illinguista1972

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  • in risposta a: table con twocolumn in article #84885
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    ugaciaka” post=84261

    Difficile far stare

    `& Giallo (lampeggio discontinuo) & Collegamento GPRS avvenuto, in fase di collegamento al Server \\`

    tutto in una riga in un articolo a doppia colonna. Usa [tt]table*[/tt] per comporre l’ambiente a doppia colonna, se la tua tabella è così grande.

    Può tranquillamente andare a capo col test, con una semplice tabella, senza il multicolumn, stava tutto correttamente in una colonna. Con table* mi finisce come un oggetto floattante e non devo realizzare questo. Hoi provato anche con tabularx a segnare la larghezza ma non accetta columnwidht

    Quanto ai suggerimenti per migliorare la resa tipografica, te ne posso dare uno: quella non è una tabella, ma una successione di quattro [tt]\subsection[/tt], ciascuna con un ambiente [tt]description[/tt].

    Ciao
    Enrico

    per via del multicolumn?

    No, per via del contenuto 🙂

    Ciao
    Tomamso

    in risposta a: L’Arte nuova edizione #84874
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    EmilLask” post=84256Molte grazie a Tommaso, alegenn e Claudio.
    Leggendo il paragrafo dell’Arte a cui facevo riferimento si rimane con una gran voglia di capire meglio come organizzare il lavoro.
    Ecco perchè potrebbe essere utile chiarire meglio e aggiungere qualche suggerimento dettato dalla pratica.

    Saremo felici di farlo 🙂

    EmilLask” post=842561 Nei “documenti parte” non bisogna aggiungere nessun preambolo. Questo significa che ogni anteprima potrà essere visibile soltanto dopo l’inserimento nel documento master e la compilazione. Per capitoli o paragrafi molto tecnici, questo potrebbe essere fastidioso, a meno che non si abbia una tale completa padronanza del linguaggio da rendere superflua ogni anteprima in corso di redazione. In questo caso ha senso inserire il preambolo, copiandolo dal documento master, così da essere certi di non aggiungere o togliere niente che poi non si ritrovi nella compilazione finale, e commentarlo prima di inserirlo nel master stesso? Oppure … altri consigli?

    Quel paragrafo vorrebbe raccontare in poche parole che è meglio dividere un documento corposo in più file anziché avere un sorgente unico. I motivi per farlo sono molti:

    1. andare da un punto all’altro del documento potrebbe rivelarsi enormemente dispendioso in termini di tempo, prova a pensare un sorgente di qualche migliaio di righe;

    2. per vedere l’anteprima della porzione di testo che stai scrivendo ti tocca compilare tutto il documento ogni volta, e magari non ti serve sempre compilarlo tutto, ma hai bisogno di vedere come sta venendo solo l’ultimo paragrafo che hai scritto. Capirai che compilare un capitolo è molto più veloce di compilarne 8, per esempio; certo, si può sempre commentare il testo che non serve, ma si perde troppo tempo; se stai lavorando al capitolo 4 e hai già scritto gli altri capitoli successivi, puoi mettere un [tt]\end{document}[/tt] subito dopo il punto in cui sei arrivato, ma comunque compileresti sempre anche i primi tre capitoli.

    Naturalmente, devi dire a LaTeX che c’è un altro pezzo del tuo documento da compilare, non può capirlo da solo: e glielo dici con [tt]\input[/tt] o [tt]\include[/tt]. Nel tuo documento principale avrai una cosa come
    `\begin{document}
    % \input{1}
    \input{2}
    % \input{3}
    \end{document}`
    e come vedi ho commentato il capitolo 1 e il 3: vuol dire che mi interessa vedere solo il capitolo 2. Mettere qualche segno di commento in questo modo è più rapido che commentare paragrafi interi. Non vedo il motivo di riportare l’intero preambolo nel file che stai lavorando: il metodo dei commenti che ti ho fatto vedere funziona alla grande e ti permette di risparmiare commenti inutili. Il grado di tecnicità del tuo documento non è rilevante, per me.

    EmilLask” post=842562 I riferimenti incrociati sarebbe bene specificare che si comportano come usualmente. Quindi all’interno di ciascun “documento parte” si potrà fare riferimento a label contenuti in altri “documenti parte”. Quando poi si passa all’inserimento nel master allora si avranno i diversi comportamenti specificati nella risposta che mi ha scritto Tommaso.

    Non capisco. Forse ti riferisci alla frase che dice che gli eventuali riferimenti incrociati vanno perduti? Vero, basta dire che comunque si possono fare. Vanno perduti solo con [tt]\input[/tt], non con [tt]\include[/tt].

    EmilLask” post=842563 L’indicazione delle sezioni, chapter, paragraph e altro, deve essere data all’interno del “documento parte”. Altri suggerimenti?

    Che vuoi dire? Dove vorresti metterla?

    EmilLask” post=842564 Se ad esempio desidero inserire in Indice una sezione che non andrebbe in Indice, la specifica \addcontentsline va fatta nel “documento parte”. Almeno credo.

    Esatto, ma siccome altrove è spiegato dove va messo questo comando, ripeterlo sarebbe di troppo.

    EmilLask” post=842565 In che senso Lorenzo e Tommaso sono scettici sull’uso di \include + \includeonly?[/tt]
    Non siamo scettici affatto 🙂 Nella guida usiamo [tt]\input[/tt], infatti.

    6 \input annidato dentro \include potrebbe essere molto utile per la scomposizione dei diversi paragrafi di uno stesso capitolo, che non abbiano necessità di cominciare in una nuova pagina. Oppure?

    Passo 🙂

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: L’Arte nuova edizione #84870
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    EmilLask” post=84248L’Arte di scrivere con LATEX di Pantieri e Gordini è davvero un testo prezioso e spero di riuscire ad interpretare adeguatamente l’invito sincero degli autori ad avanzare proposte per renderlo sempre più vicino ai bisogni dei lettori.

    Ti ringrazio 🙂

    EmilLask” post=84248A pagina 44 della edizione 2012, paragrafo 3.14, si tratta di un argomento molto interessante e anche critico per chi vuole utilizzare Latex in ambiti di ricerca: i documenti di grandi dimensioni.
    Lo schema fornito è molto chiaro e funzionale.
    Tuttavia credo meriterebbe una più specifica trattazione la parte relativa alla scomposizione ricomposizione delle parti di una pubblicazione.
    In particolare:
    1 le parti separate che poi confluiranno nel documento “master” devono essere redatte senza alcun preambolo (documentclass, usepackage, ecc)? Ma come sarà possibile averne una anteprima pdf via via che si redigono?

    Mi pare che ci sia scritto chiaramente: il preambolo in un documento è sempre uno solo, il che significa che i vari file esterni che ci includi non devono avere il preambolo, come scriviamo. Per avere l’anteprima di un solo capitolo, diciamo, devi commentare nel documento principale tutti gli [tt]\input[/tt] che non ti servono oppure le voci che non ti servono in [tt]\includeonly[/tt]. Oppure usare l’editor Emacs, che permette di selezionare una parte di testo qualunque e di comporla: si prende da sola tutto ciò che le serve dal preambolo.

    EmilLask” post=842482 il documento master dovrà essere compilato già con riferimento ai singoli documenti oppure i singoli documenti potranno essere integrati in qualsiasi momento successivo?

    Puoi mettere i vari [tt]\input[/tt] o [tt]\include[/tt] quando vuoi.

    EmilLask” post=842483 come fare in modo che la numerazione delle pagine fluisca ininterrotamente nel documento master?

    Non ho capito quello che chiedi. Compilando il primo e il quarto capitolo con il metodo di [tt]\input[/tt], per esempio, avrai un documento che conterrà i capitoli 1 e 2 con la numerazione progressiva delle pagine. Per usare il metodo di [tt]\include[/tt] prima compili tutto una volta, poi scegli i capitoli di prima, e avrai un documento con i capitoli 1 e 4 con la numerazione interrotta al punto giusto.

    EmilLask” post=842484 come fare riferimento da un documento parte ad un altro documento parte (ad una tabella, ad un grafico, ad una formula)?

    Idem. Con [tt]\input[/tt] avrai tanti ?? se i riferimenti richiamano cose che in quel momento non sono in compilazione. Con [tt]\include[/tt] invece avrai i tuoi riferimenti corretti.

    EmilLask” post=842485 come funziona tableofcontents o bibliografia, in questo caso?

    Come al solito. Non mi preoccuperei di indice e bibliografia e riferimenti fino alla fine del lavoro. In questo caso arara aiuta.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: SImboli logici #84832
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    samiel” post=84237Per comporre un certo numero di formule logiche, alcune elementari
    e che stanno tranquillamente “in linea”, altre un po’ più complesse
    “in display” (come si direbbe usando la terminologia di LaTeX),
    che comportamento mi conviene adottare?
    Trattarle come espressioni matematiche? Esistono pacchetti specifici?
    Allego un’immagine per dare un’idea del lavoro che devo fare

    grazie
    m

    Da quello che vedo, non intendendomene di matematica, anche le espressioni che nella tua figura sono in display starebbero tranquillamente in linea. Se sono così importanti da meritare il display, io le metterei in display matematico. Credo che i vari pacchetti amsmath, amssymb eccetera definiscano anche un buon numero di simboli logici.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Due problemi con TesiClassica #84770
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    cfiandra” post=84216

    [quote=”OldClaudio” post=84209]
    Talvolta sei disarmante nella tua innocenza nel non conoscere la macchina su cui lavori!

    Ehi! Ma LaTeX non era quel bellissimo programma che permette all’autore di concentrarsi sul contenuto disinteressandosi di tutto il resto? 👿

    Ora scopro che per generare uno straccio di bibliografia non basta configurare l’editor (fini qui, passi), ma devo anche cancellare la cartella
    `/var/folders/sM/sMELRZDsGGecxL9DiR4K+k+++TI/-Tmp-/par-4c6f72656e7a6f/cache-ef42c8d5d44e40bdd24828b0ae70de275e379c88/inc/lib/Biber/LaTeX/recode_data.xml`
    ben nascosta nei meandri del mio hard disk, usando la funzione “Vai” del Finder (funzione che ho usato oggi per la prima volta in dieci anni che uso Mac). Che cos’è questa roba? Una caccia al tesoro?

    Ragazzi, trovo tutto ciò semplicemente terrificante, fuori dalla portata dell’utente comune. Un fulgido esempio di come non dovrebbe essere l’esperienza informatica di un utente “normale” (come mi considero). Conosco poco la mia macchina? Sicuramente. Del resto Mac è basato su Unix, e su Unix esistono intere biblioteche.

    In realtà, il mio punto di vista di un utente “comune” che non vuole mettere le mani dentro le interiora della propria macchina ha dei vantaggi: scrivendo una guida, punto alla massima semplicità possibile. Una guida a LaTeX scritta da un super-esperto di Unix, TeX e codice binario (che magari “si considera un vero uomo perché si scrive da solo i driver per le periferiche”, per citare il padre di Linux) avrebbe tutt’altro sapore: sarebbe più completa, certo, ma non necessariamente migliore dell’Arte.

    Ah, se con Word capitasse una cosa analoga (per una funzione elementare dover cancellare una cartella dal nome criptico ben nascosta nei meandri del proprio hard disk), molti griderebbero allo scandalo.

    Problema risolto, comunque. Grazie a tutti.

    ——————————————————————————————————————————–
    Resta il problema di quel dannato punto di troppo nella numerazione di tabelle e figure.

    Tabella 1.: Un esempio di tabella mobile.

    al posto di

    Tabella 1: Un esempio di tabella mobile.

    Ricordo che tempo fa il problema era stato posto e risolto sul forum, ma ritrovare il topic mi è difficile (parole chiave come “didascalia” o “punto” sono troppo comuni). 🙁
    ——————————————————————————————————————————–

    Pensierino. Immaginate di aver scritto un libro destinato a una pubblicazione di lusso, da stampare su carta patinata. Immaginate che a un certo punto nella numerazione di tabelle e figure spunti dal nulla un bel punto fermo. Voi non c’entrate: dipende da un lungimirante autore delle classi e dei pacchetti che usate. Immaginate di non accorgervene (in fondo, avevate controllato tutto per bene) e di passare all’editore il PDF bacato. L’editore stampa tutto e voi avete una pila di libri, tutti bacati. Bello, eh?

    E visto che oggi sono in vena di complimenti verso il mio programma preferito: sul disco del mio iMac ci sono molte decine di programmi scritti con LaTeX negli ultimi 8 anni. Una buona metà di questi sorgenti oggi non si compila più, perché alcuni autori di pacchetti e stili, nella loro infinita saggezza, rendono il loro sotfware incompatibile con le versioni precedenti a ogni aggiornamento. Certo, saprei metterci le mani per rimediare. Ma un utente normale? Uno che vuole “solo” scrivere?

    E poi mi tocca dire: che bello LaTeX! 😡

    Per il problema del puntino spurio devi ringraziare chi mantiene la classe [tt]scrreprt[/tt]. Il problema è dovuto al fatto che il formato di tabelle e figure viene definito come `
    \newcommand*{\figureformat}{%
    \figurename~\thefigure%
    \autodot%
    }

    \newcommand*{\tableformat}{%
    \tablename~\thetable%
    \autodot%
    }
    ` Nel documento, se imposti: `
    \renewcommand*{\figureformat}{%
    \figurename~\thefigure%
    %\autodot%
    }

    \renewcommand*{\tableformat}{%
    \tablename~\thetable%
    %\autodot%
    }
    ` non hai più quel problema.

    Ciao
    Claudio[/quote]

    Molto semplicemente, direi che prima si abbandona Kohm, meglio è. Forse solo i suoi modelli di lettera si possono usare. Ma non ci metterei la mano sul fuoco.

    Lamentarsi per un problema come quello di Biber e continuare pervicacemente a usare classi che per partito preso rendono incompilabile un documento scritto con la versione precedente… 😉

    Io userei suftesi.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Due problemi con TesiClassica #84767
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    artachende” post=84213Ho compilato il file su Windows 7 e non ho avuto problemi, però non sono riuscito a ottenere la bibliografia

    Che ti dice il log di Biber? Hai ricompilato il documento?

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Due problemi con TesiClassica #84761
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    lorenzo.pantieri” post=84202Chiedo un grosso favore a tutti.

    http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Tesi.zip

    Prendete questo file e compilate Tesi.tex. Ottenete la bibliografia? Io no! 🙁

    In particolare agli utenti Mac: ottenete la bibliografia con TeXShop? Io no! 🙁

    Certo che la ottengo! Questo il messaggio di Biber:

    `Use of uninitialized value in string eq at Biber/Input/file/bibtex.pm line 108.
    Use of uninitialized value in string eq at Biber/Input/file/bibtex.pm line 112.
    Use of uninitialized value in string eq at Biber/Input/file/bibtex.pm line 116.
    INFO – This is Biber 1.5
    INFO – Logfile is 'Tesi.blg'
    INFO – Reading 'Tesi.bcf'
    INFO – Using all citekeys in bib section 0
    INFO – Processing section 0
    INFO – Looking for bibtex format file 'Bibliografia.bib' for section 0
    INFO – Decoding LaTeX character macros into UTF-8
    INFO – Found BibTeX data source 'Bibliografia.bib'
    INFO – Overriding locale 'en_US.UTF-8' default tailoring 'variable = shifted' with 'variable = non-ignorable'
    INFO – Sorting 'entry' list 'nyt' keys
    INFO – No sort tailoring available for locale 'en_US.UTF-8'
    INFO – Writing 'Tesi.bbl' with encoding 'UTF-8'
    INFO – Output to Tesi.bbl`

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Due problemi con TesiClassica #84757
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    lorenzo.pantieri” post=84194Allora, intanto vorrei capire come configurare TeXShop per usare biber. Ho seguito le istruzioni dell’Arte, scrivendo semplicemente nelle Preferenze di TeXShop (Preferenze -> Motore -> BibTeX Engine) “biber” al posto di “bibtex”, ma facendo andare BibTeX ottengo questo errore:
    `
    data source /var/folders/sM/sMELRZDsGGecxL9DiR4K+k+++TI/-Tmp-/par-4c6f72656e7a6f/cache-ef42c8d5d44e40bdd24828b0ae70de275e379c88/inc/lib/Biber/LaTeX/recode_data.xml not found in .
    INFO – This is Biber 1.5
    INFO – Logfile is 'Tesi.blg'

    Process aborted
    `
    Dove sbaglio?

    In ogni caso, sapete come la penso: avere due motori per generare la bibliografia è come avere due motori LaTeX: il malcapitato utente rischia di fare confusione.

    Allora, come sai bene, Biber richiede di dichiarare la bibliografia in un modo diverso. Non più
    `\bibliography{Bibliografia} % database di biblatex`
    ma
    `\addbibresource{Bibliografia.bib}`
    Non so però se sia questo il tuo problema. Anzi no. Semplicemente Biber si è piantato 😉 Come fare? Raggiungi la cartella [tt]/folders[/tt] ed elimina la cartella [tt]/par-4…[/tt]. Anche qui non ci puoi fare nulla 🙂

    Per quanto riguarda il malcapitato utente e i due motori, basta consigliargli Biber. In fondo, l’Arte è un libro di consigli.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Consigli generici #84537
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    Agliuto” post=83915Ciao, sto cercando di scrivere la tesi con LaTex ma ho trovato diversi problemi, per cui vorrei fare una serie di domande generiche.

    Considerando che uso Windows 7, le domande sono:

    1) mi consigliate un editor a prova di stupido che abbia incluso anche il compilatore e lo scaricamento automatico dei pacchetti? Ho provato vari editor ma ho avuto diversi problemi “tecnici”. In ultimo dice che manca il pacchetto toptesi nonostante lo riscarichi ogni volta che lo chiede.
    2) mi consigliate una guida super elementare? Finora ho seguito “L’arte di scrivere con Latex” di Pantieri e Gordini ma mi ci sono trovato veramente male. Preferirei qualcosa con meno incisi, più sintetico tipo libretto di istruzioni, e che non parta per la tangente ogni 2 righe.

    Grazie!

    Vedi? Tanto per citarti, qui confondi editor, compilatore e programma di scaricamento. Nell’Arte c’è scritto chiaramente che sono tre cose DIVERSE. Io sono un insegnante di Liceo e basta, ma se un mio alunno mi fa questa domanda dopo che mi ha detto “ma io ho studiato” (e tu hai detto di aver letto l’Arte) io gli dico certe cose 🙂

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Consigli generici #84536
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    Agliuto” post=84167Allora innanzitutto volevo dire che ho risolto il 90% dei problemi, ora sto scrivendo la tesi, grazie a tutti per il supporto.
    Relativamente alla guida, avendo già esperienza del linguaggio Mediawiki mi aspettavo una guida del tipo: “il comando per fare il capitolo è questo, il comando per fare il grassetto è quest’altro, Amen”. Io sono più per un approccio del tipo: faccio dei testi molto elementari e dopo, se mi interessa, approfondisco.
    Quindi a domande tipo “Come produco i link?”, “Come coloro questo e quello?” dico che queste sono funzioni successive, non di certo funzioni base.

    In realtà il mio errore è stato anche quello di leggere la guida da PC (come feci quando imparai il linguaggio Mediawiki) quando invece era meglio stamparla fin da subito.
    Pertanto i miei suggerimenti vanno visti per fare una “Guida in 5 minuti” consultabile anche da PC.

    Io sarei partito da subito mostrando un codice di questo tipo

    \documentclass[a4paper,11pt]{article}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage[italian]{babel}

    \begin{document}

    \author{autor1 \and aut2}
    \title{titolo}
    \maketitle

    \chapter{capitolo 1}

    \section{un paragrafo}
    contenuto

    \chapter{capitolo 2}

    \section{un paragrafo}
    contenuto

    \section{un paragrafo}
    contenuto

    \end{document}

    poi avrei fatto un esempio simile inserendo il codice per fare una tabella banale e uno per una figura.

    “Ma questo è molto riduttivo” direte voi. Vero, ma paradossalmente questo è il 90% di quello che serviva sapere a me (e, immagino, a molti altri) e che era sparso in un elenco molto lungo di comandi la maggior parte dei quali non mi serviva.

    Esempi di digressioni:
    – Nel capitolo 3 c’è un elenco dei file con cui si ha a che fare. Serve? Basta dire quali sono i file che devo aprire e basta. Poi se mi interessa saperlo approfondisco.
    – Sempre nel 3 c’è la spiegazione di \usepackage[T1]{fontenc} e \usepackage[utf8]{inputenc}. Anche qui, dimmi che devo inserirlo e basta, rimandando a dopo per capire a cosa servono.
    – I dettagli come interlinea, testatine, numeri romani secondo me sono, appunto, dettagli e vanno spiegati dopo.
    – Nel capitolo 4 andavano messi semplicemente: apici, pedici, corsivo, i paragrafi 4.6 e 4.7 e poco altro. Il resto sono cose specifiche che a un primo approccio non servono e che confondono solo le idee. Cose come “il giusto spazio tra le parole” o “la sillabazione dei termini” secondo me sono un passo successivo.
    – Nel capitolo 6 si parla di tabelle e immagini “in testo”, spiegandone il codice, per poi dire “tabelle e immagini in testo è meglio non usarle”. Ma allora metti direttamente come si fa il “fuori testo”. Anche qui, se uno poi vuole un “in testo”, lo spieghi dopo.
    – Considerazioni su come si scrive un testo sono superflue (tipo il paragrafo 4.1).

    In verità io sono perplesso anche sui programmi usati da LaTex (non sul linguaggio). Non capisco perché il programma per aggiornare i pacchetti sia diverso dall’editor che è diverso dal compilatore. Non ha più senso mettere tutto assieme in un unico programma? Forse è più limitante per chi vuole smanettare ma di certo è più user-friendly.

    Ciao,
    grazie per i tuoi consigli 🙂 Come aiutante di Lorenzo nello scrivere la guida in oggetto, mi sento chiamato in causa. Scrivere un documento di 10 pagine per insegnare a usare LaTeX forse è possibile, ma ha poco senso. Come dice Lorenzo, inevitabilmente si deve ricorrere a un aiuto esterno appena c’è bisogno di una cosa che non c’è nelle 10 pagine. Si chiede all’amico o al forum.

    Del resto, non esiste nemmeno la guida omnicomprensiva a LaTeX, perché sarebbe talmente ponderosa da scoraggiare chiunque.

    La sfiga dell’Arte è che è pensata come una guida da leggere dall’inizio alla fine, come se fosse un romanzo (noiosissimo). Non so nemmeno siamo riusciti in quest’intento, ma ti assicuro che non è facile decidere ogni anno cosa levare e cosa mettere. Ci sono mesi in cui con Lorenzo ci scriviamo anche dieci volte al giorno.

    C’è una cosa, da dire, però: ogni anno cerchiamo di fare del nostro meglio, e segnaliamo sempre le novità, e chiediamo di leggerle e di darci consigli, ma di consigli ne arrivano pochi. Il consiglio che diamo noi è di leggerla, specie se si è alle prime armi. E ti assicuro che se l’Arte di scrivere con LaTeX venisse letta almeno nelle parti fondamentali, MOLTI messaggi su questo forum sarebbero risparmiati. Ma si leggono SEMPRE le stesse domande a cui si danno SEMPRE le stesse risposte: leggiti una guida, qualunque, che questa cosa che chiedi c’è scritta dappertutto. Poi, nel grande mare delle guide in inglese, l’Arte è in italiano, cioè una rarità: allora si dice leggiti l’Arte. Mica perché sia la migliore guida a LaTeX in circolazione.

    Del resto, i consigli che ti ha dato OldClaudio qualche giorno fa sono gli stessi che diamo noi nella guida: non usare MiKTeX, usare TeXworks o TeXstudio. E li ha dati a te che hai detto di trovarti male (legittimamente) con l’Arte. Ma l’hai letta almeno una volta? 🙂

    Se si leggesse la nostra guida, non si diventerebbe maghi del programma, ma si riuscirebbe a scrivere un documento completo e dignitoso, e complesso almeno come una tesi di laurea: frontespizio, sezioni, bibliografia, indice analitico, tabelle, figure, matematica, eccetera.

    Allora dico: avete provato mai a seguire le nostre istruzioni fino in fondo, prima di chiedere aiuto qui? Lo avete fatto e il meccanismo si è inceppato a un certo punto? Allora ditecelo, per favore, così da migliorarla. Noi che la lavoriamo, forse spesso non vediamo le cose dall’esterno. Non credo che molti lo facciano, a giudicare dalle domande.

    Ecco perché le tue osservazioni ci sono tanto più preziose, grazie 🙂 Sono tra le poche puntuali e critiche. Il punto di vista è il tuo e lo rispetto. Proverò a sfrondare del superfluo la guida per ridurla al midollo. Vediamo che viene fuori. Ma sono sicuro che appena uno vuole scrivere in una lingua che richiede un’altra codifica, per esempio, chiederà aiuto qui. E magari per quel qualcuno scrivere in cirillico con la codifica OT2 era IMPORTANTE tanto quanto per te non sapere a che serve il pacchetto inputenc. Vedi che è difficile decidere cosa levare. E ti accorgi che quella frase a metà, del tipo “esistono altre codifiche oltre a T1, e servono per scrivere in lingue non latine”, che tu giudicavi superflua per te, può mettere un grillo nella testa dell’utente e attivarlo per cercare autonomamente quali altre codifiche esistono, e capire da solo che basta scrivere OT2 al posto di T1. E così via 🙂

    A volte a me e a Lorenzo sembra di svolgere un esercizio erudito solo per noi, tanto che ci diciamo: ma sì, tanto non la legge nessuno 🙂

    La versione 2013 conterrà molte novità, ma si vedrà dopo l’estate. Non vi piacerà? Ditecelo, e diteci come migliorare. Ad ogni modo, tutto quello che hai chiesto nell’Arte c’è.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: MacTeX 2012 e biblatex #79265
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    Columella” post=84158Io uso TexMaker (su Linux) con TexLive 2012 ed ho un problema analogo.

    TexMaker consente di scegliere il “motore” (si dice così?) biblatex da usare, indicando il relativo percorso.

    Nelle opzioni di configurazione avevo dato questo path (confesso, scopiazzando la ricetta da qui http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?p=4155191)

    `
    /usr/local/texlive/2012/bin/i386-linux/bibtex %.aux
    `

    Link immagine:

    Tuttavia, mantenendo il codice

    `
    \usepackage[style=philosophy-modern,hyperref,backref,square,natbib]{biblatex}

    \bibliography{Bibliografia.bib} % database di biblatex

    \defbibheading{dottrina}{\subsection*{Dottrina}} % Definiscono le sezioni della bibliografia
    \defbibheading{prassi}{\subsection*{Prassi}} %
    \defbibheading{norma}{\subsection*{Atti normativi}}

    ….

    `

    Ottengo lo stesso errore di Lorenzo, ossia:

    `Process started

    This is BibTeX, Version 0.99d (TeX Live 2012) The top-level auxiliary file: output-lettura.aux I found no \citation commands—while reading file output-lettura.aux I found no \bibdata command—while reading file output-lettura.aux I found no \bibstyle command—while reading file output-lettura.aux (There were 3 error messages)

    Process exited with error(s)

    `

    Cogliere il suggerimento di inserire fra le opzioni di biblatex « backend=bibtex » crea però un altro problema, perché la pre compilazione con PDFLatex (che dovrebbe creare i file su cui bliblatex successivamente agirà) non riesce (compila all’infinito).

    Bene, allora ho provato a sostituire nella scelta del “motore” del pannello sopra « bibtex » con « biber ». Più precisamente ho dato il seguente path:

    `
    /usr/local/texlive/2012/bin/i386-linux/biber %.aux
    `

    Ma ancora una volta il tentativo si è rivelato infruttoso.

    Tra le opzioni di biblatex deve comparire anche backend=biber, altrimenti non ottieni nulla. Perché? Perché gli stili che vuoi usare pretendono Biber.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Due problemi con TesiClassica #84750
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    lorenzo.pantieri” post=84155Ciao a tutti, mi riferisco al modello di tesi “classica” che si può scaricare qui:
    http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX.html

    Gli ultimi aggiornamenti hanno creato due problemi che prima non c’erano.

    1. Un punto di troppo dopo il numero di immagini e tabelle (ora viene una cosa come “Figura1.: didascalia”. Come toglierlo?

    2. Un problema abbastanza grosso con biblatex e gli stili di Ivan, che produce errori del tipo:
    `/usr/local/texlive/2012/texmf-dist/tex/latex/biblatex-philosophy/philosophy-sta
    ndard.bbx:1398: Undefined control sequence.
    l.1398 \DeclareStyleSourcemap
    {
    ?
    /usr/local/texlive/2012/texmf-dist/tex/latex/biblatex-philosophy/philosophy-sta
    ndard.bbx:1399: Undefined control sequence.
    l.1399 \maps
    {
    ?
    /usr/local/texlive/2012/texmf-dist/tex/latex/biblatex-philosophy/philosophy-sta
    ndard.bbx:1400: Undefined control sequence.
    l.1400 \map
    {
    ?
    /usr/local/texlive/2012/texmf-dist/tex/latex/biblatex-philosophy/philosophy-sta
    ndard.bbx:1401: Undefined control sequence.
    l.1401 \step
    [fieldsource=court , fieldtarget=author]
    `
    Come fare?

    Ripeto: fino a qualche tempo fa il modello si compilava perfettamente.

    Grazie mille,
    L.

    Ho avuto anch’io il secondo problema, e l’ho risolto tutto da solo: basta sostituire
    `backend=biber`
    a quello che c’è ora, o scriverlo tra le opzioni di biblatex se non c’è: gli stili di Ivan ora non vanno più con BibTeX.

    Per il primo non so dirti. Certo è che ClassicThesis non fa altro che dare problemi.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: alternative a verbatim e alltt #84677
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    OldClaudio” post=84122L’ambiente minipage ti permette di farlo; il pacchetto mdframed ti permette di creare un oggetto simile a minipage, incorniciato e colorato, che si può spezzare a fine pagina.

    Listings serve appunto per il pretty printing dei codici; verbatim e alltt, oltre al pacchetto fancyvrb con il suo ambiente Verbatim permettono di inserire codice senza colori o con pochissimi colori (fancyvrb), ma quest’ultimo rimanda a listings per un tipo di composizione più elegante.

    L’unico problema di listings è che non gestisce facilmente i codici UNICODE dei caratteri; siccome i codici sono costruiti essenzialmente con codici ASCII, questo non dovrebbe costituire un grosso problema, tranne nelle righe di commento dovo è facile che compaiano (in italiano e in altre lingue) lettere accentate o con altri diacritici e/o caratteri speciali.

    Questa cosa che quello che è da molti considerato il miglior pacchetto per gestire i codici in un documento non permetta di scriverci in caratteri Unicode continua a essere una limitazione gravissima. Di fatto, lo rende inutile con XeLaTeX. Vi pare possibile?

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Miglioramenti possibili a testi tecnici #84668
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    marchetto” post=84095sto aspettando la pubblicazione di questo argomento su l’Arte, anzi si più o meno quando uscirà?

    Ti ringrazio per la fiducia: l’Arte è solo uno dei luoghi dove si può leggere qualcosa su LaTeX. Non è certo il migliore 🙂

    Ad ogni modo, prima di vedere qualcosa su TikZ nelle pagine della guida ti dovrai accontentare di un articolino che verrà presentato diciamo tra una quindicina di giorni almeno.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Consigli generici #84532
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    Agliuto” post=83915Finora ho seguito “L’arte di scrivere con Latex” di Pantieri e Gordini ma mi ci sono trovato veramente male. Preferirei qualcosa con meno incisi, più sintetico tipo libretto di istruzioni, e che non parta per la tangente ogni 2 righe.

    Grazie! 🙂

    Potresti, per favore farci qualche esempio dei nostri viaggi per la tangente e poi riformulare il testo, per farci vedere come lo vorresti scritto? Per noi è importante.

    Ciao
    Tommaso

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