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  • in risposta a: pdfcrop : input multipli #83089
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    DirkPitt” post=82426Lo script pdfcrop ha una sintassi particolare per accettare più di un file in ingresso, o non lo consente per niente?

    La seconda. La sintassi è (copio dall’help del programma)
    `Syntax: pdfcrop [options] [output file]`
    Accetta come argomenti il file di input e l’eventuale file di output (se non c’è lo decide automaticamente). Se vuoi farlo agire su più file devi farti uno scriptino, che sistema operativo usi?

    DirkPitt” post=82426Altra cosa, direttamente legata: il codice non è open source? non me lo trovo nella distro.

    Pdfcrop è uno script Perl

    in risposta a: Gli allegati #83002
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    Confermo il problema. Su altri siti riesco a caricare file da Firefox senza problemi

    in risposta a: Introduzione a Arara #82866
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    robitex” post=82302È più semplice che non make.

    Che sia più semplice di make non è in discussione, ma make permette di fare anche molto altro. Per esempio alcuni sviluppatori di pacchetti LaTeX (due a caso: Martin Scharrer e Joseph Wright) usano Makefile per per compilare creare l’archivio zip da inviare su CTAN, o compilare la documentazione e generare il .sty a partire dal .dtx, oltre a cancellare i file temporanei prodotti durante la compilazione. Inoltre arara non mi sembra che controlli se l’obiettivo è già aggiornato oppure se c’è bisogno di ricrearlo. Mi capita spesso di riprendere un grosso documento (intendo che richiede relativamente molto tempo per la compilazione completa, circa un minuto o poco meno) dopo qualche giorno dall’ultima modifica e non ricordo se il PDF presente nell’area di lavoro è aggiornato o meno. Eseguo make e mi passa il dubbio (anche latexmk fa un controllo simile), con arara dovrei comunque aspettare la completa compilazione del PDF, anche se fosse già aggiornato.

    Secondo me il più grande punto di forza di arara rispetto a make è il fatto che scrivi le regole una sola volta (se anche hai bisogno di scriverne una non già presente) e dopo di ciò vivi felice per sempre, invece il Makefile devi sempre riscrivertelo tutto per intero (ovviamente non molta gente se lo riscrive seriamente per intero ma ricicla quelli già fatti). Da questo punto di vista si potrebbe dire i Makefile sono più adatti a chi è propenso a “sporcarsi le mani”. Comunque la sintassi delle regole di make non mi sembra molto più complessa delle regole di arara, anzi. Se uno non vuole il controllo sui prerequisiti (come arara) non deve far altro che non inserire nessun prerequisito.

    Condivido la perplessità sulla scelta del linguaggio.

    in risposta a: codice dos/batch con lstlisting #82763
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    È spiegato nel manuale di listings

    in risposta a: [Guida] Introduzione a Make per compilare documenti LaTeX #81479
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    Liverpool” post=82063

    Precisamente, ti riferisci a questo: http://www.guitex.org/home/it/forum/5-tex-e-latex/81063-risolto-compilazione-pgfmanual-mi-mancano-alcune-sezioni#81086 ?

    Sì. Non so come hai fatto a riportare il link, perché io non ci sono riuscito.

    Il link è riportato nel numero in alto a destra a ogni messaggio 😉

    Liverpool” post=82063Nella versione originale al posto del punto e virgola c’erano i due punti, ma non riuscivo a farlo funzionare. Una ricerca in rete mi ha permesso di capire che il problema erano i due punti su sistema DOS (vale solo per la lista delle directory, tutto il resto va bene con i due punti).

    Ciao

    Ho risolto il mistero, è spiegato nel manuale di Emacs (è l’unico sito che ho trovato che spiega per bene il motivo, e si tratta di un programma che vorrebbe avere poco a che fare con Windows): http://www.gnu.org/software/emacs/manual/html_node/emacs/General-Variables.html#fn-1 I due punti, nell’illuminata lungimiranza del creatore del filesystem di DOS e poi Windows, sono riservati ai nomi del delle radici A:, B:, C:, ecc., probabilmente per questo motivo i due punti danno fastidio in quell’elenco.

    Visto che quello che hai incontrato tu è un caso molto particolare non considerato nella guida, probabilmente aggiungerò solo una breve nota per segnalare che la sintassi può differire in Windows.

    in risposta a: [Guida] Introduzione a Make per compilare documenti LaTeX #81477
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    Liverpool” post=82059Come per la guida tematica alla riga di comando, andrebbe dichiarato che il simbolo del dollaro sui sistemi DOS equivale al simbolo del maggiore, altrimenti un utente Windows, leggendo la guida, penserà di dover scrivere da riga di comando [tt]$ make[/tt].

    Prendo nota, darò un’occhiata a questo rilievo 🙂 Grazie!

    Liverpool” post=82059Faccio notare anche, perché ci ho sbattuto la testa personalmente, che non sempre la notazione per sistemi DOS equivale a quella per sistemi UNIX, come mostro in questa discussione, in particolare nell’intervento 81086, relativamente al punto e virgola.

    Precisamente, ti riferisci a questo: http://www.guitex.org/home/it/forum/5-tex-e-latex/81063-risolto-compilazione-pgfmanual-mi-mancano-alcune-sezioni#81086 ?

    in risposta a: Aggiornata la Guida GuIT #76112
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    robitex” post=81952

    [quote=”robitex” post=81946]Sul vecchio sito esistevano i sorgenti ma erano accessibili solo dai soci che dovevano loggarsi nell’area riservata.

    Non doveva funzionare tanto bene questa area riservata visto che i sorgenti erano accessibili a tutti 😀
    In questo messaggio OldClaudio aveva detto di essere disponibile a pubblicare i sorgenti, adesso credo di aver capito perché non è stato fatto

    Vorresti spiegarti meglio?
    Non ho capito quel che intendi.
    R.[/quote]
    http://www.guit.sssup.it/download/ Nella sezione “I manuali e le traduzioni di GuIT” c’è ill ink http://www.guit.sssup.it/downloads/GuidaGuIT-A4-0.97.zip ma non c’è alcuna richiesta di accesso all’area riservata. La frase «adesso credo di aver capito perché non è stato fatto» si riferisce al fatto che, come hai spiegato prima, su questo nuovo sito non è presente un’area riservata, avevo dedotto che i sorgenti non sono stati caricati per questo motivo

    in risposta a: Aggiornata la Guida GuIT #76109
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    robitex” post=81946Sul vecchio sito esistevano i sorgenti ma erano accessibili solo dai soci che dovevano loggarsi nell’area riservata.

    Non doveva funzionare tanto bene questa area riservata visto che i sorgenti erano accessibili a tutti 😀
    In questo messaggio OldClaudio aveva detto di essere disponibile a pubblicare i sorgenti, adesso credo di aver capito perché non è stato fatto

    in risposta a: Aggiornata la Guida GuIT #76107
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    Sul vecchio sito guit.sssup.it veniva caricato il sorgente della guida. Da quando il sito si è spostato in questa nuova posizione, non sono più disponibili i sorgenti delle nuove versioni. Si potrebbe creare un apposito repo su Github (magari ripulito da tutti i file binari/ausiliari generati durante la compilazione)? 🙂 Se il problema è solo lo spazio occupato su questo sito il problema sarebbe in questo modo velocemente risolto, però mi rendo conto che si aggiunge il problema che ci vuole qualcuno che si occupi di gestire il repo

    in risposta a: Inserire formule nel forum con Mathjax… #77549
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    ansys” post=81883Riprendo questo topic perché ho una richiesta da fare: togliere questo Mathjax di cui non sono mai stato sostenitore.

    Stavo facendo una ricerca nel forum e mi sono imbattuto in questo filone: http://www.guitex.org/home/it/forum/6-altri-programmi/50356-emacsauctex#53483 . Date voi un giudizio sugli effetti di MathJax.

    MathJax produce effetti — secondo me — devastanti (anche dove non è minimamente richiesto), a sfavore di una lettura e comprensione pulita dei messaggi.

    Invito, pertanto, a prendere in considerazione l’idea di toglierlo.

    Grazie,
    Orlando

    Sicuramente lì il messaggio diventa illeggibile, però usando il tag [tt]code[/tt] si risolverebbe tutto. Quello che più mi dà fastidio è il riconoscimento automatico degli ambienti tramite [tt]\begin[/tt] ed [tt]\end[/tt] (fuori dal tag [tt]code[/tt]), negli altri casi mi dispiace di meno

    in risposta a: come inserire codice Android #82388
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    Con l’impostazione [tt]language[/tt] in [tt]lstset[/tt] definisci il linguaggio predefinito, se in un codice vuoi utilizzare un linguaggio diverso devi specificarlo nelle opzioni dell’ambiente [tt]lstlistings[/tt] nello stesso modo:
    `\begin{lstlistings}[language=LINGUAGGIO]
    codice….
    \end{lstlistings}`

    Edit: leggendo un altro filone ho appena notato che forse avevi già trovato la risposta

    in risposta a: come inserire codice Android #82386
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    Con l’opzione [tt]language[/tt] puoi impostare il linguaggio di programmazione (Java è conosciuto), con l’opzione [tt]keywordstyle[/tt] puoi impostare lo stile delle parole chiave, con l’opzione [tt]morekeywords[/tt] puoi aggiungere altre parole chiave se quelle predefinite non sono sufficienti. Consulta il manuale (comando [tt]texdoc listings[/tt] in un terminale) e avrai tutte le risposte che cerchi

    in risposta a: andare a capo #82384
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    dearick” post=81705Quindi per quale motivo se digito:

    `
    \noindent\url{http://developer.android.com/sdk/}
    `

    a video il colore è rosa?

    Riccardo

    Perché è un url, non un link:
    `\hypersetup{colorlinks,urlcolor=MidnightBlue}`
    Non è difficile consultare il manuale per trovare la risposta da sé: http://www.tug.org/applications/hyperref/manual.html#x1-90003.5

    in risposta a: Difficoltà con tikzmark #82229
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    Alla fine ho risolto… senza [tt]\tikzmark[/tt] 😀 Ho usato semplicemente la libreria [tt]matrix[/tt], però ho avuto bisogno di rubare del codice dalla risposta di Andrew Stacey alla domanda Obstacles to simulating an amsmath matrix by a TiKZ matrix of math nodes su TeX Stack Exchange. In questo modo sono riuscito a rendere “piacevole” l’aspetto della matrice. Ottengo un triplice vantaggio: codice decisamente più semplice (niente posizioni definite con la sintassi partway), non c’è bisogno di aggiungere spazi bianchi manualmente, per esempio con [tt]\bigskip[/tt], è sufficiente compilare una sola volta 😀

    Ecco il codice per chi fosse interessato:
    `\documentclass[fleqn]{article}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage{kpfonts}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage{lipsum,tikz}
    \usetikzlibrary{calc,matrix}

    \tikzset{
    ams/.style={
    baseline=-.7ex,
    every left delimiter/.style={xshift=2pt},
    every right delimiter/.style={xshift=-2pt},
    every node/.style={inner sep=0pt},
    },
    ams matrix/.style={
    inner sep=1pt,
    column sep=1.5ex,
    row sep=2\arraycolsep,
    matrix of math nodes,
    },
    pmatrix/.style={
    ams,
    every matrix/.style={
    ams matrix,
    left delimiter={(},
    right delimiter={)},
    }
    }
    }

    \begin{document}

    \lipsum[3]
    \begin{equation}
    \begin{tikzpicture}[pmatrix]
    \matrix (t)
    {
    T_{00} & T_{01} & T_{02} & T_{03} \\
    T_{10} & T_{11} & T_{12} & T_{13} \\
    T_{20} & T_{21} & T_{22} & T_{23} \\
    T_{30} & T_{31} & T_{32} & T_{33} \\
    } ;

    % evidenzio tensore degli sforzi e flusso di impulso
    \draw
    (t-2-2.north west) —
    (t-4-2.south west) —
    (t-4-4.south east) —
    (t-2-4.north east) — cycle;

    % evidenzio pressione
    \draw[fill,color=green,opacity=0.3]
    (t-2-2.north west) —
    (t-2-2.south west) —
    (t-4-4.south west) —
    (t-4-4.south east) —
    (t-4-4.north east) —
    (t-2-2.north east) — cycle;

    % evidenzio densità di energia
    \draw
    (t-1-1.north west) —
    (t-1-1.south west) —
    (t-1-1.south east) —
    (t-1-1.north east) — cycle;

    % evidenzio densità di impulso
    \draw
    (t-2-1.north west) —
    (t-4-1.south west) —
    (t-4-1.south east) —
    (t-2-1.north east) — cycle;

    % evidenzio flusso di energia
    \draw
    (t-1-2.north west) —
    (t-1-2.south west) —
    (t-1-4.south east) —
    (t-1-4.north east) — cycle;

    \begin{scope}[font=\small]
    \draw (t-1-3.north) — ++(0,20pt)
    node[align=center,fill=white] {flusso di \\ energia};

    \draw (t-1-1.north) — ++(0,20pt)
    node[align=center,fill=white] {densità di \\ energia};

    \draw (t-4-1.south) — ++(0,-25pt)
    node[align=center,fill=white] {densità di \\ quantità \\ di moto};

    \draw (t-4-4.east) — ++(35pt,0)
    node[align=center,fill=white] {pressione};

    \draw ($(t-2-4.east) – (.5pt,0)$) — ++(35pt,0)
    node[align=center,fill=white] {stress};

    \draw (t-4-3.south) — ++(0,-25pt)
    node[align=center,fill=white] {flusso di \\ quantità \\ di moto};
    \end{scope}
    \end{tikzpicture}
    \end{equation}
    \lipsum[3]
    \end{document}`

    Sicuramente ho provato a usare [tt]\tikzmark[/tt] in un ambito sbagliato e me ne sono accorto subito, ma è stata l’occasione buona per studiare meglio il suo funzionamento. Grazie 🙂

    in risposta a: Difficoltà con tikzmark #82227
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    cfiandra” post=81552Il problema:

    1) prima di tutto alcuni elementi della matrice devono necessariamente essere inseriti nella maniera “classica” altrimenti la matrice viene completamente schiacciata come se non ci fosse alcun elemento. Per fortuna tutta la terza riga non serve per i riferimenti e ho potuto inserire normalmente gli elementi, senza usare \tikzmark, ma mi piacerebbe capire come realizzare una matrice i cui elementi sono solo macro \tikzmark.

    deriva dal fatto che la macro serve per identificare qualcosa a prescindere da cosa sia questo qualcosa, per cui sarebbe preferibile non inserire contenuti all’interno del nodo. Facendolo, si è obbligati ad usare un workaround come [tt]\tikzmark{label}{$formula$}[/tt] che poi è proprio la ragione per cui la matrice rimane schiacciata perché suppongo che la definizione di [tt]pmatrix[/tt], ma delle matrici in generale, usi metodi interni per calcolare le dimensioni, cosa che inserendo un nodo di TikZ fa sballare. Invece, con la definizione “tradizionale”: `\newcommand{\tikzmark}[1]{
    \tikz[baseline=-\the\dimexpr\fontdimen22\textfont2\relax,remember picture,overlay]\node (#1) {};
    }
    ` è perfettamente possibile scrivere: `
    \begin{equation}
    \begin{pmatrix}
    \tikzmark{00}T_{00} & \tikzmark{01}T_{01} & \tikzmark{02}T_{02} & \tikzmark{03}T_{03} \\
    \tikzmark{10}T_{10} & \tikzmark{11}T_{11} & T_{12} & \tikzmark{13}T_{13} \\
    T_{20} & T_{21} & T_{22} & T_{23} \\
    \tikzmark{30}T_{30} & \tikzmark{31}T_{31} & \tikzmark{32}T_{32} & \tikzmark{33}T_{33} \\
    \end{pmatrix}
    \end{equation}
    ` e la matrice risultante non avrà nessun effetto particolare. Chiaramente cosi facendo, ricompilando immediatamente il documento, si ha come side effect che colore di sfondo ed annotazioni non sono più centrate: il motivo è che ora il nodo non ha dimensione, mentre prima ne aveva una ben definita: quella del contentuto. In effetti, la definizione: `\newcommand{\tikzmark}[2]{
    \tikz[baseline=-\the\dimexpr\fontdimen22\textfont2\relax,remember picture,overlay]\node (#1) {#2};
    }` e l’uso: `\tikzmark{31}{$T_{31}$}` era esattamente la stessa cosa di:`
    \tikz\node(31){$T_{31}$};
    ` Porta a concludere, quindi, che questa definizione di tikzmark macro non va bene.

    Avevo dimenticato di spiegare perché ho cambiato la definizione di [tt]\tikzmark[/tt]:
    `\newcommand{\tikzmark}[2]{
    \tikz[baseline=-\the\dimexpr\fontdimen22\textfont2\relax,remember picture,overlay]\node (#1) {#2};
    }

    \newcommand{\realtikzmark}[1]{
    \tikz[baseline=-\the\dimexpr\fontdimen22\textfont2\relax,remember picture,overlay]\node (#1) {};
    }

    \tikzmark{uno}{A} \realtikzmark{due}A
    \begin{tikzpicture}[overlay,remember picture]
    \draw[red] (uno.north west) — (uno.south west) — (uno.south east) —
    (uno.north east) — cycle;
    \draw[blue] (due.north west) — (due.south west) — (due.south east) —
    (due.north east) — cycle;
    \end{tikzpicture}`Con la mia definizione le ancore sono corrette attorno al contenuto del nodo (anche se comunque ho dovuto fare degli adattamenti), con la definizione tradizionale di [tt]\tikzmark[/tt] direi proprio di no (e senza la famosa baseline di egreg9 sarebbe ancora peggio).

    edit: ti riferivi a questo con la frase «si ha come side effect che colore di sfondo ed annotazioni non sono più centrate»?

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