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Un saluto a tutti. Ho letto con attenzione il documento “INTRODUZIONE ALLO STILE CLASSICTHESIS” del grande Pantieri.
Sto scrivendo un documento scrbook e so che forse quella che faccio è una domanda “empia”: vorrei “centrare” il corpo di testo nelle varie pagine, ossia vorrei far sì che il corpo del testo rispetti sempre gli stessi margini (invece per default il testo è spostato a destra per le pagine pari ed a sinistra per le dispari).
Sarebbe possibile farlo?
`\documentclass[oneside]{scrbook}`
Ciao
Ivan
::Salve ragazzi sto scrivendo un libro nel quale dovrò utilizzare spesso elenchi numerati.
Ora non saprei come definire la mia esigenza in termini tecnici, ma provo a spiegarvela con un semplice esempio.
Nel capitolo uno dico: “prendiamo in considerazione il seguente enunciato:
(1) Marco è biondo.
Ora, in base alla teoria di Tal dei tali, l’enunciato (1) sarebbe parafrasabile come segue:
(1a) Marco ha i capelli color oro.
Allo stesso modo l’enunciato
(2) Luca è bruno
sarebbe parafrasabile in
(2a) Luca ha i capelli color marrone
Per altri autori (2) invece equivarrebbe a
(2b) Il marrone è sui capelli di Luca.
etc etc”
Spero di aver chiarito la mia esigenza: vorrei che LaTex mi numerasse in automatico queste liste, in modo che se dovessi cancellare un item (ad esempio il 2a), tutto dovrebbe “scalare” in automatico (e quindi il 2b dovrebbe diventare automaticamente 2a).
L’ulteriore complicazione è dovuta al fatto che gli item sono intervallati da commenti e quindi mi servirebbe un qualche comando per “sospendere” l’enumerate.
Spero tanto di essermi spiegato… (come avrete capito sono niubbissimo).
Visto che si tratta di filosofia del linguaggio o di linguistica, ti segnalo i pacchetti linguex e philex, che sono stati creati proprio per esempi simili a quelli che hai riportato.
Ciao
Ivan
::Forse è solo questione di spazio. TeXworks normalmente è così minimale che anche
su uno schermo di un portatile con una risoluzione umana è possibile affiancare editor
e visualizzatore. In TexMakerX invece spesso si hanno altre barre laterali aperte.
Per esempio tengo quasi sempre aperta la barra per navigare nel progetto.
Al massimo si potrebbe sceglierlo nelle opzioni. “Avvia automaticamente pdf viewer” e
poi “avvia ridotto a icona” o “avvia affiancato”.OT
Intervengo solo su questo punto. TexMakerX può essere reso minimale quanto TeXShop, almeno su Mac. Tutte le barre, sia dell’editor sia del visualizzatore, possono essere nascoste. Per la compilazione e la visualizzazione ci sono le scorciatoie da tastiera già predefinite.Ciao
Ivan
::Emacs può fare quello che chiedi, vedi ad esempio qui.
Ciao
MatteoGrazie Matteo. Ci do un’occhiata. Spero non sia complicato come le altre operazioni con Emacs 🙁
Non so dirti se Winedt sia affidabile o meno.
Posso dirti che se il tuo problema è fare solo un cerca e sostituisci
puoi farlo anche con editor di testo non progettati per LaTeX (Notepad++ in Windows
per esempio).Se vuoi provare un editor per LaTeX che supporti anche utf8 ti consiglio
TeXmakerX.Ti ringrazio. Il problema è fare un “cerca e sostituisci” su tutti i file aperti nell’editor. TeXmakerX permette di cercare su tutti i file (almeno dall’ultima versione) ma non di sostituire. Con questa funzionalità sarebbe il top. In ogni caso lo consiglio sempre, proprio perché riconosce la codifica senza (apparenti problemi). Vedrò cosa riesco a fare con Emacs.
Ciao
Ivan
15 Dicembre 2010 alle 0:51 in risposta a: Citare un documento come fonte di un intera sezione #53792::Non ce la faccio più!!! Classicthesis mi stà facendo impazzire.
Passa a suftesi 😀
Se hai l’ulttima versione di TeX Live o MiKTeX è inclusa. Altrimenti la trovi su CTAN.
Le differenze? È basata sulla classe book e permette di scegliere alcuni stili di testatine e di titoli.
La gabbia del testo è in proporzione 1:2, quindi dovrebbe andarti bene.
Provala! È molto più “classic” di classicthesis
Passare da suftesi all’effetto di classicthesis, poi, sarebbe molto semplice. Non ho incluso il codice nella classe
perché è stata concepita diversamente; e anche perché classicthesis mi sembra molto modern 😉
mentre suftesi vuole essere una classe semplice e sobria.Ciao
IvanP.S. scusate il messaggio promozionale 😎
::
Dover uscire dall’editor per compilare disagevole e allontana l’utente umanista da latex. Peccato. Spero vengano creati presto degli automatismi per fare tutto dall’editor.
Io con TeXShop clicco tre tasti per avere la bibliografia corretta. Non sono riuscito (ancora) a fare altrettanto nel caso si debbano compilare file ausiliari “non previsti”.Ciao
Ivan
::come decide quando fare tutto in autonomia (come ad esempio con _ che mette da solo _{}) e quando invece devo fare esc non mi è charo,
L’autocompletamento automatico è definito nel file autocompletion.plist. Si trova in user/Libreria/TeXShop/Keyboard. Alcuni sono fastidiosi e li ho eliminati. I comandi da completare con “esc” sono definiti in CommandCompletion.txt. È accessibile dal menù source>>Completamento comandi
inoltre devo capire bene come aggiungere compilazioni automatiche
Menù macro>> Apri editor delle macro. Molto utile, davvero.
Se fai doppio click su una parentesi viene evidenziato il gruppo relativo a quella parentesi. Questo dovrebbe essere sufficiente per capire se si è dimenticata una parentesi. Se viene evidenziata solo la parentesi, è evidente che il gruppo non è stato chiuso (o aperto)
Ciao
Ivan
::Buona sera, ho iniziato da poco a usare il TeXShop essendo divenuto solo recentemente utente mac. Sto cercando di trovarmi tra i vari comandi e scorciatoie. Per ora ho risolto quasi tutto tranne alcune cosette:
1)mela+1 dovrebbe, come indicato nel menù a tendina, spostare l’attenzione dall’editor all’anteprima..ma non lo fa..cioé:se vado nel menù a tendina e faccio click funziona, se faccio click su mela+1 no. Qualcuno sa come mai?Non saprei. Da me funziona 🙄
2)più importante: utilizzo spesso il comando \input usando creando testi che mi è utile tenere organizzati, ho trovato nel menù a tendina il comando “definisci documento principale” e ho selezionato il documento principale. non trovo però l’equivalente del “compila tutto” che avevo nel TeXnicCenter..c’è un modo per poter compilare direttamente sul file ausiliario e vedere gli effetti subito in anteprima senza dover prima compilare quello, poi spostarsi su quello principale e poi visualizzare i cambiamenti? (il file principale lo terrei anche chiuso…)
Dal momento che definisci il documento principale, puoi lanciare la compilazione da qualsiasi file .tex che richiama il file principale. Anche, enventualmente dalla finestra dell’anteprima. Puoi compilare anche da un file .sty, se questo richiama il file principale (è utile quando si scrivono pacchetti)
3)come funziona la compilazione automatica: l’ho attivata e va benissimo ma, ad esempio se apro una parentesi \{ c’è un modo per chiuderla in automatico o in generale come funziona? (se faccio A_ mi mette da solo A_{} ma può anche scrivermi direttamente gli “\end{}” dei vari ambienti che attivo con \begin{}?)
Se scrivi, per esempio, \begin{figure} e premi ESC, verrà automaticamente inserito \end{figure}. Prova anche scrivendo \newcom e premendo ESC.
4)facilità di lettura: i rientri ok vanno bene ma è possibile differenziare con colori differenti (o colori di sfondo differenti) i vari comandi?
per ora è tutto 🙂 grazie a chiunque mi dia consigli, in attesa di divenire abbastanza esperto da poterne dare io continuo ad esplorare questo nuovo mondo 🙂
ciao ciao.Sì, è possibile con qualche istruzione da terminale. Trovi le spiegazioni (anche per i punti precedenti) nell’Help di TeXShop.
Se ti piacciono le configurazioni avanzate, ti consiglio però l’ultima versione di texmakerx. Io uso TeXShop da tempo ma texmakerx è veramente strepitoso, in particolare dall’ultima versione, che ha introdotto il visualizzatore pdf integrato. Ha solo una piccola mancanza (che è anche di TeXShop) di cui si è parlato qui:
http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=9213
Se texmakerx ti sembra troppo barocco, tranquillo. Puoi renderlo austero come TeXShop, e forse più.Per essere veramente uno “giusto” dovresti però usare (Aquamacs) Emacs, l’editor degli editor, a detta degli esperti. Io ne starò alla larga finché qualcuno non mi insegnerà ad usarlo. Ma se sei coraggioso…
Ciao
Ivan
::In philosophy-classic mi pare ci sia una discrepanza tra il modo in cui il campo “volume” delle voci @review e quello delle voci @article vengono formattati.
Se si usa l’opzione “volnumformat=volnumdefault”, il volume delle voci @article viene stampato come, ad esempio, “5”, ma il volume delle voci @review viene stampato come “vol. 5”.
Se si usa l’opzione “volnumformat=volnumparens”, il volume di un @article è stampato come “(5)”, ma quello di una @review è stampato come “(vol. 5)”.
Se si usa “volnumstrings”, è tutto a posto: il volume sia di un @article che di una @review è stampato come “vol. 5”.
Ciao
AlbertoTrovato l’inghippo. Se ti servisse la soluzione metti questo nel preambolo:
`\makeatletter
\DeclareFieldFormat[review]{volume}{%
\ifdefstring{\bbx@volnumformat}{volnumstrings}{%
\bibstring{volume}\addnbspace\ifdefstring{\bbx@volumeformat}{arabic}{#1}{\volfnt{#1}}}{\ifdefstring{\bbx@volumeformat}{arabic}{#1}{\volfnt{#1}}}}
\makeatother`Nella prossima versione sarà sistemato anche questo.
Cos’era successo? @review è definito come alias di @article. Nello stile ho definito il formato del campo “volume” per @article, pensando che venisse ereditato anche dall’alias. Evidentemente così non è. Il codice sopra definisce quindi il formato del campo “volume” per le voci @review, che poi è lo stesso formato delle voci @article.Ciao
Ivan
9 Dicembre 2010 alle 11:50 in risposta a: Strano comportamento dello stile philosolphy-modern? #53532::In ogni caso quello che ha ottenuto Lorenzo (assolutamente improponibile) non deve essere ottenibile nemmeno “sbagliando” il tipo di citazione.
Nell’esempio che fa Ivan, quelli’ “ivi” può anche starci, lo ammetto. Il probllema è quando l’ “ivi” è lontano dalla prima citazione.
Il contatore ibidtracker viene azzerato all’inizio di ogni pagina, quindi non è particolarmente problematico trovare la prima citazione.
C’è di più: con l’ultima modifica, lo stile philopsopohy-modern produce risultati dal passato: per avere quello che si otteneva prima, bisogna caricare lo stiile con un’opzione specifica, ibidtracker=false.
Per queste ragioni, chiedo a Ivan di lasciar stare lo stile authoryear-icomp, e di tornare al comportamento precedente, che era ineccepibile.
Per questo imposetrò, come già detto, di default l’opzione ibidtracker=false. In questo modo nessuno si accorgerà della differenza con la versione originale, ma se qualcuno vuole usare gli “ivi”, lo può fare. Mi sembra la scelta migliore. Lo stilele guadagnerebbe un’opzione.
Ciao
Ivan
::Ciao,
ho incontrato un problema con con delle voci @incollection che fanno parte di una @collection in più volumi.
In questo caso
`\documentclass[a4paper,12pt]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[english]{babel}
\usepackage[babel]{csquotes} % necessario per philosophy-classic
\usepackage[style=philosophy-classic]{biblatex}\bibliography{../bibliotemp}
\begin{document}
\cite{HWPh}, \cite{Buechsel1989}\printbibliography
\end{document}`con questo file .bib
`
@INCOLLECTION
{Buechsel1989,
author = “B{\”u}chsel, Elfriede”,
title = “Purismus”,
crossref = “HWPh”,
volume = “7”,
volumes = “”,
pages = “1714-1715”,
year = “1989”}@COLLECTION
{HWPh,
editor = “Ritter, Joachim and Gr{\”u}nder, Karlfried and Gabriel, Gottfried”,
title = “Historisches W{\”o}rterbuch der Philosophie”,
booktitle = “Historisches W{\”o}rterbuch der Philosophie”,
year = “1971–2007”,
address = “Basel”,
volumes = “12”,
publisher = “Schwabe”}`
nella bibliografia, philosophy-classic non stampa il numero di volume di @Buechsel1989. Con authoryear-icomp, invece, il numero di volume viene stampato.È un problema di philosophy-classic?
Grazie dell’aiuto.
AlbertoLa gestione delle voci col campo crossref è problematica. Se noti, con lo stile authoryear-icomp, la voce @collection viene riportata integralmente dentro la @collection. La soluzione è semplice, basta aggiungere \printfield{volume} nel punto giusto. Il problema è capire cosa quest scelta comporta. Vedrò cosa si può fare. Sul precedente post, lo ammetto, devo ancora metter mano.
Dopo il 22 dicembre, forse, avrò un po’ di tempo da dedicare a LaTeX, seriamenteCiao
Ivan
8 Dicembre 2010 alle 23:13 in risposta a: Strano comportamento dello stile philosolphy-modern? #53530::Le parentesi nell’esempio di Lorenzo erano messe diversamente: Pantieri e Gordini (2010), e Pantieri e Gordini (ivi). È evidente che non state parlando della stessa cosa o che avete usato stili diversi, o che il tipo di citazione usato da Lorenzo è diverso da quello fornito da questo stile. In ogni caso quello che ha ottenuto Lorenzo (assolutamente improponibile) non deve essere ottenibile nemmeno “sbagliando” il tipo di citazione.
Sei stato tratto in inganno pure tu 😉
Stiamo parlando proprio della stessa cosa, e lo stile di citazione è lo stesso. Vediamo di capire.con lo stile authoryear-icomp, che viene caricato dagli stili philosophy, nella prima citazione viene riportata l’etichetta completa, per esempio: “Pantieri e Gordini 2010”, in forme diverse a seconda del comando usato. Con \parencite abbiamo
(Pantieri e Gordini 2010)Se lo stesso testo viene citato di seguito, lo stile usa l’abbreviazione “ivi” (in italiano).
Usando \textcite, lo stile si comporta in maniera coerente, producendo u risultato come questo:
Come sostiene Rossi (2010, p. 15) “la filosofia non serve”. Successivamente l’autore sostiene che allora “anche la matematica non serve” (ivi, p.30)
Ripeto: l’uso di “ivi” può essere facilmente disabilitato, e non ha niente a che fare con i miei stili. In ogni caso non si tratta di un bug ed è coerente, anche se potrà sembrare poco usuale.
Ciao
Ivan
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