samiel

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  • in risposta a: OT OldClaudio quota 10000 #116603
    samiel
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      Mi associo anch’io,
      ringraziandolo pubblicamente
      per la competenza e per l’assoluta disponibilità

      m

      in risposta a: Testatina sovrapposta #116308
      samiel
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        Per ridurre la grandezza del font nelle testatine puoi usare ad es
        `\small`
        Se vuoi un controllo maggiore
        `\fancyhead[L]{\fontsize{8}{10} \selectfont TESTO TESTATINA}`
        ecc (poi metti tu i pt che vuoi)
        Per contare i caratteri, da terminale (io sono un linuxiano)
        `pdftotext -enc UTF-8 – | wc -m`
        m

        PS
        perché nel preambolo richiami 2 volte geometry ?

        in risposta a: Testatina sovrapposta #116306
        samiel
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          Se non hai richieste particolari dalla facoltà, gioca sui margini riducendoli con geometry,
          anche se si potrebbe eccepire sull’ortodossia tipografica.
          Le testatine di 2 righe soon un obbrobio,
          e poi è inutile metterci dentro un romanzo:
          come dicevo, titolo del capitolo pagine pari, titolo della sezione pagine dispari.
          Puoi anche ridurre il corpo da 11 a 10 pt.
          Ma ti conviene approntare il testo e poi lo riorganizzi,
          non pensare alla tipografia prima…

          m

          in risposta a: Testatina sovrapposta #116304
          samiel
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            Il fatto di avere testatine diverse non consuma più spazio!
            Poi.. ad esempio.. a cosa ti serve la codifica T4?
            Hai glifi di lingue africane da inserire?

            in risposta a: Testatina sovrapposta #116302
            samiel
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              questo accade ovviamente a cause della loro lunghezza,
              e forse ridurre un po il corpo non è sufficiente.
              ma è buona norma tipografica inserire nelle pagine pari il titolo del capitolo
              e nelle pagine dispari il titolo della sezione,
              per fare la qual cosa però devi eliminare le opzioni oneside e openany.
              Prova con un codice del genere (ovviamente da riadattare
              se vuoi la riga sotto la testatina, se vuoi la testatina in maiuscoletto o meno ecc.)

              `\usepackage{emptypage}
              \usepackage{fancyhdr}
              \pagestyle{fancy}
              \fancyhf{}
              \setlength{\headheight}{14.49998pt}
              \renewcommand{\chaptermark}[1]{\markboth{#1}{#1}}
              \renewcommand{\sectionmark}[1]{\markright{#1}}
              \renewcommand{\headrulewidth}{0pt}
              \fancyhead[LO]{\scshape\MakeLowercase{\rightmark}}
              \fancyhead[RE]{\scshape\MakeLowercase{\leftmark}}
              \fancyhead[LE,RO]{\thepage}`

              m

              in risposta a: Re: LInux debian 9.9 e TexLive 2019 DVD – Risolto #115916
              samiel
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                Debian e le derivate hanno una loro gestione delle dipendenze.
                Chi volesse o dovesse mantenere più versioni di Texlive può farlo benissimo,
                come già scrivevo, installandone molteplici, ma sempre “vanilla”,
                cioè non debianizzate. Gli eseguibili, in realtà, vanno comunque
                in directory diverse anche installando una vanilla e una debianizzata,
                ma a volte in quest’ultimo caso il sistema può “confondersi”
                ad esempio a proposito della versione dei font.
                @minphasar ha potuto fruire fra l’altro dell’installazione
                senza “smanettamenti” degli editor proprio perché ha anche
                la versione debianizzata. Altrimenti o si installano le dipendenze (sprecando spazio)
                (inutile) o si usa equivs per creare un pacchetto “fake” con le dipendenze.
                Per cui IMHO più configurazioni sono sempre possibili,
                ma l’opzione di @minphasar è (leggermente, nessun si spaventi) pericolosa

                in risposta a: Re: LInux debian 9.9 e TexLive 2019 DVD – Risolto #115914
                samiel
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                  Installare sia la versione debianizzata sia Texlive non solo è inutile e ridondante,
                  ma a volte confonde il sistema

                  in risposta a: Re: LInux debian 9.9 e TexLive 2019 DVD – Risolto #115909
                  samiel
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                    Io ho indicato la procedura che segui qui:
                    L’Arte di scrivere con LaTeX: nuova edizione

                    m

                    in risposta a: Domanda su \textsuperscript e \textsubscript e dintorni #115850
                    samiel
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                      Intanto 1000 grazie 1000.
                      Sn giorni un attimo convulsi di fine anno scolastico,
                      quanto prima sperimento e riferisco…

                      m

                      in risposta a: Domanda su \textsuperscript e \textsubscript e dintorni #115848
                      samiel
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                        Troppo lusso… 🙂
                        Cmq ad es nel caso dell’immagine i numeri in apice
                        mi appaiono troppo grandi rispetto ai numero (minuscoli) del testo.
                        L’offset va bene, ma vorrei ridurne un po’ la dimensione

                        [attachment=2249]mwe.jpeg[/attachment]

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                        You must be logged in to view attached files.
                        in risposta a: Domanda su \textsuperscript e \textsubscript e dintorni #115846
                        samiel
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                          in effetti la cosa non appare lineare
                          e temo richieda capacità che non ho per mettere le mani sul codice.
                          Ma, in pratica, per ridurre gli apici, indicativamente,
                          per capire se cimentarmi o rinunciare,
                          serve un codice luuungo e complesso,
                          o magari le 2 righe 2 giuste bastano?
                          il fatto di usare lualatex è del tutto inifluente?

                          in risposta a: xelatex non trova il corsivo #115830
                          samiel
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                            Il maiuscoletto non è il maiuscolo più piccolo, è una serie di glifi opportunamente disegnati.
                            Ci sono varie soluzioni per emularlo a partire dal maiuscolo, basta che cerchi in rete.
                            Certo, il risultato non è in genere adeguato, se non altro perché se prodotto
                            da una semplice scalatura delle dimensioni, risulta fatalmente anche più sottile
                            (a parte appunto certe varianti nel disegno del maiuscoletto autentico).
                            Si può produrre in modo automatico con Fontlab o con Fotforge, il che
                            consente di avere un miglior controllo sui parametri. In pratica, questi programmi
                            ti consentono di definire non solo una scalatura delle dimensioni, ma anche
                            il rapporto fra aste grosse e sottili, la gestione degli “oblique stems” ecc.
                            Ciò non toglie che anche in quest’ultimo caso, se si vuole arrivare a un buon risultato,
                            è necessario apportare numerose correzioni a mano. Insomma un’impresa non da poco

                            m

                            in risposta a: Domanda su \textsuperscript e \textsubscript e dintorni #115844
                            samiel
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                              Il codice che trovo è il seguente (analogo per subscript)
                              `\def\@makefnmark{\hbox{\@textsuperscript{\normalfont\@thefnmark}}}
                              \DeclareRobustCommand*\textsuperscript[1]{%
                              \@textsuperscript{\selectfont#1}}
                              \def\@textsuperscript#1{%
                              {\m@th\ensuremath{^{\mbox{\fontsize\sf@size\z@#1}}}}}
                              \DeclareRobustCommand*\textsubscript[1]{%
                              \@textsubscript{\selectfont#1}}%
                              \def\@textsubscript#1{%
                              {\m@th\ensuremath{_{\mbox{\fontsize\sf@size\z@#1}}}}}
                              \newdimen\footnotesep`
                              Ora, io riesco a capire (se non faccio errori) che:
                              – si va cmq in modalità matematica anche se si opera nel testo
                              – che le lettere sono inserite in scatole
                              – che il font è già scelto da \selectfont
                              – che la dimensione è determinata da \sf@size
                              Quello che non capisco, e che più mi servirebbe sul piano pratico, è:
                              – come in effetti viene calcolata la dimensione?
                              Voglio dire: se io volessi apici più piccoli?
                              – come si calcola l’offset, ossia l’altezza dell’apice?
                              Voglio dire: se io volessi apici più alti o bassi?

                              in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX: nuova edizione #108836
                              samiel
                              Partecipante
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                                Il forumista Samiel dice che c’è una semplice procedura che va bene per tutte le distribuzioni di Linux meno Debian. Questo, però, sembra contraddire quanto riportato negl articoli di Enrico e si Heinrich, che spiegano come installare LaTeX solo su distribuzioni molto particolari: se c’è un’unica procedura che va bene per tutto, perché non dirla?

                                Forse non mi sono spiegato bene. La procedura da me usata, che fa risparmiare tutti i link simbolici previsti
                                in quella suggerita da @egreg, funziona anche per Debian. Io intendevo dire che, se non si vuole installare
                                su Debian e su tutte le distro derivanti da Debian (insomma quelle che usano pacchetti .deb, da Ubuntu a LinuxMint)
                                la versione debianizzata, bensì Texlive vanilla, basta fare i passaggi da me enumerati.
                                Si possono conservare le versioni più vecchie, e sarè operativa solo quella il cui PATH è inserito nei due file da me menzionati
                                La guida di @egreg funziona, ma non capisco perché fare tutti i passaggi suggeriti al § 7
                                per farla andare in /opt, quando essa senza toccare nulla si installa automaticamente in /usr/local/texlive/…
                                dove … è la data, ovvero /usr/local/texlive/2019 ecc. Voglio dire che l’installazione di ogni versione
                                sta tutta e solo in una sua directory e non tocca minimamente la altre. A condizione di non aver installato
                                la versione debianizzata. Editor avanzati, da Kile a Texstudio, trovano automaticamente i PATH giusti
                                e si autoconfigurano di conseguenza. L’unica complicazione è che, se sono richiesti pacchetti debianizzati
                                non installati come dipendenza, bisogna fare ricorso a un file dummy creato con equivs.
                                Personalmente, ho effettuato questa procedura su Debian, Ubuntu, LinuxMint e Slackware,
                                e quest’ultima notoriamente con Debian non c’entra nulla (peraltro la prossima versione di Slackware
                                vedi il log della current, ha finalmente abbandonato l’ormai vecchissima Tetex e includerà Texlive appositamente pacchettizzata).
                                Ma il vantaggio della versione vanilla è che, come ho scritto sopra, non serve in fondo nemmeno pacchettizzarla
                                perché va in una directory tutta sua e non intacca nessun’altra directory di sistema.
                                Ergo. l’installer di Texlive funziona, con qualche accorgimento, per tutte le distro Linux

                                m

                                in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX: nuova edizione #108829
                                samiel
                                Partecipante
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                                  3. Installare su Linux. Mai fatto. E in più c’è il problema che ci sono più distribuzioni di Linux, e per quel poco che ne so non esiste una procedura unica che vada bene per tutte.

                                  Certo che c’è! Lasciando stare i pacchetti debianizzati (che cmq da un paio di anni non sono più in cosmico ritardo),

                                  1. si scarica la .iso
                                  2a. la si masterizza
                                  2b. non la si masterizza, ma semplicemente la si monta
                                  3. si va nella directory del CD o della .iso
                                  4. si lancia il comando perl install-tl
                                  5. si sceglie di installare tutto
                                  6. si aspetta qualche minuto
                                  7. si mettono o aggiornano i PATH in /etc/profile e in ~/.bashcr
                                  `PATH=/usr/local/texlive/2019/bin/x86_64-linux:$PATH; export PATH
                                  MANPATH=/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/doc/man:$MANPATH; export MANPATH
                                  INFOPATH=/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/doc/info:$INFOPATH; export INFOPATH`
                                  8. o si riavvia oppure, visto che Linux non è Windows, si fanno leggere i due suddetti file col comando source
                                  9. si usa la nuova Texlive

                                  m

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