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canaxis” post=71908Ciao a tutti,
vi espongo brevemente un banale problema che però fatico a risolvere. Sto redigendo il mio resume utilizzando la classe scrartcl. Il problema è che per questioni di spazio sto cercando di ottenere degli elenchi puntati che siano il più compatti possibile, utilizzando il pacchetto enumitem:`\usepackage{enumitem}
\setitemize{itemsep=0ex,parsep=0ex,topsep=0ex,leftmargin=*}`.In questo modo ottengo l’effetto che desidero tranne che per la spaziatura verticale tra l’inizio dell’elenco puntato e la fine del paragrafo precedente. Vorrei infatti che tale spaziatura fosse ridotta al minimo. Ho provato a cambiare il valore di topsep senza però ottenere nessun risultato apprezzabile. Come potrei fare a ridurre tale spaziatura?
Grazie.
Con \topsep a 0 dovresti avere già la tua lista attaccata al contesto. Se così non fosse, come dici, probabilmente quello che vedi si tratta di uno spazio che LaTeX ha messo per riempire al meglio la pagina. Immagino che la tua pagina sia prevalentemente o di solo testo: queste sono le pagine più difficili da riempire proprio per via degli spazi verticali. Se il compositore non riesce a stiracchiare il materiale a disposizione sulla pagina, non può fare altro che mettere spazio proprio tra un capoverso e l’altro, come nel tuo caso.
Potresti provare ad allungare o accorciare i capoversi negli immediati dintorni della tua lista.Ciao
Tommaso
22 Aprile 2012 alle 13:28 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72621::
Sentite, sto seguendo con piacere la discussione sul disegno, e ovviamente quello che sto per dire non c’entra (o centra? 😉 ) nulla. Però, più che di sombreri o secchi o geoidi termici subentranti nel punto Z sublocalizzati nel segno dello scorpione conditi con l’origano della sesta delle Cinque Terre in alzata di monghi con tripudio di funghi nani del Missouri, non pensate che l’utente basico dell’Arte (quello semplice) abbia bisogno d’altro?Mi spiego: dare le informazioni per disegnare disegni più frequenti (non più utili, perché il sombrero avrà naturalmente la massima utilità nel documento che lo richiede) come semplici grafici bidimensionali (istogrammi, a torta, quelli con i punti da unire per dare l’andamento di un fenomeno) credo che sarebbe meglio. Come sarebbe buona cosa dare un esempio o due di disegni per fare mappe concettuali, quelle con gli alberi di rettangoli e cerchi pieni di testo.
Altrimenti, ancora una volta, la guida e LaTeX si sbilanciano verso chi si occupa di matematica e fisica.
Ciao
Tommaso
::cfiandra” post=71816Ho fatto solo una delle figure sul bilanciamento dei pesi. Ci ho messo una decina di minuti (ma era per ritrovare un pezzo di codice utile al colore :D).
Ecco il codice (esempio compilabile da subito con TeXLive):
`
\documentclass{article}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{positioning}
\begin{document}
\begin{center}
\begin{tikzpicture}
% definizione colore di riempimento
\tikzset{myfillcolor/.style ={fill=#1, draw=none}}
% definizione delle caratteristiche del nodo
\tikzset{mynode/.style={rectangle,draw, minimum width=0.5cm, minimum height=0.5cm}}
%—-
% inserimento nodi orizzontali
\foreach \x in {0.5,1.5,…,5.5}
\node[mynode,myfillcolor=black] at (\x,0.75) {};
% inserimento nodi vertical
\foreach \y in {-0.6,-1.2,…,-3.6}
\node[mynode,myfillcolor=black]at (3,\y) {};
% inserimento path che collega i primi due nodi orizzontali
\draw (0.5,0.75)–(0.5,1.5)–(5.5,1.5)–(5.5,0.5);
% inserimento label A B C
\foreach \t/\text in {{(0.5,1.5)/A},{(3,1.5)/C},{(5.5,1.5)/B}}
\node[above]at \t {\text};
% inserimento path che collega B con i nodi verticali
\draw (3,1.5)–(3,-0.35);
\end{tikzpicture}
\end{center}
\end{document}
`
Il codice di cui parlavo è: \tikzset{myfillcolor/.style ={fill=#1, draw=none}}. Quando si definisce un nodo, tra le opzioni, questo “comando” permette di modificare il colore utilizzando le stesse impostazioni di forma. Mi spiego: se voglio definire un quadrato nero con:`
\tikzset{mynode/.style={rectangle,draw, minimum width=0.5cm, minimum height=0.5cm,color=black}}
`
successivamente non posso colorare mynode di grigio. Con quel comando si:`
\node[mynode,myfillcolor=black]at (0,0) {};
\node[mynode,myfillcolor=blue]at (5,5) {};
`Al di là della piccola spiegazione tecnica, si può notare come il codice non sia scritto alla cieca: c’è una logica, come c’è una logica per redigere un documento, scrivere un file di stile o una classe.
Con questo intervento non voglio convincere Lorenzo, o dimostrare qualcosa… ma la sfida (riprodurre una figura) era interessante. 😀
P.S. Rispetto alla figura originale, la mia ha una differenza: le tre label (A, B, C) non erano allineate, nella mia sì.
Ciao
ClaudioMi intrometto non solo per dire che ammiro chi ha raccolto la sfida, che seguo con molto gusto, ma per segnalare che forse siamo un pelo troppo OT. 🙂
Urge una sezione del forum dedicata al disegno!
Visto che qui c’è chi ne sa molto, sul disegno, direi che si potrebbero raccogliere le forze e scrivere una guida tematica che illustri il funzionamento di base di TikZ (che mi pare essere il top di gamma) o PS-Triks o come si scrive. Spiegando le cose elementari sapute le quali si può partire per produrre disegni più complicati in autonomia.
Ciao
TommasoCiao
Tommaso
::egreg9″ post=71804Prova a lanciare biber dalla linea di comando; è probabile che si sia piantato: lo capisci subito dal messaggio che ottieni sul terminale.
Ciao
EnricoQuesto il messaggio da terminale al comando biber pippomoro:
`MacBook-di-Tommaso-Gordini:TeX_files tommasogordini$ biber pippomoro
data source /var/folders/0T/0T4GZHy9GoGj4XgCk7IlF++++TI/-Tmp-/par-746f6d6d61736f676f7264696e69/cache-e8737dfcb1d22ef9a3aca43e9c4fcacdf18a6d6a/inc/lib/Biber/LaTeX/recode_data.xml not found in .
Compilation failed in require at Biber/Utils.pm line 21.
BEGIN failed–compilation aborted at Biber/Utils.pm line 21.
Compilation failed in require at Biber/Internals.pm line 8.
BEGIN failed–compilation aborted at Biber/Internals.pm line 8.
Compilation failed in require at (eval 22) line 2.
…propagated at /opt/local/lib/perl5/5.14.1/base.pm line 94.
BEGIN failed–compilation aborted at Biber.pm line 5.
Compilation failed in require at script/biber-darwin line 20.
BEGIN failed–compilation aborted at script/biber-darwin line 20.`È grave? A dire il vero io usavo bibtex, ma poi ho messo biber solo perché ho ricevuto un warning di biblatex che diceva di mettere biber come backend in quanto la codifica è utf8. Questo il messaggio da terminale di bibtex:
`This is BibTeX, Version 0.99d (TeX Live 2011)
The top-level auxiliary file: pippomoro.aux
I found no \citation commands—while reading file pippomoro.aux
I found no \bibdata command—while reading file pippomoro.aux
I found no \bibstyle command—while reading file pippomoro.aux
(There were 3 error messages)
`Oggi pomeriggio ho fatto montare della RAM al centro assistenza AT a Porta Trento. Potrebbe essere questa la causa?
Ciao
Tommaso
::Liverpool” post=71774
Se si tratta di raccogliere le notizie di lilypond-book in un documento unico, posso provarci, mi ci vorrà un po’ di tempo.
Allora non ti preoccupare. Pensavo avessi già le idee “ben chiare” su cosa fare, ma se ti devi mettere a studiare per conto terzi, non è giusto che te lo si chieda: a questo punto non vedo perché non dovrei farlo da solo.
Grazie per la disponibilità.Comunque non sapevo dell’avversione di Lorenzo per la grafica programmata, altrimenti non avrei tirato fuori l’argomento. Come dice @OldClaudio, è molto più difficile fare una presentazione con beamer, che un diagramma cartesiano con pgfplots; e aggiungo che, almeno per me, è molto più frequente la necessità di realizzare un grafico che non una presentazione. Fine della storia.
Bisogna fare prove con lilypond-book e vedere se la parte musicale si spezza in due pagine. Credo che sia l’ostacolo più grosso. Ma mi pare che \pagebreak non sia ammesso.
Rimane valido che mi piacerebbe una lista dei 5 pacchetti o ambienti più validi per disegnare. Personalmente non ho le idee chiare su cosa differenzi esattamente l’uno dall’altro. Ma, come dici tu, posso studiare da solo 🙂
Ciao
Tommaso
::OldClaudio” post=71742Il link alla documentazione di LillyPond e lilypond-book riporta numerose informazioni compresi ambienti tipo \begin{lilypond}…\end{lillypond} che sembra che facciano quello che dici; in realtà non ho capito bene come si usi lilypond-book, anche se la documentazione per l’uso insieme a LaTeX sembra abbastanza estesa.
Il punto è che ho provato a installare LillyPond sul mio Lion ma nel sito c’è scritto esplicitamente che l’attuale versione è incompatibile con Lion.Tornando alla grafica, sappiamo tutti quanto Lorenzo sia contrario alla grafica programmata. Io non sono contrario, anzi. ma c’è un punto che Lorenzo forse dimentica o vuole dimenticare; l’ambiente picture per la grafica programmata è parte integrante di LaTeX ed è documentato in un appostito capitolo del manuale di Leslie Lamport. La versione del 1994 o 1995 del manuale dà anche le istruzioni per l’estensione dell’ambiente che lui non ha scritto, ma che 10 anni dopo hanno scritto altri e hanno creato il file pict2e apposta per introdurre queste estensioni in LaTeX2e, che è poi quello descritto (insieme a numerosi pacchetti di personalizzazione nell’Arte); questo pacchetto è vico e vivace e l’ultimo aggiornamento è del 2011.
Certamente co tikz si fanno disegni molto più belli; certamente con PSTricks si fanno disegni altrettanto belli confrontabili con quelli di tikz. l’ambiente picture è molto più “ruspante”, ma permette di fare moltissime cose. Del resto, siccome sono un utilizzatore frequente di questo ambiente, sapete benissimo che lo sostengo, e ne ho scritto anche un articoletto sull’ultima ArsTeXnica, che è stato ripreso da TUGboat e apparirà nel prossimo numero di TB.
Con questo non voglio dire che l’ambiente picture debba essere l’unico ad essere usato, per carità, non mi passa nemmeno per la mente, ma siccome è un ingrediente essenziale di LaTeX2e, oltre che l’ambiente cui si appoggiano pacchetti come eso-pic, watermark, e simili, la conoscenza di quei quattro comandi di picture non guasterebbero per niente.Sia ben chiaro: capisco benissimo le preoccupazioni di Lorenzo in merito alla grafica programmata; capisco benissimo che questa è spesso troppo avanzata per i neofiti; certo non è troppo avanzata quella di picture: è sicuramente più semplice che non comporre una presentazione con beamer; più semplice che non fare un diagramma con pgfplots, più semplice che non personalizzare ClassicThesis 😐
La documentazione di LilyPond è peggio di quella di memoir e minitoc e titlesec messa insieme. Quando si mette sul leggio una parte scritta con Lily, però, tutti gli altri software di notazione musicale spariscono: la leggibilità è prodigiosa, anche in condizioni di scarsa luce. Ve lo dico io che suono.
Se si tratta di raccogliere le notizie di lilypond-book in un documento unico, posso provarci, mi ci vorrà un po’ di tempo.
Per quanto riguarda il disegno programmato, si sa che non è facile. Si potrebbero indicare però i pacchetti migliori, facciamone una lista oculata con accanto le principali caratteristiche, specie quelle che li distinguono tra di loro. Invito chi se ne intende a farlo. Come invito gli amministratori del forum a creare una sezione autonoma sul disegno.
Ultimamente sono stati creati pacchetti per disegnare molto semplicemente istogrammi, linee del tempo, curriculum vitae con semplici comandi che mascherano codice TiKZ.
Si potrebbero indicare, trovo.Ciao
Tommaso
::Liverpool” post=71736Per Tommaso: mi piacerebbe che scrivessi una guida sull’integrazione tra Lilypond e LaTeX. Non credo che ce ne siano altre in giro e sarebbe veramente preziosa.
Eh 🙂
Farebbe comodo anche a me. Un noto autore delle mie parti qualche tempo fa mi diede un codice per scrivere facilmente codice LilyPond in un documento .tex. Le cose si sono evolute: TeXShop (e TeXnicle) comprende anche LilyPond tra i motori di composizione il che vuol dire che può essere usato come editor per la musica, anche se senza alcune facilitazioni, prime tra tutte quelle di jEdit con il suo LilyPondTool, fermo purtroppo a gennaio 2010. Guarda la pagina web di Nicola Vitacolonna (http://users.dimi.uniud.it/~nicola.vitacolonna/home/software).
Il noto autore disse all’epoca che un pacchetto per integrare Lily con LaTeX si poteva fare, ma poi non si è fatto. Nessun rimprovero, beninteso, ma credo, se l’autore vorrà intervenire, che ci siano problemi importanti.
Esiste il programma lilypond-book (http://lilypond.org/doc/v2.15/Documentation/usage/lilypond_002dbook.it.html) per integrare musica e testo, ma il documento non ha estensione .tex (che è quello che ci interessa).Io ho scritto un paio di tesi per amici con LaTeX e la qualità di LilyPond. Il risultato è meraviglioso, ovviamente, sembrano figli della stessa madre. Il codice che mi diede il noto autore funzionava e mi permetteva di includere esempi musicali compilati a parte come PDF in un semplice ambiente lilypond. Il problema più grande è appunto che si tratta di file esterni, e non spezzabili, come non spezzabili sono le figure in LaTeX. Se la pagina di musica eccede la pagina del documento, siamo fritti. Per qualche riga o singole battute, invece, va alla grande, si può regolare il pentagramma per giustificarlo alla gabbia corrente. Ma sempre di file esterno si tratta.
Il gol sarebbe poter scrivere:
`\dots come si vede nell'esempio seguente:
\begin{lilypond}
\end{lilypond}
Il tema principale è in la maggiore, e ritorna\dots`
Ma tutto questo in un documento .tex da compilare con pdflatex.
Ciao
Tommaso
::Liverpool” post=71726Cari Lorenzo e Tommaso 🙂 Sull’Arte c’è un intero capitolo dedicato alla matematica, ma non c’è nemmeno un paragrafo dedicato alla grafica vettoriale. Visto che chi tratta di matematica non è raro che abbia la necessità di tracciare grafici, non sarebbe il caso di aggiungere un paragrafo, non dico dedicato a TikZ, ma almeno a pgfplots con un paio di esempi (uno di funzione generata direttamente dal pacchetto e l’altro di file importato)? Qualcosa di molto semplice, solo per introdurre il pacchetto.
P.S.: lo so che sono rompiscatole 😛
Ciao
Ciao,
su questo argomento Lorenzo è inamovibile. 🙂 Dobbiamo farcene una ragione. La guida di Oetiker nella sua ultima versione ha una parte che riguarda il disegno, così come la guida di van Dongen. Si tratta di una materia vastissima, che personalmente non saprei da che parte prendere.Non c’è nemmeno una parte che riguarda la scrittura in altri alfabeti (potrebbe essere utile l’arabo, il russo, il giapponese, l’ebraico). Non ci sono altre parti che in una guida di base faticherebbero a entrare. Anche a me piacerebbe un sacco saper usare TiKZ.
Piuttosto, sarebbe bello sapere che cosa gli utenti vorrebbero trovare nell’Arte. Tu una sezione sul disegno. Altri? Così, tanto per sapere 🙂
Ciao
Tommaso
::lord_g” post=71697Ragazzi ho una buona notizia (soprattutto per me… eheh). Dopo i tanti vostri suggerimenti e la pazienza profusa nei miei confronti, sono riuscito a compilare il file Tesi.tex senza errori.
Ora viene la parte più bella e cioè quella del riempimento. Ho 2 richieste in particolare:1) Se e come posso modificare il frontespizio a mio piacimento (tipo la posizione del logo, i caratteri, i colori, ecc…)
2) L’indice mi esce con i numeri di pagina sfalzati come mostra la figura sottostante:
[attachment=212]Indice.png[/attachment]e vorrei mi uscisse con dei puntini tra il titolo e la pagina, e soprattutto con i numeri di pagina allineati.
Grazie come sempre a tutti!!!
Il mio consiglio è sempre lo stesso: lascia il risultato così com’è. ClassicThesis è uno stile pensato per ottenere qualcosa di MOLTO particolare, e i numeri di pagina non incolonnati fanno parte di questo ‘particolare’. Cambiare qualcosa significa snaturare uno stile pensato a lungo.
Che poi possa piacere o meno, questo è un altro paio di maniche. Ma se l’hai scelto, allora ti piace. Altrimenti, non fai molta fatica a impostare Palatino e Iwona e geometry per ottenere esattamente la stessa cosa. Ma ClassicThesis è un’altra cosa. È ClassicThesis, appunto, pensato come omaggio a un libro americano molto bello. Transitivamente parlando, sarebbe come snaturare quel libro 🙂
Non credo che Enrico voglia creare un ulteriore stile per il suo pacchetto, uno stile che si accordi con ClassicThesis.
Hai provato suftesi? Puoi ottenere un frontespizio in stile, puoi scegliere i puntini o meno, puoi scegliere altri font. Puoi scegliere molte cose perché l’autore l’ha previsto. Miede non l’ha previsto.
Ciao
Tommaso
::Mirandola” post=71695
E’ la prima volta che scrivo e comincio ora col LaTeX. Sto usando la classe Book e tutto va bene. Come si fa per cambiare la scritta “Capitolo 1” in “Unità 1”. Grazie
Nel preambolo, cioè prima di \begin{document}
`\addto\captionsitalian{\renewcommand{\chaptername}{Unit\`a}}`
Ciao
EnricoSarebbe possibile cambiare anche la dicitura “Introduzione” con qualcosa del tipo:
“Considerazioni introduttive” ?Quello che cerchi sta scritto nell’Arte di scrivere con LaTeX. Scaricala dalla sezione Documentazione di questo sito.
Buona lettura!
Ciao
Tommaso
::Number22″ post=71665Dunque, ho provato con il pacchetto frontespizio per semplificarmi la vita. Come si fa a personalizzare i singoli elementi? Perchè vorrei ad esempio il logo dell’università più grande e sono ancora alla triennale:-) . Grazie mille a tutti, nei ringraziamenti metterò anche voi:D
Nella documentazione del pacchetto, in italiano, c’è scritto tutto quello che ti serve. Apri un terminale o un prompt di DOS, scrivici texdoc frontespizio e da’ invio.
Ciao
Tommaso
::Number22″ post=71659Intanto grazie a tutti. Ripartiamo da capo allora. Il risultato che voglio ottenere è che la prima pagina del file complissivo sia il frontespizio. Vi posto il codice del frontespizio:
`
\documentclass[italian,a4paper,12pt]{report}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{fancyhdr}
\usepackage{epstopdf} %conversioni immagini eps to pdf al volo
\usepackage{babel}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{fullpage,epsfig}
\usepackage{vmargin}
\usepackage{ucs}
\pagestyle{empty}\begin{document}\begin{center}\begin{sffamily}
\begin{figure}[t]
\centering
\includegraphics[scale=0.5]{unipd_logo.eps}
\end{figure}{\Large{\textrm{\bf Università degli studi di Padova}}} \newline
\Large{\textrm{\it Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione }} \newline \vskip 4cm
\Huge{Introduzione al controllo digitale}\newline \vskip 4cm
\begin{tabular}{cccccccccc}
{\bf {\Large Relatore:}} & & & & & & {\bf{\Large Autore:}}\newline
\\{\Large Ch.mo Prof. Nome professore} & & & & & &{\Large Nome Autore}\\\end{tabular}
\newline \vskip 2cm
\Large{Anno Accademico 2011/12}\end{sffamily}
\end{center}\end{document}
`Non hai pensato al pacchetto frontespizio? Il tuo codice potrebbe diventare:
`\documentclass[titlepage,a4paper,10pt]{report}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{fancyhdr}
\usepackage{epstopdf} %conversioni immagini eps to pdf al volo
\usepackage{fullpage,epsfig}
\usepackage{vmargin}
\usepackage{ucs}
\usepackage{frontespizio}\begin{document}
\begin{frontespizio}
\Universita{Padova}
\Logo{unipd_logo}
\Facolta{Nome della facoltà}
\Corso[Tipo di diploma]{Nome del corso}
\Dipartimento{Ingegneria dell'Informazione}
\Annoaccademico{2011-2012}
\Titolo{Introduzione al controllo digitale}
\Candidato[Tua matricola]{Tuo nome}
\Relatore{Nome del relatore}
\Correlatore{Nome del relatore}
\end{frontespizio}\end{document}
`Compila una volta il tuo file principale, apri e compila una volta il file nometesi-frn.tex creato dalla prima compilazione, poi compila nuovamente il file principale.
Ciao
Tommaso
::robitex” post=71641
[quote=”lorenzo.pantieri” post=71636][quote=”illinguista1972″ post=71632]Installare TeX su Mac è una banalità […].
Sono abbastanza d’accordo. Rispetto a qualche tempo fa le cose sono migliorate: un tempo il link predefinito era quello di UniRoma2, lentissimo: bisognava cambiarlo a mano e questo poteva spiazzare l’ignaro principiante. Ora le cose, su Mac, sono quasi perfette. Si può fare ancora meglio: per esempio, la MacTeX che si scarica contiene moltissimi pacchetti che sono già obsoleti nel momento in cui li si scaricano: bisogna fare l’aggiornamento a mano con la TeX Live Utility.
Vorrei che LaTeX fosse facile da installare e aggiornare quanto MacOS: un paio di clic per l’installazione e una procedura quasi automatica per l’aggiornamento che ti dice che è disponibile nuovo software, un clic e via.
Sulle altre piattaforme non mi pronuncio: sono troppi anni che uso solo Mac.
Anche queste cose le abbiamo già dette più e più volte. 😉
Su Windows può esserlo scaricando la ISO e facendo doppio clic su un file all’interno. Basta dirlo, non bisogna masterizzare nulla.
0. Scarichi il programma tal dei tali per decomprimere le iso.
1. Scarichi la ISO da XYZ (= scarichi MacTeX da xyz).
2. Decomprimi la ISO con doppio clic (fai doppio clic su MacTeX).
2a. Apri la cartella risultante e fai doppio clic su install-tl.bat.
3. Dici sì alle domande e attendi la fine (dici sì alle domande di MacTeX e attendi la fine).
4. Aggiorni TL con l’utility (aggiorni TL con l’utility).
Non mi dire, capo, che è difficile, dai. La contropartita è: in questo modo si evitano tutti gli arresti del download durante l’installazione al volo. Preferisco di gran lunga aggiornare una distribuzione perfettamente installata che penare giorni con gli arresti in un download di qualche ora.
Occhio: quello che diciamo sull’arte di MacTeX non mette al riparo da Uniroma2, che è sempre in agguato. 😉
Ciao
Tommaso[/quote]
Già. La ISO magari scaricata con calma dai torrent è ottima, ma solo nell’immediatezza del rilascio di TeX Live, altrimenti l’aggiornamento dei pacchetti è talmente numeroso che conviene alla fine l’installazione via tlnet.
Bye. R.[/quote]La stessa cosa accade su Mac. Esattamente la stessa cosa: se installo MacTeX ad aprile, mi trovo nella stessa situazione. MacTeX non viene mai aggiornata, nemmeno una volta ogni due mesi nell’arco della vita della versione corrente. E nemmeno la ISO per Windows.
Dunque 🙂
Ciao
Tommaso
::robitex” post=71640Ciao,
vorrei dare il mio personale punto di vista sui problemi d’installazione.TeX Live e Debian
Prima di tutto, sui sistemi Debian TeX Live si può installare tranquillamente da CTAN. Esiste semmai una possibilità in più che consiste nell’utilizzare i pacchetti TeX Live della distribuzione, che però rimangono privi di tlmgr e di aggiornmamenti recenti. L’utente si trova così con un elemeto di confusione in più.TeX ed una guida tematica per l’installazione
Sarebbe veramente eccezionale perché offrirebbe una panoramica studiata ed aggiornata su tutti i principali sistemi operativi.
Sarebbe anche un argomento ideale per una guida tematica (intendo quelle della collezione GuIT nella sezione Documentazione del sito), dovendo periodicamente essere aggiornata, cosa che non si può fare per un articolo su ArsTeXnica, se non come presentazione al meeting annuale. Inoltre, potrebbe coinvolgere più Autori, per un lavoro efficiente. (Ho già scritto anch’io guide brevi sull’argomento e sono disponibile a lavorare ad una guida tematica del genere, dopo aver completato quella a cui sto lavorando — da un po’ di tempo 🙁 –).TeX Live e le difficoltà d’installazione
Come è stato detto, TeX Live diventa sempre più completa e semplice da installare da CTAN, per tutti i sistemi operativi. Spero che lo diventi ancora di più in futuro. L’unico vero problema a mio avviso è la necessità del download di una notevole quantità di dati.
L’installazione full è assai lenta. Se ci sono buchi di rete nella connessione il processo può interrompersi. Se il mirror per caso è lento, ci vuole parecchio. Gli aggiornamenti (basta dare il comando $ tlmgr update –all) sono diventati anche questi più lenti da quando tlmgr effettua il backup dei pacchetti obsoleti durante l’aggiornamento.
Insomma, vorrei proprio che l’installazione fosse più veloce. Una volta, durante una pretesting, avevo proposto al team di sviluppo di implementare il download multiplo tra più server, magari parallelo. La cosa non si può fare perché l’asincronia dei mirror rende molto difficile la programmazione di tlmgr.TeX e gli aggiornamenti
Il fatto che esista un aggiornamento è un segno vitale del sistema TeX. Installarlo è quasi sempre una necessità. Vi ricordate come si faceva senza pgfplots, o senza la classe standalone, o senza pdfpages, o… senza LuaTeX …?Grazie per aver letto fino a qui!
Un saluto.
R.Prego 🙂
Naturalmente sono disponibilissimo per collaborare a questa guida, che sarebbe la benvenuta!
Ciao
Tommaso
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