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Ciao Claudio.
Di solito importo disegni di particolari in scala 1:20 o 1:25 o piante in scala 1:100 o 1:200 quindi stanno nella giustezza del testo.
Una precisazione: lo script non è in Bash ma è in Lua.
All’occorrenza invece di installare Lua e la libreria lfs, si può eseguire lo script con il programma texlua già presente in TeX Live.
Alla prossima.
R.
::ivan” post=98395
provando a compilare però al posto dell’immagine viene fuori uno spazio bianco.
(Texlive aggiornato)Non deve succedere. Ci srve qualche informazione in più::
– sistema operativo
– editor usato (non vorrei che nelle impostazioni ci sia qualcosa che ostacola la conversione .eps in .pdf)
– esempio minimo compilabileLa procedura indicata da Roberto è sicuramente valida. Tuttavia, come dicevo, la conversione avviene in automatico.
Di più, una volta che il file .eps è stato convertito, il compositore userà quello, fintantoché il file .eps non verrà aggiornato.
In questo caso si avrà di nuovo la conversione. Naturalmente questo sistema è molto più comodo, perché non ci si deve preoccupare del formato dell’immagine. L’unico inconveniente è che nella cartella si creeranno doppioni che potrebbero alla lunga diventare ingombranti.Ciao
IvanIl problema Ivan è lo scontornamento dei disegni prodotti con AutoCAD.
Non solo è necessario convertire da Postscript a PDF, cosa che può avvenire in automatico oggi come dicevi, ma serve anche passare i file per eliminare i bordi bianchi.
Grazie allo script presentato infatti, non importa più il formato della tavola. Alla fine avrò il disegno perfetto in formato vettoriale nella scala voluta.
In altri termini non è conveniente nello spazio carta utilizzare un formato di tavola a seconda delle dimensioni del disegno per scontornarlo all’origine.
Ed in quel caso basterebbe la conversione automatica eps -> pdf.
Non sono però aggiornato a quello che può fare oggi AutoCAD 2015 quanto a formato di uscita. Uso infatti una versione che risale al 2010 in sostanza. Il programma potrebbe già fornire il pdf nativamente con un proprio driver o uno di terze parti.
Se @mbomb ci aggiorna in merito non mi può che far piacere.
R.
::mbomb” post=98379salve a tutti
vorrei avere un chiarimento in merito a Latex e le figure.
Sto facendo la tesi mi disegno con autocad tutte le figure. Facendo un po di prove ho notato che visualizzando l’anteprima del file e catturando lo schermo in formato .png o .jpeg il risultato è accettabile, ma non come dico io, basta zoommare un poco e l’immagine risulta sgranata. Leggevo dunque che è consigliato salvare i file in formato .eps o .ps. Con autocad ho questa possibilità ma, da texlive, se compilo con pdflatex, non si visualizzano le immagini perchè il percorso corretto da fare è .tex -> .dvi -> .pdf. è correto fino a qui?Riesco con texlive a fare questo percorso “in un colpo solo”?
grazie a tutti
MarcoTi dico come faccio io con AutoCAD 2010 o simili.
Produco i disegni con lo spazio carta nel formato Postscript (se cerchi sul mio blog trovi qualcosa).
Poi salvo il file Postscript in una cartella dove è presente il seguente script in Lua:
`–[[trasforma tutti i file postscript in file pdf
presenti nella directory di lavoromargini in bp
esempio:
trasfall-10
–]]require “lfs”
local counter = 0
local function traslate( fn, m )
print(“Converto il file: “..fn..”.eps”)
counter = counter + 1
os.execute('ps2pdf ' .. fn .. '.eps')
local name = fn .. “.pdf”
local cmd = “pdfcrop –margin=”..m..” ”
os.execute(cmd .. name .. ” ” .. name)
os.remove(fn .. '.eps')
print()
endlocal function extractFilename(fn)
return string.match(fn,”^(.-)%.eps$”)
end— prende il valore del margine dall'argomento a linea di comando
— oppure dal nome dello script
— oppure lo mette a volore di default
local margin = arg[1] or string.match(arg[0],”%-(.-)%.”) or “20”local curdir = lfs.currentdir()
for file in lfs.dir (curdir) do
local fn = extractFilename(file)if fn then
traslate(fn, margin)
end
endprint(counter..” file convertiti.”)
`Se chiami il file “esp2pdfALL-10.lua” e fai doppio click su di esso per eseguirlo, tutti i Postscript presenti nella cartella saranno trasformati in pdf con il margine di 10 punti. Cambiando nel nome del file il parametro 10, per esempio impostandolo ad 1, regoli il margine bianco da lasciare attorno ai disegni.
A questo punto puoi inserire nel documento disegni provenienti direttamente dal CAD perfettamente in scala e senza tormentoni.
R.
28 Novembre 2014 alle 11:34 in risposta a: Problemi stesura CV europecv e TeXstudio (TeXlive) #98742::Fidippide” post=98271Grazie robitex, gentilissimo. Per ora capisco un 50% dei tuoi post ma migliorerò :-). Mi devo preoccupare che mi trovo bene con TeXstudio? Mi pare l’editor più completo. Eppure su questo forum non è molto amato.
Preferenze personali, che cambiano mano a mano che si lavora.
Succede che ogni tanto si fa un’esperienza nuova che ci fa migliorare nell’operatività.
Usavo già TeX Works credo, ma quando ho scritto l’articolo su pgfplots con Agostino per ArsTeXnica, l’ho adottato con maggiore convinzione.
Avevo scoperto il funzionamento delle righe magiche. La gestione dei progetti complessi si semplifica all’istante.
R.
28 Novembre 2014 alle 11:05 in risposta a: Problemi stesura CV europecv e TeXstudio (TeXlive) #98740::Fidippide” post=98269Buongiorno, sto cercando di scrivere il mio cv con LaTeX dopo aver letto la guida /wp-content/uploads/joomla-images/ArsTeXnica/AT004/Scrivere%20il%20curriculum%20vitae.pdf. Ho scelto la classe europecv e ho fatto copia/incolla del template http://ctan.mirror.garr.it/mirrors/CTAN/macros/latex/contrib/europecv/templates/cv_template_en.tex in TeXstudio. Me lo compila quasi senza errori e mi fa visualizzare il pdf però tantissimi pacchetti sono evidenziati in rosso con la dicitura “comando non ricoosciuto”. Che significa? Grazie.
Niente di particolare. L’editor non riconosce la control sequence e la tratta come un errore di sintassi, colorandola secondo quanto specificato nelle opzioni di evidenziazione.
Puoi impostare un colore più leggero perché si possa lavorare un po’ più tranquillamente.
Opzioni > Evidenziazione della sintassi > Controllo LaTeX > riga erroreSintassiLatex (clicca sul pulsante del colore e impostalo leggero secondo l’effetto sul tuo schermo.
Questa funzione vorrebbe emulare il comportamento degli editor IDE che effettuano il parsing delle librerie caricate e del linguaggio in cerca di “chiavi” non corrette.
Di per se l’idea non è così peregrina. La desideravo da un editor quando ho cominciato con LaTeX.
Tuttavia alla fine il lavoro in LaTeX finisce per essere “disturbato” da questi “aiuti”.
R.
27 Novembre 2014 alle 12:39 in risposta a: Impostazioni TeXstudio per accoppiarlo con TeXLive #98688::Fidippide” post=98233
Ma non è più semplice usare TeX Works?
TeX Live per Wiondows lo installa automaticamente con la full.
R.Ho provato TeXworks ma mi sembra troppo scarno. Sono abituato a TeXstudio e vorrei continuarlo ad usare.
Io, esattamente il contrario:
Ho provato TeXstudio ma mi sembra troppo pieno di bottoni 🙂 😀 😎
R.
27 Novembre 2014 alle 11:18 in risposta a: Impostazioni TeXstudio per accoppiarlo con TeXLive #9868427 Novembre 2014 alle 10:42 in risposta a: Impostazioni TeXstudio per accoppiarlo con TeXLive #9868227 Novembre 2014 alle 10:18 in risposta a: Impostazioni TeXstudio per accoppiarlo con TeXLive #98678::Fidippide” post=98212Buongiorno a tutti, fino a ieri ho usato TeXstudio con MiKTeX. Adesso ho installato TeXLive su consiglio di OldClaudio. Non riesco però a configurarlo per farlo dialogare con il nuovo TeXLive. Anche reinstallando l’ultima versione di TeXstudio sono rimasti i percorsi relativi a MiKTeX. Mi pare debba cambiare in Opzioni>Configura TeXstudio le voci: visualizzatore DVI (non so cosa sia), visualizzatore PS, Visualizzatore PDF esterno. Quando lo installai per la prima volta comunicò direttamente con MikTeX, si autoconfigurò e non ebbi problemi. Adesso invece non compila niente. Chiedo scusa per la mia ignoranza e ringrazio in anticipo chi vorrà aiutarmi.
Con “Opzioni > Controlla installazione LaTeX” dovresti poter capire quali percorsi non vanno.
Cerca quelli di TeX Live e reimpostali.Quando hai reinstallato TeXStudio sono rimaste le impostazioni precedenti.
Prova eventualmente a reinstallarlo dopo la completa disistallazione, compreso i file di configurazione di TeXStudio.
La via da seguire dovrebbe essere però l’impostazione manuale della configurazione sbagliata.
R.
21 Novembre 2014 alle 12:03 in risposta a: [Risolto] Visualizzare meglio le tabelle nell’editor si può? #98526::Maxiride” post=98077
[quote=”Maxiride” post=98071]Per ora opterò per il copia e incolla =)
Nel mentre ho trovato questo sito:http://www.tablesgenerator.com/ giusto per riempire le celle e poi applicare manualmente le modifiche di stile, impaginazione ecc in texworks.Grazie mille =)
Si, ma quel sito alla fine offre un modo un po’ scomodo per le tabelle.
Lo conoscevo.
Di solito per tabelle complesse preferisco passare dal foglio di calcolo.
Con esso oosso rendere distinti i dati dalla vista in formato LaTeX in un paio di modi.
Varrebbe la pena scrivere un articoletto per ArsTeXnica sull’argomento, magari per l’uscita di aprile.
Intendo che potresti scriverlo tu…
R.Nel foglio di calcolo scrivi anche i delimitatori “&” e i comandi per le linee\multicolumn ecc?
Riguardo l’articolo per ArsTeXnica, potrei anche pensarci ma non saprei da dove partire e sopratutto magari aspetterei di apprendere Latex appieno ^^ , sono ancora al “livello” in cui riapro le guide ogni due per tre per controllare come si fanno le cose xD[/quote]Se la tabella è piccola posso mettere i delimitatori in celle come pure i fine riga \\.
Altrimenti metto i dati in un foglio e in un altro li prelevo con le formule e inserisco li i caratteri necessari al formato.
Le formule ti consentono grande flessibilità.
Dipende quindi dal lavoro che si deve fare.
L’articolo per Ars è una buona esperienza. Potrebbe spiegare le tecniche possibili utilizzando le formule per risolvere casi applicativi reali.
Ecco perché te l’ho proposto. Racconti il tuo caso applicativo.
Esiste anche un programma per convertire le celle nel formato tabular di LaTeX ma non l’ho mai usato e non mi ricordo come si chiama.
R.
21 Novembre 2014 alle 9:52 in risposta a: [Risolto] Visualizzare meglio le tabelle nell’editor si può? #98524::Maxiride” post=98071Per ora opterò per il copia e incolla =)
Nel mentre ho trovato questo sito:http://www.tablesgenerator.com/ giusto per riempire le celle e poi applicare manualmente le modifiche di stile, impaginazione ecc in texworks.Grazie mille =)
Si, ma quel sito alla fine offre un modo un po’ scomodo per le tabelle.
Lo conoscevo.
Di solito per tabelle complesse preferisco passare dal foglio di calcolo.
Con esso oosso rendere distinti i dati dalla vista in formato LaTeX in un paio di modi.
Varrebbe la pena scrivere un articoletto per ArsTeXnica sull’argomento, magari per l’uscita di aprile.
Intendo che potresti scriverlo tu…
R.
21 Novembre 2014 alle 9:32 in risposta a: [Risolto] Visualizzare meglio le tabelle nell’editor si può? #98522::Maxiride” post=98069Stò imparando ad usare la tabelle tramite le guide fornite nella pagina di documentazione del sito, le trovo molto esaustive ma allo stesso tempo non trovo un modo adeguato per “impaginarle” adeguatamente nell’editor (TexWorks nel mio caso).
Nella creazione di una tabella con molte colonne ( dalle 10 in su) e con molte righe (20+) trovo difficoltoso individuare la cella di una determinata riga-colonna in quanto i delimitatori “&” si spostano in base alla quantità di testo che scrivo e nonostante provi ad allinearli con TAB o con degli spazi, ogniqualvolta apporto delle modifiche si disallinea tutto rendendomi praticamente impossibile trovare una determinata cella 😀
C’è qualche consiglio utile per non dannarsi ogni volta?
Un paio.
Potresti utilizzare uno script in Lua (cosa si può fare con TeX Works) che riallinea con spazi le celle della tabella sul carattere &.
Non sarebbe così difficile: si selezionerebbe il testo della tabella e poi una combinazione di tasti.Oppure usi un foglio di calcolo per copiare/incollare le celle.
R.
21 Novembre 2014 alle 6:55 in risposta a: [RISOLTO!] – Problema con un’immagine e un elenco numerato #9850920 Novembre 2014 alle 16:55 in risposta a: [RISOLTO!] – Problema con un’immagine e un elenco numerato #98507::Bonalumi” post=98055Avevo già provato a fare come suggerisci, spostando il blocco di codice relativo alla figura a monte del blocco di codice relativo all’elenco numerato. In questo modo però nel .pdf la figura si trova interposta tra il testo a monte dell’elenco numerato e l’elenco stesso, venendo posizionata a centro pagina, soluzione che non mi è piaciuta molto.
Non sono molto esperto, ma non c’è modo di determinare una sorta di gerarchia tra gli oggetti mobili? L’elenco numerato voglio che sia tratta come normale testo e la figura posta all’inizio della pagina successiva, in modo che il testo prosegua dopo di essa.
Al momento l’unica soluzione che ho trovato è stata quella di spostare il blocco di codice relativo all’immagine tra due punti dell’elenco numerato, ma non la trovo una buona soluzione. Per intenderci questo è il codice ora:
`\begin{enumerate}
\item Sezione d'ingresso o \textit{intake}: ha il compito di convogliare l'aria prelevata dall'ambiente circostante per effetto dell'azione aspirante svolta dal ventilatore. Può esser preceduta da un filtro e/o essere dotata di turbolenziatore (si veda il Paragrafo \ref{sec:turbolenziatore}).
\item Sezione di prova o \textit{test section}: è il punto in cui è posizionata la schiera palare.
\item \textit{Tailboards}: costituiscono le pareti superiore e inferiore a valle della sezione di prova e consistono in paratie mobili che, mediante opportuna regolazione, consentono di garantire la periodicità del flusso a valle della schiera. La galleria in esame infatti consente solo l'impiego di schiere lineari, per le quali la periodicità non è garantita a priori, come invece avviene nelle gallerie anulari o nelle macchine reali.
\item Diffusore o \textit{diffuser}: ha il compito di condurre il flusso verso il ventilatore ed è caratterizzato da una sezione divergente che consente di rallentarlo, incrementandone così la pressione. In questo modo è possibile ridurre il salto di pressione che dev'essere fornito dal ventilatore, riducendo così i consumi del motore elettrico. La sezione divergente dev'essere adeguatamente dimensionata al fine di massimizzare questo risparmio senza incorrere in sepazione del flusso, la quale potrebbe verificarsi in caso di un allargamento eccessivo.
\item Ventilatore o \textit{fan}: si tratta di un ventilatore centrifugo, calettato direttamente sull'albero del motore elettrico. La regolazione della portata, e di conseguenza quella del numero di Mach del flusso, avviene agendo sul motore elettrico. La galleria è in grado di operare fino a valori di $Ma \approx 0,6$ a valle della schiera.
\item Motore elettico: caratterizzato da una potenza nominale di 120 kW è collegato a un inverter mediante il quale è comandato regolandone la frequenza.\begin{figure}[htbp]
\centering
\includegraphics[width=0.9\columnwidth]{\figspath parete_mobile_galleria.pdf}
\caption{\label{fig:parete_mobile_galleria}Dettaglio della parete mobile della galleria del vento.}
\end{figure}\item Sezione di scarico: è quella incaricata di espellere l'aria verso l'esterno.
\end{enumerate}`EDIT: Dimenticavo di chiederti una cosa: perchè dovrei rimuovere le opzioni per l’ambiente figure?
Stai sbagliando. L’ambiente figure o table va sempre inserito al livello più alto. Tu invece lo inserisci all’interno di enumerate, per forza non funziona.
Le opzioni vanno tolte perché il loro uso è limitato alla fase di rifinitura del documento, quando LaTeX viene instradato per risolvere casi particolari, spesso dovuti a squlibrio tra la quantità di testo e lo spazio occupato dagli oggetti flottanti.
Poi, se mai servisse, occorre dare una preferenza di posizionamento non tutte altrimenti serve a poco.
Nei miei documenti in fase di rifinitura la stragrande maggioranza degli aggiustamenti manuali sono o la specifica di posizione b oppure lo spostamento del punto in cui l’oggetto mobile è inserito nel sorgente e da quel punto LaTeX cercherà di comporlo al meglio.
R.
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