samiel

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  • in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX: nuova edizione #108836
    samiel
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      Il forumista Samiel dice che c’è una semplice procedura che va bene per tutte le distribuzioni di Linux meno Debian. Questo, però, sembra contraddire quanto riportato negl articoli di Enrico e si Heinrich, che spiegano come installare LaTeX solo su distribuzioni molto particolari: se c’è un’unica procedura che va bene per tutto, perché non dirla?

      Forse non mi sono spiegato bene. La procedura da me usata, che fa risparmiare tutti i link simbolici previsti
      in quella suggerita da @egreg, funziona anche per Debian. Io intendevo dire che, se non si vuole installare
      su Debian e su tutte le distro derivanti da Debian (insomma quelle che usano pacchetti .deb, da Ubuntu a LinuxMint)
      la versione debianizzata, bensì Texlive vanilla, basta fare i passaggi da me enumerati.
      Si possono conservare le versioni più vecchie, e sarè operativa solo quella il cui PATH è inserito nei due file da me menzionati
      La guida di @egreg funziona, ma non capisco perché fare tutti i passaggi suggeriti al § 7
      per farla andare in /opt, quando essa senza toccare nulla si installa automaticamente in /usr/local/texlive/…
      dove … è la data, ovvero /usr/local/texlive/2019 ecc. Voglio dire che l’installazione di ogni versione
      sta tutta e solo in una sua directory e non tocca minimamente la altre. A condizione di non aver installato
      la versione debianizzata. Editor avanzati, da Kile a Texstudio, trovano automaticamente i PATH giusti
      e si autoconfigurano di conseguenza. L’unica complicazione è che, se sono richiesti pacchetti debianizzati
      non installati come dipendenza, bisogna fare ricorso a un file dummy creato con equivs.
      Personalmente, ho effettuato questa procedura su Debian, Ubuntu, LinuxMint e Slackware,
      e quest’ultima notoriamente con Debian non c’entra nulla (peraltro la prossima versione di Slackware
      vedi il log della current, ha finalmente abbandonato l’ormai vecchissima Tetex e includerà Texlive appositamente pacchettizzata).
      Ma il vantaggio della versione vanilla è che, come ho scritto sopra, non serve in fondo nemmeno pacchettizzarla
      perché va in una directory tutta sua e non intacca nessun’altra directory di sistema.
      Ergo. l’installer di Texlive funziona, con qualche accorgimento, per tutte le distro Linux

      m

      in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX: nuova edizione #108829
      samiel
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        3. Installare su Linux. Mai fatto. E in più c’è il problema che ci sono più distribuzioni di Linux, e per quel poco che ne so non esiste una procedura unica che vada bene per tutte.

        Certo che c’è! Lasciando stare i pacchetti debianizzati (che cmq da un paio di anni non sono più in cosmico ritardo),

        1. si scarica la .iso
        2a. la si masterizza
        2b. non la si masterizza, ma semplicemente la si monta
        3. si va nella directory del CD o della .iso
        4. si lancia il comando perl install-tl
        5. si sceglie di installare tutto
        6. si aspetta qualche minuto
        7. si mettono o aggiornano i PATH in /etc/profile e in ~/.bashcr
        `PATH=/usr/local/texlive/2019/bin/x86_64-linux:$PATH; export PATH
        MANPATH=/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/doc/man:$MANPATH; export MANPATH
        INFOPATH=/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/doc/info:$INFOPATH; export INFOPATH`
        8. o si riavvia oppure, visto che Linux non è Windows, si fanno leggere i due suddetti file col comando source
        9. si usa la nuova Texlive

        m

        in risposta a: [risolto] Quale Simoncini? #115625
        samiel
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          Del Simoncini esiste la versione non commerciale di Einaudi.
          Poi ci sono altri Garamond più simili al SImoncini del PremerePro di Adobe,
          ad esempio lo Stempel e soprattutto l’ATF Garamond.
          Esiste da ultima una versione della ScanGraohics,
          ma molto limitata e nom priva di rilevanti difetti.
          Se però hai il Garamod di Adobe (ma poi: il vecchio Adobe Garamond
          o il più recente Adobe Garamond Premiere Pro?)
          perché non usi direttamente di .otf con Xelatex o con Lualatex?

          m

          in risposta a: [risolto] Quale Simoncini? #115623
          samiel
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            la versione Linotype si trova anche in Adobe Font Folio.
            Ha le stesse caratteristiche, ovvero le stesse lacune

            m

            in risposta a: [risolto] Quale Simoncini? #115621
            samiel
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              Il Simoncini commerciale, quello di LinoType, è privo
              di maiuscoletto e numeri maiuscoletti. E qualche lettera
              con háček ecc. È disponibile in 3 corpi:
              Roman, Italic e Bold. Non c’è il Bold Italic.
              Posto che storicamente e tipograficamente il Bold
              non dovrebbe esistere nel Garamond, devi vedere tu
              se sono cose che ti servono. Personalmente, trovo
              molto bello anche se un po’ lezioso per qualche tratto
              vagamente rinascimentale lo EBGaramond che trovi
              già installato in TexLive. E lì trovi di tutto di più
              sia come corpi sia come glifi (alfabeti latino, greco, cirillico,
              supporto per lingue come il thailandese ecc).
              Ma si tratta in questo ultimo caso di un altro Garamond,
              non quello di Simoncini. Se hai tanti soldi da spendere
              c’è anche il bellissimo Garamond di Slimbach,
              il GaramondPremierPro. E alcuni altri

              m

              in risposta a: Un nuovo simbolo #115609
              samiel
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                a me pare una “dotless j” con un trattino.
                con i programmi che ti dicevo puoi realizzarlo
                e salvarlo all’interno del font.
                che font usi?

                in risposta a: Un nuovo simbolo #115607
                samiel
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                  Perché passare dall’immagine al font?
                  Se sei in grado, potresti disegnare direttamente il glifo
                  con programmi come FontForge (Linux) o Fontlab (Wondows e Mac)
                  partendo dall’immagine. Se ti bastano vocali sormontate
                  dai simboli di lunga / breve o quello che siano,
                  puoi utilizzare i tre glifi (lettera + lunga + breve)
                  che in moltissimi font già esistono e poi li “monti”
                  insieme utilizzando le “anchor”

                  m

                  in risposta a: Biblatex philosophy-verbose maiuscoletto e apostrofo #115529
                  samiel
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                    Preciso una cosa: anche all’interno del testo (dunque indipendentemente da \scautors),
                    la soluzione D’O\textsc{nofrio} non è buona perché fa andare perduta la crenatura fra O e \textsc{n}

                    Secondo me si potrebbe pensare a monte a una Contextual Alternato (calt)
                    da mettere nei lookup del font

                    m

                    in risposta a: Problema stampa pdf prodotto da LaTeX #115494
                    samiel
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                      Per stampare il nero solo nero e non in quadricromia
                      devi configurare opportunamente la stampante,
                      non qualcosa che riguardi LaTeX

                      io ho una laser a colori
                      ed ebbi anch’io all’inizio questo problema
                      m

                      samiel
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                        Nella versione che ho io, la 6.98, del Times New Roman
                        ci sono le tabelle di sostituzione, che funzionano anche
                        e addirittura con openoffice sia per i numeri maiuscoletti
                        sia per il maiuscoletto “vero” anche per corsivo, grassetto…
                        se vado con fontforge in lookup le vedo infatti

                        m

                        samiel
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                          – Il carattere: Times New Roman (sic. e sigh!) Fatto compilando in Lualatex, senza troppi problemi, a parte varie questioni legate ai numeri maiuscoletti e legature per cui ho dovuto modificare a mano il font;

                          Le versioni più recenti anche del (noiosissimo) Times New Roman contengono numeri maiuscoletti e legature
                          che funzionano con Xe- o Lua- LaTeX senza interventi. Non so quali particolari esigenze hai…

                          m

                          in risposta a: Appendice fotografica tesi #115333
                          samiel
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                            Se guardi un libro ben composto (ho adesso davanti “A cavallo di un manico di scopa”
                            di Gombrich, pubblicato nei Saggi Einaudi) vedrai che si parla di tavole fuori testo,
                            che non interrompono la numerazione delle pagine, che non sono inserite nell’indice generale,
                            ma che sono numerate e che hanno un loro indice sotto il titolo di:
                            Indice delle illustrazioni

                            m

                            in risposta a: Greco antico e classicthesis #115265
                            samiel
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                              ancient con la t ?

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                              in risposta a: Curiosità sul rendering dei lettori pdf #115211
                              samiel
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                                ho usato un ampio ingrandimento.
                                ora passo anche alla verifica sulla stampa

                                in risposta a: Curiosità sul rendering dei lettori pdf #115209
                                samiel
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                                  cioè vale il principio per cui maggiore è l’ingrandimento,
                                  più fedele è la resa a quanto poi verrà stampato?

                                Stai visualizzando 15 risposte – dal 376 al 390 (di 1,866 totali)

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