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Non sarebbe veramente possibile citare con i comandi di biblatex tutte le mie migliaia di casi: ci si perderebbe un secolo e il codice diventerebbe illegittimo.Comunque, se posso dare un (microscopico, date le mie compentenze) contributo al tuo pacchetto, non esitare a chiedere!
Ciao e buona serata, anzi nottata!
Domenico
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Il problema è costituito da una serie di testi, noti malissimo ed attraverso edizioni spesso parziali.
Per farti un esempio, l’Etymologicum Gudianum è noto tramite una pessima edizione del 1818, ma anche tramite un’eccellente edizione pubblicata fra 1909 e 1920, ma rimasta, ahimé!, incompiuta.
La sigla sarà sempre la stessa (EGud), ma la differenziazione la faccio aggiungendo in fondo ai numeri di pagina e di righe la sigla dell’editore (Sturz o De Stefani).
Cirillo invece è noto…. lasciamo perdere! Diciamo pure che NON è noto! 😉Questo è un caso. L’altro caso possibile è di edizioni uscite in questi ultimi anni, che magari hanno sostituito, in tutto o in parte, le precedenti edizioni, che però non ho voluto togliere dalla bibliografia, poiché pur sempre usate per il primo volume (almeno, per ora: poi…. si vedrà!).
Tuttavia, chiarisco: NON ho mai usato comandi di biblatex per le (migliaia e migliaia e migliaia e migliaia) di citazioni di queste fonti nell’apparato critico! Le citazioni le ho sempre trascritte semplicemente, per ovvi motivi di (mia) comodità. In breve, i comandi di citazione li ho utilizzati SOLO per gli autori moderni, che sono finiti in un diverso gruppo della bibliografia finale.
Pertanto, il mio problema è solo generare una bibliografia finale razionale e leggibile degli autori antichi.In una situazione del genere è pressoché impossibile (forse) trovare una soluzione automatizzata.
Ciao
Domenico
::ivan” post=71337
`
@book{Platone:repubblica1,
Author = {Platone},
Shorthand = {Resp.},
Title = {La Repubblica (prima edizione)}}
@book{Platone:repubblica2,
Author = {Platone},
Shorthand = {{}},
Sortshorthand = {respa},
Title = {La Repubblica (seconda edizione)}}
@book{Platone:repubblica3,
Author = {Platone},
Shorthand = {{}},
Sortshorthand = {respb},
Title = {La Repubblica (terza edizione)}}
`
Naturalmente avrai cura di usare sempre “Platone:repubblica1” per le citazioni fatte con i comandi classici.
Ma d’altra parte, se una sigla rimanda a una lista di opere poco interessa sapere come è stata
generata. Gli altri record dovranno essere richiamati con \nocite o con altri sistemi, affinché
venga prodotta la relativa voce nella lista delle sigle. Se vuoi evitare che vengano stampati in bibliografia aggiungi
al record:
`skipbib=true`Grazie! Perfetto! Era l’uovo di colombo!
Anzi, mi hai fatto venire idee per ulteriori abbellimenti!!!!ivan” post=71337La cosa, tuttavia, mi lascia perplesso: stessa sigla per edizioni molto differenti?
Che senso ha? Mi pare un po’ antifilologico 🙄
Però hai già risposto: non dipende da te 😉Infatti, il problema non riguarda le edizioni della Repubblica di Platone!
Se sei veramente curioso, posso spiegarti di che si tratta, ma si rischia l’off-topic!Grazie mille di nuovo,
Domenico
::ivan” post=71314Campo sortshorthand (funziona solo con biber)
Interessante un’edizione critica con bibliografia in stile autore-anno.
Quando hai pubblicato il lavoro manda gli estremi. Mi interessano per gli esempi di voci
bibliografiche di testi classici ed edizioni critiche. Visto che sono molto complessi
sarebbe bello che gli stili philosophy prevedessero un modo razionale per creare dei record ad hoc, magari con dei nuovi campi.
Con biber questo è (teoricamente) possibile, anche se potrebbe essere molto laborEdizione 2ioso.Grazie, Ivan!
Infatti, ho imparato ad usare proprio biber: più lento di bibtex (si nota molto su eeepc), ma meravigliosamente potente!Se vuoi vedere come funzionerà la mia bibliografia, puoi anche consultare il mio primo volume (edizione degli scolii platonici: Scholia Graeca in Platonem), anche se non composto con latex.
In generale, gli autori moderni saranno citati secondo lo stile Autore-Anno (mi va benissimo così), ma nell’edizione critica le fonti ed i paralleli seguiranno citazioni secondo la prassi. A dirtela tutta, rinuncio a priori a citazioni di autori antichi in stile Latex: ci pensi ad usare \cite e simili per tutte le MIGLIAIA E MIGLIAIA di citazioni di, ad esempio, un Cyr. o di una Σ?
Per gli autori antichi, scriverò dunque la citazione direttamente a mano.L’unica magagna che mi rimane da risolvere è relativa proprio alle sigle dei testi all’interno della “tabella”. Il problema è che spesso, per motivi su cui non ti trattengo, ma che non dipendono, purtroppo, da me, sono costretto ad usare la stessa sigla per un dato autore (es.: Cyr.) per più edizioni, spesso completamente diverse fra di loro, ed uscite a distanza di secoli l’una dall’altra.
Attualmente, nella mia “tabella”, si leggono, ad esempio:Cyr Edizione 1 Cyr Edizione 2 Cyr Edizione 3 … … Chiaramente, sarebbe molto più bello poter avere la sigla solo sulla prima riga e poi spazi vuoti nelle successive, fino alla sigla successiva.
Hai idee su come fare?Comunque, veramente i miei complimenti per il tuo biblatex-philosophy: veramente ben fatto e veramente molto bello!
Ciao
Domenico
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Beata ignoranza! 😳Ho appena scoperto il comando \printshorthands, che fa proprio al caso mio!!!!
Scusate davvero la mia ignoranza!!!!!
Ora, mi metterò a studiare come fare a realizzare un adeguato ordine alfabetico, che riesca a conciliare lettere latine con lettere greche.
Buona Pasqua a tutti!
::OldClaudio” post=71230Ma per farlo a mano hai sicuramente scritto il contenuto di thebibliography in un certo modo e probabilmente hai ridefinto anche l’ambiente stesso, oltre a cambiare le definizioni di \bibitem e di \cite; se ce le facessi vedere forse riusciremmo ad aiutarti meglio.
Buona Pasqua
Claudio
Con “a mano”, intendo proprio “a mano”! 😳
Per farte(/ve)lo vedere, dovrei farti vedere il libro stampato.
Direi che la cosa più facile è cercare uno stile che mi piaccia così com’è, senza tanti sbattimenti e fregandosene dell’uniformità con il primo volume.
::mimmo” post=71220Perché non fai un percorso inverso? Non so che tipo di pubblicazione tu stia mandando alle stampe, ma puoi guardare qualcosa di analogo e scegliere uno stile che ti convince. Poi userai la flessibilità di biblatex per ricrearlo.
MimmoQuello che a me piace… corrisponde a quello che ho usato nel mio primo volume. Però, era una bibliografia fatta a mano, senza alcun biblatex…
Ora, vorrei automatizzare tutto, anche a costo di cambiare stile. Tanto, chissenefrega?
::Liverpool” post=71188Se scrivi da terminale [tt]texdoc biblatex[/tt] si apre (almeno sul mio Windows + MiKTeX) una pagina web nella quale ci sono dei collegamenti al manuale e ad esempi di bibliografia redatti con stili differenti.
Ciao
Da me, invece, si apre il pdf del manuale! 😉
Tuttavia, nella prima pagina del manuale, ho trovato un link verso http://www.ctan.org/tex-archive/macros/latex/contrib/biblatex//doc/examples .
Debbo dire che non avevo mai notato questo link!Poco comodo, ma… meglio di niente!
Grazie mille.
::Marchioro” post=70978Salve a tutti,
sto scrivendo la tesi che sto organizzando in tre capitoli e, per chiarezza di lettura del sorgente, vorrei scrivere questi tre capitoli separatamente, per poi unirli in un unico file (di categoria book) in cui metterò indice, premessa e bibliografia. Cercando in internet ho trovato il seguente codice per unire più pdf (ovviamente senza indice eccetera):\documentclass[]{book}
\usepackage{pdfpages}
\begin{document}
\includepdf[pages=-]{Capitolo1.pdf}
\includepdf[pages=-]{Capitolo2.pdf}
\includepdf[pages=-]{Capitolo3.pdf}
\end{document}ma così facendo la struttura è sacrificata (i numeri di pagina riprendono da capo ad ogni capitolo, ecc…).
Esiste un modo per unire i file ma avendo comunque una struttura unitaria? Sempre su internet ho trovato citata la classe combine ma non ho capito come funziona…
Grazie mille per l’aiuto.Se scarichi la guida “L’arte di scrivere con LaTeX”, qui nella sezione “Guide”, trovi tutto quello che ti serve! 😉
::antolap” post=70691ho installato texlive 2011 da repository su debian, sembra funzionare ma ovviamente manca il tlmgr
Intendi dire “da repositories di texlive” oppure “da repositories di debian”?
Nel primo caso, significa che NON hai seguito la guida del buon Egreg (cerca su google “installare texlive ubuntu”); nel secondo, significa che non sono stato chiaro: nei repos di debian NON metteranno MAI il tlmgr.
A scanso di equivoci, io uso texlive da repositories di texlive.
::antolap” post=70685
Su Experimental è arrivata (con la “dovuta” calma) Texlive 2011
qualcuno hai provato a installarla da experimental?
funziona o da problemi?
sono usciti dall’impasse del texlive updater?`domenico@eeepc:~$ apt-cache policy texlive
texlive:
Installato: 2011.20121231-1
Candidato: 2011.20121231-1
Tabella versione:
*** 2011.20121231-1 0
100 /var/lib/dpkg/status
2011.20120322-1 0
600 http://ftp.de.debian.org/debian/ sid/main i386 Packages
2011.20120314-1 0
450 http://ftp.de.debian.org/debian/ experimental/main i386 Packages
2009-15 0
500 http://ftp.de.debian.org/debian/ wheezy/main i386 Packages
2009-11 0
500 http://ftp.de.debian.org/debian/ squeeze/main i386 Packages`
A giudicare dai numeri, la versione di sid è più recente. Io mi son fatto un dummy package.
Tra l’altro, non vorrei dire, ma questa sarebbe la 2011, tra poco uscirà la 2012!
::antolap” post=70663cercavo di capire se ero in grado di replicare con lo stesso font, stessa spaziatura ecc a solo scopo didattico non per altro
ne approfitto per chiedere un’altra cosa:
sono riuscito a produrre l’indice con il comando \tableofcontents
tutto funziona, l’elenco appare.. ok
ma se volessi far uscire dei puntini tra i nomi (per es. dei capitoli) e le pagine, come si fa?
al momento nell’indice appare
capitolo 1 (s p a z i o) 13io vorrei che apparisse
capitolo 1 …………………….. 13come si fa?
p.s.: se volessi sapere piu’ o meno a cosa serve un comando (per esempio \bigskip) come si fa? a parte cercare su google, c’e’ qualche sito o qualche altra cosa dove si immette il comando e si ottiene come risposta a cosa serve quel comando?
Per conoscere i comandi, ci sono miliardi di possibili fonti di informazione.
Per la documentazione dei pacchetti, apri un terminale, alias prompt dei comandi, scrivi
`texdoc bingopallino`
premi invio e ti comparirà il pdf della guida del pacchetto “bingopallino”.Idem per l’indice. Il pacchetto buono per personalizzarlo è tocloft. Per vederne la guida:
`texdoc tocloft`Per darti un’idea di come funziona, ti ricopio quello che ho nel mio preambolo:
`\usepackage[titles]{tocloft} % TYPOGRAPHIC DESIGN OF TABLE OF CONTENT
\AtBeginDocument{\renewcommand{\contentsname}{Sommario}}
\renewcommand{\cftchapfont}{\normalfont} %chapters in tondo
\renewcommand\cftpartpagefont{\normalfont} %numeri part in tondo
\renewcommand\cftchappagefont{\normalfont} %numeri chapter in tondo
\cftsetpnumwidth{2.5em} %Larghezza dello spazio del numero
\cftsetindents{chapter}{0cm}{0cm} %Indentazione chapter
\cftsetindents{section}{0.5cm}{0.5cm} %Indentazione section
\cftsetindents{subsection}{1cm}{2em} %Indentazione subsection
\renewcommand{\cftsecdotsep}{\cftnodots} %Toglie dots da section
\renewcommand{\cftsubsecdotsep}{\cftnodots} %Toglie dots da subsection`Come vedi, di default prevede proprio i puntini, ma, poiché io non li voglio, ho aggiunto delle opzioni per eliminarli!
Ci sono anche opzioni per stabilire la distanza fra i puntini! 😎Ciao
Domenico
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