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And” post=65116Buongiorno, avrei bisogno di una mano con Biblatex e spero che qualcuno possa aiutarmi.
Sto scrivendo con la classe toptesi e biblatex stile philosophy-verbose che per le mie esigenze è praticamente perfetto.
Vi indico la mia necessità, il problema e le soluzioni che ho tentato.
Avrei bisogno che la bibliografia fosse impostata in questo modo:Rossi L., Bianchi G., Verdi F., I colori, Edizioni Prisma, Milano, 2009.
AA.VV., L’acqua, Edizioni Marittime, Milano, 2008.
Rossi L., Il Monte Bianco, Edizioni Terra, Milano, 2010.La prima citazione (ad esempio \footcite{Rossi2010} ) dovrebbe risultare così:
L. Rossi, Il monte Bianco, Edizioni Terra, Milano, 2010.Il problema è che lo stile philosophy-verbose mette in automatico first e last name per esteso, io invece avrei bisogno di utilizzare solo l’iniziale puntata del first name (#4) e per esteso il last name{#1}.
Ho provato ad intervenire sulle opzioni biblatex disponibili, ma senza successo.
Consultando il manuale BIBLATEX ho trovato inoltre il comando \declarenameformat . L’ho inserito nel preambolo con {author}{#1 4#, } , ma vedo che purtroppo interviene anche sullo stile di Citazione e non solo su quello della Bibliografia.
Ho provato ad intervenire direttamente sul file .cbx, ma senza risultati.
Non so proprio come fare. Potreste darmi una mano?
Vi ringrazio fin d’ora,
AndreaBenvenuto!
`\usepackage[style=philosophy-verbose,firstinits=true]{biblatex}`
Ciao
Ivan
::illinguista1972″ post=65036
@ansys: porta pazienza, ma non riesco a trovare le cartelle nelle quali dovrei mettere quei famosi file. Le debbo creare? Non conosco ancora bene Mac OS X e ho paura di fare casini.Ok, te lo spiego io.
Vai nella tua home e in alto scegli dal menù a tendina di sinistra “Visibilità documenti” e da quello di destra “documenti invisibili”.
Verranno visualizzati i file nascosti. Uno di questi è la cartella .Inkscape. Aprila e copiaci dentro i file necessari.
Si può fare tutto anche da Terminale, ma per noi umani mi sembra che l’approccio “clicca qui clicca là” sia migliore 😉Ciao
Ivan
::OldClaudio” post=65048
Ma poi c’è differenza tra MacOSRoman e latin1? Mistero… ❓
Eccome! 👿
È vero mi sono sbagliato. Mi sembrava di aver compilato diverse volte documenti con inputenc impostato a latin1 usando l’editor impostato a MacOSRoman.
Una cosa simile mi è accaduta con Windows e le codifiche ansinew e latin1. Anche queste due sono diverse e se sì in cosa? È possibile che abbia compilato correttamente un file scritto su Windows (con TeXnicCenter) usando l’opzione latin1 di inputenc? Mi par di ricordare questo?Ciao
Ivan
::logos” post=65046Debbo ringraziare anche io Ivan. Mi sono scontrato tantissime volte pure io con il problema della codifica, e la mia tecnica rudimentale è stata per secoli quella di rileggere con certosina pazienza tutto il file e cambiare tutte le lettere accentate. Ora @OldClaudio mi vorrà di certo strangolare, visto che ha provato a spiegarmi la cosa un milione di volte, ma mi rendo conto che la mia ignoranza è tanta e tale che mi ci sono volute un milione più una volta per capire come funziona la cosa!
Ciao,
Andrea
Aggiungo che nel caso in cui un file sia stato “danneggiato”, ovvero salvato per sbaglio in una codifica diversa, e non si sia in possesso del file integro, le strade sono due:
1) sostituire manualmente tutti i simboli irriconoscibili (come ha fatto qualche volta Andrea)
2) Usare un convertitore che fa questo lavoro al posto nostro (per esempio Charco).Nel secondo caso non è detto che si sappia qual è la codifica originale. Per esempio se inputenc è impostato a latin1 non è detto che il file sia in latin1. Potrebbe essere anche MacOSRoman (Mac) o ansinew (Windows). L’utente non se ne accorge, ma il convertitore potrebbe dare dei problemi. Almeno a me è successo in alcuni casi.
Ma poi c’è differenza tra MacOSRoman e latin1? Mistero… ❓Ciao
Ivan
::toti85″ post=65041Cari membri ed appassionati,
è la prima volta che scrivo qui.. Ho cercato il mio problema, ma certamente in mezzo alla marea di interventi, nonostante la ricerca, mi sarà sfuggito :sSono passato da pochi giorni a Mac (Lion) ed ho installato MacTec e texshop.
Ho preso un sorgente .tex che su texnic center compilava benissimo. Anche su texshop, nessun problema. Solo che, nell’editor, il documento mi compare con i caratteri accentati scritti in modo a dir poco strano e confuso. Inoltre, se provo a digitare una ” à ” oppure semplicemente le virgolette “, la compilazione si blocca.Ho provato a modificare l’encoding dei caratteri, ma niente..
Di seguito vi riporto le stringhe del preambolo che riguardano questa parte:\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[OT1]{fontenc}Grazie per qualsiasi vostro consiglio!!
Avrai sicuramente una copia del file integro, ovvero non salvato o compilato con TeX Shop. Bene.
1) Apri le preferenze di TeX Shop e cambia la codifica di input in Occidentale (Iso Latin). Chiudi TeXShop.
2) Ora apri il tuo documento. Vedrai che i simboli sono come te li aspetti.
3) Clicca sul menù a tendina:
Macro>>Encoding>>IsoLatin
4) Salva il file.
5) Riapri le Preferenze di TeXShop e ripristina la codifica di default (utf8).
6) Riapri il file e lavoraciOra ogni volta che aprirai il tuo file, verrà aperto con la codifica Latin 1 (che è quella con sui è stato scritto, come si evince dall’opzione di inputenc).
Ma se crei un nuovo file, questo avrà la codifica utf8, che ti consiglio per tutti i tuoi nuovi file.Devi ripetere la procedura descritta ogni volta in cui si presenta un problema simile, ovvero la codifica del file non è coerente con quella dell’editor.
Ciao
Ivan
::Damon Salvatore” post=65017quindi in definitiva … se ho capito bene, sia Miktex che TexLive permettono installazioni complete e parziali, seppur con modalità differenti.
L’installazione parziale di miktex, considerando anche la mia esperienza, è meno “intelligente” in quanto non installa componenti essenziali alla creazione / visualizzazione del pdf.
Mentre quella parziale di TexLive risulta più utile perchè si evitano di installare pacchetti che non si useranno mai, ma quelli installati sono al completo!scusate la semplificazione, ma è per capire se ho capito o meno! perchè se è davvero così posso provare a installare texlive la prossima volta che mi capita l’occasione 🙂
Hai capito benissimo. TeX Live (non so MiKteX) installa le “collezioni”, ovvero insiemi di pacchetti. Quindi quando dovrai usare un pacchetto questo funzionerà sicuramente perché avrà bisogno eventualmente di altri pacchetti compresi nella collezione in cui si trova.
Buona TeX Live!
Ciao
Ivan
::sergiastro” post=65020provato, ma ancora niente disegni…
Devi proprio usare quella classe? Se la risposta è no, allora creati un nuovo documento con una classe standard (book, per esempio).
Per motivi a me ignoti, gli autori hanno passato l’opzione dvips a graphicx e impostato alcuni comandi per convertire al volo il formato delle immagini
`% — some useful graphixs rules
\DeclareGraphicsRule{.gif}{eps}{.gif.bb}{`convert #1 -monochrome 'eps:-' }
\DeclareGraphicsRule{.jpg}{eps}{.jpg.bb}{`convert #1 'eps:-' }
\DeclareGraphicsRule{.png}{eps}{.png.bb}{`convert #1 'eps:-' }
\DeclareGraphicsRule{.bmp}{eps}{.bmp.bb}{`convert #1 'eps:-' }
\DeclareGraphicsRule{.pdf}{eps}{.pdf.bb}{`convert #1 'eps:-' }`
Se le commenti probabilmente la compilazione andrà a buon fine. Tuttavia la classe è contorta e non ti so dire a cosa sia dovuto l’errore.
Quei comandi non vanno mai usati. A maggior ragione oggi che TeX Live compila con pdflatex direttamente usando file .ps ed .eps.
Così com’è la classe non permette l’inserimento di immagini .pdf 😯Ciao
Ivan
::JR” post=65000
Prova con
`\phantomsection
\addcontentsline{toc}{chapter}{\tocEntry{\bibname}} `Ciao
IvanFunziona! Ora è perfetto, grazie mille!
Potresti per favore spiegarmi il funzionamento e l’utilizzo di questo comando, così che sappia usarlo anche in situazioni analoghe future? Grazie ancora! 🙂\phantomsection è un comando di hyperref, che viene caricato anche dal tuo documento (o da qualche pacchetto). Serve prima di \addcontentsline, quindi si usa con tutti i comandi di sezionamento in versione asteriscata: \section*, \chapter*, ecc, e anche per quei comandi che al loro interno fanno uso di un comando di sezionamento di quel tipo: \bibliography, \printbibliography, ecc.
Ciao
Ivan
::frodo_jedi” post=64917grazie mille, l’ho provato, ma non mi piace un gran che. I margini sono decisamente troppo grossi.
Qualche altro suggerimento?
Al di là dei gusti personali, che alla fine fanno decidere su ogni cosa che riguarda l’estetica, “oggettivamente”, cioè in base ai principi della tipografia quei margini non sono troppo ampi. Sono abbastanza sicuro di questo perché nella scelta dei layout di suftesi ho seguito una via regia (non esisterà in geometria, ma in tipografia forse sì): soluzioni semplici e consolidate dalla tradizione. In particolare l’opzione compact è ispirata ai Principi fondamentali della tipografia (edizione italiana di Serrra). La gabbia e i margini sono in rapporto 2:3 così come le dimensioni della pagina. Tutto 2:3 insomma. (Lo stesso dicasi per l’opzione supercompact)
Non ho voluto complicarmi la vita anche perché, scegliere accoppiamenti di dimensioni diverse richiede maestria, che ancora non pretendo di avere e che forse non avrò mai.
Diciamo pure che suftesi equivale a quello che nel campo della moda è un vestito blu con camicia bianca. Non si sbaglia mai, anche se forse può apparire scontato.
Poi uno ci può abbinare una cintura con le borchie e se sceglie bene e la sa portare magari risulta anche elegante.
Non saprei dirti se allargando i margini si ottiene un risultato migliore. I veri tipografi dicono che gli ultimi aggiustamenti vanno fatti ad occhio.
Io invece ho usato un approccio più “platonico”, o “pitagorico” 😀Ciao
Ivan
::JR” post=64989Ho provato, non cambia nulla. 🙁
Perché togliere i mini-indici? L’idea mi piace… forse entrano in conflitto con la bibliografia? Non mi sembra: per gli altri capitoli non è così…
Le note a margine sono al momento solo dei promemoria, mi servono come “appunti” di revisione. In fase finale non ce ne sarà nemmeno una, ma al momento mi occorrono, le tolgo man mano che risolvo certe questioni. So bene che stonano con lo stile del testo! 🙂
Deve funzionare. Prova a mettere i comandi inclusi nel file “bibliografia” direttamente nel main, come ho fatto io.
Ottengo la bibliografia nell’indice correttamente, semplicemente copiando in sequenza i codici che hai fornito.Ciao
Ivan
::zanin1979″ post=64982Ciao,
ho installato adobe acrobat X e nel produrre il pdf da texnicCenter mi ritorna il seguente messaggio:Cannot Execute the command
[DocOpen(“%bm.pdf”)][FileOpen(“%bm.pdf”)]Come posso risolvere il problema?
GrazieLuca
Lasciando perdere TeXnicCenter. Meglio un editor con visualizzatore integrato. Ti consiglio TeXworks oppure TeXstudio, che ha un po’ di bottoni in più.
Inoltre entrambi questi editor supportano la codifica utf8. A che ti serve Acrobat X? Scusa ma non so nemmeno cos’è 🙄Benvenuto!
Ciao
Ivan
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