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Doc” post=93752
Non proprio Unity direttamente, ma il login manager LightDM influenza un passaggio dell’installazione: http://www.guitex.org/home/it/forum/5-tex-e-latex/74049-tex-live-2012?limit=15&start=75#82084
Credo che questa impostazione valga solo per Debian. Ricordo un litigio tra un utente e il manutentore Debian di LightDM, che si rifiutò di patchare il pacchetto in modo che leggesse il file .profile, come su Ubuntu.
Veramente ho avuto lo stesso problema anche su un computer con Ubuntu (però non ricordo la versione e credo fosse una delle prime con LightDM) e ho risolto proprio cambiando il PATH in .xsessionrc
::robitex” post=93744Non credo che Unity influenzi la procedura d’installazione di TeX Live, né in modo diretto da CTAn né dai repository con apt-get.
Ti consiglio di non rimuovere Unity, ciò comporta infatti qualche problema data l’integrazione della shell di Canonical.
Piuttosto installa il pacchetto gnome-session-fallback. All’avvio potrai scegliere Gnome classic e così potrai scordarti Unity.
R.Non proprio Unity direttamente, ma il login manager LightDM influenza un passaggio dell’installazione: http://www.guitex.org/home/it/forum/5-tex-e-latex/74049-tex-live-2012?limit=15&start=75#82084
Doc” post=82084Perfetto! Hai, come pensavo, LightDM. Ti risparmio i motivi per cui la procedura di Enrico non va bene (su Debian) e ti indico subito quello che devi fare, copiando dai miei appunti:
`mousepad ~/.xsessionrc`
ed aggiungere in fondo
`# To use with LightDM, because this doensn't source .profile
export PATH=/opt/texbin:${PATH}`
Quindi, diamo uno dei seguenti comani, a seconda se il nostro sistema è a 32 o a 64 bit:
`sudo ln -s /usr/local/texlive/2012/bin/i386-linux /opt/texbin
sudo ln -s /usr/local/texlive/2012/bin/x86_64-linux /opt/texbin`
Effettuare un logout. A questo punto, se il comando
`which tex`
dà come risposta
`/opt/texbin/tex`
siamo a cavallo.::Bistek” post=93522Non ho dubbi sia un documento creato con LaTeXindici.
Cosa ti dà tutta questa convinzione? Nelle proprietà del PDF leggo che il creatore è Adobe PageMaker 6.5. Certo, potrebbe essere che questo programma sia stato usato per postprocessare un documento LaTeX, ma…
Edit: aggiungo che non tutti i font sono incorporati, non una cosa da LaTeX.
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Soluzione riportata qui http://tex.stackexchange.com/a/10686/31416 (e comunque ho l’impressione sia già stata chiesta altre volte anche in questo forum), aggiungi nel preambolo, dopo aver caricato biblatex,
`\renewbibmacro{in:}{}`Edit: benvenuta!
::Jart2276″ post=93337È da qualche ora che vedo comparire post in cui si dice che – a quanto pare – un 14enne geekissimo americano ha scoperto che usando il Garamond si risparmierebbero un sacco di soldi.
Che dite?
Sarebbe possibile creare una distro TeX che usa il Garamond come font pre-definito?
CiaoMah, ho letto la notizia qualche giorno fa ma mi sembra un po’ tanto gonfiata solo per raccontare la bella storiella di un bambino che scopre l’acqua calda. È abbastanza ovvio che non tutti i font hanno un’uguale copertura della pagina. Il pacchetto LaTeX [tt]kpfonts[/tt] ha l’opzione [tt]light[/tt] per usare un carattere che occupa, in media, il 20% in meno del carattere “normale”, quindi come vedi chi usa LaTeX ha l’occasione di sapere già queste cose senza bisogno di tirare in mezzo storielle strappalacrime. (D’altra parte [tt]kpfonts[/tt] è più largo di Latin Modern, quindi anche se un testo composto con la versione [tt]light[/tt] di [tt]kpfonts[/tt] occupa meno “carta”, può essere distribuito su un numero maggiore di pagine rispetto a un uguale documento composto con Latin Modern.)
Tra l’altro sull’articolo che ho letto si approfitta per fare uno spottone al software proprietario e a pagamento (104.95 euro per la licenza PRO) per il calcolo dell’occupazione dell’inchiostro sulla pagina, cosa che fa tranquillamente anche Ghostscript (software libero e gratuito). Curiosità: se andate sul sito di quel software proprietario c’è scritto che bisogna installare Ghostscript per calcolare l’occupazione dell’inchiostro su un documento PDF, quindi ho dei seri dubbi sulle effettive capacità informatiche di questo bambino
::OldClaudio” post=93249Steve Jobs che ha inventato il mouse.
::ivan” post=93184Buono a sapersi. rimane però il fatto che è impensabile consigliare Emacs all’utente medio.
Beh, si sta provando ad abbassare la soglia di difficoltà iniziale, addirittura dalla prossima versione il formato di output predefinito sarà il PDF, finora è il DVI 😀
ivan” post=93184Io, però, non sono molto favorevole alle linee magiche,
come soluzione generale. Sarebbe molto meglio che ci fosse
un solo compilatore
una sola codifica
un solo motore bibliograficoUn pensiero (think…) unico insomma 🙂
ivan” post=93184Comunque, aver reso i tre editor di cui parliamo compatibili rispetto alle righe magiche
è un gran passo in avanti.Certo, però non mi sarebbe dispiaciuto se si fossero adattati al primo editor che ha introdotto qualcosa di analogo alle righe magiche (non dico qual è perché penso sia abbastanza ovvio)
::ivan” post=93178In ogni caso grazie della segnalazione. Questo cambierà la vita a molti utenti,
soprattutto quelli che usano i template preimpostati, che non dovranno più configurare l’editor
per far girare biber.Pensa, AUCTeX dalla prossima versione guarderà le opzioni di caricamento del pacchetto [tt]biblatex[/tt] per sapere quale backend usare. Quindi niente di niente da fare per l’utente 🙂
Comunque qui http://tex.stackexchange.com/q/154751/31416 c’è una raccolta delle istruzioni per impostare biber o biblatex con i principali editor
::illinguista1972″ post=93173Vi risulta che tra le righe magiche di TeXShop (io sul mio computer ho la versione 2.* e non la 3.*) e di TeXworks ci sia quella relativa al motore bibliografico? Oppure io non ho capito bene quello che ho riportato sopra.
http://pages.uoregon.edu/koch/texshop/version.html
Version 3.21 has the following changes:
[…]
The next feature was requested by Alan Munn about a year ago. Apologies for the delay. In the meantime, Mark Everitt wrote an ingenious script to provide this feature. The feature provided by that script is now built into TeXShop.
The command BibTeX in the TeXShop typeset menu runs BibTeX; notice that this command has a keyboard shortcut. In Japan, a different program is used instead, so Yusuke Terada provided an item in TeXShop Preferences under the Engine tab to select the program to be run when this menu item is selected. Examples are bibtex, biber, pbibtex, etc. The Preferences item can also be used to add flags to the command.
In TeXShop 3.21, the BibTeX engine can be selected on a file-by-file basis using the syntax
`% !BIB TS-program = `
The alternate syntax
`% !BIB program = `
will also be accepted. The item after the equal sign gives the name of the program (for instance “biber”) and any required flags. This line should be written within the first twenty lines of a source file.The “% !BIB TS-program = ” line takes precedence. If it is absent, the Preference item determines which command is run.
::robitex” post=93166Poichè il punteggio assegnato ai due lavori è risultato perfettamente identico, i vincitori sono Elrond e Marchetto a pari merito, il primo per aver sottolineato le possibilità offerte da TikZ nel lavoro di illustrazione ed il secondo per aver scelto un codice semplice ma espressivo delle potenzialità sintattiche del pacchetto
Grazie, ma sinceramente dopo aver visto l’altro contributo mi sarei aspettato un risultato diverso, davanti alla ricorsione c’è poco da competere. 😳 Complimenti marchetto!
::OldClaudio” post=93130Io non mi stanco dei Latin Modern
Personalmente ho avuto lo stesso problema di Tommaso: dopo aver visto decine e decine di documenti composti con Computer/Latin Modern mi sono un po’ stancato. Non perché non sia bello il carattere, ma solo perché dopo un po’ tutti i documenti mi sembravano uguali.
OldClaudio” post=93130(per le presentazioni io uso i miei LXfonts, completi nel senso che la cllezione comrende anche il greco, ma sono Type 1 e quindi non hanno tutta l’elasticità degli opentype).
Font che è davvero bello! Non so se ti ho mai ringraziato pubblicamente, comunque apprezzo molto la distinzione fra le lettere simili ([tt]l[/tt] e [tt]I[/tt] maiuscola, ecc…) che in una presentazione da vedere da lontano è estremamente utile.
::poncelet” post=93135Purtroppo non ho molto tempo per fare tentativi (e un po’ ne ho già fatti). Devo inserire un semplice disegno (allego il file) in un documento, solo che la figura si prende un sacco di spazio pur avendo dimensioni minime. Non so come fare ad evitare tutto quello spazio sopra e sotto la figura. Il codice è questo:
`\[
\includegraphics[scale=0.60]{triangolo}
\]
`Perché invece di andare a tentoni non dai una lettura a una guida decente? Basta che ti leggi la sezione sull’inserimento delle figure e capirai perché non ottieni il risultato sperato 🙂
::illinguista1972″ post=93116Vi chiedo lumi sulla questione, in termini molto pratici: CM (o Latin Modern) a parte, che vanno sempre benissimo, conoscete pacchetti che ridisegnano tutte le famiglie matematiche e che si accoppiano in modo equilibrato con font testuali diversi dal CM? Mi servirebbero anche i comandi e le opzioni relative.
Kpfonts, è molto completo e personalmente mi piace davvero tanto
19 Marzo 2014 alle 22:10 in risposta a: È possibile esportare le preferenze di Texwork e/o Jabref? #93421 -
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