Elrond

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  • in risposta a: hyperlink in stile wikipedia #93434
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    Il codice SVG del simbolo del link esterno su Wikipedia è
    `
    image/svg+xml

    `
    Puoi convertire in PDF e usarlo come immagine.

    PS: come trovarlo: su Firefox (o qualsiasi altro browser che permetta di ispezionare i file contenuti in una pagina), nella scheda “Media” delle informazioni della pagina corrente (aperta ovviamente su Wikipedia) scorri le immagini finché non trovi quella che ti interessa. Troverai l’immagine ma al posto dell’indirizzo c’è la codifica base64. Decodifica come ti pare (su Emacs basta selezionare tutta la codifica ed eseguire [tt]M-x base64-decode-region[/tt], altrimenti sui sistemi Unix puoi usare il comando [tt]base64 -d[/tt]) e il risultato sarà il codice sopra riportato.

    in risposta a: [Concorso] TikZ nella gallery del sito #93224
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    cfiandra” post=92970 @Roberto: perché non estendere la deadline?

    Appoggio la proposta 🙂

    in risposta a: [Concorso] TikZ nella gallery del sito #93222
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    Un disegno che ho realizzato per illustrare la geometria di un’eclisse, con un pianeta che occulta la sua stella. Non credo sia l’esempio più bello possibile, però mi piace la sua relativa semplicità del codice:
    `\documentclass[tikz]{standalone}
    \usepackage[light]{kpfonts}
    \usetikzlibrary{calc,intersections}
    \begin{document}
    \begin{tikzpicture}
    \coordinate (O1) at (0,0); % centro stella
    \coordinate (O2) at (2.5,0); % centro pianeta
    \draw[name path=S,thick] (O1) circle (2); % disco stella (r=2)
    \draw[name path=P,thick] (O2) circle (1); % disco pianeta (r=1)
    % individuo punti di intersezione fra dischi di pianeta e stella
    \path[name intersections={of=S and P,by={A,B}}];
    \draw[dashed] (O1) — (A) — (O2) — node[below,sloped] {$r_2$} (B) —
    node[above,sloped] {$r_1$} (O1);
    \draw (A) — (B);
    \draw[->] ($(B) – (0,0.5)$) node[left,fill=white,inner sep=0.4] {$S_1$} to
    [out=45,in=-80] (1.9,-0.1);
    \draw[->] ($(A) + (0,0.5)$) node

    {$S_2$}
    to[out=180] (1.7,0.1);
    \draw[red,thick] let \n1 = {acos((1-4+2.5*2.5)/(2*1*2.5))} in
    ($(O2) – cos(\n1)*(0.2,0) + sin(\n1)*(0,0.2)$) arc
    (180-\n1:180+\n1:0.2);
    \draw[->] ($(O2) + (-0.2,0.5)$) node[red,right] {$\theta_2$}
    to[out=180,in=180] (2.3,0);
    \draw[blue,thick] let \n2 = {acos((4-1+2.5*2.5)/(2*2*2.5))} in
    ($(O1) + cos(\n2)*(0.3,0) – sin(\n2)*(0,0.3)$) arc (-\n2:\n2:0.3);
    \draw[->] ($(O1) + (0.5,-0.5)$) node[blue,below] {$\theta_1$} to[in=0] (0.3,0);
    \end{tikzpicture}
    \end{document}`

    Sperando che non venga interpretato come un doppio codice e quindi motivo di esclusione dalla gara (:D), riporto anche una versione che fa uso del pacchetto [tt]tkz-euclide[/tt] che evita qualche noioso conto manuale degli arcocoseni.

    `\documentclass[tikz]{standalone}
    \usepackage[light]{kpfonts}
    \usepackage{tkz-euclide}
    \usetikzlibrary{calc}
    \usetkzobj{all}
    \begin{document}
    \begin{tikzpicture}
    \tkzDefPoint (0,0){A} % centro stella
    \tkzDefPoint(2.5,0){B} % centro pianeta
    \tkzDrawCircle[R,thick](A,2 cm) % disco stella (r=2)
    \tkzDrawCircle[R,thick](B,1 cm) % disco pianeta (r=1)
    % individuo punti di intersezione fra dischi di pianeta e stella
    \tkzInterCC[R](A,2 cm)(B,1 cm)
    \tkzGetPoints{C}{D}
    \draw[dashed] (A) — (C) — (B) — node[below,sloped] {$r_2$} (D) —
    node[above,sloped] {$r_1$} (A);
    \draw (C) — (D);
    \draw[->] ($(D) – (0,0.5)$) node[left,fill=white,inner sep=0.4] {$S_1$} to
    [out=45,in=-80] (1.9,-0.1);
    \draw[->] ($(C) + (0,0.5)$) node

    {$S_2$} to[out=180] (1.7,0.1);
    \tkzFindAngle(D,B,C)
    \tkzGetAngle{thetauno}
    \draw[red,thick] ($(B) + cos(\thetauno/2)*(0.2,0) + sin(\thetauno/2)*(0,0.2)$)
    arc (\thetauno/2:360-\thetauno/2:0.2);
    \draw[->] ($(B) + (-0.2,0.5)$) node[red,right] {$\theta_2$}
    to[out=180,in=180] (2.3,0);
    \tkzFindAngle(D,A,C)
    \tkzGetAngle{thetadue}
    \draw[blue,thick] ($(A) + cos(\thetadue/2)*(0.3,0) + sin(\thetadue/2)*(0,0.3)$)
    arc (\thetadue/2:-\thetadue/2:0.3);
    \draw[->] ($(A) + (0.5,-0.5)$) node[blue,below] {$\theta_1$} to[in=0] (0.3,0);
    \end{tikzpicture}
    \end{document}`

    in risposta a: [Concorso] TikZ nella gallery del sito #93218
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    E la giuria sarà composta da…? Giusto per sapere chi si deve corrompere 😀

    Suppongo che i codici debbano essere in qualche modo originali, corretto? Su internet si trovano tantissimi esempi di esempi TikZ stupefacenti già pronti. Se trovo qualche figura che ho realizzato degna di nota parteciperò molto volentieri! Anche se ho già in mente almeno un paio di utenti di questo forum che potrebbero vincere il concorso a mani basse 😛

    in risposta a: Inserire molti files in \input #93159
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    OldClaudio” post=92830 @sblindo, il tuo primo messagio è stato utile per far esercitare i freuentatori del forum su un prolema di programmazione insolito.

    Ma il questo è bacato fin dall’inizio.

    Mi spiego: la domanda sarebbe itile se i capitoi si chiamaassero capitolo1.tex, capitolo2.tex, …, capitolo99.tex.
    Ma spero bene che tu no abbia fatto una scicchezza del genere: i nomi dei file devono essere moderatamente mnemnici affinche tu possa ritrovare facilmente il file su cui eventalmente mettere le mani; e il numero del capitolo non aiuta certo la memoria.

    Io vedrei file dai nomi simili a questi: frontespizio-e-preliminari.tex, presentazione.tex, stato-dell-arte.tex, scopo-della-ricerca.tex, ipotesi-preliminari.tex,…,materiale-finale.tex

    Questo sì che sarebbe quello da fare per te, non per il programma che te li carica automaticamente. con nomi del tipo di quelli che ti ho indicato non c’è praticamente programma che tenga per caricarteli tutti, e se vuoi venire incontro al programma vai contro te stesso.

    Non è una questione di pigrizia come scherzosamente è stato detto all’inizio, è una questione di praticità. In sostanza, anche se ti sono state fornite più soluzioni, di di cui una scritta in linguaggio L3, sono tutte soluzioni che non ti aiutano nemmeno un briciolino; all’inizio magari no te ne accorgi, ma quando devi apportare le necessarie modifiche ad alcuni file, ti rendi conto che non riesci più a trovarli; se se hai soli 5 o 6 capitoli non vale la pena nemmeno se li chiamassi con i loro numeri.

    Sottoscrivo tutto e aggiungo che se mai volessi cambiare l’ordine dei capitoli (eventualità infrequente ma non impossibile) la numerazione mostrerà tutti i suoi difetti. È lo stesso motivo per cui si consiglia di usare etichette con nomi sensati e non numeriche.

    in risposta a: Rimozione hyperlinks #93168
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    dario.turchi” post=92803

    Non ti piace il colore blu (basta nascondere i link con l’opzione hidelinks di hyperref) o non vuoi proprio che ci siano collegamenti cliccabili nel PDF? Mi sembra strano che togliendo il pacchetto i collegamenti rimangano. Sicuro che la compilazione abbia avuto successo?

    in realtà mi basterebbe togliere il colore, dato che devo stampare il documento. ho provato a togliere il colore ai link ma viene un box rosso attorno. Comunque con quel parametro mi da errore …

    Sarebbe bello sapere quale errore dà. L’opzione [tt]hidelinks[/tt] è stata introdotta pochi anni fa, swe l’errore che ti viene segnalato è che l’opzione non è riconosciuta probabilmente hai una distribuzione vecchia, allora hai due opzione:
    – approfittarne per aggiornare la tua distribuzione
    – se preferisci mantenere la tua distribuzione, c’è una serie di opzioni da passare al pacchetto [tt]hyperref[/tt] che sono equivalenti al solo [tt]hidelinks[/tt]. Al momento non ho modo di recuperarle, se qualcun altro sarà più rapido di me te le potrà fornire a breve, altrimenti lo farò io più tardi.

    in risposta a: Rimozione hyperlinks #93166
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    Non ti piace il colore blu (basta nascondere i link con l’opzione [tt]hidelinks[/tt] di [tt]hyperref[/tt]) o non vuoi proprio che ci siano collegamenti cliccabili nel PDF? Mi sembra strano che togliendo il pacchetto i collegamenti rimangano. Sicuro che la compilazione abbia avuto successo?

    in risposta a: Donazione a Pantieri e Gordini #93118
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    Feynberg” post=92762Non mi stupirei di trovarla pubblicata e venduta ad un giusto prezzo.

    Veramente una vecchia edizione risalente, pare, al 2008 è stata effettivamente pubblicata ed è tuttora acquistabile su alcune librerie online.

    in risposta a: Aggiungere campo a una scheda bibliografica con biblatex #93062
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    OldClaudio” post=92745 @Elrond, non puoi confrontare biblatex con bibtex, tant’è che se usi biblatex puoi anche usare bibtex per creare la bibliografia in formato .bbl.

    Bibtex è un programma esterno,compilato a prtire da un linguaggio che potrebbe essere Pascla come C++ o qualsiasi altra cosa; è un eesguibile, chiamato talvolta anche applicazione. biblatex è un insieme di macro scritto in linguaggio TeX/LaTeX, che serve a tante cose, ma essenzialmente serve per eliminare i file .bst che servono a bibtex per formare i file .bbl secondo vari stili.

    Puoi dirmi che ho usato impropriamente il termine “bibtex”, ma chiaramente non mi riferivo al programma eseguibile [tt]bibtex[/tt] ma agli stili bibliografici che si usano solo con [tt]bibtex[/tt] (niente [tt]biblatex[/tt] qui). I file degli stili con estensione [tt].bst[/tt] si trovano sotto la cartella [tt]texmf-dist/bibtex/bst[/tt], non ho trovato un termine migliore per indicarli collettivamente.

    OldClaudio” post=92745In realtà creare nuovi stili er l’uso con bibtex, nuovi file .bst, non è una cosa tremendamente difficile, basta usare un sorgente tex si chiama makebst.tex (/usr/local/texlive/2013/texmf-dist/tex/latex/custom-bib/makebst.tex); è un file interattivo che ti fa un mucchio di domande a cui devi dare risposte scelte in una rosa di risposte possibili, e quando hai finito ti produce il file .bst conforme alle risposte che hai dato. La difficoltà consiste nel fatto che la domande sono un po’ criptiche e non sono indipendenti l’una dall’altra, per cui non puoi tornare indiero se dopo ti accorgi di avere dato al risposta sbagliata ad una domanda precedente. Mettere le mani direttamente su file .bst è difficilissimo, perché sono scritti in un linguaggio con notazione polacca non documentato da nessuna parte (io per lo meno non ho trovato nessuna documentazione); inoltre hanno funzionalità limitate.

    Sono a conoscenza della possibilità di creare un nuovo stile con
    `tex makebst`
    ed è proprio a questo che mi riferivo: non mi sembra il massimo della flessibilità, se vuoi uscire da quel tracciato devi per forza mettere mano al file di stile generato e hai riconosciuto la difficoltà della sua sintassi. Se vuoi solo apportare delle piccole modifiche a uno stile preesistente mi risulta (ma non avendo mai approfondito la questione potrei sbagliarmi e mi piacerebbe essere corretto) che devi di nuovo mettere mano all’intero codice di quello stile ([tt]biblatex[/tt] invece permette con delle relativamente semplici istruzioni all’interno del sorgente stesso del documento di modificare il comportamento) e poiché la LPPL non permette di distribuire una versione modificata di un pacchetto di cui non si è il manutentore (non semplicemente di modificare il file come spesso viene sbrigativamente, ma sensatamente, detto), la cosa più conveniente da fare è creare una copia del file di stile originario e cambiare poche delle complessive 1000+ righe di codice, come è stato fatto per tradurre in italiano lo stile natbib. È per tutti questi motivi che ho detto che con [tt]biblatex[/tt] è più facile personalizzare uno stile bibliografico rispetto a [tt]bibtex[/tt], il confronto mi sembra ci stia tutto.

    in risposta a: Aggiungere campo a una scheda bibliografica con biblatex #93060
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    samiel” post=92743Passaggio 2
    I driver sono quelli di estensione bbx per i vari formati della bibliografia?
    Devo dunque modificare tutti quelli in cui appare “volume”?
    Non posso a questo punto inserire del codice nel singolo file .tex col mio testo:
    devo creare file personalizzati da collocare nel mio albero personale di tex?

    No, i driver non sono dei file, sono i tipi di elementi della bibliografia (article, book, collection, ecc.) che definisci con [tt]\DeclareBibliographyDriver[/tt]. Li puoi (ri)definire nel sorgente del tuo documento

    samiel” post=92743Passaggio 3
    Le macro sono quelle contenute nel file blx-dm.def?
    Anche in questo caso, le patch dovrei applicarle a una versione personale?

    Le macro sono i “pezzetti” che costituiscono la citazione, guarda la definizione di un driver per capire. Anche questi possono essere ridefiniti nel tuo sorgente.

    Questa almeno è la mia comprensione del funzionamento di biblatex 🙂

    samiel” post=92743quanto lavoro… mi verrebbe voglia di inoltrare una supplica ai programmatori
    perché aggiungano anche il campo “tome”, che in fondo mi pare risponda
    a uno scenario non poi così inusuale per chi lavora coi libri…
    m

    Se vuoi provarci: https://github.com/plk/biblatex/issues/new Comunque mi sembra di capire che biblatex sia moo…oolto più facile da personalizzare rispetto a bibtex, non puoi lamentarti troppo 😉

    in risposta a: Pagina delle note #93037
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    skevin93″ post=92720Ti darò il mio parere personale (per quel che conta :D, dato che non sono un esperto tipografico): trovo molto scomodo mettere le note lontano dal punto dove sono richiamate, sei forzato a fare avanti e indietro nel testo e perdi facilmente il senso del discorso.

    Per non parlare di quando tutte le note stanno sul secondo tomo del libro (mi è successo davvero, con Guerra e Pace), ti devi necessariamente portare entrambi i mattoni appresso. Per quanto può valere, concordo con il parere di skevin93.

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    ivan” post=92692Il codice sopra non serve a nulla se prima non definisci il nuovo campo. Siccome il campo tome non esiste, l’unico modo è di usare il campo usera e rimapparlo su tome usando \DeclareSourcemap. A quel punto la macro sopra funziona, se al posto di tome scrivi usera.
    La cosa è più facile a farsi che a dirsi. Domani, se vuoi, ti mando il codice.

    Non è praticamente quello descritto nel filone linkato da samiel?

    in risposta a: Tastiere virtuali per altre lingue #92925
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    illinguista1972″ post=92558TeXShop, TeXworks hanno pochi pulsanti, ma buoni 🙂

    Se l’avere pochi pulsanti è un punto a favore, allora Emacs è l’editor migliore di tutti senza partita, dato che la maggior parte degli utenti non usa proprio la barra degli strumenti 😀 https://www.gnu.org/software/auctex/screenshots.html (5 screenshot su 6 non hanno la barra degli strumenti)

    in risposta a: Tastiere virtuali per altre lingue #92922
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    ivan” post=92553In ogni caso, anche cambiando il layout serve un visualizzatore su monitor (tipo “visore tastiera” su Mac).
    Altrimenti come faccio a sapere che, poniamo con la tastiera ebraica, premendo l a t e x mi esce ךשאקס ?

    Se è un layout che usi frequentemente, con l’abitudine può darsi che non sia necessario tenere sullo schermo il layout, te lo impari a memoria. Immagino che molti di noi ormai non guardino più la tastiera mentre scrivono, dopo anni passati a scrivere sorgenti LaTeX 🙂

    Riguardo ai metodi di inserimento di Emacs, Doc in questa discussione (vedi anche la pagina seguente) spiegava di scrivere spesso in greco e usare un particolare metodo di inserimento, suppongo (ma non ne ho la certezza, bisognerebbe chiedere a lui) che sia abbastanza fluente da non aver quasi bisogno di guardare la tastiera usandola. Se proprio si vuole guardare la tastiera in Emacs, basta dividere il frame in due e mostrare nella seconda window il layout del metodo di inserimento usato.

    in risposta a: Tastiere virtuali per altre lingue #92920
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    Perché usare una tastiera virtuale quando si può direttamente cambiare il layout della tastiera? Che poi mi sembra sia quello che ha illustrato samiel per KDE (@samiel: o ti riferisci comunque alla tastiera virtuale?). A me sembra più comodo, non richiede l’uso del mouse. Inutile aggiungere che editor intelligenti, come Emacs, sono in grado di gestire il metodo di inserimento indipendentemente da quello del sistema operativo.

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