella apposita directory.

          Grazie in anticipo.

          Lorenzo

          Ciao.
          Di solito su Linux si installa una TeX Live “vanilla” e si evita di caricare quella dei repo ufficiali della distro.
          TeX Live vanilla si installa seguendo le istruzioni di questa pagina https://tug.org/texlive/

          Nella tua situazione, puoi scaricare da questo link https://mirrors.ctan.org/macros/latex/contrib/moderncv.zip
          i file necessari. Copiali nella directory personale di TeX Live oppure nella cartella locale.
          In questo caso i file devono trovarsi allo stesso livello di directory del tuo file sorgente principale.
          Saluti.
          R.

          in risposta a: File Archiviabili (LuaLatex) #120252
          robitex
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            MisterMandarino” post=120745Ah! quindi al momento non si può far altro che attendere sviluppi.
            grazie, ciao
            sergio

            Fai questa prova.
            Nel sorgente prima di caricare pdfx, scrivi il seguente codice:
            `\usepackage{luatex85}

            \makeatletter
            \long\def\pdf@escapestring@byte #1{%
            \directlua {oberdiek.pdftexcmds.escapestring(“\luaescapestring {#1}”, “byte”)}}%
            \let\par\pdfx@par
            \makeatother
            `

            Forse risolve.
            R.

            in risposta a: File Archiviabili (LuaLatex) #120250
            robitex
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              Ciao.
              C’è un bug nel pacchetto da diversi giorni.
              Davvero increscioso.
              R.

              in risposta a: Microsoft Edge [risolto] #120242
              robitex
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                davidebond” post=120734Esatto. Anche con Foxit Reader. Ma dire che in linux il file pdf si aggiorna al momento della compilazione non è la stessa cosa che dire che lo sovrascrive ? Altrimenti, avrei file.pdf, file1.pdf, file2.pdf, ecc.

                Grazie e ciao,

                Davide

                No. Il visualizzatore del pdf non scrive il file. Lo carica, visualizzandolo a schermo, e controlla se qualche altro processo lo sovrascrive. A quel punto lo ricarica, mostrando il nuovo file all’utente.
                Più che un fatto di sistema operativo, ragionandoci, è più una caratteristica dei programmi di visualizzazione che si avvalgono del sistema operativo in quel modo.

                Ho appena provato con un file di testo, aprendolo contemporaneamente con Kate e Gedit in Ubuntu.
                Se salvo una modifica in uno dei due editor, nell’altro, nel momento in cui ridiventa finestra attiva, compare un messaggio che chiede all’utente se vuole o meno ricaricare la nuova versione modificata.
                Il principio è lo stesso. Kate mi propone addirittura la visualizzazione delle differenze.
                Si tratta di una prova che invito a fare anche in Windows con due editor di testo.

                Evidentemente, con i file di testo che sono i file che vengono più facilmente modificati, conviene non ricaricare subito la nuova versione, ma lasciare questa decisione all’utente.
                Il pattern implementato è quello di Osservatore/Osservato. Quando l’osservato è modificato, notifica a tutti gli osservatori che è avvenuto il cambiamento.

                Probabile che nelle prime versioni di Windows il sistema operativo non fosse così sofisticato così che gli utenti quando scoprono che oggi la cosa è possibile, ciò suscita in loro sorpresa.
                Un saluto a tutti.
                R.

                in risposta a: Microsoft Edge [risolto] #120240
                robitex
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                  samiel” post=120730io da linux compilo da shell e, pur con il pdf aperto,
                  non riscontro affatto il problema. anzi, mi si aggiorna
                  in automatico la visualizzazione del .pdf

                  m

                  Si, in Linux (almeno le distro che conosco) l’applicazione che apre il file in visualizzazione, non impone il lock.
                  Perciò in Windows è normale che il compositore TeX, che sia LuaLaTeX o pdfLaTeX, non possano aprire il file pdf in scrittura e quindi bloccano la compilazione chiedendo all’utente il nome del file pdf alternativo.
                  Evidentemente, Edge si comporta (il plug-in per i pdf) allo stesso modo che un visualizzatore Linux, legge il file e rilascia la risorsa così che possa essere sovrascritta dal compilatore, e lo ricarica automaticamente se esso cambia.
                  Con Acrobat Reader sotto Windows questo non succede. Così, ogni tanto, quando si vuole controllare il pdf compilato e si dimentica di chiudere il visualizzatore, si riceve l’errore nel momento della ricompilazione.
                  R.

                  in risposta a: Microsoft Edge [risolto] #120235
                  robitex
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                    samiel” post=120720molti lettori .pdf (o browser che sia) compiono un autorefresh.
                    non si tratta di una “riscrittura” da parte di LaTeX,
                    ma del fatto che il lettore pdf rilegge il file appena ricompilato

                    m

                    Si. Confermo.
                    Sotto Linux è una cosa a cui gli utenti sono abituati: il lettore pdf aperto sul file “si accorge” che il file è cambiato e lo ricarica automaticamente.
                    Comunque è una nota di una qualche utilità per gli utenti Windows.
                    Quindi grazie.
                    R.

                    in risposta a: problemi seri con miktex #120173
                    robitex
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                      davidebond” post=120663Grazie. Io avevo installato solo la versione base, minimale e ho installato altri pacchetti mentre compilavo, come si fa con miktex.

                      Proverò a scrivere a Schenck. Quello che posso dire è che da terminale come amministratore e il comando mpm –install=package non riesco ad installare un bel niente.

                      Grazie, comunque. Se vi viene un’idea, scrivetemi per favore. Ho bisogno del latex e questo pc sembra comportarsi in maniera strana.

                      Ciao,

                      davide

                      P.S. Ho faticato anche ad installare miktex. Questa distribuzione è il massimo che sono riuscito a fare con questo pc.

                      Ciao.
                      E se provassi a usare TeX Live 2021 all’interno della WSL?
                      La WLS è un modulo Windows che comprende un kernel Linux e un ambiente Ubuntu. L’acronimo sta per Windows Subsystem for Linux .
                      Una volta attivata la WSL (che in questi ultimi anni è stata ulteriormente sviluppata da Microsoft) apri un terminale e installi la TeX Live per Linux con procedura net-install.

                      Certo non è comodo. Per compilare con pdfLaTeX o LuaLaTeX, è necessario gestire una directory di condivisione tra Windows e WSL, spostandovi i file sorgenti, ma ti permetterebbe di fare dei test con gli eseguibili per Linux. Se funziona, significa che l’incompatibilità è relegata al sistema Windows + eseguibilli TeX.
                      Si tratta solo di un’idea.
                      Se te la senti, potresti ottenere dalla via WSLqualche informazione in più sul tuo particolare problema (si parte da qui https://docs.microsoft.com/en-us/windows/wsl/ ).
                      Ho utilizzato MikTeX solamente all’inizio, molti anni fa. Inoltre, non mi sono mai capitati nella mia esperienza con diversi sistemi operativi, problemi di sistema come quelli che lamenti tu, con gli eseguibili TeX.

                      Spero di esserti stato utile.
                      R.

                      in risposta a: Inserimento di una immagine non riuscita #120148
                      robitex
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                        miccap” post=120647al momento mi avvalgo di due testi . Il primo IMPARA LATEX di Marc Baudoin e il secondo L’ARTE DI SCRIVERE CON LATEX (abbastanza ponderoso) di Lorenzo Pantieri e Tommaso Gordini. In entrambi ho trovato l’argomento, ma poi quando vado alla compilazione non viene niente. C’è evidentemente qualcosa di propedeutico che mi manca e che non è riportato nei manuali di cui sono in possesso.
                        Adesso provo a studiarmi la grfguide
                        Ringrazio chi ha ancora la pazienza di leggermi
                        Michele

                        Ciao Michele,
                        premesso che per disegnare un cerchio con otto commensali ci sono i tool grafici compresi del sistema TeX che producono un risultato di gran lunga migliore rispetto alla procedura che hai seguito tu, ragioniamo:
                        il file .tex in cui includi l’immagine avrà certamente un percorso nel file system, giusto?
                        Di solito si utilizza una directory specifica per ciascun documento ma ammettiamo che tu abbia salvato il file TeX sul Desktop (è solo un esempio, di solito il Desktop non è una buona scelta).

                        Per far funzionare la compilazione la cosa più semplice è che il file dell’immagine sia nella stessa directory del tuo file .tex.
                        Seguendo l’esempio, il tuo file avrebbe il percorso simile a “C:\Users\michele\Desktop\nome_che_hai_scelto.tex”. Salva una copia del file dell’immagine sul Desktop. In questo caso si dice che il file immagine è “locale”.
                        Bene. Ora compila di nuovo (senza dare l’opzione draft alla classe).

                        L’organizzazione dei file nei progetti TeX è abbastanza importante. Permette per prima cosa di effettuare facilmente copie di sicurezza e di ospitare i numerosi file al crescere delle dimensioni del documento in modo ordinato, ed è il primo passo per capire la struttura dell’albero dei file del sistema TeX.
                        Un esempio di come organizzare i file di un documento mediamente complesso lo trovi nella guida tematica dedicata alle tesi di laurea, nella sezione doc del sito GuIT.
                        Alla prossima.
                        R.

                        in risposta a: scorciatoie tastiera #95576
                        robitex
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                          Dal Mas” post=120624Il post è vecchio ma voglio comunque aggiungere la mia esperienza perchè potrebbe risultare utile a chi, come me, lo leggesse postumo.
                          Mi ritrovo con lo stesso problema, cioè se normalmente i caratteri non presenti in tastiere riesco a crearli con opportune combinazioni di tasti utilizzando la codifica unicode o ascii non mi è possibile farlo nell’ambiento dell’editor che utilizzo, nella fattispecie, TeXstudio. Problema che non avevo usando TeXnicCenter … ma ne avevo altri 🙄
                          Non so se sia possibile risolvere la cosa modificando le impostazioni di TeXstudio ma io ho trovato una buona soluzione creare delle macro ad hoc, tipo:

                          \newcommand{\ti}{~}

                          cosicchè al momento che necessito della tilde posso digitare \ti (ovviamente la tilde la posso creare con alt+126 su blocconote e poi copiare ed incollare nel codice).

                          altri esempi possono essere:

                          \newcommand{\R}{\mathbb{R}}
                          \newcommand{\N}{\mathbb{N}}
                          \newcommand{\Q}{\mathbb{Q}}
                          \newcommand{\Z}{\mathbb{Z}}

                          molto più pratico scrivere \R invece di \mathbb{R} 😉

                          Ciao Benvenuto/a sul forum.
                          Ti posso dire che se l’editor è UTF-8 compatibile, in Windows la combinazione Alt + 126 funziona sempre, non serve usare blocco note.
                          In Linux invece, la tilde si genera con Alt Gr + ^.
                          TeX Studio non dovrebbe darti questi problemi, ho appena verificato e funziona Alt+126 da ~.
                          R.

                          robitex
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                            Ciao.
                            Interessante il pdf su Lilac. Grazie.
                            Vorrei dire che uno dei motivi del perché mi trovo bene con TeX è proprio il fatto che l’ambiente di lavoro è un editor di testo puro.
                            Questo comporta che mi trovo concentrato sui contenuti. Non devo distrarmi con la formattazione, con i menù, con dove metto quello o dove metto quell’altro.
                            Spesso uso un editor che non è neanche pensato per LaTeX (che di solito chiamiamo uno shell editor, come TeX Works o TeX Studio) e passo alla visualizzazione affiancata solo per le rifiniture finali. Certo, i miei doc non contengono matematica complessa.

                            Considera anche che la scrittura lineare delle formule in TeX, consente anche ai non vedenti di aver accesso alla matematica (vedi GuIT meeting di Brescia).

                            Inoltre, la composizione “batch” ha il grande vantaggio di poter elaborare la pagina per intero, potendo quindi processare al meglio la disposizione degli elementi sulla pagina per il massimo della qualità tipografica. TeX è stato implementato quando i calcolatori erano molto meno potenti, ed elabora in sequenza una pagina alla volta. Oggi si potrebbe implementare un compositore che elabora l’intero documento.
                            R.

                            in risposta a: notifiche dal forum marcate come spam dal mail server #120125
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                              gamboz” post=120612Ciao care/i,
                              segnalo come da oggetto.
                              Non vorrei che il mailer del forum sia finito in una blacklist, ma non riesco a controllare.
                              Allego mail di esempio con tutti gli header, nel caso serva.

                              Ciao,
                              il fatto che il nostro plug-in antispammer non funziona più a dovere, penso per effetto della cessazione del supporto di versione.
                              Se capita, mandate una mail a guit@guitex.org.
                              Ci scusiamo per il contrattempo.
                              R.

                              Ps. Dovremo aggiornare il software di gestione del sito ma abbiamo scarsità di tempo.

                              in risposta a: ordinare una lista #120117
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                                OldClaudio” post=120601Per carità, non confondiamo le idee; ho scritto che lua è formidabile, ma che è n linguaggio di programmazione completamente diverso da qullo di TeX e LaTeX, quindi per usarlo in modo efficace bisogna imparalo bene come fai tu, Roberto, e, benché la guidalua sia utilissima, anche se la impari a memoria, non è con questo che voglia dire che sai usare Lua In modo veramente utile. È verissimo quello che dici LaTeX3 e Lua sono diversi sia nel linguaggio, sia negli scopi. Tuttavia LaTeX 3 è capace di fare cose che neanche Knuth si sognava. Tra le altre cose fa i conti, come si deve, non come Knuth aveva limitato alle funzioni della tipografia (solo numeri interi); non ti posso riassumenre in poche righe quello che LaTeX3 è capace di fare, ma basta leggersi le centinai di pagine del documento interface3, e si scopre che il motore Turing-completo a cui si rifaceva Enrico tempo fa, è effettivamente capace i fare cose stupende.
                                Ma nel caso del riordino di una lista non basta invocare una macro, magari specificandole i numeri delle righe di inizio e di fine dei blocchi da riordinare; bisogna avere una strategia da implementare e il riordino dei dati consente molte strategie e di conseguenza l’utente deve conoscere le varie possibilità per scegliere quella che gli fa più comodo in base al tipo di dati da riordinare.
                                Quindi il primo problema non è scegliere Lua o LaTeX3, ma è quello di scegliere la migliore strategia adatta al tipo di dati da riordinare.

                                Sono contento che @emded abbia sollevato il problema; perché questa discussione è molto interessante.

                                Tanto per citare una mia esperienza pregressa, avevo da disordinare (!) 600 dati in modo che i dati originali fossero spostati di almeno 6 posizioni in modo casuale prima o dopo la posizione iniziale e che i 6 dati non risultassero mai adiacenti (c’erano anche altri vincoli, ma tralascio, perché non sono essenziali qui). Il sistema TeX arriva con dei pacchetti pergenerare numeri casuali, ma per il mioscopo non erano affidabili. Ho dovuto affrontare il problema in un altro modo:
                                1) ho dovuto ricorrere ad un programma esterno, quindi ho dovuto creare per il mio editor un altro “engine” che prevedesse lo shell-escape per far eseguire quel file esterno dall’interno del sorgente Tex (assomiglia a Lua, come idea, ma a quei tempi non conoscevo l’esistenza di Lua).
                                2) ho scelto di usare FORTRAN, perché come codice compilato e non codice interpretato, riusltava velocissimo.
                                3) ho previsto il gioco di 600 file ausiliari da disordinare.
                                4) ho collegato ciascuno dei 600 file con un nome facilmente generabile in modo tale che il “number cruncher FORTRAN” potesse sostanzialmente lavorare solo con numeri.
                                Finalmente, sistemato il meccanismo di precisione creato con la logica descritta sopra, ho pototo svolgere il mio lavoro in frazioni di secondo di CPU. È ovvio che se avessi conosciuto Lua, avrei potuto usarlo invece di ricorrere al FORTRAN. Azzardo l’ipotesi che il tempo di esecuzione con Lua sarebbe stato più lungo di almeno un ordine di grandezza, visto che Lua è interpretato, non compilato.
                                Questo mio raccontino non serve a ordinare il contenuto di un ambiente itemize, come richiesto da @emded, ma dà l’idea del processo mentale che bisogna seguire per affrontare un problema complesso disponendo divari strumenti, alcuni dei quali soltanto sentiti nominare.
                                Non dimostra niente circa la maggiore o minire flessibilità di elaborazione che hanno sia Lua sia LaTeX3; questi vengono dopo aver sviluppato un processo mentale adatto al particolare materiale da riordinare.
                                Non vedo l’ora di poter scaricare la nuova versione della guidalua 🙂

                                Hai centrato il punto. Grazie Claudio.
                                Per la prossima versione della guidalua, ci vuole ancora un po’ di tempo per raggiungere l’obiettivo che mi ero proposto.
                                La guida ne esce rivoluzionata.
                                Ma ho ricevuto troppo pochi feedback per avere fretta.
                                Su github è già disponibile la nuova versione ancora incompleta, nel branch chiamato “magpie”.
                                https://github.com/GuITeX/guidalua/tree/magpie

                                Al link trovi solo i sorgenti naturalmente, perché il pdf sarà generato in automatico al momento dell’uscita della nuova versione.
                                Alla prossima.
                                R.

                                in risposta a: ordinare una lista #120114
                                robitex
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                                  OldClaudio” post=120597 @robitex,lo so che sei affezionato al linguaggio Lua; è fortissimo. Non vorrei azzardare giudizi da ignorante,ma comincio a sospettare che sia più forte di LaTeX3.

                                  Tuttavia la domanda dell’OT era tale da porre dei vincoli: come ordinare una lista di item contenuti in un ambiente itemize; Forse itemize era solo un esempio, ma non si può ordinare niente se non si sa che cosa confrontare; Vuoi confrontate l’intera stringa che segue un comando \item fino all’item successivo o a \end{itemize}? Se una chiave di ordinamento fosse inserita come argomento fra quadre del comando \item sarebbe relativamente facile, ma a quel punto dovresti modificare l’ambiente item perché il suo argomento oltre a servire come chiave, dovrebbe inserire il pallino nero, oltre che scrivere ciò che si vuole elencare.

                                  Quello che voglio dire è che con Lua puoi fare miracoli, ma bisogna ridefinire gli ambienti in modo che diano in pasto a Lua quel che serve; in ogni caso serve un file di appoggio, come per gli indici analitici, perché senza di questi file di appoggio, non si può riordinare quello che c’è scritto nel file sorgente.

                                  Infati,mellamia risposta precedente non ho indicato un metodo banale, ma che sicuramente farebbe storcere il naso a chiunque si occuo di LaTeX, Lua, & Company; Riordinare a mano i vari item con il loro testi mediante una serie di copia e incolla. Se la lista puntata contiene un numero ragionevole di \item, l’operazione eseguita a mano è senz’altro più semplice che con glossaries, con nomenclature, con LaTeX3, con Lua. Al massimo converrebbe una strategia diversa dal “bubble sort”. Io ai tempi antichi del DOS, riuscivo a ordinare alfabeticamente un vetore che puntava alle righe di una matrice di stinghe, usando il metodo “quick sort” con 40000 dati da ordinare; era talmente efficace che lo usavo anche a mano per ordinare alfabeticamente (sulla base del cognome degli esaminandi) gli elaborati degli scritti agli esami dei miei corsi, quando dovevo ordinare un paio di centinaia di elaborati; con il quick sort ci mettevo meno di una decina di minuti.
                                  Quale algoritmo seguano Lua o LaTeX3 (che anche lui può ordinare token list di vario genere) non lo so, come non so che algoritmo sui makeindex per ordinare le voci dell’indice. Ma per la mia esperienza, da allora, uso solo il quick sort. Mi dicono che ci siano metodi ancora più efficaci, ma che richiedono una programmazione molto più complessa.

                                  Ciao Claudio,
                                  secondo me LaTeX3 e Lua non possono essere confrontati direttamente. Sono molto diversi sia il codice che gli scopi.
                                  Quello che ritengo sia importante è, essendo Lua molto più performante sia dal punto di vista delle prestazioni sia da quello della scrittura ed evoluzione del codice, che Lua può integrare TeX in quei compiti particolari che normalmente non incontra un programma di composizione come TeX. In altre parole, TeX è progettato per la composizione, Lua per i compiti di elaborazione dati.

                                  Ormai da parecchio tempo, penso che occorra abbandonare pdftex a favore di luatex. Dunque, nasce il problema di come far collaborare al meglio Lua e TeX. La guidalua ha proprio questo scopo. Per questo si tratta del caso in cui l’utente risolve i propri problemi scrivendo da se il codice Lua/TeX opportuno.
                                  Nel momento in cui i problemi assumeranno una connotazione definita, potranno nascere dei “pacchetti”. In quel momento gli utenti potranno avvalersi di un sistema esteso Lua+TeX nel formato LaTeX per esempio con lo strato L3.

                                  Ma forse la strada futura sarà ancora un’altra. Proprio perché disporre di Lua in TeX può far render conto di un nuovo contesto applicativo per il sistema, è possibile che nasca la spinta per creare un TeX nuovo di zecca. Mi piacerebbe partecipare a progetti simili di elevata difficoltà.

                                  Alla prossima.
                                  R.

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