ivan

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  • in risposta a: Pacchetto per schema grafico #52957
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    Dovrei comporre una schema di questo tipo:
    `
    |— /boot
    – HDA ->| |— /root
    |— Volume Group SISTEMA ->|
    |— /home
    |
    |— SWAP
    `
    A che pacchetto/i posso fare ricorso?

    Grazie
    M-

    Uno schema così semplice si può fare anche con l’ambiente picture.
    Tuttavia ti consiglio tikz, per il solo motivo che nella documentazione puoi trovare molti esempi adattabili alle tue esigenze.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Bibliografia E Sitografia O Sitografia IN Bibliografia? #52942
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    Lorenzo io stavo usando… i tuoi file 😉
    Se sostituisco i pacchetti… posso usare tranquillamente tutto il resto?
    Cioè in quel file viene usato natbib… se al posto di natbib includo bibtext… è tutto uguale… o devo cambiare tutto?
    Fammi sapere.

    Innanzitutto ti consiglio di leggere la sezione 7.2 dell’Arte.
    Passando a biblatex puoi continuare ad usare l’archivio bibliografico che hai, e anche i comandi di natbib, grazie all’opzione omonima. Naturalmente, come avrai modo di leggere, i comandi per caricare il database bibliografico e per stampare la bibliografia sono diversi e messi (in parte) in posti diversi. Quindi, no. Non è sufficiente sostituire i pacchetti 😥
    Comunque ne vale la pena. Così potrai usare il bellissimo stile della bibliografia dell’Arte 😎

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: scrittura a più mani con latex #52860
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    ps: se dovesse assalirvi la curiosità di vedere in quale stato di abbandono versano le tal dispense, andate su http://www.sparacanguri.it, e scusatemi per quelle che io ivi definisco guida al latex… Ciao!

    Complimenti per il lavoro. Mi permetto soltanto di farti notare che le tabelle a p. 27 e 28 relative all’implicazione e agli operatori booleani non sono composte correttamente. Vanno infatti eliminati tutti i filetti verticali. Al limite serve un filetto verticale nelle tabelle dell’implicazione, dopo la prima colonna (ma non è necessario); qui eliminerei anche i filetti orizzontali, tranne quello sotto la prima riga.
    Il link al sito contiene una virgola di troppo 😉

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Note a piè di pagina e bibliografia: quale il modo giusto? #52847
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    Quando si scrive un testo documentato è necessario:

    1) scrivere nel testo parole con un apice che riporta alla nota a piè di pagina e poi nella nota mettere l’articolo di riferimento. Nella bibliografia si raccolgono tutti gli articoli di riferimento;

    2) si scrive nel testo una cosa del tipo “…BLA BLA[2]…” con [2] che fa riferimento direttamento alla bibliografia. Se è vero questo… le note a piè di pagina a cosa servono?

    GRAZIE.

    Le note a piè di pagina possono servire per almeno due cose.
    Cito da Lesina (Il Nuovo Manuale di Stile): «da un punto di vista funzionale, le note associate a un testo possono essere intese come note di contenuto o come note di riferimento». Se usi i riferimenti bibliografici in testo, potrai usare le note a piè di pagina per i tuoi commenti, informazioni aggiuntive, ecc. Anche eventualmente per letture di approfondimento.
    L’esempio che riporti è lo schema di citazione numerico, che va praticamente usato solo all’interno del testo. Lo schema di citazione autore-anno, invece, può essere usato sia in testo sia in nota. Meglio essere uniformi, comunque.

    Ciao
    Ivan

    p.s.
    credo che questo post stia meglio nella sezione “Tipografia”

    in risposta a: Bibliografia “migliorate” #50799
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    Ciao! Mi intrometto nella discussione perché sto realizzando una tesi con una bibliografia abbastanza ampia, e vorrei suddividerla con dei titoli. Il comando \paragraph* però non mi funziona! Avete qualche consiglio in merito?

    Sì. Per bibliografie un minimo complesse, l’ambiente thebibliography è limitato.
    Ti consiglio di gestire la bibliografia con il pacchetto biblatex.
    Trovi spiegazioni nell’Arte, naturalmente (il link è in alto)

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Stili biblatex-philosophy #43682
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    Mi pare che il codice che hai proposto non abbia alcun effetto. Comunque prendi pure tutto il tempo che ti serve; per questi piccoli dettagli non c’è alcuna fretta. 🙂
    Ciao, e ancora grazie.
    Luigi

    Naturalmente devi caricare l’opzione
    `publocformat=locpubyear`
    Vedrai che funziona.

    Ciao
    Ivan

    P.S.
    Gli stili sono stati aggiornati anche su TeX Live

    in risposta a: Mantenere titolo unito al paragrafo successivo #52780
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    [quote][quote]Risolto con:
    `\newcommand{\articolo}[1][]{%
    \par\vspace*{2ex}
    {\centering \sffamily ART. \Roman{articolo}#1%
    \nobreak\par\vspace*{2ex}}
    \refstepcounter{articolo}}`

    Il segreto sta in \vspace*. Con \vspace non funziona.

    Ma che ci sta a fare \nobreak prima di \par?

    🙄 Evidentemente non serve…I dubbi si moltiplicano. A cosa serve realmente \nobreak? È equivalente a \penalty10000, giusto? Lo stesso problema delle righe isolate l’avevo incontrato anche per lo stile philosophy-modern. Anche in quel caso, con \vspace* funzionava e con \vskip no, anche con \null davanti. Perché? \null\vskip non dovrebbe essere equivalente a \vspace*?[/quote]
    È vero, \nobreak è equivalente a \penalty10000; ma se lo dai là sei ancora in modo orizzontale, mentre a te serve in modo verticale.

    Infatti
    `\newcommand{\articolo}[1][]{%
    \par\vspace{2ex}
    {\centering\sffamily ART. \refstepcounter{articolo}\Roman{articolo}#1\par
    \nobreak\vspace{2ex}}}`
    funziona allo stesso modo. Nota le modifiche: il primo \vspace va senza asterisco, perché così può essere eliminato a un cambio di pagina. Probabilmente sarebbe meglio specificare anche una componente di allargamento.

    TeX non spezza una pagina che in certe posizioni. Può spezzare a uno skip, purché sia preceduto da un “non discardable item”; può spezzare a un kern, se è seguito da uno skip; oppure a una penalità.

    Il \par fa andare in modo verticale e TeX esamina se può spezzare la pagina: il prossimo item è una penalità, quindi sarebbe possibile, tuttavia la penalità in questione è 10000, cioè talmente alta che TeX nemmeno ci pensa (la potrebbe però usare in condizioni estreme, con avviso di Underfull \vbox o Overfull \vbox).

    Allo skip successivo non può spezzare, perché una penalità è un “discardable item”. Né può spezzare al successivo item che è ancora uno skip; infatti \vspace emesso in modo verticale emette due skip, uno uguale all’argomento specificato e uno nullo. L’item precedente è ancora uno skip.

    Perché funziona con \vspace*{2ex}? Perché questo comando inserisce
    (1) una \hrule invisibile
    (2) \nobreak
    (3) \vskip{2ex}
    (4) \vskip{0pt plus 0pt minus 0pt}

    Esattamente come \vspace, ma c’è la \hrule seguita da \nobreak. 🙂

    Lo skip nullo emesso da \vspace e \vspace* serve per l’interazione con \addvspace. Credo; non c’è traccia del motivo in source2e.

    \null è equivalente a \hbox{}; quindi \null\vspace produce esattamente il contrario di quello che ti serve: un posto ottimo dove cambiare pagina, perché c’è uno skip preceduto da un “non discardable item”, la \hbox vuota.

    Ti confondi perché è possibile usare \null\vfill per iniziare una pagina con spazio bianco; ma la faccenda riguarda l’eliminazione degli skip (e degli altri “discardable item”) a un cambio pagina.

    Ciao
    Enrico[/quote]
    Chiarissimo come sempre 😀
    Ecco il codice:
    `\newcommand{\articolo}[1][]{%
    \par\vskip2ex plus 2pt minus 1pt
    {\centering\sffamily ART. \refstepcounter{articolo}\Roman{articolo}#1\par
    \nobreak\vskip2ex plus 2pt minus 1pt}} `
    Funziona correttamente. Come vedi ho aggiunto degli spazi elastici.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Stili biblatex-philosophy #43680
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    Grazie Ivan del tuo lavoro.

    Ora le domande 😀

    1) Qual è la nuova opzione?

    Nessuna nuova opzione. Ho fatto confusione con le versioni. Troppi mesi di astinenza 🙁

    2) ed. e eds. sono corretti quando sono tra parentesi, mentre c’è ancora ed. by quando si riferisce alla @collection all’interno di una voce @incolletion. E’ voluto?

    Ciò non dipende da me. All’interno di una voce @incollection viene usata la stringa “byeditor”, che viene tradotta in italiano con “a cura di” e in inglese con “edited by” (e relative forme abbreviate). “ed.” e “eds.” corrispondono invece alla stringa “editor” e “editors”. In italiano la definizione di “editor” e “byeditor” sono uguali; in inglese no.

    3) Ora l’anno compare correttamente nella @collection quando sono citate più opere.
    A questo proposito ho però ho una domanda, cui non so rispondere: la parentesi (eds./a cura di) è più giusto che vada prima o dopo la parentesi con l’anno?
    Quando la voce è una sola c’è poca differenza, ma quando dello stesso autore sono più d’una, si hanno le parentesi con gli anni tutte allineate, tranne quando c’è la curatela.

    Mi ero già posto questo problema nella creazione dello stile. Perché ho scelto questa soluzione? Non ricordo. In effetti l’esempio che riporti, e che può avere una certa frequenza, merita attenzione. Farò qualche ricerca. Finora non ho mai fatto più di tanto attenzione a questo elemento delle bibliografie.

    4) C’è qualche possibilità di avere l’opzione che permetta di avere nelle @incollection i nomi dei curatori prima del titolo del volume? Come anche le due ulteriori opzioni per volume-numero e per luogo-editore. (Per entrambe le cose, vedi i miei precedenti post).

    Su volume-numero e luogo-editore c’è qualche possibilità. Basta un po’ di pazienza.
    Intanto prova questo (non l’ho testato)
    `\renewbibmacro*{locpubyear}{%
    \printtext[parens]{\printlist{location}%
    \iflistundef{publisher}%
    {\setunit*{\addspace}}
    {\setunit*{\addcolon\space}}%
    \printlist{publisher}}%
    \newunit}

    \renewbibmacro*{inlocpubyear}{%
    \printtext[parens]{\printlist{location}%
    \iflistundef{institution}%
    {\setunit*{\addspace}}
    {\setunit*{\addcolon\space}}%
    \printlist{institution}}%
    \newunit}

    \renewbibmacro*{orglocpubyear}{%
    \printtext[parens]{\printlist{location}%
    \iflistundef{organization}%
    {\setunit*{\addspace}}
    {\setunit*{\addcolon\space}}%
    \printlist{organization}}%
    \newunit}`
    Sul primo punto servirà molta pazienza 🙂 perché in questo periodo non ho moltissimo tempo. Comunque ci do un’occhiata.

    Con queste opzioni, si riuscirebbe a riprodurre quasi esattamente lo stile Oxford.
    (Comunque, già adesso lo stile philosophy è il più completo e personalizzabile di tutti gli altri stili disponibili).

    Bene! Ragion di più per aggiungere le opzioni

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Mantenere titolo unito al paragrafo successivo #52778
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    Risolto con:
    `\newcommand{\articolo}[1][]{%
    \par\vspace*{2ex}
    {\centering \sffamily ART. \Roman{articolo}#1%
    \nobreak\par\vspace*{2ex}}
    \refstepcounter{articolo}}`

    Il segreto sta in \vspace*. Con \vspace non funziona.

    Ma che ci sta a fare \nobreak prima di \par?

    🙄 Evidentemente non serve…I dubbi si moltiplicano. A cosa serve realmente \nobreak? È equivalente a \penalty10000, giusto? Lo stesso problema delle righe isolate l’avevo incontrato anche per lo stile philosophy-modern. Anche in quel caso, con \vspace* funzionava e con \vskip no, anche con \null davanti. Perché? \null\vskip non dovrebbe essere equivalente a \vspace*?

    Sarà meglio anche spostare prima il \refstepcounter, che dici?
    `\newcommand{\articolo}[1][]{%
    \par\vspace{2ex}
    {\centering \sffamily ART. \refstepcounter{articolo}\Roman{articolo}#1\par
    \vspace*{2ex}}}`
    Così non devi dire \setcounter{articolo}{1} all’inizio, ma non è tanto qui il punto, quanto che concettualmente il registro va modificato prima di essere usato.

    Ciao
    Enrico

    Grazie anche per questo 🙂

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Mantenere titolo unito al paragrafo successivo #52776
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    Ciao a tutti

    dovrei definire dei comandi per formattare alcuni titoli (“titoli”, “articoli”, “capi”) di un testo legislativo.
    La questione è già stata trattata
    qui e
    qui

    Tali titoli vanno però inseriti in un testo che fa già uso dei comandi \chapter, \section, ecc.
    Ho quindi definito dei comandi appositi. Per esempio:

    `
    \newcounter{articolo}
    \setcounter{articolo}{1}
    \newcommand{\articolo}[1]{%
    \begingroup
    \par\vskip\baselineskip
    \centering ART~\Roman{articolo} #1
    \nobreak\par\vskip\baselineskip
    \refstepcounter{articolo}%
    \endgroup}
    `

    Il problema principale di questo codice è che se il comando cade a fine pagina (o a fine colonna, in un testo a due colonne) può rimanere isolato. A niente sembra servire \nobreak.
    C’è una soluzione?

    Ciao
    Ivan

    Hai provato a modificare quanto suggerito in questo filone?

    Ciao
    Enrico

    Risolto con:
    `\newcommand{\articolo}[1][]{%
    \par\vspace*{2ex}
    {\centering \sffamily ART. \Roman{articolo}#1%
    \nobreak\par\vspace*{2ex}}
    \refstepcounter{articolo}}`

    Il segreto sta in \vspace*. Con \vspace non funziona.

    Grazie

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Stili biblatex-philosophy #43678
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    Ciao Ivan,

    grazie mille per l’aggiornamento degli stili.

    Ho provato philosophy-classic in inglese, ma (se non ho sbagliato qualcosa nell’aggiornamento) mi pare che venga ancora usata l’espressione “ed. by” anziché “ed.” ed “eds.”.

    Inoltre sarebbe possibile usare “trans.” al posto di “eng. trans.”?

    Grazie e ciao
    Alberto

    Come hai fatto l’aggiornamento? Su TeX Live e su MiKTeX gli stili non sono ancora disponibili.
    Su CTAN sono invece corretti. Ho trovato un refuso proprio nel file di localizzazione dell’inglese. Spero non dia problemi (non dovrebbe)

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Kerning dell’apostrofo con MinionPro e titolo \section #52711
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    Grazie! Già aggiornato il pacchetto non ufficiale EGMinion

    E dove sta??

    M.

    Sul mio Mac 😉

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Voce Bibtex/Biblatex dubbia #52452
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    Ciao a tutti, ho da inserire in bibliografia una serie di campi di questo tipo
    che attualmente tengo schedati sotto la voce technical report, tuttavia con lo stile che impiego (biblatex-chem) mi compare una poco simpatica scritta tecn.rep. insieme agli altri campi correttamente formattati. Cosa mi suggerireste?

    In merito alla tipologia di voce migliore per l’esempio che riporti, non mi pronuncio.
    Per eliminare la stringa “tecn. rep” prova a inserire nel record bibliografico la riga

    `type = {},`

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Come rimpicciolire il mini indice ? #52698
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    che stile potrei usare per il titolo ? che distanza devo mettere per la rilegatura ?

    Sinceramente la scritta Chapter 1 con il riquadro intorno per me è molto bella….

    Ti faccio una domanda. Quello stile ti è stato imposto da relatore o dall’editore? Se sì, cambia editore e/o relatore 😀 Se no, ecco alcuni consigli.
    1) Non usare layaureo
    2) Non cambiare l’interlinea di default
    3) Usa classi standard. Per il caso tuo amsbook dovrebbe andar bene, ma ce ne sono molte altre. Ogni editore serio in ambito scientifico ha una propria classe LaTeX.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Immagini e grafica #52761
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    Salve a tutti

    prima di esporre il mio quesito desideravo fare una breve ma doverosa presentazione.
    Uso latex da qualche anno in ambiente linux, a dire il vero non proprio al massimo livello, ovvero sfruttando a pieno le potenzialità, per cui chiedo scusa in anticipo per ogni errore …

    Veniamo al mio “problema”.

    Vorrei poter evidenziare in un’immagine alcune zone, marcandole con dei rettangoli o delle frecce.

    Questo per usare la stessa immagine (file) senza doverla editare in GIMP, aggiungendo appunto box, frecce ecc.ecc.

    Esiste un metodo ?
    Grazie mille
    kasiski

    Innanzitutto benvenuto!
    Quello che chiedi si può fare abbastanza facilmente utilizzando il pacchetto tikz (che non è per niente facile 🙂 ). In merito, ti consiglio la lettura dell’articolo di Agostino De Marco sul numero 6 di ArsTeXnica (Ottobre 2008). In breve, il metodo consiste in questo. Inserisci la tua immagine (in formato compatibile con pdflatex) in un ambiente tikzpicture, all’interno del quale puoi usare i comandi previsti dal pacchetto tikz per comporre disegni. Puoi anche visualizzare delle guide provvisorie che ti aiutano nel posizionamento delle annotazioni da apporre alle tue figure. Spesso sono necessarie due compilazioni per ottenere il disegno corretto. (A dire il vero quest’ultimo fatto l’ho notato con beamer.)

    Ciao
    Ivan

    Corretto lieve errore ortografico, perdonami. egreg9😉

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