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AutoreRisposte
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Cerca wrapfig nell’Arte, e vedrai che è un ambiente da usare in casi particolarissimi, o, meglio, da non usare per nulla. Nel tuo caso hai poche possibilità: sposta la sezione in modo che cada al centro della pagina, allunga il testo, o ancora gioca un po’ con gli spazi. Ma ci sono condizioni precise per cui una wrapfig risulta gradevole. Leggi ben 😉Ciao
Tommaso
::ivan” post=70339Attento! Potrebbe essere un virus che impedisce la compilazione,
inviato direttamente da quei luminari d’Europa che vorrebbero eliminare La Commedia dai programmi ministeriali.A parte gli scherzi, se ci sono ancora problemi inviami un file minimo.
Ciao
IvanIl problema è che ora mi ricompare nell’indice generale il numero accanto alla voce. Vorrei una cosa come
Cantica prima Inferno
Canto primo
Canto secondo
Canto terzo
…
Canto trentaquattresimoe invece ho DI NUOVO
Cantica prima Inferno
1 Canto primo
2 Canto secondo
3 Canto terzo
…
34 Canto trentaquattresimoDiamine. Il codice è quello qui sopra.
Ciao
Tommaso
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Esistono ancora le distinzioni tra bella e brutta…Bravo ragazzo, hai fatto benissimo! Chi ha occhi per apprezzare un lavoro ben fatto (e LaTeX di rado fa lavori fatti male, se lo lasci fare) merita tutta la tua stima. E il tuo godimento 😉
Congratulazioni ancora se sei già dottore, e , se non lo sei ancora, serbale per la proclamazione!
Ciao
Tommaso
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Per come la vedo io, alla fine, si potrebbe parlare di XeLaTeX in termini operativi e soltanto per evidenziare la facilità con cui si possono scrivere altri alfabeti direttamente nell’editor.
Un capitoletto, ma è tutto da vedere, sulla scrittura in altri alfabeti. Ovviamente non per accademia, ma in funzione della laurea in lingue e letterature straniere (e i laureandi sono molti, sapete, non ci sono solo quelli di matematica e fisica e ingegneria 😉 ).Quali alfabeti scegliere? I più gettonati qui da noi: cirillico (con varianti o meno), greco moderno, arabo, ebraico. Una specie di prontuario per poter scrivere brani in lingua all’interno di un documento italiano, con PDFLaTeX e con XeLaTeX. Con il greco lo facciamo già vedere nell’appendice sulle lingue antiche. Rimangono fuori le lingue orientali come cinese e giapponese… Ma mi sembrano ossi troppo duri!
Ciao
Tommaso
::ivan” post=70310
Un unico comando di microtype, \lsstyle, potrebbe essere il problema, in una definizione:
`\makeatletter
\newcommand{\cantica}[1]{%
\part{#1}%
\renewcommand{\leftmark}{\@leftmark{\scshape\lsstyle #1}\@empty\@empty}}
\makeatother`Levandolo, infatti, tutto va a posto. In particolare, sto usando suftesi con l’opzione sctitles, e mi sembra che le testatine siano in maiuscoletto spaziato anche senza quel comando. Potrebbe essere di troppo?
Sì 😉
Metti questa riga al suo posto:
` \renewcommand{\leftmark}{\@leftmark{#1}\@empty\@empty}}`e sostituisci tutti gli `\lsstyle` con `\addfontfeature{LetterSpace=6}`
oppure rinomina \lsstyle nel secondo comando. A 6 sostituisci il numero che ti pare.Sto modificando suftesi in modo da avere due spaziature diverse per il maiuscoletto dei titoli e delle testatine.
Mi pento di aver introdotto l’opzione sctitles. Troppe variabili in gioco. La spaziatura del maiuscoletto dipende dal corpo
e dalla gabbia. Impossibile avere una spaziatura che vada bene per tutte le combinazioni previste da suftesi.
Forse la spaziatura attuale che si ottiene con XeLaTeX, nel caso della testatine va aumentata.Ciao
IvanOra non ho più nessun \lsstyle, ma ho altri problemi che fino a poco tempo fa avevo risolto 😉
Ciao
Tommaso
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Giusto per mantenere viva la mia vena logorroica, metto qui sotto nove punti tratti da letture qua e là. Sarebbero punti a favore di XeTeX.1.
Può adoperare senza dover fare acrobazie tutti i font conosciuti dal sistema operativo installato in formato OpenType o TrueType o ATSUI. Si possono usare anche tutti i font normalmente adoperati con LaTeX o PDFLaTeX, dunque anche i Type1.2.
Lavora direttamente con file in codifica Unicode, perciò non bisogna caricare inputenc ma usare editor che gestiscano in modo completo questo formato. Nemmeno fontenc è necessario, ma può essere utile se si ha bisogno di qualche font tradizionale (esempi?).3.
XeTeX contiene tutte le primitive di TeX e ne aggiunge di proprie, dunque è perfettamente compatibile con i formati usuali come PDFLaTeX.4.
XeTeX scrive un file XDV, poi convertito in PDF dal driver xdvipdfmx. Ma a noi non importa nulla, perché alla fine vedremo sempre un PDF.5.
Manca il supporto completo alla microtipografia: per ora funziona solo la protrusione dei caratteri nel margine.6.
Accetta file .pdf, .eps, .png, .jpeg e altri meno importanti.7.
Richiede due pacchetti ad hoc: fontspec e polyglossia, che gestiscono font e lingue in modo molto potente e semplice.8.
Il pacchetto unicode-math permette di usare i font matematici specifici per Unicode, per il momento limitati a STIX (basato su Times New Roman e contenente centinaia di simboli e molti alfabeti completi) e Asana Math (basato su Palatino). Novità: si possono scrivere le formule con i caratteri Unicode, per avere sorgenti più leggibili. Alcuni pacchetti usuali (amssymb, amsfonts e bm) non vanno caricati.9.
Si può scrivere in alfabeti non latini con caratteri Unicode direttamente nel sorgente.Ciao
Tommaso
::OldClaudio” post=70281Lorenzo,
hai esposto i quattro LaTeX in modo tale che mi vengono questi paragoni:Microsoft produce un solo programma di word processing che può essere paragonato all’unica vettura prodotta dalla Smart; piccola, va da per tutto, fa quel che può e quello lo fa bene.
TUG produce quatto vetture: si guidano tutte nello stesso modo con il markup di LaTeX, basta una sola petente, non è necessaria la A, B, C, eccetera; tuttavia ogni vettura ha le sue caratteristiche.
1) pdftex con \pdfoutput=0 e con latex.lts per creare il formato; comunemente noto come LaTeX; vettura popolare, datata, ma che dispone anche della manovella per avviare il motore; le altre vetture hanno solo l’avviamento elettrico; talvolta l’avviamanto a mano può essere utile.
2) pdftex con \pdfoutput=1 e con latex.ltx per creare il formato; comunemente chiamato pdfLaTeX; berlina comoda, per lunghi viaggi, dispone anche dell’aria condizionata e del cambio automatico; va bene per tutti gli usi, ma non accetta facilmente gadget di vario tipo.
3) xetex con latex.ltx per creare il formato; comunemente chiamato XeLaTeX; berlina comoda ma senza aria condizionata e cambio automatico; accetta ogni genere di gadget e talvolta questi gadget la fanno sembrare una vettura particolarmente dotata.
4) luatex con latex.ltx per creare il formato; comunemente chiamato LuaLaTeX; vetture fuoristrada, può affrontare ogni genere di difficoltà ma richiede una esperienza di guida fuori strada che non tutti hanno; per viaggi normali offre il comfort delle altre vetture sue consimili.
Siccome il file per creare il formato è lo stesso, la patente di guida di queste quattro vetture è la stessa; ma sono le interfacce verso l’esterno che possono rendere la guida più o meno comoda; per esempio: LaTeX accetta di incorporare solo le figure eps; le altre tre vetture incorporano tutti i formati; pdfLaTeX da solo non accetta le figure pspicture create con PSTricks, ma se la si dota dell’opportuno portapacchi gestisce anche quelle; XeLaTeX e LuaLaTeX hanno l’accessorio per gestire i font OpenType; se i font Type 1 ti sono sufficienti non vale la pena di avere una vettura superaccessoriata e basta la vettura con AC e cambio automatico; lo stesso si può dire di LuaLaTeX; se non usi l’accessorio dello scripting LUA, non ti serve; se lo usi puoi fare cose straordinarie, ma ci vuole una patente apposta solo per l’accessorio.
Io credo che per l’Arte quei pochi cenni per usare i font OpenType con xelatex al fine di scrivere in greco siano pi`¨che sufficienti; non mi pare di ricordare che ci sia anche un esempio per il cirillico, ma non sarebbe difficile aggiungerci un paragrafetto anche per il cirillico; per i filologi che dovessero usare l’alfabeto glagolitico (proto slavo), magari due righe non guasterebbero e resterebbero in tema con l’appendice sulla scrittura con le lingue classiche/antiche.
Bello il paragone con le macchine! 🙂
Si potrebbe, però, mettere un semplicissimo paragrafo di due pagine al massimo intitolato “Scrivere in altri alfabeti”, dicendo che con XeLaTeX (e le istruzioni mostrate nell’appendice sul greco, scelto solo per le più alte probabilità di essere usato in ambito accademico) è molto facile usare direttamente nel sorgente anche altri alfabeti: ebraico, arabo, cirillico, tanto per fare qualche esempio.Naturalmente i casi, per rimanere alle tesi di laurea, sono molti: molti laureandi potrebbero aver bisogno di scrivere passi in lingua, e quando la lingua fa uso anche di un altro alfabeto, Xe aiuta notevolmente. A patto, naturalmente, di usare un editor Unicode e di riuscire a usare una tastiera virtuale rimappata o altri artifici. Ma chi deve farlo per tesi o lavoro, e non per capriccio, saprà sicuramente come fare. Un paio di esempi di sorgenti con testo arabo ed ebraico, per esempio, e il gioco è fatto, senza acrobazie.
Del resto, Lorenzo stesso scelse greco, arabo, ebraico e cirillico nei suoi articolini, no? 😉
Ciao
Tommaso
::gcappellotto47″ post=70276Salve a tutti
dovrei installare il compilatore MIKTEX su Windows 7 ma ho visto che è necessario entrare come Amministratore ma questo mi riesce difficoltoso, (non riesco a capire come si fa). E’ possibile installarlo entrando come utente normale come avevo fatto sul mio vecchio XP?Scusate per la domanda, forse banale ma sono in difficoltà.
Grazie e saluti.
Giovanni C-Ciao,
il consiglio è sempre lo stesso: installa TeX Live 2011 e non MiKTeX.
Come fare? Scarica l’Arte di scrivere con LaTeX dalla sezione Documentazione di questo forum, va’ al capitolo 2 e leggi le semplici istruzioni. Facci sapere, perché, ahimè, spesso l’installazione su Windows dà problemi, ma non ci sono molte vie d’uscita.Ciao
Tommaso
::Liverpool” post=70271Lorenzo, quindi al di là delle obiezioni giustamente sollevate, non vedi ad oggi l’opportunità di aggiungere un capitolo su XeLaTeX? Ho capito bene?
Il parere di Claudio l’ho capito, invece non ho capito la posizione di Enrico. A te sembra un’idea prematura?Ciao
P.S.: Tommaso, mi hai letto nel pensiero: il prossimo passo sarebbe stato chiedere un capitolo su LuaLaTeX , ma mi sembra di capire che sia meglio rinunciarci.
Mi sembra di capire, interpretando la frase di Enrico, che Egli non pensa, come Lorenzo, che LaTeX e XeLaTeX siano doppioni, avendo ciascuno una propria fisionomia ben definita. Dunque, è da scoraggiare l’uso indifferente dell’uno o dell’altro per compilare uno stesso documento: si preferisca sempre LaTeX, lasciando XeLaTeX ai documenti che lo richiedono senz’altro.
Ma: quali sono questi documenti, al di là di quelli nei quali si vuole fare un uso più disinvolto dei font a disposizione? 🙂
Ciao
Tommaso
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Mi accodo, anche se non so bene che pensare di questo XeTeX.Di fatto, facilita la gestione dei font (non obbligando l’utente a complicate procedure per installarli), offre un paio di pacchetti molto potenti come fontspec e polyglossia. Obbliga a cambiare leggermente il preambolo. E questo è tutto.
Non mi pare che ci siano ancora classi (dico non mi pare, ma sono ignorante) che richiedano espressamente questo motore. Io lo uso saltuariamente, e lo faccio solo per avere a disposizione qualche font in più. Per il resto, non saprei perché dovrei sceglierlo.
Inoltre ci sono ancora incompatibilità veramente madornali, come si sa. La microtipografia è una delle cose che rendono TeX TeX, appunto. Perché diavolo non permettere la stessa cosa con Xe?
Lorenzo ha ragione: datemi 10 buoni motivi per scegliere Xe, così ci capiamo! 🙂 Anzi, lancio proprio questa “sfida”: facciamo il decalogo per XeLaTeX.
Ciao
Tommaso
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