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Ciao a tutti.
5. Ultimissima cosa: se volessi scrivere un numero barrato con una “/”, come devo fare?
Tommaso
questo lo dovrei sapere!
c’è un pacchetto, che si chiama cancel che introduce (in modo matematico) proprio questa funzione, utile in mate per semplificare numeri
utilzzo:
`
\usepackage{cancel}
%codice vario
$\cancel{a}$
`
dove a è il numero che cuoi barrare
saluti
::[quote]
?Ciao
Enricodicevo: anche se riuscissi in qualche modo (non ho ancora capito come) ad ottenere i numeri di pagina romani in maiuscoletto per la frontmatter non potrei ottenerli nell’indice? Mi par d’aver capito così dal tuo messaggio precedente.
Grazie ciao!I font Latin Modern non possiedono il maiuscoletto nero. Quindi la soluzione è di definire una nuova “modalità di numerazione”; OldClaudio nel suo toptesi ridefinisce \@roman, cosa che a me non piace (per esempio non fa funzionare lipsum). Puoi però rimediare con questo codice nel preambolo:
`\makeatletter
\DeclareRobustCommand*{\simulatedSC}[1]{%
{\check@mathfonts\fontsize\sf@size\f@baselineskip\selectfont#1}}
\newcommand*{\@scroman}[1]{\simulatedSC{\@Roman#1}}
\g@addto@macro\frontmatter{\pagenumbering{scroman}}
\makeatother`
@OldClaudio: ci vuole \check@mathfonts comunque, perché altrimenti \sf@size potrebbe non avere il valore corretto.Ciao
Enrico[/quote]Grazie mille, funziona perfettamente. Non ce l’avrei mai fatta da solo.
Saluti
::Ho provato a mettere, dove avevo il numero di pagina nel piedino
`
\textsc{\thepage}
`
il risultato è però di continuare ad avere numeri romani minuscoliEvidentemente il font che usi non ha il maiuscoletto. Inoltre la “soluzione” non è così buona, perché nell’indice non avrai i numeri in maiuscoletto comunque.
Ciao
EnricoPenso di usare i latin modern, almeno se per usarli non è richiesto altro che
[code]
\usepackage{lmodern}
[code]
quindi non è possibile in sostanza avere in maiuscoletto i numeri di pagina anche nell’indice?
::E forse è così. (Devo ammettere di aver letto la not so short solo una volta da novizio assoluto, mentre l’arte la utilizzo tuttora come testo di riferimento, quindi non ho precisamente idea se l’arte può, oltre che integrare, sostituire completamente l’altra guida)
Le due guide sono sostanzialmente equivalenti: sono guide introduttive a LaTeX, e trattano gli aspetti di base della materia.
Rispetto all’Arte, la Not So Short ha, in più, indicazioni su come scrivere in tedesco, coreano e cirillico (argomenti che non mi pare interessino molto un utente italiano “medio”) e ha un capitolo sul “disegno programmato” (ci sono diversi esempi dell’ambiente picture): anche qui, non mi pare roba particolarmente utile, tanto più che l’utente desideroso di avventurarsi nell’arduo percorso del disegno programmato con LaTeX difficilmente potrà fare a meno della documentazione di pacchetti specializzati come pgfplot.
Rispetto alla Not So Short, l’Arte ha in più un paragrafo sulle tabelle particolarmente ricco, l’appendice sulle norme tipografiche italiane e la galleria degli orrori: inoltre, va da sé, è specificamente pensata per utenti italiani.
In conclusione: le due guide sono sostanzialmente alternative, per un lettore italiano.
Ciao,
L.Quindi la domanda è: Perché sponsorizzare (con un link anche nel forum) la “mica tanto breve” se abbiamo di più, (e di meglio)? Soprattutto dato che la “mica tanto breve” italiana è datata 2000…
::Be’, qualcosa di buono in italiano c’è già. 🙂
Ciao
EnricoDirei qualcosa di “eccellente”.
Però se consideriamo “L’arte” come standard anche per neofiti, allora la (mica tanto) breve diventa inutile.
E forse è così. (Devo ammettere di aver letto la not so short solo una volta da novizio assoluto, mentre l’arte la utilizzo tuttora come testo di riferimento, quindi non ho precisamente idea se l’arte può, oltre che integrare, sostituire completamente l’altra guida)
::Forse mi sbaglio, ma \DeclareMathOperator (con o senza asterisco} non è un comando definito dal pacchetto amsmath? Se è così, come fa il file preamble.tex a funzionare senza caricare amsmath?
E se da qualche parte è caricato amsmath, suppongo che venga caricato anche amssymb, che è vero, non fa parte di LaTeX in senso stretto, ma permette di accedere agli amsfonts, i quali a loro volta sostituiscono i il pacchetto ltexsym, che è ufficialmente considerato obsoleto, valido solo per legacy documents, e dal quale bisognerebbe astenersi.
Siamo inoltre sicuri che sia necessario definire \pdfBorderAttrs{/Border [0 0 0] }; io non l’ho mai usato e non ho mai avuto al cornice attorno ai link, er i quali basta la specificazione di colorlinks.
È vero, lo ammetto: se “La mica tanto breve…” deve essere una traduzione fedele dell’originale e se gli autori dell’originale vogliono mantenersi come detentori del copyright anche per le traduzioni, bisogna usare tutto il loro materiale, corretto o infelice che sia, e aggiungere il/i nome/i dei traduttori agli autori originali.
Peccato però che la guida su LaTeX contenga un certo numero di cosette che nelle guide sostenute dal GuIT sono indicate come “sconvenienti”. Nulla di male, ma sarebbe un cattivo esempio.Il main file non legge solo preamble.tex, ma anche altre cose. Non è precisamente un esempio di buona scrittura LaTeX, se devo dare la mia opinione. Quanto ai “bordi”, credo che la filosofia di Oetiker sia if it ain’t broken, don’t fix it. 🙂
Ciao
EnricoHo provato a scorrere il codice e, in effetti, non mi è sembrato un esempio di leggibilità. Ammetto di non essere un esperto, ma secondo me è meglio includere i singoli capitoli nel file “main” con un po’ di commenti ben piazzati si dovrebbe raggiungere un buon risultato.
Onestamente non so né quanto possa io modificare del loro codice (traduzione a parte), né creare una guida equivalente in italiano.
::
ti ringrazio egreg9 per le spiegazioni. A questo punto mi pare che una semplice traduzione file-per-file del sorgente della guida sia la cosa migliore (o forse l’unica da fare) integrando ovviamente il preambolo con i comandi per l’italianizzazione.
Il vero problema è che tra i sorgenti della guida inglese non c’è il file “preamble.tex” che viene espressamente richiamato da lshort.tex
Il resto… che devo fare? Se dici che ci sono molte differenze, beh, lo tradurrò per intero.
Grazie ancora.
Saluti
::
magari dico la cacchiata… io però risolverei così:
farei nel preambolo
`
\includeonly{%
cap1,%
cap2,%
cap3,%
…%
}
`
Dopodiché nel documento li includi tutti di seguito, stando attento a commentare in includeonly i capitoli che non ti sono utili.
Per quanto riguarda l’indice (nel senso di toc) sono quasi certo che devi compilare tutti i file per avere l’indice completo. Dopo averlo fatto però, penso sia possibile commentarli tutti ed ottenere l’indice e basta.
Non so se c’è un metodo più semplice, magari aspetta il parere degli esperti veri!
saluti
::[quote]
http://www.guit.sssup.it/phpBB2/viewtopic.php?t=9274Ciao
Enricociao, grazie per questa risposta. Da lì capisco come fare esempi ‘incorniciati’. Il problema è aggiungere l’ombra tipica di shadowbox. Se non c’è altro modo proverò smanettando un po’ e rileggendo un paio di manuali.
Dite che val la pena provare a chiedere su comp.text.tex anche?
saluti e grazie
e buon annnoshadowbox ha notevoli limitazioni, prima fra tutte l’impossibilità di spezzare su due pagine. Sono quasi certo che con un uso assennato di mdframed si possa avere anche l’ombra. Non sono però affatto sicuro che userei l’ombreggiatura in un mio lavoro.
Ciao
Enrico[/quote]
In effetti noto che la potenza di mdframed è davvero notevole. e rende l’ombra inutile.
Anzi direi brutta.
Grazie mille ancora
::http://www.guit.sssup.it/phpBB2/viewtopic.php?t=9274
Ciao
Enricociao, grazie per questa risposta. Da lì capisco come fare esempi ‘incorniciati’. Il problema è aggiungere l’ombra tipica di shadowbox. Se non c’è altro modo proverò smanettando un po’ e rileggendo un paio di manuali.
Dite che val la pena provare a chiedere su comp.text.tex anche?
saluti e grazie
e buon annno
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