ivan

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  • in risposta a: Kerning dell’apostrofo con MinionPro e titolo \section #52709
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    C’è differenze tra
    `\providecommand{\texorpdfstring}{\@firstoftwo} `
    e

    `\providecommand\texorpdfstring[2]{#1} `
    ?

    Ciao
    Ivan

    Credo sia meglio quello di oggi.

    Ciao
    Enrico

    Grazie! Già aggiornato il pacchetto non ufficiale EGMinion 🙂

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Kerning dell’apostrofo con MinionPro e titolo \section #52707
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    Vedete questo esempio:
    `\documentclass[a4paper]{book}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage{textcomp}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage[textlf]{MinionPro}
    \usepackage[scaled]{myriad}
    \usepackage[scaled=.8]{beramono}
    \usepackage{microtype}
    \frenchspacing
    \usepackage{url}

    \makeatletter
    \catcode`\'=12
    \def\qu@te{'}
    \catcode`'=\active
    \begingroup
    \obeylines\obeyspaces%
    \gdef\@resetactivechars{%
    \def^^M{\@activechar@info{EOL}\space}%
    \def {\@activechar@info{space}\space}%
    }%
    \endgroup
    \protected\def'{\relax
    \ifmmode
    \expandafter^\expandafter\bgroup\expandafter\prim@s
    \else
    \expandafter\futurelet\expandafter\@let@token\expandafter\qu@t@
    \fi}
    \def\qu@t@{%
    \ifx'\@let@token
    \qu@te\qu@te\expandafter\@gobble
    \else
    {}\qu@te{}\penalty\@M\hskip\expandafter\z@skip
    \fi}
    \scantokens\expandafter{%
    \expandafter\def\expandafter\pr@m@s\expandafter{\pr@m@s}}
    \makeatother

    \usepackage[colorlinks,linkcolor=black,citecolor=black,urlcolor=black,
    bookmarks,bookmarksnumbered]{hyperref}
    \urlstyle{sf}

    \begin{document}
    \chapter{I promessi sposi}
    \section{Quel ramo dell'ago di Como}

    \chapter{La strada di Swann}
    \section{Per molto tempo mi sono coricato presto la sera}
    \end{document}`
    Ka oresenza di `\usepackage[colorlinks,linkcolor=black,citecolor=black,urlcolor=black,
    bookmarks,bookmarksnumbered]{hyperref}
    \urlstyle{sf}`
    crea un problema se nel titolo di \section
    è presente un apostrofo;
    `Capitolo 1.
    ! Missing } inserted.

    }
    l.50 \section{Quel ramo dell'ago di Como}

    ?
    `
    Non so se ho isolato correttamente il problema,
    ma da qualche prova che ho fatto la presenza
    di apostrofi nelle \subsection invece non genera errore…

    M.

    Sostituisci la riga
    `\protected\def'{\relax`
    con le righe
    `\providecommand\texorpdfstring[2]{#1}
    \protected\def'{\texorpdfstring{\texqu@te}{\string'}}
    \def\texqu@te{\relax`

    Il problema era stato risolto già qui, con una piccola differenze, sulla quale chiedo lumi.

    C’è differenze tra
    `\providecommand{\texorpdfstring}{\@firstoftwo} `
    e

    `\providecommand\texorpdfstring[2]{#1} `
    ?

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Stili biblatex-philosophy #43675
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    È disponibile su CTAN la nuova versione degli stili philosophy. A breve dovrebbe esserlo anche su TeX Live e MiKTeX.
    Poche le novità a livello utente. Sono state aggiunte due opzioni ed eliminata una. In compenso sono stati eliminati alcuni bugs. Ora vengono usate le espressioni “ed.” e “eds.”, anziché “ed. by”. Il problema era stato già sollevato da Alberto qualche mese fa e riproposto da Luigi. Ora si possono inserire anche voci @review (problema sollevato da Alberto)

    L’ultimo problema segnalato da Luigi:

    Tra le opzioni di biblatex ho anche aggiunto (benché non le usi) firstinits=true e uniquename=init, per mostrare un ulteriore problema. Se usate in concomitanza con scauthorsbib=true, il primo nome della voce bibliografica non è composto in maiuscoletto.

    sarà eliminato nella prossima versione (l’ho già risolto, ma aspetto altri cambiamenti prima di inviarlo su CTAN). Può essere risolto anche aggiungendo un breve codice nel preambolo. Se a qualcuno servisse posso inviarlo.
    Dall’ultima versione degli sono passati sette mesi, in cui non ho seguito gli stili con la dovuta attenzione. Di volta in volta ho cercato però di risolvere i problemi segnalati su questo topic. Se qualcosa fosse rimasto irrisolto vi prego di farmelo notare.
    @ Alberto ti risulta che le questioni che hai sollevato tu sono state risolte o è rimasto ancora qualcosa?

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Limiti di XeTeX e XeLaTeX #52636
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    Buon sabato piovoso a tutti (anche questo pomeriggio piove).
    Allora, chi mi risponderà sta già tremando al solo vedere un filone inaugurato da me 😉

    Mi sono dato alla lettura di qualche PDF che riguarda XeTeX: polyglossia, fontspec, qualcosa in italiano e il file xetexmain.pdf. Ho cercato di capirci qualcosa, ovviamente, e forse qualcosa ho capito. Non è così difficile impostare il o i font del documento (anzi, con \set…font è anche più facile che con LaTeX), e anche impostare la o le lingue in cui scrivere è più semplice. In particolare, i pacchetti fontenc e inputenc perdono di significato, perché XeTeX usa sempre Unicode. La lettura delle documentazioni, in sostanza, mostra che con questo programma è possibile scrivere in quasi tutte le lingue del pianeta, anche quelle che vanno al contrario (c’è il pacchetto bidi per questo), e che è possibile accedere a TUTTI i glifi di un font, a patto che sia in formato OpenType. Si possono fare tutte le legature, scrivere con le varie varianti, usare i caratteri alternativi finali di parola, tutti gli ornamenti (anche se questo non l’ho ancora capito bene), i vari maiuscoletti, e chi più ne ha più ne metta. È facilissimo anche cambiare il font di UNA SOLA parola nel documento. Addirittura XeTeX riconosce il font anche se chiamato soltanto con il suo nome e non con il nome del file.otf. E ci sono stretti legami con LuaTeX.

    Una cosa non mi torna, e magari è pure ingenua: si parla sempre e soltanto di font e di varianti e di possibilità in questo senso. Mi chiedo: quando vanno davvero usati XeTeX e XeLaTeX? Quando si vogliono fare meraviglie tipografiche e basta, oppure possono essere una valida alternativa a LaTeX?

    Mi spiego meglio: che cosa i due Xe- danno effettivamente in più rispetto a LaTeX oltre alla questione dei font? Mi sembra che per certi versi siano in difetto: mi riferisco all’incompatibilità con certe classi di documento o certi stili (ClassicThesis non funziona). Ovviamente un documento compilato con Xe- è un ottimo documento, con la qualità di LaTeX che tutti noi conosciamo. Ma se uno volesse usare sempre Xe-, farebbe bene oppure no? Quali sono i limiti reali di XeTeX?

    Perdonate il pistolotto, ma volevo capirne un po’ di più.

    Ciao
    Tommaso

    Rispondo giusto per far sentire che sono ancora vivo 🙂 e non perché sia esperto di XeLaTeX.
    I limiti di XeLaTeX, per quanto ne sono, e per il momento, sono la matematica. Esiste il pacchetto mathspec, che sostituisce fontspec, ma non fa miracoli. In ogni caso permette di comporre formule usando il font che si preferisce (anche il famigerato Hoefler Text, che hai sul tuo Mac). Provare per credere.
    Per gli umanisti XeLaTeX è la soluzione migliore, vista l’incompatibilità tra utf8x e biblatex 🙁

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Stili biblatex-philosophy #43672
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    Eccomi di nuovo 🙂

    Ho riscontrato un altro problema di dettaglio.
    Utilizzando il campo crossref in una @incollection, nella voce in bibliografia compare “Pinco et al.“, anche se i curatori della @collection sono soltanto due.
    Non credo sia voluto. Oltre ad essere un brutto rimando in sé, non è coerente con quanto avviene nelle altre citazioni nel testo.

    Anche qui, se fosse possibile modificare la cosa dal preambolo, vi sarei grato (dovrei andare in stampa tra non molto).

    Grazie ancora.

    Luigi

    Ho anche un altro errore, questa volta più grave.

    Queste le due voci incriminate:

    Elman, Colin and Miriam Fendius Elman (2002), ‘How Not to Be Lakatos
    Intolerant: Appraising Progress in IR Research’, International Studies Quarterly,
    46, 2, pp. 231–262.
    — (ed. by), Progress in International Relations Theory: Appraising the Field, Cambridge,
    Mass.: MIT Press.

    Come si nota, nella seconda voce manca l’anno. Ciò non avviene se la seconda voce non è una collection (quindi senza ed. by), né se la collection è l’unica voce di quell’autore (quindi senza —).

    Non so se sia un problema solo mio o dello stile (in italiano mi pare non lo facesse).

    Grazie e ciao.
    Luigi

    Per entrambi i problemi dovresti inviare un documento minimale e le relative voci bibliografiche incriminate.
    Con biblatex si può fare (quasi) tutto dal preambolo, quindi non preoccuparti.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Appendice con moltissime tabelle #52528
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    Brutta situazione… 🙁

    Per metterle tutte in una longtable devono avere tutte la stessa intestazione, lo stesso numero di colonne, e possibilmente le interruzioni non devono avvenire dopo una eventuale didascalia (ma come la metti?) a metà dell’unica grande t e lunghissima tabella.

    No, mi pare difficilissima una cosa del genere.

    Io proverei a mettere due o tre tabelle dentro lo stesso ambiente table, Con la didascalia messa sopra e due tabelle verrebbe qualcosa del genere (magari usando il pacchetto che definisce tpcaption per avere le didascalie sopra):
    [code]
    \begin{table}[p]
    \topcaption{…}\label{…}
    \begin{tabular}{…}

    \end{tabular}

    \bigskip

    \topcaption{…}\label{…}
    \begin{tabular}{…}

    \end{tabular}
    \end{table}

    Naturalmente se la didascalia le metti sotto usi \caption e non \topcaption; poi se le due tablle dentro all’unico ambiente table sono più alte di una pagina (di textwidth}, puoi sempre inserire uno \small o un \footnotesizize subito dopo l’apertura dell’ambiente table.

    Il tutto dipende dalle dimensioni delle tabelle; so non hanno tante colonne, se, cioè, sono larghe meno di mezza pagina, puoi sempre metterne quattro appaiandole due a due, ciascuna dentro la sua minipage e la sua didascalia e ricordando di allineare le minpage al top o al bottom, cioè in modo che le due didascalie di due tabelle appaiate siano allineate alla prima loro riga.

    Come vedi le possibilità sono diverse, ma la buona riuscita dipende dalla natura delle tabelle, larghezza e altezza. sicuramante l’appendice saà molto pesante…:(

    Grazie Claudio

    La situazione non è infatti delle migliori. La soluzione che ho per il momento adottato è questa.
    Carico il pacchetto caption e uso il comando \captionof{table}{didascalia}, che mi permette di avere la didascalia anche fuori da ambienti flottanti. In questo modo le tabelle non sono altro che una successione di ambienti tabular. Il problema, come hai già fatto notare, è che la didascalia può cadere a fine pagina, e quindi rimanere isolata dalla tabella. Per aggirare il problema ho racchiuso ogni ambiente tabular in un \vbox. Precisamente ho creato un mio comando (\ivanvbox) che richiama al suo interno \vbox. In questo modo la didascalia rimane incollata alla tabella. Così facendo il riempimento di pagina non è dei migliori, ma posso sempre ridefinire il mio comando \ivanvbox in modo che non faccia nulla, e poi controllare una per una le didascalie isolate. Ma questo alla fine.

    Grazie ancora

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: cambiare and in e (et, francese) per i riferimenti bibliogra #52439
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    uso

    `\bibliographystyle{EPMapalike}
    \bibliography{bibliographie_complete}
    `

    Il testo é scritto in francese, ma con un articolo in inglese. I revisori chiedono di avere (per la parte francese) le eferenze sottoforma in et e non and.

    grazie

    Se la lingua del documento è francese (impostata con babel) dovresti avere per tutte le voci “et”. Quindi si tratterebbe di modificare soltanto l’articolo in inglese. Si potrebbe in questo caso cercare di aggirare il problema.
    Tuttavia non è chiaro di cosa stiamo parlando. Si tratta di un volume con diversi contributi di cui uno in inglese? È forse una articolo (in francese) che cita un testo in inglese? 🙄

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: cambiare and in e (et, francese) per i riferimenti bibliogra #52436
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    Salve a tutti,

    com’é che si fa a cambiare and (Einstein and Newton, 1900) in e (et, per il francese) (Einstein e (et) Newton, 1900), per i riferimenti bibliografici?

    Grazie

    Lorenzo

    Cosa usi per creare la bibliografia? In che lingua componi il tuo documento?
    Ricorda che se il documento è scritto, poniamo, in italiano, è corretto in quei casi avere la “e” anche in voci bibliografiche inglesi e francesi.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Stili biblatex-philosophy #43668
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    @ivan, non so perché tutti quelli che usano il tuo pacchetto, e biblatex in genere, usino il comando
    `
    \usepackage[babel]{csquotes}
    `

    Non perché non serva usare quel pacchetto, ma perché l’opzione babel è deprecata esplicitamente nella documentazione di csquotes.

    Ciao Claudio

    Grazie per la segnalazione. In effetti l’opzione babel è stata sostituita, a partire dalla versione 5.0 di csquotes, dall’opzione autostyle. Credo sia deprecata solo in quanto alias. A dire il vero non sono nemmeno convinto del senso dell’opzione autostyle. Se un testo è in italiano e cito parti in tedesco, perché dovrei cambiare le convenzioni tipografiche relative alle virgolette 🙄 ?
    Chi usa i miei stili imposta quell’opzione perché, credo, nei file di esempio è presente. Provvederò a toglierla.

    Grazie

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Stili biblatex-philosophy #43667
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    Caro Ivan,

    Avrei alcune richieste riguardo al tuo ottimo stile, nella sua resa inglese.
    Poterle avere come opzioni (o di default, in alcuni casi) nelle future edizioni sarebbe perfetto, ma intanto chiedo se siano modifiche fattibili con dei comandi, per un uso immediato.

    1) “ed.” o “eds.” invece di “ed. by”. (Ho visto che è già stato suggerito più sopra)

    Richiesta accettata. Sarà corretto nella prossima versione.

    2) “edn” invece che “ed.”, per l’edizione.

    Il file di localizzazione per la lingua inglese usa di default “ed.” per l’edizione. Credo che sia corretto così. In ogni caso andrebbe fatta la segnalazione a Lehmann. Sei sicuro ceh l’abbreviazione corretta in inglese si “edn.”? I manuali di stile che dicono? Aspettiamo…

    3) Quando si cita una voce di una collection, adesso compare: “in Titolo collection, ed. by Editor, …”. Vorrei invece: “in Editor (ed./eds.), Titolo collection, …”.

    È l’effetto (in parte) voluto. Quando una @collection compare come voce autonoma accade quello che chiedi tu. Se invece viene richiamata all’interno di una @incollection, il curatore segue il titolo della @collection. Tempo fa avevo pensato anch’io a questa possibilità. Non ricordo bene, ma mi pare che ci fossero problemi facendo nell’altro modo. Credo che sia la scelta giusta, tuttavia. Si usa la forma “Pinco Pallino (a cura di), …” solo per motivi di ordinamento bibliografico. Altrimenti mancherebbe l’autore e la bibliografia risulterebbe meno uniforme. In una voce @incollection non ha alcun senso usare tale forma per il curatore della @collection.

    4) Luogo ed editore tra parentesi. Titolo (Address: Publisher).

    Non è previsto dagli stili. Vedo se si può facilmente implementare. Sarebbe un’opzione in più, che male non fa. Anche se tale forma non è diffusa in Italia.

    5) Volume e numero del tipo: 25 (1)
    Una vecchia versione era così, mentre ora non mi pare ci sia nelle opzioni disponibili.

    Hai provato l’opzione volnumparens?

    6) Numeri di pagina senza “pp.” e separati da quello che li precede con i due punti.

    Non previsto dagli stili. Non è impossibile ma vanno ridefinite alcune macro.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Incertezza su una voce con BibTeX #51782
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    Nell’ambito degli studi umanistici in Italia per lo più
    le testate si riportano fra caporali e i titoli in corsivo.

    In questo caso, visto che la norma ISO ricordata da Claudio è la più razionale, è bene adeguarvisi. Mi spiego meglio. Mettendo il titolo di un articolo tra virgolette (alte o basse) si può facilmente distinguere dalle voci bibliografiche relative a volumi singoli. Lo stesso discorso vale, secondo me, per i contributi su collettanee, atti di convegno, ecc. Questa è stata la scelta degli stili philosophy.

    Inoltre quello segnalato come titolo vero e proprio
    non dovrebbe essere la testata della rivista, bensì
    il titolo del numero monografico.

    D’accordo su questo.

    D’altro canto, dovendo
    riportare ad esempio più numeri monografici diversi
    della stessa rivista, avremmo l’assurdo o comunque
    la scomodità di vederli tutti citati con il medesimo titolo
    (della testata), mentre è più logico nonché funzionale
    per il lettore che si riporti il titolo specifico del numero

    D’accordissimo 🙂

    Le perplessità residue riguardano il doppio punto che risulta
    dopo “num. mon. di” e i campo number, che dovrei sostituire
    con qualcosa di più consono

    M.

    Provo a darci un’occhiata e ti so dire

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Incertezza su una voce con BibTeX #51778
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    Dimenticavo: il codice del preambolo è:
    `\usepackage[style=philosophy-modern,scauthors=true]{biblatex}
    \usepackage[babel,italian=guillemets]{csquotes}
    \DeclareFieldFormat[article]{title}{\mkbibemph{#1}} % in corsivo tutti i titoli
    \DeclareFieldFormat[incollection]{title}{\mkbibemph{#1}} % in corsivo tutti i titoli
    \DeclareFieldFormat[inproceedings]{title}{\mkbibemph{#1}} % in corsivo tutti i titoli
    \DeclareFieldFormat{journaltitle}{\mkbibquote{#1}} % riviste tra virgolette caporali
    \DeclareFieldFormat{issuetitle}{\mkbibquote{#1}} % riviste tra virgolette caporali
    \DeclareFieldFormat[article]{usera}{\mkbibemph{#1}}
    \nocite{*}
    \bibliography{~/tesi/bibliografia}`
    Non capisco se sbaglio io qualcosa o se si tratta di un piccolo bug…

    M.

    Ciao Mauro

    si tratta di un bug. Ne sono a conoscenza da tempo ma non ho ancora avuto il tempo di sistemarlo per bene. Intanto carica questo
    `\renewbibmacro*{periodical}{%
    \iffieldundef{title}
    {}
    {\setunit{\addcomma\space}\printtext[title]{%
    \printfield[titlecase]{title}%
    \midsentence%
    \setunit{\subtitlepunct}%
    \printfield[titlecase]{subtitle}}}}`
    nel preambolo.
    Leggendo la documentazione di biblatex, una voce @periodical dovrebbe essere composta in questo modo: il campo title riporta il titolo del periodico, nel tuo caso “Cucina italiana”; il campo issuetitle riporta il titolo di un determinato numero del periodico, ovvero “Storia della maionese”.
    Non sono del tutto convinto di come ci si debba comportare in casi simili, se mettere in evidenza il titolo di una particolare uscita oppure il titolo del periodico 🙄

    P.S.
    Non ho dimenticato il tuo libro sui neopositivisti. (Ti invio un messaggio privato.)

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Problema bibliografia #51822
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    Quello che hai riportato è il file di classe. Non vengono caricati pacchetti.
    Dovresti inviare il preambolo del tuo documento, ovvero ciò che viene prima di \begin{document}. Meglio ancora sarebbe avere un esempio minimo compilabile, ossia un file .tex completo, ma il più breve possibile, che riproduce il problema. Per completezza invia anche la voce bibliografica che dà problemi.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Font nel titolo #51757
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    Prima che qualche esperto ti bacchetti
    perché cambi il formato dei titoli in quel modo,
    sappi che devi invece usare il pacchetto titlesec
    per questo genere di operazioni

    M.

    Grazie lo stesso per il tentativo 😀 . Per modificare il carattere delle section, ecc… avevo utilizzato già il pacchetto sectsty.

    [quote]Prima che qualche esperto ti bacchetti
    perché cambi il formato dei titoli in quel modo,
    sappi che devi invece usare il pacchetto titlesec
    per questo genere di operazioni

    Sfortunatamente titlesec non si occupa del titolo principale, ma solo dei titoli di sezione.

    Siccome la classe article compone il titolo in nero, scrivere \textbf è del tutto inutile.

    Ciao
    Enrico

    Non c’è quindi modo di modificare il titolo ed il titoletto “Sommario” in bold Sans? Grazie mille![/quote]

    Con questo
    `\documentclass{article}

    \title{\bfseries\sffamily Titolo}

    \makeatother
    \begin{document}
    \maketitle

    \end{document}`
    ottengo il titolo in caratteri senza grazie e grassetto, come vuoi tu.

    Per modificare il carattere del titoletto “Sommario”:
    `\makeatletter
    \renewenvironment{abstract}{%
    \if@twocolumn
    \section*{\abstractname}%
    \else
    \small
    \begin{center}%
    {\bfseries\sffamily \abstractname\vspace{-.5em}\vspace{\z@}}%
    \end{center}%
    \quotation
    \fi}
    {\if@twocolumn\else\endquotation\fi}
    \makeatother

    `

    o più semplicemente:
    `\renewcommand{\abstractname}{\sffamily Sommario}
    `

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Bibliografia #51745
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    Salve a tutti.
    Ho un problema con la bibliografia.

    In pratica, vorrei che nel testo la visualizzazione sia del tipo

    (AUTORE, ANNO)

    mentre finora riesco sempre e solo ad ottenre AUTORE [ANNO].

    C’è qualche opzione che posso utilizzare?

    Dovresti dirci cosa usi per gestire la bibliografia. Se usi biblatex e vuoi la virgola tra autore e anno, carica l’opzione natbib. Ti hanno già detto come fare la citazione tra parentesi.

    Ciao
    Ivan

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