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egreg9″ post=69781
Ho già fatto tutti gli aggiustamenti con \looseness e \enlargethispage. Alcune pagine mi sembravano mal riempite e infatti lo erano, ma per colpa mia.
Avevo lasciato in fondo al file di classe \vbadness=2000. Ho impostato tutto come di default e aggiustato di conseguenza.
Per curiosità ho provato a compilare con \vbadness=100, per vedere quanti bad box ci sono, e sono parecchi ma in numero non preoccupante.
Certo è impossible risolverli tutti.[tt]\vbadness=100[/tt] è certamente un valore troppo piccolo.
Alla fine usando \enlargethispage relativamente alla pagina, succede la stessa cosa che succede con \raggedbottom.
Considera che le pagine sono tutte sistemate, quindi quest’ultimo comando “spinge” pochissimo.ivan” post=69777Un’altra cosa. Spesso per eliminare l’underfull vbox è sufficiente dare \enlargethispage{-.5\baselneskip}.
Ha senso o è meglio allargare di una riga?Questo significa che l’altezza della gabbia non è ben impostata o che non hai sufficiente flessibilità nelle spaziature dei titoli. Naturalmente, se il tuo scopo è il “grid typesetting”, cioè vuoi che le righe sulle pagine opposte siano tutte alla stessa altezza, non deve esserci flessibilità nelle spaziature e che lo spazio complessivo aggiunto per i titoli deve essere un multiplo intero dell’avanzamento di riga.
La flessibilità per i titolo (di sezione) non è in effetti ampia:
`\setlength{\secpresep}{\dimexpr(1.1cm-\baselineskip) minus 2pt}
\setlength{\secpostsep}{\dimexpr(.7cm-\baselineskip) minus 2pt}`
perché sono già molto spaziati. Quindi ho pensato di dare solo una flessibilità negativa.
Inoltre questo è stato un aggiustamento successivo, quando mi sono trovato costretto a recuperare pagine,
per rientrare nelle 224 (multiplo di 16; le pagine per segnatura).
Per l’altezza ho impostato il numero di righe (35). Quando però nella pagina ci sono note,
titoli, citazioni fuori corpo o elenchi ci sono alcuni problemi di riempimento. (Una decina di pagine circa su 224.)
Il motivo risale alla notte dei tempi, quando dovevo dimostrare che si può “clonare” un testo di una collana
di una casa editrice qualsiasi. Poi ho scoperto che anche i volumi di una collana hanno dei margini di movimento.
Quindi ora non avrebbe più senso impostare il numero di righe, così come non avrebbe senso quel calcolo per
footnotesep. Basterebbe una misura elastica semplice, senza calcoli. Ma ormai è tardi 🙂egreg9″ post=69781Ci vediamo venerdì.
Ottimo!
Ciao
Ivan
::OldClaudio” post=69773Forse dovresti usare \glueexpr invece di \dimexor?
\dimexpr lavora su lunghezze rigide; se vi metti dentro una lunghezza elastica, ne viene usata solo la sua lunghezza naturale perdendo le componenti di allungamento e accorciamento; certo se prima di \dimexpr metti un termine avente le caratterisitiche di una lunghezza elastica, quei plus e minus non intervengono nell’espressione ma intervengono nell’assegnazione come componenti di allungament e accorciamento assegnate ex novo alla lunghezza elastica a primo membro.
TeX distingue fra i registri di tipo \dimen e di tipo \skip; Plain assegna nomi ai registri con comandi del tipo \newdim e \newsckip; LaTeX, invece ha solo \newlength che è equivalente a \newskip; in sostanza le lunghezze definite con i comandi laTeX sono tutte elastiche.
Detto questo hai già usato \looseness per allungare i capoversi; funziona se i capoversi sono lunghetti; lo puoi usare anche a rovescio con un valore negativo, in modo da accorciare; talvolta accorciare un capoverso che avrebbe, magari, solo una parola nell’ultimo righino, può produrre una pagina piò piena, magari recuperando dalla pagina successiva una riga e un righino.
Certo fare il fine tuning è difficile; negli impaginatori professionali la posizione delle righe è fissa e assolutamante ripetibile da una pagina all’altra, ma sono penasti per pagine di solo testo; se ci sono degli inserti, questi vengono collocati dentro a “scatole” le cui dimensioni e la cui posizione è conforme alla griglia delle righe. LaTeX e gli altri motori di composizione non fanno cosi, perché la matematica in display non lo consente e sfrutta l’elasticità di \parskip (\tra l’altro ai provato a ridefinire [tt]\parskip=0pt plus 0pt minus 0pt[/tt]?) e ad altre gomme come \lineskip. Io non ci farei molto conto, maridefinedo queste cose si ottengono alcuni risultati, non sempre gradevoli, ma le piccole variazioni si vedono.
Se hai molte note, potrebbe valre la pena si definire \footskip con un allungamento sensibile.
Ho già fatto tutti gli aggiustamenti con \looseness e \enlargethispage. Alcune pagine mi sembravano mal riempite e infatti lo erano, ma per colpa mia.
Avevo lasciato in fondo al file di classe \vbadness=2000. Ho impostato tutto come di default e aggiustato di conseguenza.
Per curiosità ho provato a compilare con \vbadness=100, per vedere quanti bad box ci sono, e sono parecchi ma in numero non preoccupante.
Certo è impossible risolverli tutti.Alla fine usando \enlargethispage relativamente alla pagina, succede la stessa cosa che succede con \raggedbottom.
Considera che le pagine sono tutte sistemate, quindi quest’ultimo comando “spinge” pochissimo.Un’altra cosa. Spesso per eliminare l’underfull vbox è sufficiente dare \enlargethispage{-.5\baselneskip}.
Ha senso o è meglio allargare di una riga?Proverò con calma anche i comandi che mi hai consigliato. Grazie!
Ciao
Ivan
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Riprendo questo topic per risolvere una situazione particolare.
In un testo in formato 14X21 ho sistemato tutti gli underfull vbox con i sistemi noti.
Ora, però, alcune pagine risultano ancora mal riempite. L’allargamento è visibile, anche se minimo.A questo punto mi sto chiedendo se non sia il caso di usare \raggedbottom.
Questo però spinge in alto tutto il testo, comprese le note, che in basso non appaiono più in alcuni casi allineate.
Il testo compare però molto più compatto.Sarebbe meglio se venisse allargato lo spazio tra testo e note, spazio che ho impostato con geometry:
`\geometry{
papersize={14cm,21cm},
textwidth=10cm,
lines=35,
headheight=14pt,
headsep=\MARheadsep,
top=\MARtopmargin,
hmarginratio=1:1,
%nomarginpar,
marginparsep=6pt,
marginparwidth=1.5cm,
footnotesep=\dimexpr(1.2cm-\baselineskip) plus 2pt minus 2pt,
heightrounded,
}`
Al di là del codice sporco (alcune lunghezze mi servono anche in altre parti), con qualcosa come
`\dimexpr(1.2cm-\baselineskip) plus 2ex minus 2pt`
miglioro alcune pagine ma rinascono dal nulla nuovi bad box e non mi spiego il perché.Mi sto forse preoccupando per niente?
Ciao
Ivan
::furbenzio” post=69713
Solo per questo particolare cliente è obbligatorio che il cognome preceda il nome; per gli altri ovviamente no. 🙂
😀 😀 😀
Ma cosa succederebbe se anziché essere un uomo il cliente fosse una donna o una società? Si otterrebbe “Io sottoscrittO sig.ra Mariangela Fantozzi…”.
Forse si potrebbe risolvere con il pacchetto person. Si potrebbe creare il comando “\newcommand{\cliente}{\personfullname[cliente]}” da completare a seconda del cliente “vero” (“\newperson[cliente]{Mariangela Fantozzi}{sig.ra~Fantozzi}{f}) e inserirlo opportunamente nella procura e in tutti gli altri campi in cui deve comparire. Però a questo punto non so come sia possibile fare anche in modo che l’inizio della procura (“io sottoscritto..”) cambi automaticamente a seconda del fatto che il cliente sia un uomo o una donna. Se una donna: “io sottoscritta <....> informata…”; se un uomo: “io sottoscritto …<...> informato”.Questo non saprei proprio come farlo. Sarebbe una svolta pazzesca nella redazione degli atti! Io per il momento inserisco tutto a mano procura per procura, cliente per cliente.. e nella mia dabbenaggine non mi era nemmeno venuta in mente questa possibilità!Quanto al piccolo censimento di Deer, con rammarico vedo che non ha avuto finora molto seguito. Io posso dire per parte mia che sarei entusiasta all’idea di poter collaborare con utenti più esperti per rendere LaTeX più avvertito delle esigenze di noi giuristi. Quindi dico: presente!
Argomento interessante. Rientra nel problema generale sull’uso di LaTeX per lavoro.
Proprio per questo è necessaria la formazione a basso livello, a partire dalle lauree triennali,
perché una volta laureati e diventai professionisti, difficilmente si avrà la voglia di
impostare nuovamente il proprio modo di fare.Non credo però realizzabile un formato che preveda tutte le possibili situazioni,
anche solo per un ricorso con procura a margine. Ma forse mi sbaglio 😉
Anche se così fosse, però, dubito che ci sia un risparmi di tempo effettivo.
Si dovrebbero imparare a memoria un sacco di comandi. Non so se ne vale la pena.
Certo che se uno deve scrivere una decina di ricorsi al giorno, impostare un formato con LaTeX
potrebbe essere una buona soluzione a lungo termine.Ciao
Ivan
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Errori simili possono dipendere dal fatto di aver già caricato il pacchetto
o direttamente o indirettamente attraverso un altro.
Soluzione:
`\captionsetup{small,bf}`Ciao
Ivanedit: il fatto che lavori su una TeX Live 2009 complica le cose…
francamente non ricordo più nulla di quella distribuzione 🙁caption è caricato da subfig…
Metti \captionsetup dopo subfig
::Stiff” post=69690Salve a tutti,
ho visto le discussioni precedenti su quest’argomento ma non ho trovato risposte a mio parere soddisfacenti.
Quali sono le differenze fondamentali fra xetex e latex? Ne vale realmente la pena? Quali sono gli obiettivi principali di xetex?Grazie in anticipo per le risposte!
Ti consiglio, nell’eventualità, di scaricare la versione beta di microtype.
Fa solo la protrusione ma ti assicuro che è già un grosso aiuto nell’impaginazione, soprattutto
in testi corposi con gabbia stretta.Ne approfitto, spudoratamente, per un OT 😳

Enrico, ci sarai venerdì prossimo per l’inizio del corso?Ciao
Ivan
::knight” post=69411Scusami veramente tanto.
Non capiterà più.
Grazie mille per le risposte e per i consigli.
Il pacchetto fancyhdr l’ho usato ed è proprio quello a prevedere sia la sezione che il capitolo sull’intestazione.Ho messo l’interlinea di default ed effettivamente è meglio.
Le responsabili delle testatine sono le due righe:
`\lhead{\nouppercase{\rightmark}}
\rhead{\nouppercase{\leftmark}}`Leggi bene la documentazione e vedrai che riuscirai ad avere le testatine come vuoi tu.
Ciao
Ivan
::knight” post=69403Salve a tutti,
sono nuovo del Forum.
Mi sto avvicinando a LaTex per scrivere la mia tesi. Lavoro in ambiente Mac e uso TeXShop e BibDesk per la bibliografia.
Qui di seguito ho postato un facsimile del mio documento.
Vorrei risolvere 3 problemi.
1)Nel frontespizio vorrei mettere la riga in alto subito dopo la Sezione e non dopo il nome dell’Università.2)Nelle marche vorrei che comparisse solo il titolo del capitolo a sinistra e non anche il titolo delle varie sezioni.
3)è possibile all’inizio di ogni capitolo far apparire il numero accanto al titolo del capitolo e non sopra? con il comando \renewcommand{\chaptername}{} sono riuscito ad eliminare la parola capitolo accanto al numero.
Posto qui di seguito il documento LaTex.
Scusate se ho inserito qualche citazione e una immagine ma è per farvi rendere conto del contesto.
Qualcuno è in grado di aiutarmi nei miei 3 problemi?Una tiratina d’orecchie…, prima di darti il benvenuto 😉
Tre quesiti in un unico post violano la netiquette, che peraltro nessuno ormai legge più 🙁1) Per carità, richiesta lecita. Personalmente non impiegherei del tempo per capire come fare.
Enrico ti saprà aiutare, se lo riterrà opportuno. Là dov’è, la linea va benissimo.
2) Pacchetto fancyhdr.
3) Sì, è possibile. Pacchetto titlesec
…
4) Lascia perdere l’interlinea uno e mezzo. È molto orribile [sic!]Ciao
Ivan
::GennaroTedesco” post=69376Buonasera a tutti,
sto scrivendo una presentazione in beamer e non riesco a centrare
l’ambiente itemize utilizzando procedure standard tipo \centering
o \begin{center}. Ho risolto utilizzando la costruzione con
minipage, ma mi sembra un pochino artificiale e sono sicuro
che c’e’ di meglio. Come mai non funziona l’allineamento in maniera ordinaria?Grazie,
GennaroSecondo me non ha alcun senso centrare un elenco puntato. L’occhio dello spettatore viene continuamente rimbalzato da destra a sinistra, inutilmente.
Il fatto che non si possa centrare (facilmente) un elenco dovrebbe farti pensare che non è poi un’esigenza così frequente…
Ci sarà un motivo, no?Ciao
Ivan
16 Febbraio 2012 alle 9:12 in risposta a: suftesi: classe (anche) per tesi in discipline umanistiche #49497::lorenzo.pantieri” post=69192Riassumo.
1.
Ho guardato la documentazione di titling. Aggiunge qualche comando in più a quelli previsti dallo standard \maketitle. Non è però quello che cerco: non permette di produrre frontespizi degli di questo nome. Quelli di “titlepages”, invece, sono veri frontespizi, ma non prodotti in modo automatico: l’utente deve sporcarsi le mani con codice di basso livello.Il comando [tt]\maketitle[/tt] delle classi KoMa consente di inserire qualche dato in più rispetto a quello delle classi standard (aggiunge subject, subtitle, publisher e una specie di intestazione) e inoltre può apporre automaticamente due note (in alto e in basso) dietro il frontespizio (ha un nome la pagina che sta sul retro del frontespizio?) e anche la dedica (in una pagina a sé). Non è flessibile come si vorrebbe, certo, e non consente di scegliere layout preimpostati […].
Nulla contro le classi KOMA, ci mancherebbe, ma ci vorrebbe un pacchetto che vada bene per “tutte” le classi. E che produca “veri” frontespizi con layout preimpostati.
antonio.macrì” post=69190ma evidentemente anche Markus Kohm è sensibile al problema: sta scrivendo un pacchetto proprio di nome titlepage. Ovviamente, con la documentazione in tedesco non si capisce quali siano le sue intenzioni, ma leggendone il codice si vedono comandi per advisor, student, matriculationnumber, university, eccetera. Temo che sia orientato per tesi di laurea. 🙁 (Forse potrebbe essere utile scrivergli, non saprei.)
Non saprei. Di sicuro, il problema di creare un pacchetto “titlepage” c’è. 🙂
Il problema di produrre un frontespizio per una tesi italiana, invece, lo considero risolto (dal pacchetto di Enrico, ovviamente!).
Abbi pazienza qualche giorno. Sto preparando qualcosa di interessante (credo)
Ti piacciono i frontespizi di titlepages? Anche a me. Forse a breve avrete un pacchetto che permette di ottenerli
usando il metodo che piace a te. Niente codici di basso livello ma solo comandi simili a \author e \title, ecc.
Il problema sarà farlo funzionare con tutte le classi. Difficile anche individuare nomi per i comandi,
che non siano già definiti da altre classe. Ma è un problema che si risolve.
Secondo problema: licenza d’uso. Contatterò Peter Wilsom. Di fatto quello che ho intenzione di fare è
solo un’interfaccia più amichevole, secondo la filosofia pantieriana, del suo pacchetto.
Il pacchetto potrebbe chiamarsi “bookfront”, per evitare “frontispiece”…, oppure “wilsonfront”.
Dovrà decidere lui se si può pubblicare e in che termini. Il suo pacchetto è distribuito sotto LPPL,
ma nel codice c’è una nota diversa. Devo andare in fondo alla questione.Ciao
Ivan
14 Febbraio 2012 alle 15:45 in risposta a: suftesi: classe (anche) per tesi in discipline umanistiche #49483::lorenzo.pantieri” post=69089
eccetera, compili e hai il frontespizio. Solo che va bene solo per una tesi. Proponevo di estendere il pacchetto per produrre frontespizi adatti anche a libri, tutto qui.Appunto. Ammesso che Enrico voglia estendere il pacchetto, che frontespizio creerà che sia adatto anche “a libri”.
Di libri ce ne sono tanti, ognuno col suo frontespizio. Il frontespizio è parte integrante del progetto di una classe.
Il fatto che il pacchetto di Enrico sia funzionale è che il formato dei frontespizi delle tesi è “abbastanza universale” 😀Ci vorrebbe un frontespizio universale per libri. Più difficile, direi.
Quello che ho proposto io vorrebbe avvicinarsi all’idea. In fondo l’idea base di suftesi
è quella di una classe con cui comporre “qualsiasi” testo, senza troppe preoccupazioni.
Il risultato è classico. Punto. Il frontespizio sta bene in quel contesto. Se lo usi con toptesi o con classicthesis
noterai che c’è qualcosa che non va. Dalle mie parti si direbbe: “na scarpa e ‘n socolo” (trad. “una scarpa e uno zoccolo”)@zippo Due loghi non rappresentano un problema. Basta solo sapere dove si vuole metterli. Nel piede o in alto?
Ciao
Ivan
13 Febbraio 2012 alle 22:17 in risposta a: suftesi: classe (anche) per tesi in discipline umanistiche #49480::lorenzo.pantieri” post=690680.
Quando ho sollevato l’idea di estendere le funzionalità del pacchetto frontespizio hai eccepito dicendo che creare un frontespizio generico è impossibile, Hai cambiato idea?No. Infatti, non ho intenzione di creare un frontespizio generico, ma un frontespizio per (integrato in) suftesi. O, se vuoi, un frontespizio per ogni variante di suftesi.
L’idea di base è la stessa, ma le posizioni cambiano a seconda delle opzioni di classe.lorenzo.pantieri” post=69068
1.
I frontespizi nella doc. di memoir non hanno logo. O sbaglio?Non sbagli, però riportano nel piede il nome dell’editore. Se non c’è si deve mettere il luogo, altrimenti
il frontespizio risulta smortolorenzo.pantieri” post=69068
2.
Il frontespizio che proponi non è male. Forse un po’ troppo spartano. Ho provato a centrare titolo e sottotitolo e a mettere a destra la città. Viene più vivace. Anche i font non mi convincono: per un frontespizio userei dei fon sans serif.È spartano, lo so. La composizione asimmetrica non mi convince più di tanto. Diciamo che è un lavoro da veri esperti. Non me la sento.
E poi non avrebbe molto senso con suftesi. La classe appare molto “quadrata”.
Sui font non mi trovi d’accordo. Il sans serif non mi piace. Sarà che mi ricorda testi più tecnici.lorenzo.pantieri” post=69068
3.
Che ne dici di un frontespizio tipo quello dell’Arte? Non è difficile, e per me è abbastanza elegante.Il frontespizio dell’Arte è sicuramente molto bello. Ma con suftesi non c’entra nulla. Troppo vistoso.
lorenzo.pantieri” post=69068
4.
Riguardo al problema, ho già detto quello che penso. Ci vorrebbe un pacchetto che permetta di inserire i dati “logici” del documento — autore, titolo, casa editrice (se c’è), logo (se c’è), eccetera — di scegliere fra diverse opzioni e di produrre in automatico il frontespizo.Mi sa che dovremmo attendere che l’AI faccia ancora qualche passo in avanti 😉
Ciao
Ivan
13 Febbraio 2012 alle 15:54 in risposta a: suftesi: classe (anche) per tesi in discipline umanistiche #49478::
Niente di che, ma è un inizio:`\documentclass[
compact,
nocrop,
%sctitles,
%centertitle
]
{suftesi}\makeatletter
\newcommand{\subtitle}[1]{\def\@subtitle{#1}}
\newcommand{\location}[1]{\def\@location{#1}}
\renewcommand{\title}[1]{%
\ifsuftesi@sctitles
\def\@title{\scshape #1}
\else
\def\@title{#1}
\fi
}
\renewcommand{\maketitle}{%
\thispagestyle{empty}
\ifsuftesi@centertitle
\centering\else\fi
\vspace*{\stretch{1}}\@author
\vspace{\stretch{4}}{\Large\@title\par}
\vspace{1ex}\@subtitle
\vspace{\stretch{9}}\@location
}
\makeatother\title{Keep It Simple}
\subtitle{Le cose semplici sono spesso le migliori}
\author{Ivan Valbusa}
\location{Verona}\begin{document}
\maketitle\end{document}`
Attendo commenti 😉
Ciao
Ivan
13 Febbraio 2012 alle 15:30 in risposta a: suftesi: classe (anche) per tesi in discipline umanistiche #49477::zippo” post=69056
Quando creerò un frontespizio dedicato…
Vorrei chiederti di creare un tipo di frontespizio maggiormente adattabile ad uso “non tesi” rispetto al pacchetto frontespizio.
Proposta accolta. Ci sto pensando da diverso tempo. Il problema è: dove fermarsi? Mi spiego meglio.
Il frontespizio (contemporaneo) contiene il nome dell’autore, il titolo (oltre all’eventuale sottotitolo) e il logo e/o il nome dell’editore.
Il primo problema è che la maggior parte degli utenti di suftesi non ha un logo, quindi lo spazio in fondo rimane vuoto.
Sembrerà strano, ma comporre un frontespizio senza un logo è più difficile. Dai un’occhiata agli esempi di frontespizio che si trovano
in memoir. Se togli l’ultima riga, la musica cambia notevolmente.
Se potrebbe ovviare inserendo nel piede il luogo e la da, o solo il luogo.Poi vorrei che venisse composta anche il retro del frontespizio, e qui le informazioni da includere possono variare notevolmente.
Chiaramente non posso creare comandi rigidi, perché non posso prevedere le esigenze di tutti. Penso proprio che dividerò la pagina in blocchi,
da riempire liberamente.Vedo di produrre qualcosa e magari prima di implementarlo nella classe chiedo il vostro parere.
Ciao
Ivan
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