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Tempo fa avevo chiesto una cosa simile. Chiedevo se fosse possibile fare
in modo che con il normale underscore avessi un pedice in corsivo, mentre
con un doppio underscore avessi un pedice in tondo.
Mi rispose Enrico ma ora non riesco a trovare la conversazione, in ogni caso
c’erano degli effetti collaterali, la cosa non era così semplice.Io ho definito due comandi da usarsi così:
`S\rb{V} S\rp{V}`
dove \rb{…} sta per roman subscript e \rp{…} per roman superscript.La definizione è (l’ho copiata da sapthesis, magari sostituisci i providecommand con dei def o simili)
`% roman subscript
\providecommand*{\rb}[1]{\ensuremath{_\mathrm{#1}}}
% roman superscript
\providecommand*{\rp}[1]{\ensuremath{^\mathrm{#1}}}
`
Ciao ciao.
Fra
::ansys” post=68606TexMakerX? Ma quelle righe sono per TeXworks e/o TeXshop 😮 .
Ciao
OrlandoCiao Orlando,
in realtà la nostra amica forse non ha tutti i torti.
Non ricordo esattamente quali, ma TeXstudio (ex TexMakerX), comprende alcune
di quelle direttive. Credo non ci sia scritto nella documentazione di TeXstudio ma
su sourceforge nella sezione feature request se ne parla in più occasioni.Ciao ciao.
Fra
::lorenzo.pantieri” post=68062
I casi in cui ho usato figure* in basso sono tutti casi di pura estetica. Niente
di eccezionale e anzi opinabili. Per esempio quando ci sono due o più oggetti mobili
per pagina, di cui almeno uno è di tipo figure* o table*, averli tutti in cima alla
pagina fa “cozzare” le didascalie tra di loro. Immagina una tabella (table)
nella colonna e una figura sopra di essa larga due colonne (figure*).
Tu mi dirai “metti la tabella in basso”. A volte è possibile, è vero, ma spesso
si vuole che la tabella sia sì fuori testo ma il più vicino possibile a dove la
si cita e discute.Questo affollarsi di oggetti mobili negli articoli scientifici di tipo sperimentale
spesso capita, soprattutto quando l’articolo deve essere al massimo di 3 pagine
e ci devi mettere svariate tabelle e figure!Ciao Francesco, la tua spiegazione è del tutto convincente. Mi pare di averne tenuto conto nella (bozza di) sintesi che ho appena proposto: dimmi pure se c’è qualcosa che cambieresti.
Grazie mille! 🙂
Mi sembra che le linee guida esposte sopra siano perfette!
Quindi niente da dire 🙂Ciao ciao.
Fra
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Ciao Lorenzo,per la numerazione ti ha correttamente risposto Tommaso.
I casi in cui ho usato figure* in basso sono tutti casi di pura estetica. Niente
di eccezionale e anzi opinabili. Per esempio quando ci sono due o più oggetti mobili
per pagina, di cui almeno uno è di tipo figure* o table*, averli tutti in cima alla
pagina fa “cozzare” le didascalie tra di loro. Immagina una tabella (table)
nella colonna e una figura sopra di essa larga due colonne (figure*).
Tu mi dirai “metti la tabella in basso”. A volte è possibile, è vero, ma spesso
si vuole che la tabella sia sì fuori testo ma il più vicino possibile a dove la
si cita e discute.Questo affollarsi di oggetti mobili negli articoli scientifici di tipo sperimentale
spesso capita, soprattutto quando l’articolo deve essere al massimo di 3 pagine
e ci devi mettere svariate tabelle e figure!Ciao ciao.
Fra
::Ancora, Tommaso, mi ha fatto notare che le varianti asterisco degli ambienti per gli oggetti mobili mettono l’oggetto sempre in cima alla pagina: le preferenze di collocazione vengono ignorate. Ecco, questo non è un vero problema, anzi, va benissimo: in un documento su più colonne un oggetto a piena pagina in mezzo renderebbe la pagina meno leggibile.
Però potrebbe essere utile metterle in basso. Per correggere questo “difetto” di LaTeX e
permettere il posizionamento anche in basso (oltre che in alto e in una pagina a parte),
c’è il pacchetto dblfloatfix. A me è servito più di una volta.Ciao ciao.
Fra
::
TexMaker ha l’opzione ignora (almeno nella versione 3.2). Solo che non ce l’ha nel menù contestuale.Devi lanciare “Check spelling selection” o “Check spelling document” facendo
tasto destro in una qualsiasi parte del sorgente. Oppure da Edit -> Check spelling.Nella finestra che comparirà verranno mostrate una alla volta le parole
sconosciute o errate e sulla destra ci sono i bottoni “Ignora” e “Ignora tutto”.Ciao ciao.
Fra
::
Ciao Daniele,nella (secondo me mal fatta) documentazione di fancyhdr, c’è scritto 🙂
`\fancypagestyle{plain}{%
…
…
}`Questo è il modo standard di ridefinire stili già esistenti.
Al posto dei puntini devi ovviamente definire lo stile come più ti piace.
Lo stile plain è usato di default nel frontmatter e nelle prime pagine di ogni capitolo.Ciao ciao.
Fra
::Baduel” post=66391Mi scuso preventivamente in quanto questo messaggio sarebbe indirizzato al solo Francesco Biccari, ma tra le pagine degli utenti non trovo il modo per inviare un PM.
Ad ogni modo ho visto sul suo sito a questo link che ha inserito un template per beamer. Siccome leggevo la scritta Sapienza nell’esempio e siccome lo stesso Biccari ha fatto un template per la tesi in Sapienza mi chiedevo se questo template riprendesse il “rosso sapienza” dell’ateneo.
Ho provato a installare lo stile ma texworks non trova il pacchetto, li ho inseriti negli appositi \tex\latex\beamer\basic\themes\
\ Grazie =)
Ciao Baduel!
Lascia stare quel preambolo! È a dir poco pessimo, senza contare che ho modificato
direttamente dei file di un altro tema invece di creare un nuovo stile apposito. Spesso
uso il mio sito solo come posto dove mettere degli appunti. Niente di più.
Anzi forse a questo punto la tolgo.Per quanto riguarda un tema di Beamer per la Sapienza, che io sappia, purtroppo non esiste. 🙁
Mi sarebbe sempre piaciuto crearlo, ma non ho tempo 🙁
Ciao ciao.
Fra
::
Ahahah non preoccuparti! Non ci guadagno nulla! 😀L’unico motivo per cui te lo dicevo è che è una buona cosa
avere lo stesso stile, per quanto possibile, per tutte le tesi
di una stessa università. Almeno per me.Magari potresti provare a usare classicthesis per la tesi e
generare il frontespizio separatamente con sapthesis.
Poi lo includi con pdfpages oppure lo attacchi alla tua tesi
con uno dei tanti programmini per lavorare sui pdf (PDF
split and merge per esempio).Come ultima cosa, non credo che classicthesis sia
particolarmente adatto a tesi scientifiche. Ma è la mia opinione
personale. Qua sul forum ci sono varie discussioni in proposito! 🙂In bocca al lupo!
Ciao ciao.
Fra
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Ciao Manuel,ti scrivo, non per rispondere direttamente alla tua domanda, ma
per segnalarti che la Sapienza ha un proprio stile per le tesi,
specialmente per il frontespizio.Esiste anche una classe LaTeX fatta appositamente per comporre
le tesi della Sapienza. Si chiama sapthesis. Ovviamente sei libero di
usarla o meno. 🙂Ciao ciao.
Fra
::SoONicK” post=66002Con TexMaker 1.9.9 ho provato a fare revisione testi ma ricevo l’errore: “can’t open the dictionary”.
Che vuol dire?Come dice l’errore, significa che manca il dizionario per il correttore ortografico.
Se apri la cartella dove è installato TexMaker, all’interno troverai la cartella dictionaries
dove ci sono tutti i dizionari per la correzione ortografica. Probabilmente nel tuo
caso non c’è alcun dizionario!
I dizionari sono gli stessi di OpenOffice e li trovi a questo link:
http://wiki.services.openoffice.org/wiki/DictionariesComunque ti consiglio di installare una versione più recente di TeXmaker! sono arrivati alla 3.1 e a fine dicembre esce la
nuova versione!Ciao ciao.
Fra
::ilFuria.AWT” post=65660Logicamente non dico che sia il miglior editor, perché, ad esempio, non c’è (o non trovo) il benedetto comando “Trash Aux Files” di TexShop che tanto mi ha aiutato in passato, però al momento ritengo che sia nettamente superiore a texshop.
`Tools -> Clean`
Ciao ciao.
Fra
15 Novembre 2011 alle 23:39 in risposta a: Gestione della bibliografia in un ambiente di ricerca #66172::mimmo” post=65258Ti segnalo questo link http://en.wikibooks.org/wiki/LaTeX/Collaborative_Writing_of_LaTeX_Documents, ma forse già lo hai visto.
CiaoGrazie mille!
No, non l’avevo letto prima d’ora.Riassumendo la parte che mi interessa, in sostanza gli autori dell’articolo
usano un singolo db BibTeX con tutte le opere e lo modificano collaborativamente
tramite un software per il controllo delle revisioni come SVN. I pdf degli
articoli vengono tenuti solo sul server in una directory apposita ma non
sono sotto controllo revisione.Ciao ciao.
Fra
::SoONicK” post=65189Salve a tutti,
esiste una guida apposita per scrivere pubblicazioni scientifiche (tipo papers) con LaTeX?
Grazie mille
Una guida su come scrivere pubblicazioni scientifiche in senso stresso forse no.
Ma esistono delle classi, con relativa documentazione, come suggerito da Claudio.Io ti posso suggerire due famosissime classi. Elsarticle è una classe per scrivere articoli per le
riviste della Elsevier. RevTeX4-1 è invece una classe per scrivere articoli per le riviste della
American Physical Society e della American Institute of Physics.Ciao ciao.
Fra
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