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ivan” post=88890
[quote=”ivan” post=88876]Nei pdf che si consultano su monitor, poi, è anche dannosa.
Perché?
Perché il contatore delle pagine del visualizzatore pdf non è coerente con la pagina visualizzata.
Chi consulta spesso testi “antichi” in pdf, ovvero semplici scansioni dell’originale, si imbatte di frequente in questo problema.
Vai alla pagina dell’indice e scopri che c’è una sezione che ti interessa e che questa sezione è a pagina 135.
Quindi scrivi 135 e premi invio e ti trovi di fronte la pagina 102. Perché, naturalmente, quella non è la pagina con il numero 135,
ma semplicemente la centotrentacinquesima pagina del pdf, in quanto ci sono all’inizio 33 pagine con numeri romani.Ciao
Ivan[/quote]
Mi hai preceduto di poco. La cosa è particolarmente fastidiosa quando devi stampare. Bisogna fare sempre una sottrazione prima di autorizzare la stampa.Ciao
Tommaso
3 Ottobre 2013 alle 14:29 in risposta a: È corretto iniziare un paragrafo subito dopo una sezione? #89367::
Ho sotto mano The Elements of Typographic Style. Fourth edition (version 4.0). Non è l’unico libro al mondo, per carità, ma è un libro molto ben fatto, almeno sul versante tipografico. Può non piacere, ma rimane un bel libro (almeno secondo me).Queste le caratteristiche:
1. Il titolo del primo paragrafo di ogni capitolo viene sempre immediatamente dopo il titolo del capitolo, senza alcun testo in mezzo.
2. Rarissimamente (credo meno di cinque volte nelle 400 pagine di cui consta il libro, ma se volete conto per bene) tra titolo di paragrafo e primo titolo di sottoparagrafo c’è del testo, il quale a volte è lungo e a volte breve o molto breve o brevissimo (due righe).
Dunque, si può andare tranquilli: non ci sono regole, né, secondo me, bisogna fare in modo che questo testo separatore ci sia per forza. Se serve, lo si mette, se no, no. Quello che conta è il contenuto, che è la cosa più importante di un documento.
Sono d’accordo con @Elrond.
Vorrei segnalare, a questo proposito, che lo stile [tt]elements[/tt] della classe suftesi è attento a questa particolarità, come ho potuto constatare a mie spese: se la si rispetta, specie omettendo di scrivere così tanto testo da mandare il successivo titolo di sezione a pagina nuova, le ‘testatine’ (tra apici perché non sono in testa alla pagina ma nei margini laterali) saranno corrette, altrimenti si potrebbero avere strane sorprese. 🙂
Ciao
Tommaso
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Confermo che io ho problemi con [tt]\frontmatter[/tt]. Questo codice, preso di peso da quello di Lorenzo, al quale ho semplicemente sostituito la codifica, funziona perfettamente e sempre senza [tt]\frontmatter[/tt], mentre mettendocelo devo eliminare i file ausiliari ogni volta.`% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode\documentclass[10pt,a4paper,twoside,openright,titlepage,%
headinclude,footinclude,BCOR5mm,%
cleardoublepage=empty]{scrbook}\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[polutonikogreek,english,italian]{babel}
\usepackage[italian]{varioref}
\usepackage[style=philosophy-modern,hyperref,backref,natbib]{biblatex}
\usepackage[babel]{csquotes}
\usepackage{indentfirst}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{chngpage,calc}
\usepackage{makeidx,multicol}
\usepackage[font=small]{quoting}
\usepackage[dvipsnames]{xcolor}
\usepackage{fixltx2e,relsize}
\usepackage{wasysym,pifont}
\usepackage[pdfspacing,beramono,eulerchapternumbers,parts]{classicthesis}
\usepackage{bookmark}\addbibresource{Biblio.bib}
\defbibheading{bibliography}{%
\cleardoublepage
\manualmark
\phantomsection
\addcontentsline{toc}{chapter}{\tocEntry{\bibname}}
\chapter*{\bibname\markboth{\spacedlowsmallcaps{\bibname}}
{\spacedlowsmallcaps{\bibname}}}}\DeclareCiteCommand{\citeyearpar}[\mkbibparens]
{\boolfalse{citetracker}%
\boolfalse{pagetracker}%
\usebibmacro{prenote}}
{\printtext[bibhyperref]{\printfield{year}}}
{\multicitedelim}
{\usebibmacro{postnote}}\makeatletter
\DeclareCiteCommand{\citetalias}
{\usebibmacro{prenote}}
{\usebibmacro{citeindex}%
\bibhyperref{\@citealias{\thefield{entrykey}}}}
{\multicitedelim}
{\usebibmacro{postnote}}
\makeatother\appto\biburlsetup{\Urlmuskip=0mu plus 3mu\relax}
\begin{document}
\frontmatter
Testo in italiano.
La prossima parola è in greco politonico: \textgreek{φιλοσοφία}.
\cite{guerri:italiani}
\mainmatter
\cite{valentini:confessionale}
\printbibliography
\end{document}`
Ciao
Tommaso
::lorenzo.pantieri” post=88865
Vedi quindi che le cose sono legate.
A un livello TeXnico, sicuramente.
Ma mettiti nelle mani di un povero utente umanista, che ha la sua brava bibliografia (scritta in italiano), desidera i riferimenti finali, e gli tocca scrivere qualche parola in greco nel suo documento. Al che noi gli diciamo: “spiacente: o rinunci al greco e hai i tuoi riferimenti finali, o hai i riferimenti ma niente greco (a meno di non fare i contorsionismi)”.
Non va bene. Si tratta di un bug piuttosto rilevante, a mio giudizio. Qui infatti non si tratta di un conflitto come quello tra teubner e amsmath, che non verranno usati insieme praticamente mai, ma tra il greco antico e biblatex, che invece verranno usati quasi sempre dagli utenti umanisti.
Che dici, Claudio, segnali tu questo bug?
Intanto, nell’attesa che venga risolto, rinuncio a backref. Ovviamente incantesimi per mettere una pezza alla cosa sono più che benvenuti!
Grazie mille,
L.Ho fatto qualche prova. Non me ne intendo, ma da quanto ho potuto vedere, il problema è quel [tt]\frontmatter[/tt].
Questo codice:
`\documentclass[a4paper]{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[polutonikogreek,english,italian]{babel}\usepackage[style=philosophy-modern,hyperref,backref,natbib,backend=biber]{biblatex}
\usepackage[babel]{csquotes}
\addbibresource{Biblio.bib}\usepackage{hyperref}
\begin{document}
%\frontmatter
Testo in italiano.
La prossima parola è in greco: \textgreek{ψιαο}.
\cite{guerri:italiani}
\mainmatter
\cite{valentini:confessionale}
\printbibliography
\end{document}`
ripulito dai fronzoli di classicthesis e degli incantesimi vari, funziona sempre, e il greco non dà nessun tipo di problema. Funziona anche se metto la riga in cui si carica classicthesis. Funziona anche con l’opzione [tt]backref[/tt], ovviamente. Funziona anche con le classi della suite KOMA-Script.Se metto [tt]\frontmatter[/tt] accade questo: la prima compilazione va bene, la seconda si blocca con quell’errore. Probabilmente durante la prima compilazione viene scritto qualcosa che non va in qualche file ausiliario. Si può risolvere la faccenda eliminando i file ausiliari prima di ogni compilazione, ma non è questa la strada.
Almeno, però, Lorenzo non deve rinunciare a [tt]backref[/tt] 🙂
L’unica cosa a cui deve rinunciare, datemene atto, è la codifica Applemac.
Ciao
Tommaso
::sblindo” post=88804Scusate l’ignoranza estrema.
Ogni tanto trovo vicino ad un nome una specia edi carattere a “croce” bislunga.
Cosa indica e come si inserisce il LaTex?
Grazie.Scuse accettate, specie quando si chiede aiuto 🙂
Cito da The Elements of Typographic Style (quarta edizione, versione 4.0):
dagger A reference mark, used primarily with footnotes. In European Typography, it is also a sign of mortality, used to mark the year of death or the names of deceased persons, and in lexicography to mark obsolete forms. In editing classical texts, daggers are used to flag passages judged to be corrupt. Also called obelisk, obelus or long cross.
Dunque gli usi, secondo Bringhurst, sono:
1. Simbolo a esponente per marcare una nota al piede.
2. Simbolo indicante l’anno di morte di una persona (se messo vicino a un anno) oppure il fatto che la persona è morta (se messo vicino a un nome, forse è il tuo caso).
3. Simbolo che indica una forma lessicale obsoleta (forse è il tuo caso).
4. Chiamato anche crux desperationis (‘croce della disperazione’), in filologia testuale contrassegna un passo lacunoso o irrimediabilmente corrotto al punto da non poter essere sanato mediante congettura.
Esiste anche il double dagger (chiamato anche diesis o double obelisk) usato come simbolo a esponente per marcare una nota al piede.
In LaTeX hai due possibilità. La prima
`\textdagger
\textdaggerdbl`
funziona solo in modo testuale; la seconda
`\dag
\ddag`
sia in modo testuale sia in modo matematico.Ciao
Tommaso
::Macrelli” post=88763a me non interessa avere “Appendice A” prima del titolo, va bene avere “A”. Vorrei solo ottenere la scritta “APPENDICI” prima dell’elenco delle appendici nell’indice, invece di Appendices. Ottengo questa scritta solo con appendices per quanto ho provato io.
Grazie mille.La soluzione più sbrigativa ma non la più ortodossa è aggiungere prima di [tt]\appendix[/tt]:
`\addcontentsline{toc}{chapter}{Appendici}`
Ma solo se usi la classe book .Ciao
Tommaso
::Macrelli” post=88750Ciao,io vorrei avere “Appendici” invece di “Appendices” nell’indice della mia tesi. Vi copio il codice che utilizzo:
\usepackage{graphicx}
\usepackage{subfig}
\usepackage[nottoc]{tocbibind}
\usepackage{graphics}
\usepackage[toc,page]{appendix}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{amsmath,amsfonts,amssymb,amsthm}begin{document}
\frontmatter
\maketitle
\pagestyle{plain}
\tableofcontents
\clearpage\mainmatter
\input{Introduzione.tex}
\input{capitolo1.tex}
\input{capitolo3.tex}
\input{Capitolo4.tex}
\input{capitolo5.tex}
\input{capitolo6.tex}
\input{Capitolo7.tex}
\input{Capitolo8.tex}
\input{Capitolo9.tex}
\input{Capitolo10.tex}
\input{Capitolo11.tex}
\input{Capitolo12.tex}
\input{Capitolo13.tex}
%\input{conclusioni.tex}\begin{appendices}
\input{AppendiceA.tex}
\input{AppendiceB.tex}
\input{AppendiceC.tex}
\input{AppendiceD.tex}
\end{appendices}\bibliographystyle{unsrt}
\bibliography{Tesi}\end{document}
Come risolvo il problema?
Grazie mille.Levando l’ambiente appendices e scrivendo \appendix prima di caricare i file relativi. Il tuo preambolo è disordinato: in una guida puoi leggere l’ordine corretto in cui caricare i pacchetti. Oltre all’esistenza del comando che ti ho appena indicato.
Non indichi la classe con cui stai lavorando. Non carichi i pacchetti fontenc e inputenc. Leva anche il pacchetto appendix e sostituisci grapihcs con graphicx. Forse dovresti leggere una guida introduttiva al programma.
Ciao
Tommaso
::silentwing” post=88744
[quote=”silentwing” post=88738][quote=”Elrond” post=88730]Non mi sembra che tu abbia risposto alla mia domanda: compili il file [tt]*-frn.tex[/tt]?
Guarda, dammi il beneficio del dubbio ma credo di si, ogni volta che faccio delle modifiche compilo (o almeno credo di farlo), e ogni volta visualizzo il risultato in pdf. Poi può anche darsi che abbia una concezione distorta di compilare.
Ci sono diversi comandi da menù per compilare. Io uso il quick build ma anche con altre opzioni tipo pdftex e pdflatex non risolvo nulla.Tu dici sempre che compili, ma non specifichi mai quale documento stai compilando. Se dopo aver compilato il documento principale non compili anche il file [tt]*-frn.tex[/tt] che viene generato, puoi premere questo Quick Build quante volte vuoi, ma il frontespizio non ti appare dal nulla. Nel manuale del pacchetto [tt]frontespizio[/tt] questo è spiegato e se guardi il log della compilazione del documento principale dovrebbe apparirti un messaggio che ti ricorda di compilare il [tt]*-frn.tex[/tt][/quote]
Se leggi le mie risposte date ad altri utenti puoi capire che ho fatto quello che loro mi chiedevano, comprese le ricompilzioni successive. Ad ogni modo ho fatto progressi: sul documento principale ancora niente frontespizio ma ho ottenuto un frontespizio visibile su un altro file. Il mio file separato si chiamava thesis-frn.tex e compilando in sequenza frontespizio e poi tesi vera e propria continua a non esserci niente sulla tesi ma viene creato un file di nome thesis-frn-frn.pdf dove si vede qualcosa.
Questa volta ho compilato da riga di comando.[/quote]
Per favore, facci vedere il tuo file principale così come sta sostituendo i dati sensibili con dati fasulli. Ricordati di comprendere nella tua selezione anche l’ambiente frontespizio.Ciao
Tommaso
::silentwing” post=88738
Non mi sembra che tu abbia risposto alla mia domanda: compili il file [tt]*-frn.tex[/tt]?
Guarda, dammi il beneficio del dubbio ma credo di si, ogni volta che faccio delle modifiche compilo (o almeno credo di farlo), e ogni volta visualizzo il risultato in pdf. Poi può anche darsi che abbia una concezione distorta di compilare.
Ci sono diversi comandi da menù per compilare. Io uso il quick build ma anche con altre opzioni tipo pdftex e pdflatex non risolvo nulla.Il pacchetto frontespizio è facilissimo da usare, ma i messaggi di utenti che lamentano problemi non si contano.
Nella tua cartella di lavoro c’è un file che si chiama [tt]*-frn.tex[/tt]? Questo file viene generato automaticamente, non devi fare nulla per ottenerlo se non compilare il tuo file della tesi. Se la risposta è sì, apri questo file con il tuo editor, compilalo e vedrai l’anteprima del tuo frontespizio. Ora chiudi anteprima e file e compila nuovamente il tuo file della tesi. Dovresti vedere il frontespizio al proprio posto.
Se invece questo famoso file non c’è, probabilmente hai sbagliato qualcosa nel tuo preambolo.
Ciao
Tommaso
::samiel” post=88686A me servirebbe un greco “simil corsivo”.
Ora, considerate questo codice:
`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[polutonikogreek,italian]{babel}
\usepackage[osf]{mathpazo}
\usepackage[scale]{tgadventor}
\renewcommand{\ttdefault}{tgcursor}
\usepackage{teubner}
\ifFamily{qag}{lmss}
\ifFamily{qpl}{lmr}
\usepackage{multicol}
\newenvironment{dblcolquote}
{\begin{multicols}{2}\sffamily\small\parskip=0pt}
{\end{multicols}}
\newcommand{\GR}[1]{\foreignlanguage{greek}{#1}}\begin{document}
Anassimandro ha detto che «principio degli esseri è l'infinito [\GR{>'apeiron}]
da dove infatti gli esseri hanno l'origine, ivi hanno anche la distruzione
secondo necessità: poiché essi pagano l'uno all'altro la pena e l'espiazione
dell'ingiustizia secondo l'ordine del tempo».
\smallskip{\raggedleft\small DK 12 B 1; trad. it. cit. pp. 106-107\par}
\smallskip\begin{dblcolquote}
In questo celeberrimo frammento, il primo autentico testo di filosofia che la
tradizione ci ha consegnato, vige ancora la grande lezione di Talete:
Anassimandro, il suo discepolo più innovativo e profondo, è come lui convinto
che vada individuato un principio unitario del cosmo, ma ne amplia le funzioni
rispetto all'acqua (cfr. anche l'esposizione di DK 12 A 11). L'emancipazione
rispetto all'immediatezza delle evidenze empiriche è alquanto accresciuta e
sempre più estesamente l'elemento originario da cosa tende a farsi principio.L'«infinito» si può meglio parafrasare, se vogliamo rendere
esplicita tutta la ricchezza del termine greco che lo esprime (e cioè
\GR{>'apeiron}), come eterno, indeterminato illimitato e divino: \GR{t`o
je~ion}.
\end{dblcolquote}
\end{document}`
Mi consente di avere un greco “serif” nel testo che è in serif
e un greco “sans-serif” nel commendo a due colonne che è in sans-serif.
Ovviamente, se scelgo un font greco determinato, ad esempio Artemisia
con il codice
`\DeclareRobustCommand{\GR}{%
\fontencoding{LGR}\fontfamily{artemisia}\selectfont
\def\encodingdefault{LGR}}`
mi salta la differenza dei due font greci.
C’è modo di salvare capra e cavoli?m
Commento personale: quel testo senza grazie è davvero brutto e fa a pugni con il Palatino, ma questo non c’entra. Io farei così:
`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[polutonikogreek,italian]{babel}
\usepackage{teubner}
\usepackage{pxfonts}\DeclareRobustCommand{\GR}{%
\fontencoding{LGR}\fontfamily{artemisia}\selectfont
\def\encodingdefault{LGR}}\newenvironment{citazione}[1]
{\def\autorecitazione{#1}\begin{quote}\small}
{{\unskip\nobreak\hfil\penalty50
\hspace{2em}\null\nobreak
\hfil{\autorecitazione}
\parfillskip=0pt \finalhyphendemerits=0 \par}
\end{quote}}\begin{document}
Anassimandro ha detto che
\begin{citazione}{DK 12 B 1; trad. it. cit. pp. 106-107.}
principio degli esseri è l'infinito [\textLipsias{ἄπειρον}]
da dove infatti gli esseri hanno l'origine, ivi hanno anche la distruzione
secondo necessità: poiché essi pagano l'uno all'altro la pena e l'espiazione
dell'ingiustizia secondo l'ordine del tempo.
\end{citazione}In questo celeberrimo frammento, il primo autentico testo di filosofia che la
tradizione ci ha consegnato, vige ancora la grande lezione di Talete:
Anassimandro, il suo discepolo più innovativo e profondo, è come lui convinto
che vada individuato un principio unitario del cosmo, ma ne amplia le funzioni
rispetto all'acqua (cfr. anche l'esposizione di DK 12 A 11). L'emancipazione
rispetto all'immediatezza delle evidenze empiriche è alquanto accresciuta e
sempre più estesamente l'elemento originario da cosa tende a farsi principio.L'«infinito» si può meglio parafrasare, se vogliamo rendere
esplicita tutta la ricchezza del termine greco che lo esprime (e cioè
{\GR{ἄπειρον}}), come eterno, indeterminato illimitato e divino: \GR{τὸ
θεῖον}.\end{document}`
Potresti levare teubner e il comando relativo. Un altro font greco quasi corsivo è il porson.Ciao
Tommaso
::Tristano” post=88690
[quote=”Tristano” post=88687]Ciao ragazzi, vi pongo un nuovo quesito: devo scrivere la lista degli acronimi nella mia tesi di laurea e per tale motivo ho consultato L’ arte di scrivere gli acronimi di Lorenzo Pantieri. Ho visto che lui descrive l’ambiente acronym:
`\section*{Acronimi}
\begin{acronym}[WYSIWYM]
\acro{GUIT}[\GuIT]{Gruppo Utilizzatori Italiani di \TeX{} e \LaTeX}
{\small È un’associazione senza fini di lucro … \par}
\acro{WYSIWYM}{What You See Is What You Mean}
{\small L’acronimo (‘‘ciò che vedi è ciò che intendi’’) … \par}
\end{acronym}`ma così dovrei scriverli manualmente uno per uno e visto che sono un bel po’ non mi passa più!!! Non c’è un modo per definire gli acronimi nel testo e poi creare la lista in automatico tipo come si fa con il comando \listoffigures ??
La domanda è tutt’altro che chiara. Se devi dare una descrizione, la devi comunque scrivere da qualche parte. Ma l’elenco si può compilare, naturalmente; la documentazione è chiara, mi pare.
Ciao
EnricoForse mi sono spiegato male, non so i termini adatti quindi lo scrivo in parole semplici. Vorrei che, con un semplice comando venga creata una lista con gli acronimi. O lo si può fare solo manualmente con l’ambiente acronym?[/quote]
Definire gli acronimi nel testo per poi creare la lista relativa oppure definirli nel preambolo per poi creare la lista relativa mi sembra la stessa cosa: da qualche parte devi descrivere il tuo acronimo. Non ti passa più comunque, non è che ti passa di meno facendo questo lavoro nel testo.I pacchetti che ti ho indicato fanno il loro lavoro. Se non hai particolari esigenze, usa glossaries. Cerca il file [tt]glossariesbegin.pdf[/tt] e leggi il paragrafo 5: fa al caso tuo. Il che significa, detto in altre parole, che il semplice comando che chiedi esiste: [tt]\printglossaries[/tt] e [tt]\printacronyms[/tt].
Ciao
Tommaso
::Tristano” post=88687Ciao ragazzi, vi pongo un nuovo quesito: devo scrivere la lista degli acronimi nella mia tesi di laurea e per tale motivo ho consultato L’ arte di scrivere gli acronimi di Lorenzo Pantieri. Ho visto che lui descrive l’ambiente acronym:
\section*{Acronimi}
\begin{acronym}[WYSIWYM]
\acro{GUIT}[\GuIT]{Gruppo Utilizzatori Italiani di \TeX{} e \LaTeX}
{\small È un’associazione senza fini di lucro … \par}
\acro{WYSIWYM}{What You See Is What You Mean}
{\small L’acronimo (‘‘ciò che vedi è ciò che intendi’’) … \par}
\end{acronym}ma così dovrei scriverli manualmente uno per uno e visto che sono un bel po’ non mi passa più!!! Non c’è un modo per definire gli acronimi nel testo e poi creare la lista in automatico tipo come si fa con il comando \listoffigures ??
Prova i pacchetti acro e glossaries .
Ciao
Tommaso
::samiel” post=88683Cioè il ricorso a Teubner vieta l’utilizzo
di altri tipi di font per il testo non greco?m
Prova questo:
`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{pxfonts}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[polutonikogreek,italian]{babel}
\usepackage[boldLipsian]{teubner}\begin{document}
Il prossimo testo è in carattere lipsiano:
\begin{Lipsiakostext}
καλός καὶ ἀγαθὸς.
\end{Lipsiakostext}Oppure: \textLipsias{καλός καὶ ἀγαθὸς}.
Oppure: \textLipsias{{\bfseries καλός καὶ ἀγαθὸς}}.
Come vedi, è compreso in TeX~Live. Bastava, come al solito, scrivere in un terminale \texttt{texdoc teubner} e consultare la documentazione. Ma a volte è troppo faticoso. 🙂
\end{document}`
Ciao
Tommaso
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