Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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To include an animation in a presentation, you can use, for example, the package multimedia.sty which
is part of the beamer package. You have to include this package explicitly. Despite being distributed as
part of the beamer distribution, this package is perfectly self-sucient and can be used independently of
beamer.Paragrafo 13.1.1 della guida di Beamer; sembra che il comando sia \movie{testo}{file.avi}, ma non l’ho provato [trovato cercando “media” nel PDF di Beamer, dopo una serie di “immediately”!].
Ciao,
Gus
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Il pacchetto titlesec non è, a mio parere, il massimo della chiarezza e della facilità d’uso.Una classe molto completa, che ti permette questi e altri cambiamenti, è memoir.
Ciao,
Gus
P.S.: Lapo, non sarei così negativo sul pacchetto wordlike. Puoi sempre vederlo come una dimostrazione delle potenzialità di LaTeX, che può produrre anche i risultati di cattivi processori, e non vale il viceversa…
::P.S.: il mio Word le legature le fa automaticamente…
Ho provato ma a me non fa le legature. Che word usi? Che font usi?
Word 2002, i font non ne ho la più pallida idea, ho lasciato tutto di default (uso Word solo occasionalmente) e non saprei dove guardare per saperlo.
Grazie Enrico per la risposta, come sempre risolutiva!Gus
::Ma perché mai farlo?
Immagina di dover scrivere un guida o un qualcosa sulla tipografia e vuoi spiegare cosa sono le legature, e vuoi fare un esempio senza e con. Anch’io m’ero posto il problema di farlo in LaTeX senza importare figure.
Ciao,
g
P.S.: il mio Word le legature le fa automaticamente…
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Se non ricordo male, il pacchetto ntheorem permette di creare indici dei teoremi e delle definizioni personalizzati.
Guarda comunque anche su http://texcatalogue.sarovar.org/bytopic.html.Ciao,
Gus
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Cerca un po’ qui: http://texcatalogue.sarovar.org/bytopic.html#bibconvert e nei dintorni. Non ho capito bene se tex2bib fa quel che chiedi.Ciao,
Gus
::Mi resta la curiosità di capire il perché di questo ostracismo per l’”address”… a me sembra un’info utile, soprattutto per riviste poco conosciute, ma certo ci deve essere qualcosa che mi sfugge… 🙄
LorenzoLe usanze in queste cose spesso non hanno motivazioni logiche. Nell’editoria moderna, per esempio, non vedrei nemmeno la necessità di mettere l’address per il publisher di un libro, che fra l’altro spessissimo è difficile da indicare perchè il publisher stesso ha due o tre sedi principali sparse per il mondo. Diverso il discorso per libri antichi o comunque in cui l’edizione precisa ha una certa importanza.
Per le riviste, comunque, sono univocamente riconosciute dal nome e non mi sembra molto importante dove vengano stampate.Ciao,
Gus
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Benchè il alcuni (vecchi) articoli italiani mi sia sembrato di vederlo, lo standard internazionale (non solo inglese) è sicuramente di ignorare l’address per le riviste.Per come inserirlo lo stesso, non so se sia facile o meno, ma ricordo qualcosa nella documentazione di Bibtex (forse mi sbaglio?).
Gus
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Io credo che i numeri romani siano per definizione maiuscoli, non maiuscoletti nè piccoli. Come al solito, poi, ognuno fa come vuole![OT] me l’ha chiesto un amico tempo fa: sicuri che \textsc{x} e {\small X} non siano la stessa cosa? cioè: Latex ha una serie di caratteri maiuscoletti appositamente disegnata o sono i maiuscoli rimpiccioliti?
Ciao,
Gus
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Ciao Lorenzo,ho provato il tuo stile, che mi sembra funzioni bene e sia molto simile al mio.
Ti dico solo le cose che mi sembra si discostino dalle usanze comuni:
– N. Cognome: so che lo preferisci, ed è chiaro, ma si tende, essendo l’ordine alfabetico, a mettere sempre Cognome, N.; non solo in inglese.
– In @incollection il titolo del libro collettaneo, essendo un libro, deve essere in corsivo e non fra caporali;
– In italiano, normalmente l’editor si segnala con “a cura di” (fra parentesi dopo il nome o senza prima) e non con “curatore”;
– Niente virgola fra Città e Data? (intendo: è una scelta, che va bene, o una dimenticanza?)
– forse per una svista, gli articoli finoscono tutti con virgola invece che punto.
Ciao,
Gus
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Ciao,in effetti, trasformando le formule come immagini (che è l’unico metodo sicuro per mantenerle), se si ingradisce il carattere nel browser le immagini stesse rimangono piccole e risultano sproporzionate. Nella visualizzazione normale, però, almeno su Firefox, mi sembrano buone.
Non so se esista un metodo per forzare le dimensione dell’immagine, che viene generata tramite Ghostscript e ImageMagick (forse un’occhiata alle relative documentazioni?), anche perchè le istruzioni di TeX4ht sono piuttosto stringate (motivo per cui ho scritto la mia breve introduzione che trovi sul GuIT).
Se sono formule semplici, puoi tentare di renderle direttamente in HTML. Purtroppo, non ho altre idee.
Ciao,
Gus
::Capisco. Quindi, ricapitolando -se ho capito bene:
1. per i libri, titolo in corsivo e casa editrice in tondo;
2. per gli articoli, titolo fra virgolette e in tondo -indipendentemente dalla lingua- e rivista in corsivo.Esatto.
Se è così, grazie ai tuoi consigli, a quelli dello Staff in passati thread e al meraviglioso makebst sono riuscito a crearmi uno stile bibliografico personalizzato, che trovo “razionale” e che mi soddisfa.
Postalo, se vuoi.
P.S. Veramente notevole il “tridente” BibTeX + natbib + makebst…
Concordo.
Osservo che nelle pagine del sito di GuIT sulla bibliografia viene esplicitamente menzionato lo stile natbib_ita -che credevo fosse in qualche modo “caldeggiato” dallo Staff- ma che in fin dei conti non è questo gran che…
Anche a mio parere non è il massimo.
Ora, visto che makebst è abbastanza facile, ma non è banale (soprattutto per un neofita), non sarebbe male che qualcuno dello Staff mettesse a disposizione la sua esperienza per creare un paio di stili già belli e pronti, senza le discrasie e i limti di natbib_ita, adatti a tesisti italiani…
Era quello che avevo intenzione di fare, ma senza nessuna pretesa di fornire degli “standard” che, ripeto, nel caso della bibliografia ancor più che in quello della tipogrfia in generale, sostanzialmente non esistono.
Ciao,
Gus
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AutoreRisposte