ivan

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  • in risposta a: layout “strano”: capitolo ad inizio pagina #59375
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    grazie mille. perché’ anche se uso il pacchetto per gli accenti e digito dalla tastiera la “e” accentata mi da errore!!!!!

    Che errore? Carica anche
    `\usepackage[T1]{fontenc}` poi inputenc e poi babel. Togli la riga che inizia con \DeclareGraphicsRule. Non ha senso impostare la classe con a4paper e poi caricare geometry con letterpaper. Alla fine stamperai su un foglio A4, immagino. Elimina quindi geometry.

    ma quindi tutti gli accento che ho messo sono sbagliati??

    Non sono sbagliati (a parte il fatto che dovrebbero essere gravi, come suggerito da Claudio). Semplicemente c’è un modo più semplice di inserirli. Poi si sono anche altri vantaggi.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: beamer dimenisoni block #59416
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    E’ possibile specificare ad un block beamer una certa dimensione?
    Nel mio caso vorrei che il blocco avesse la dimensione del testo che contiene :
    testo lungo blocco lungo
    testo corto blocco corto
    o quantomeno poterla specificare.

    L’unico modo che mi è saltato in mente è di dividere la zona in colonne adeguate e dentro la colonna di lunghezza giusta inserire il blocco,ma non mi pare una gran soluzione.

    Qualcuno può aiutarmi
    __________
    | testo corto |
    —————
    |……………….|
    |……………….|
    |_________ |

    ______________________
    | testo lungo……………………|
    ———————————
    |…………………………………….|
    |…………………………………….|
    ______________________

    Puoi provare con

    `\begin{beamerboxesrounded}[width=5cm,shadow]{Titolo del blocco}
    testo del blocco
    \end{beamerboxesrounded}
    `

    Però non userei un blocco più stretto anche se il testo contenuto è poco. Meglio che riempia tutta la larghezza del testo. Se vuoi mettere due blocchi uno vicino all’altro allora non è sbagliato dividere in colonne.
    Con il codice sopra, naturalmente, si può definire un nuovo ambiente, una volta che hai deciso lo stile. Per esempio:
    `\newenvironment{myblock}[2]
    {\begin{beamerboxesrounded}[width=#1,shadow]{#2}}
    {\end{beamerboxesrounded}}
    `
    da usare poi così:

    `\begin{myblock}{3cm}{titolo}
    testo
    \end{myblock}
    `

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: layout “strano”: capitolo ad inizio pagina #59369
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    Ciao e benvenuto

    Innanzitutto ti faccio i miei complimenti per aver scelto LaTeX per la relazione di maturità.

    ciao a tutti. oggi ho iniziato a scrivere la tesina di maturità’ e ho un problema: ho iniziato scrivendo il capitolo 3 e, successivamente, una section e varie subsection.
    alla section 3.3 ho iniziato un nuovo “foglio” e qui c’e il primo problema:

    Che significa che hai iniziato un nuovo foglio?

    in pratica, in alto nel foglio, c’e una linea continua di layout e sopra di essa le scritte 3.3#1 e 3.#1.
    cosa significa? c-‘e modo di toglierlo? spero mi abbiate capito. grazie e buona domenica.

    Non ho capito molto. Le scritte che riporti mi fanno pensare a qualche definizione strana. Che classe usi?
    Prova a spiegarti un po’ meglio, e se possibile ad inviare un pezzo di codice che faccia capire il problema. Meglio ancora, un documento minimo compilabile, completo di preambolo.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: beamer bibliografia #59366
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    Salve a tutti,
    vorrei inserire nella mia presentazione una bibliografia caricandola con biblatex da un file .bib dato.
    La bibliografia consta di diverse voci,c’è un modo perchè beamer la suddivida in piu slides automaticamente?

    grazie a tutti

    Non l’ho provato, ma non mi pare ci siano ragioni perché non funzioni:
    `\begin{frame}[color=blue]allowframebreaks[/color]{Bibliografia}
    \printbibliography
    \end{frame}
    `

    Però permettimi alcune osservazioni. In una presentazione non ha tanto senso un bibliografia di molte voci. Che fai? Le commenti tutte? Oppure le fai passare semplicemente sullo schermo?
    Se però hai delle buone ragioni per presentare una bibliografia corposa allora ti consiglio di suddividerla. biblatex consente di farlo in maniera molto semplice. Puoi suddividerla per tipo di voce (articoli, libri, ecc.) o per livello di approfondimento, per esempio.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Disegnare con LaTeX #59356
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    Occupo un piccolo spazio domenicale con una domanda molto semplice.
    Mi piacerebbe avere in testa un po’ di chiarezza sull’argomento dichiarato nel titolo.
    Spesso, almeno così capita a me che insegno, poter fare un semplice schema, del tipo rettangolo?ovale – freccia diritta/curva – rettangolo/ovale, risolverebbe alla grande giri di parole improbabili.
    Avete voglia di precisarmi esattamente “quello per cui il pacchetto tal dei tali è indicato” nell’ambito del disegno?

    So, per esempio, che l’ambiente picture permette già di fare molto, ma TiKz, per esempio, è adatto particolarmente per i grafici tipo istogrammi o a torta, o cosa? Insomma, una cosa così. 😀

    Rischio, altrimenti, magari, di usare un pacchetto complicatissimo per fare cose che si sarebbero potute fare altrimenti. A me servono principalmente schemini del tipo che ho detto, grafici di vario tipo (istogrammi, a torta, esplosi e non, eccetera) .

    Grazie per la pazienza.

    Ciao
    Tommaso

    Ciao Tommaso

    approfitto anch’io di questo angolo domenicale, anche se, come sai, su questo tema non sono tanto ferrato.
    La mia opinione è questa: ci sono molti pacchetti per disegnare, ognuno con la propria sintassi. Visto che con tikz (e vari pacchetti associati) si può fare praticamente tutto è meglio usare quello anche per disegni semplici, così se in futuro hai la necessità di fare disegni più complessi sei già alfabetizzato. Questo sulla carta. Poi in pratica usare tikz fa venire tendenze suicide. Ma come dice qualcuno, è scritto da tedeschi, gente che mette il verbo alla fine… 😉 Ogni volta che lo uso devo ricominciare da zero. Non capisco nemmeno i codici dei disegni che ho già fatto 🙄

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Doppia bibliografia #58070
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    Grazie Ivan per la spiegazione. Però alla fine non ho ancora capito dove e come utilizzare questa etichetta.
    Potresti farmi un esempio?

    Ti ringrazio.

    `@online{ctan,
    Title = {CTAN. The Comprehensive TeX Archive Network},
    Label = {CTAN},
    Url = {http://www.ctan.org},
    Urldate = {27-05-2011},
    Date = {27-05-2011}}`

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Doppia bibliografia #58068
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    Anche misc ha obbligatori autore, titolo e anno.
    Con quest’ultima di biblatex se non riempo tutti i campi obbligatori tra il titolo e l’url mette s. d. 😡

    La stringa s.d. (che sta per “senza data”) dipende dagli stili philosophy. È stata una scelta dell’ultimo momento in attesa di avere qualche riscontro.
    La sua posizione è esattamente quella che sarebbe occupata dall’anno. La soluzione è mettere sempre l’anno. Nel caso di riferimenti a siti web in cui può non esserci un autore si deve usare, come detto sopra, il campo “label”. Nel campo “date” metterei esattamente la stessa data inserita nel campo “urldate”. Per esempio: “2006-10-01”. Si deve ottenere qualcosa di simile:

    `
    CTAN

    2011 CTAN. The Comprehensive TeX Archive Network, http://www. ctan.org (visitato il 27/05/2011).`

    Capisco che non è la soluzione migliore, ma credo che questo sia un limite dello stile. Ci deve essere un autore o almeno un’etichetta. Poi eventualmente si può decidere se sia corretto o meno avere s.d. se non c’è la data, ma questa è un’altra storia. Vedo se si può fare qualcosa di meglio e vi saprò dire.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: biblatex philosophy-modern e nome del traduttore #59233
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    Io penso che, così com’è congegnato, il campo translator abbia un’applicazione davvero marginale. Ma parlo dal basso, bassissimo della mia esperienza: non ho mai trovato testi che nascano come traduzione (come dici tu: la cui “edizioni originale” sia una traduzione).

    Mi riferivo al caso in cui la tua edizione originale di riferimento sia una traduzione. Esempio: opera originale in tedesco ma tu usi la traduzione inglese, e indichi anche la traduzione italiana. La voce sarebbe così:

    Pinco Pallino, Titolo della traduzione inglese, traduzione dal tedesco di Mario Rossi, ecc.; trad. it. di….

    In questo caso, il campo translator va usato nella prima occorrenza e non nella seconda. Certo si potrebbe scegliere di usare il campo translator solo se è definito origtitle.

    Non sarebbe molto più utile sganciarlo da questa funzione e assegnarlo a quella che mi pare gli sia naturale: nome del traduttore dell’edizione tradotta ? Chissà che ne direbbe Lehman.

    Sai, il problema delle traduzioni l’abbiamo in particolare noi italiani. A Lehmann ho già scritto a suo tempo ma non sembra intenzionato a venire incontro più di tanto alle nostre esigenze. Per fare una cosa veramente corretta bisognerebbe duplicare ogni campo e avere quindi anche un origeditio, origvolume, origeditor, origtranslator, ecc. L’alternativa sarebbe inserire la traduzione come voce autonoma, da richiamare poi all’interno della voce oiginale con il comando \fullcite, ma escludendola dalla bibliografia (opzione skipbib). Come ho avuto modo di dire anche a Tommaso, il problema non è l’implementazione ma le convenzioni a monte, che in Italia semplicemente non ci sono. Di conseguenza chi scrive stile cerca di accontentare un po’ tutto, riuscendoci solo in parte.

    Alla fine, non so quale sforzo e conseguenze indesiderabili comporti, ma propenderei per estendere l’utilizzo del campo usera in modo indifferenziato per tutte le voci.

    Il campo usera è penato per inserirci un titolo, stampato in corsivo o tra virgolette a seconda del tipo di voce. Niente di difficile farlo stampare in tondo ma concettualmente renderebbe il tutto ancora più contorto. Comunque se anche altri pensano che questa sia una buona soluzione non è un problema realizzarla.
    Quindi invito tutti a partecipare alla discussione

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Stili biblatex-philosophy #43708
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    E disponibile la nuova versione degli stili.
    Ecco le novità:
    1) nuovo opzione origfieldstype=.
    false: permette di scegliere se stampare o meno i campi -orig. e utile per pubblicazioni in cui non vogliamo dare le indicazioni della traduzione italiana, senza dover riscrivere il record ibliografico.
    edorig: permette di usare i campi -orig per l’edizione originale. Naturalmente questo comporta che l’archivio va scritto ad hoc, in base a questa scelta. In questo caso al posto di “trad. it.” verrà scritto “ed. orig.”
    2) È stata aggiunta la stringa “nodate”, che stampa “s.d.” nel caso il campo “date” sia vuoto.
    3) Sono stati corretti alcuni bachi
    4) Gli stili classi e modern si basano ora sullo stile authoryear-comp e non più su authoryear-icomp. Effettivamente era stata una pessima scelta.
    5) la documentazione è stata aggiornata e, spero, resa più razionale, ridistribuendo le sezioni. Per una mia svista non compaiono le vocali accentate…:cry: Rimedierò con la prossima versione, visto che proprio oggi è stata messa ulteriore carne al fuoco.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: OPINIONI DISTRIBUZIONE E EDITOR #59202
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    TeX Live su tutte le piattaforme, senza dubbio.
    Per quanto riguarda l’editor, in attesa che TeXWorks diventi veramente e non solo potenzialmente “figo” consiglio Texmkaker: visualizzatore integrato, gestore dei progetti, assistente per la creazione delle tabelle, assistente per la gestione dei record bibliografici e tanti pulsantini, ma con la possibilità di eliminare tutte le barre, per sfruttare al massimo il monitor.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: biblatex philosophy-modern e nome del traduttore #59231
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    Ciao furbenzio
    ti ringrazio per queste osservazioni, che danno un ennesimo esempio della varietà di casi che si possono presentare in una voce bibliografica.

    La mia dimestichezza con biblatex philosophy-modern sta migliorando, ma non riesco ad inserire il nome del traduttore immediatamente dopo l’espressione “trad. it.” per le voci @book.

    Il campo translator è riservato per i dati dell’edizione originale, e per integrarlo nei dati della traduzione, solo per le voci che prevedono i campi -orig bisogna fare delle contorsioni. Dovrei fare in modo che qualora venga usato il campo origtitle, il capo translator venga inserito subito dopo l’espressione trad. it. Si può fare semplicemete, ma ci sarebbero problemi nel caso (raro) in cui l’edizione “originale” sia una traduzione e quidi l’edizione italiana una traduzione di traduzione. Il caso è molto raro.
    Accolgo la richiesta e vedo che si può fare.

    Per le altri voci, posso usare il campo usera, che mi consente proprio il risultato che desidero. Cioè:

    Author
    2009 Title, in Booktitle, Publisher, Location; trad. it. di Tizio, Origtitle, Origpublisher, Origlocation 2010. (Citato a p. 11.)

    Ma per la voce @book non so come fare. Nel manuale di Valbusa, se ho capito bene, è consigliato di inserire il nome del traduttore nel campo userb. Il risultato è di questo tipo:

    Author
    2009 Title, Publisher, Location; trad. it. Origtitle, tradotto da Tizio (Userb), Origpublisher, Origlocation 2010. (Citato a p. 11.)

    Una soluzione sarebbe quella di integrare il campo usera per tutte le voci. Forse questa è la soluzione più indolore, anche se meno elegante. Questo permetterebbe anche di inserire dopo trad. it. altre informazioni, per esempio il termine “parziale”, per indicare che si tratta di una traduzione parziale.

    Ma la soluzione non mi piace perchè, come si vede dall’esempio, devo ripetere “tradotto da”.

    È vero che la voce sarebbe ridondante, ma tutto sommato aggirabile. Se traduttore, curatore, ecc. sono la stessa persona (e spesso è così), renderei la voce in questo modo:

    Author
    2009 Title, in Booktitle, Publisher, Location; trad. it. Origtitle, a cura di Tizio, Origpublisher, Origlocation 2010. (Citato a p. 11.)

    Intanto penso alla soluzione migliore e vi aggiorno quanto prima. Per il momento credo che l’ultimo suggerimento sia una buona soluzione, quando si può applicare. Che ne dici?

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: [RISOLTO] Incompatibilità biblatex/ucs #49965
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    Sembra che l’ultima release di biblatex abbia risolto il problema di incompatibilità in oggetto.

    Previous releases of biblatex were comptabile with inputenc’s
    standard UTF-8 module but wouldn’t work with the ucs package. This
    release also supports ucs. XeLaTeX’s native UTF-8 support should
    also work fine. If you’re using UTF-8 encoding you should be
    using Biber instead of BibTeX as a backend.

    Se così è veramente, gli umanisti possono tirare un sospiro di sollievo: si potrà scrivere in greco nel sorgente usanto pdfLaTeX assieme a biblatex 🙂

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: scrittura di apici contenenti frazioni #58926
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    o ma lo sai che avevi ragione!
    insistendo con \frac{}{} ho ottenuto quello che volevo

    ti ringrazio ancora

    Ho preparato quest’esempio. Prova a darci un’occhiata.
    `
    \documentclass[11pt]{article}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage{amsmath}

    \begin{document}
    La prima formula la scriverei così:
    \begin{equation}
    a^{\frac{z+z}{y+y}}
    \end{equation}
    La seconda ha (almeno) due interpretazioni:
    \begin{align}
    {b'_a}^{q}=(b'_a)^q \\
    b'_{{a}^{q}}
    \end{align}
    Non sono sicuro che la seguente sia corretta:
    \begin{align}
    {b'}_a^q
    \end{align}
    Mi sembra ambigua.
    \end{document}
    `

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: scrittura di apici contenenti frazioni #58923
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    A non riportare un esempio 👿

    eccolo $ a^{\dfrac{z+z}{y+y}} $

    scusa 😳

    Perché \dfrac{}{} e non \frac{}{}?

    Con quel codice non ottengo alcun errore

    io si però, e non so che fare, mi genera anche il pdf corretto.

    Invia un esempio minimo compilabile

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: scrittura di apici contenenti frazioni #58921
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    Salve,
    ho riscontrato un problema nella scrittura di apici e pedici matematici che contengono al loro interno frazioni (istruzione \dfrac{}{} o \frac{}{}). Il problema consiste nel fatto che gli apici e i pedici restano della stessa grandezza del testo normale.
    Cosa sto sbagliando????

    A non riportare un esempio 👿

    ci aggiungo un altro problema: dovrei scrivere all’interno di un’equazione un carattere che contenga sia l’apostrofo che un apice

    `
    $ b'^{q} $
    `

    mi da errore : ! Double superscript.

    Con quel codice non ottengo alcun errore

    Ciao
    Ivan

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