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AutoreRisposte
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7 Settembre 2018 alle 15:20 in risposta a: Personalizzazione stile citazionale: escludere il codice ISSN dalle citazioni. #113824::
Capisco che quella del solo fronte e del l’interlinea uno e mezzo e del Times New Roman siano imposizioni del relatore…
Capisco anche che a questo punto sia troppo tardi per consigliarti di cambiare relatore. Vedo però che usi suftesi…
Ora, (notare l’Intercalare tipicamente umanistico) io ho scritto quella classe con l’intento di creare testi impaginati bene. Non so se l’intento è riuscito, ma sono sicuro che l’interlinea uno e mezzo è un orrore (con qualsiasi gabbia più stretta di 50cm) e che il times a 12 punti è perlomeno discutibile. E che stampare solo fronte al giorno d’oggi sia un’offesa al buon senso. Ma passi per il solo fronte.Ti chiedo solo una cosa: per favore, non scrivere da nessuna parte che quella tesi è stata composta con la classe suftesi. Per il resto usala pure e modificala come meglio credi.
Ciao
IvanP.s.
Mi rende triste constatare ancora una volta come i peggiori deturpatori dell’arte tipografica siano gli umanisti, che invece dovrebbero, conoscendone la storia e l’importanza che ha avuto nello sviluppo del pensiero moderno, difenderla a spada tratta.
18 Giugno 2018 alle 17:10 in risposta a: Installazione di un sistema TeX/LaTeX sui diversi OS #106976::
Non è necessariamente un errore. Il primo ibidem fa riferimento alla precedente nota a piè di pagina ottenuta con \footcite, ed è corretto. Il secondo ibidem fa riferimento al precedente \parencite, e anche in questo caso è corretto.Una gatta da pelare, ma anche no. Su può vivere tranquillamente senza 😉 biblatex offre migliaia di personalizzazioni. Nessuno riuscirà a convincermi che c’è ne sono altre di veramente essenziali. È tutta fuffa, credi a me. Se ci fosse più sostanza nella filosofia e nelle discipline umanistiche in genere non si perderebbe tempo in simili sciocchezze.
Ciao
Ivan
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Il codice va testato. Non si dovrebbe essere costretti a perdere tempo in queste faccende, tuttavia. Affannarsi per dettagli stilistici come questo va oltre il grottesco.`\renewbibmacro*{cite}{%
\usebibmacro{cite:citepages}%
\global\togglefalse{cbx:fullcite}%
\global\togglefalse{cbx:loccit}%
\bibhypertarget{cite\the\value{instcount}}{%
\ifciteseen
{{\ifciteibid
{\usebibmacro{cite:ibid}}
{\iffieldundef{shorthand}{\ifthenelse{\ifciteidem\AND\NOT\boolean{cbx:noidem}}
{\usebibmacro{cite:idem}}
{\usebibmacro{cite:name}}%
\usebibmacro{cite:title}}{\usebibmacro{cite:shorthand}}}%
\usebibmacro{cite:save}}}
{\usebibmacro{cite:full}%
\usebibmacro{cite:save}}}}
`Ciao
Ivan
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Ora ho capito. Tuttavia…Se nella tua tesi usi le citazioni in nota, allora devi essere coerente e mettere in nota il riferimento anche nelle citazioni fuori corpo, ovvero quelle che ottieni con gli ambienti quotation e simili (presumo sia a queste che ti riferisci).
Per quanto riguarda l’altro punto, come dicevo, si tratta di una caratteristica di biblatex, e prescinde dai miei stili. La cosa ha una sua logica. Se si decide di usare una shorthand questa va usata sempre. Immaginiamo una serie di note, tutte con “ibidem” o “ivi, p. *”, che magari si spalmano su due pagine. Situazione molto frequente in testi di filosofia. Uno legge il passo e viene rimandato all’ibidem in nota. Così guarda la nota sopra, poi ancora quella sopra, fino a quando incontra l’abbreviazione. Così deve andare nella lista delle abbreviazioni a vedere per cosa sta quell’abbreviazione (“Trattato” può voler dire migliaia di cose). Se usi sempre l’abbreviazione risparmi tempo e il testo ne guadagna senza dubbio in chiarezza. Quella degli “ibidem” e “ivi” è una vera idiozia tipografica. Purtroppo è talmente sedimentata che è impensabile venga abbandonata a favore, per esempio, di uno stile più razionale come un semplice authortitle, senza ivi, ibidem, Id., e compagnia bella.
Detto questo, il risultato che vuoi ottenere, si può ottenere 😉 Basta modificare opportunamente la macro cite. Lo stile biblatex-dw di Dominik Waßenhoven, per esempio, modifica la macro cite e mette a disposizione l’opzione shorthandibid che permette di ottenere proprio quello che vuoi tu. Non è difficile. Se ne vale veramente la pena vedrai che riuscirai a farlo in poco tempo.
Ciao
Ivan
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Scusa ma non capisco. Senza shorthand, ivi e ibidem devono funzionare? Cosa vorresti ottenere di preciso.
Comunque non preoccuparti se a volte sembriamo poco clementi. Al contrario se ogni tanto ti pare di ricevere una bastonata…sappi che è vero, ma è a fin di bene. Pensa al forum come una bottega artigiana dove c’è chi ne sa di più e chi ne sa di meno. E chi ne sa di più è quello che bacchetta(= insegna a) chi ne sa di meno.Da parte mia hai la massima comprensione, perché in quanto filosofo sei costretto a relazionarti con persone che ritengono vitali cose che, se va bene, sono irrilevanti 😀 Tipico esempio sono appunto queste forme paranoidi di trattamento della bibliografia, che viene troppo spesso trattata come un fine, mentre rimane, o dovrebbe rimanere, un semplice mezzo. Ah, gli stili li ho creati appunto per questo, perché anch’io appartengo alla cricca e anch’io fino a poco tempo fa ritenevo viali cose irrilevanti 😉
Ciao
Ivan
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Cerchiamo di dare una risposta al problema principale del filone, ovvero il presunto errore nel trattamento delle espressioni come “ibidem”, e “ivi” nelle citazioni bibliografiche. Effettivamente, nell’esempio riportato sotto, che si basa sullo stile verbose-trad2, ivi e ibidem non compaiono. Ciò è dovuto alla presenza del campo shorthand. Questo significa che si tratta di una caratteristica di biblatex o meglio dello stile verbose-trad-2, il quale è alla base di philosophy-verbose. Non so se c’è un modo veloce per correggere questo comportamento. Controllo.[Il seguente è, tra l’altro un buon esempio di esempio minimo compilabile (potrebbe essere reso ancora più minimo). è importante produrre esempi minimi, perché più è pulito il codice più è facile far emergere gli errori e inoltre chi lo fa non perde tempo a ripulirlo…]
`
\documentclass{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}\begin{filecontents*}{bibliografia.bib}
@book{trattato,
date={1739/1740},
title={A treatise of Human Nature},
shorthand={\textit{Trattato}},
author={Hume, David},
publisher={Bompiani},
location={Milano},
pagination={none}}
\end{filecontents*}\usepackage[style=verbose-trad2]{biblatex}
\addbibresource{bibliografia.bib}\begin{document}
<
>%
\footcite[I.3.16.179]{trattato}<
>%
\footcite[I.3.16.179]{trattato}<
>%
\footcite[367]{trattato}<
>%
\footcite[367]{trattato}\end{document}`
Ciao
Ivan
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Togli la ridefinizione del campo postnote. Verosimilmente il problema sta lì. Ora, però, con il codice che hai inviato, anche altri utenti possono provare ad aiutarti. Non è proprio minimo, ma è compilabile… Credo…;-)
Minimo significa che contiene quel tanto che basta per riprodurre il problema…Con l’occasione ti consiglio anche di mettere ordine nel preambolo. Ci sono alcuni pacchetti e comandi inutili. Un comando è sicuramente dannoso: \interfootnotelinepenalty… Un altro è deprecabile: \onehalfspacing. Un altro è inutile: \doublespacing, perché viene annullato da \onehalfspacing. Il pacchetto type1ec è obsoleto. Cerca di raggruppare i pacchetti secondo uno schema logico, quelli per la formattazione assieme, quelli per i font assieme, ecc. Ci sono alcune accortezze, che si imparano col tempo. Per esempio hyperref va caricato per ultimo, meglio mettere csquotes prima di biblatex. Prendi spunto da documenti di utenti esperti, Claudio Beccari, Enrico Gregorio, Gustavo Mezzetti. Cito i primi tre che sono sicuro sanno con precisione perché una cosa va fatta in un preciso modo.
Ciao
Ivan
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