ivan

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  • in risposta a: dove installare un tema di beamer? #39735
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    Hai aggiornato il database dei files? Su TeX Live:

    `sudo mktexlsr`

    Di solito gli stili aggiuntivi li metto nell’albero personale, per il quale non è necessario aggiornare il database. Si possono mettere anche in:
    /usr/local/texlive/texmf-local/tex/latex/ e poi aggiornare il database.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Margini pagina #39749
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    Ciao,

    sapete dirmi come posso modificare i margini di una sola pagina?

    Grazie mille!

    Pacchetto changepage

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37529
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    1. Ancora sul maiuscoletto. Non mi pare che esista nel tuo stile un’opzione per avere i nomi degli autori in maiuscoletto nelle sole citazioni, lasciando in tondo i nomi scritti nella bibliografia finale. Potrebbe essere utile. Infatti con il tuo stile non c’è bisogno di usare il maiuscoletto nei nomi degli autori nella bibliografia finale: gli autori, infatti, sono ben staccati dalle opere, e usare ulteriore “enfasi”, con un font diverso, è forse superfluo.

    No, quest’opzione non c’è. A mio avviso sarebbe meglio che citazioni e bibliografia fossero uniformi. Quindi l’opzione migliore è scauthors, che usa il maiuscoletto sia nelle citazioni sia nella bibliografia. Potrei creare un’opzione scauthorscite per fare quello che chiedi. Questa opzione, però, riguardando lo schema di citazione dovrebbe essere inserita in un file .cbx, che come sai non ho predisposto, per ragioni di “elasticità” degli stili.
    Comunque non scriverei mai “vedi [Pantieri, 2009]”, ma eventualmente “vedi Pantieri (2009)”.
    Per avere quello che desideri, senza che questo comporti conseguenze poco eleganti per la struttura degli stili è sufficiente inserire nel preambolo:
    `\AtEveryCite{%
    \renewcommand*{\mkbibnamelast}[1]{\textsc{#1}}}`

    Nel frattempo mi sono sorte delle perplessità riguardo agli stili che ti spiegherò più sotto. 😥

    2. Continua a non essermi chiaro il riferimento alla pagina in un opera per cui esiste l’edizione italiana. Mi spiego. Prendiamo l’opera di Bringhurst:

    1992 Bringhurst, The Elements…. (ed. it. Gli elementi … 2001).

    Se nel testo scrivo.

    Bringhurst affronta il problema dei margini nel suo capolavoro [1992, pag. 100].

    Come sai, preferisico che nel testo sia indicato l’anno dell’edizione originale, piuttosto che quello della versione italiana (anche Eco consiglia e fa così). Ebbene, quel “pag. 100” è riferito alla versione italiana o alla versione originale?

    Ho riletto tutto il libro di Eco, ma il problema della pagina non è affrontato. Anche se, ripeto, Eco stesso cita l’anno originale.

    http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Eco.JPG

    Ecco, nel primissimo riferimento, “(Chomsky 1965a: 162)”, l’anno è quello originale (la traduzione italiana è del 1970, come si legge nella bibliografia), ma quel “162” a chi si riferisce?

    Sempre ammesso che sia possibile sciogliere questa ambiguità…

    Nell’ambito umanistico credo che esista un tacito accordo: le pagine si riferiscono all’edizione italiana citata, se non diversamente indicato. La maggior parte dei libri che ho consultato scelgono questa soluzione. Tuttavia, secondo me è sempre opportuno dare qualche indicazione sulla convenzione usata. Questo può essere fatto in due modi:
    1) con una breve nota alla prima occorrenza del testo citato.
    o meglio,
    2) con una breve nota nella sezione “Avvertenze” o alla fine dell’introduzione. Così: “Ove non diversamente indicato, le pagine si riferiscono all’edizione italiana citata”
    Se si indicano sia le pagine dell’edizione originale sia quelle della traduzione ho messo le indicazioni secondo me necessarie nella documentazione degli stili. Seguendo queste semplici regolo l’ambiguità è sciolta.

    In conclusione, non credo che ci sia uno standard in materia.

    Veniamo alle perplessità. Gli stili sono stati creati per comporre bibliografie tipicamente italiane, ma si è voluto mantenere alta la flessibilità. Questo fa si che possano essere usati con qualsiasi lingua riconosciuta da babel, ma apportando alcune definizioni di certe stringhe (gli stili sono sì flessibili, ma a certe condizioni). La perplessità è questa: vale la pena rinunciare ad alcune potenzialità che si potrebbero introdurre dedicando gli stili solo alla lingua italiana a favore della flessibilità degli stili? Molti stili per biblatex già presenti in rete funzionano solo per alcune lingue, dalle quali è escluso l’italiano, ovviamente. Limitando gli stili alla lingua italiana si avrebbero molti vantaggi, per esempio si otterrebbe facilemente il famoso “(citato a pagina 9)”. Avevamo già discusso di questo e mi sembra che tu fossi a favore della flessibilità degli stili. Certo, avere degli stili che potenzialemente possano essere usati in tutto il mondo sarebbe bello. Ma mi chiedo: realisticamente, potrebbero veramente essere usati in altre lingue ❓
    Chiedo a te ed estendo la domanda a chiunque sia interessato: meglio degli stili buoni per tutti od ottimi per scritti in lingua italiana?

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: section article #39675
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    Scusa se ti disturbo ma ho più di duecento pagine già impostate e formattate con il documentclass article non si riesce a ridefinire section in qualche modo invece di cambiare documentclass.
    Grazie mille!

    Enrico avrebbe fatto di meglio. Comunque, se proprio non vuoi seguire il suo consiglio, metti questo codice nel preambolo:

    `\makeatletter
    \renewcommand\section{\clearpage\null\vskip5ex
    \@startsection {section}{1}{\z@}%
    {-3.5ex \@plus -1ex \@minus -.2ex}%
    {2.3ex \@plus.2ex}%
    {\normalfont\Large\bfseries}}
    \makeatother`

    In rosso i valori che puoi cambiare. Ma pensaci bene prima di usare il codice.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Problema indice con Beamer #39654
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    Ciao Ivan, grazie della risposta. In realtà l’avevo già fatto così però: il problema è che io vorrei soltanto l’indice della sezione corrente, mentre quell’artificio, se non sbaglio, mostra tutto l’indice evidenziando la sezione.

    Ciao!

    Si è vero. Prova con questo:

    `\AtBeginSubsection[]{%
    \begin{frame}{Indice}
    \tableofcontents[currentsection,currentsubsection,
    subsectionstyle=show/shaded/hide,
    sectionstyle=show/hide]
    \end{frame}
    }`

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: Problema indice con Beamer #39652
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    Buongiorno a tutti,
    sto componendo una presentazione molto corposa con Beamer; le section e relative subsection usate sono parecchie: come posso fare per creare all’inizio di ogni subsection un miniindice relativo alla sola sezione corrente? (in sostanza vorrei qualcosa di analogo a minitoc)

    Saluti

    Vedi se questo può andar bene:
    `\AtBeginSubsection[]{%
    \begin{frame}{Indice}
    \tableofcontents[currentsection,currentsubsection]
    \end{frame}
    }`

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: layout con fancyhdr e \frontmatter \mainmatter #34316
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    Funziona perfettamente 😀
    Grazie mille!

    Osavi forse dubitare che avrei trattato male uno che adopera itnumpar?

    Ciao
    Enrico

    Certo che no 😉 Con quel pacchetto, il tuo codice magico (…\headbreak) per spezzare i titoli nell’indice ma non nel testo né nella testatina e quest’ultimo codice, sono riuscito a ultimare (quasi) una classe che produce il layout del libro che conosci.

    Il codici per gestire i titoli nelle testatine, nel testo e nell’indice sono questi:
    `% spezza nel toc ma non nel testo e testatina
    \newif\ifheadbreak\headbreakfalse
    \DeclareRobustCommand{\headbreak}
    {\ifheadbreak\\\else \fi}
    \newif\ifxheadbreak\xheadbreaktrue

    % spezza nel testo e testatina ma non nel toc
    \DeclareRobustCommand{\xheadbreak}
    {\ifxheadbreak\\\else \fi}
    \let\origtableofcontents\tableofcontents
    \renewcommand{\tableofcontents}{\begingroup\headbreaktrue\xheadbreakfalse
    \origtableofcontents\endgroup}
    `

    In sede di revisione finale permettono di sistemare l’indice senza dover mettere le mani nel file .toc. Il secondo l’ho definito partendo da quello che mi avevi suggerito tu. Il comando funziona; spero che anche il codice sia corretto.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: footline e immagine che esce #39657
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    È chiaro, ma per cercare la soluzione servirebbe (almeno) il codice che definisce la footline. Se riesci a inviare un esempio minimo, tanto meglio.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: consigli su come personalizzare la bibliografia #39663
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    Utilizzo miktex 2.8 + texniccenter su vista sp1.
    Utilizzo inoltre il pacchetto natbib con lo stile natbib_ita.

    Nella bibliogafia ottengo questo “stile”:

    Rossi K.; Bianchi M. (1983). Algorithms. Springer-Verlag, New-York.

    ma mi è stato chiesto di avere la bibliografia nel seguente modo:

    Rossi K., Bianchi M. (1983), Algorithms. Springer-Verlag, New-York.

    In pratica devo apportare i seguenti cambiamenti:
    – sostituire “;” con “,” per separare i nomi degli autori
    – sostituire “.” con “,” quando terminano gli autori e compare il nome del testo.

    Cosa mi consigliate? si può usare qualche particolare “comando” o devo utilizzare il progamma makebst?
    Per quest’ultimo caso ho cercato in rete, ma il materiale che ho trovato è troppo complesso per me (installazione e utilizzo su windows), magari sapete indirizzarmi qualche documento di facile comprensione!

    grazie

    dom

    Carica lo stile classic.bst di Lorenzo Pantieri. Credo che faccia al caso tuo.
    Lo trovi qui:
    http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/classic.bst
    Ciao
    Ivan

    in risposta a: layout con fancyhdr e \frontmatter \mainmatter #34314
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    Funziona perfettamente 😀
    Grazie mille!

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: [risolto] ruotare tabelle #39668
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    Si può fare di meglio, ma intanto prova con:

    `\begin{tabularx}{\textheight}{XXXX}

    \end{tabularx}`

    Serve il pacchetto tabularx.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: layout con fancyhdr e \frontmatter \mainmatter #34312
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    Ciao a tutti!
    Scrivo qui perché mi sembra che il titolo del topic sia adatto.

    Sto scrivendo una classe per impaginare un libro e mi ritrovo con un problema che vorrei risolvere in maniera elegante.

    Ho impostato le testatine con il seguente codice (serve anche il pacchetto itnumpar):

    `\fancypagestyle{plain}{%
    \fancyhf{} % clear all header and footer fields
    \fancyfoot[C]{} % except the center
    \renewcommand{\headrulewidth}{0pt}
    \renewcommand{\footrulewidth}{0pt}}

    \pagestyle{fancy}
    \renewcommand{\chaptermark}[1]%
    {\markboth{\chaptername~\ordinalem{chapter}}{#1}}
    \renewcommand{\sectionmark}[1]{}

    \fancyhf{}
    \fancyhead[LE,RO]{\footnotesize\thepage}
    \fancyhead[LO]{\footnotesize\nouppercase\rightmark} % pagine dispari
    \fancyhead[RE]{\footnotesize\nouppercase\leftmark} % pagine pari`

    Le testatine dovrebbero essere cosi:
    – pagine pari: numero di pagina in alto a sinistra; “Capitolo primo” in alto a destra.
    – pagine dispari: numero di pagina in alto a destra; “Titolo del capitolo” in alto a sinistra.
    Fin qui tutto bene.
    Nel frontmatter (e nel backmatter) vorrei invece il titolo del capitolo, per esempio “Introduzione” sia a destra (nelle pagine pari) sia a sinistra (nelle pagine dispari). I numeri di pagina sono al solito posto.
    Qui sorge il problema. Se non aggiungo \markboth{}{} dopo \chapter{} le testatine vengono sbagliate e riportano la scritta “capitolo”.
    Ho provato con il segunte codice, opportunamente modificato

    `\renewcommand{\chaptermark}[1]{%
    \markboth{%
    \ifnum \c@secnumdepth >\m@ne
    \if@mainmatter
    \@chapapp\ \thechapter. \ %
    \fi
    \fi
    #1}{}} `

    indicato qui, ma non sono riuscito a risolvere il problema. C’è un modo per trovare una soluzione elegante in modo da evitare di dover scrivere \markboth{}{} nei capitoli non numerati?

    Graize!

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: aggiungere la trad. it. in bibtex #39640
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    Grazie Ivan!
    Avevo trovato e scaricato il tuo stile ieri, devo ancora provarlo…

    In effetti se Latex vuole essere utilizzato da umanisti italiani, deve permettere questa possibilità… ma ho il dubbio che di umanisti che usino Latex ce ne siano pochi, men che meno italiani! Magari mi sbaglio…

    L’idea poi di incolonnare le voci “alla Eco” (non ripetendo il cognome) è molto elegante…

    Dario

    In italia, in effetti, credo che LaTeX non sia diffusissimo tra gli umanisti in senso stretto. Lo usano molti filosofi analitici, che però in genere non gradiscono essere considerati umanisti. Forse per via del simbolismo 🙄 Diversamente vanno le cose, per esempio, in Germania. Il guaio è che (in Italia) è difficile mettersi d’accordo e accettare le regole, e LaTeX, almeno all’inizio impone di accettare degli standard. Che sono standard qualitativi, naturalmente, e ciò la dice lunga. Aspetto notizie sugli stili. Le possibilità che si possono presentare nella composizione di una bibliografia umanista sono moltissime, e non le ho prese in considerazione tutte. Quindi se hai osservazioni o se componendo la bibliografia incorri in casi difficili da trattare fammelo sapere.

    Ciao
    Ivan

    in risposta a: aggiungere la trad. it. in bibtex #39638
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    Salve a tutti,
    sto scrivendo la tesi (umanistica) in latex, esattamente con lyx per ubuntu…

    Proprio bello 😀 Una di quelle cose che ti chiedi: ma come ho fatto prima? Tipo ubuntu insomma 😛

    Ma ho un problema non trascurabile 🙁 per ogni voce bibliografica devo assolutamente mettere sia l’originale (spesso inglese o francese) che la traduzione italiana!
    Così fan tutti nelle ‘humanities’ qui in Italia… anche se questo problema pare non sussista per nessuno altrove! Nessuno stile che ho provato lo implementa!
    Ho cercato sul forum, e trovato soltanto soluzioni “fai da te” un po’ macchinose, almeno per la mia esperienza attuale…

    Qualcuno ha scoperto uno stile (autore/anno) che faccia al caso mio? Non importa il modo in cui mette in colonna, maiuscoletti, etc. etc.

    (Faccio un esempio:
    BARTHES, Roland 1964 “Eléments de sémiologie”, Communications, 4 (trad. it. Elementi di semiologia, Torino, Einaudi, 1966);

    help!
    Dario

    Esistono gli stili philosophy-classic e philosophy-modern per il pacchetto biblatex che sono stati creati proprio (anche) per gestire le voci con relativa traduzione italiana. Li ha scritti un “umanista”, il sottoscritto, quindi potrebbero fare al caso tuo. Li puoi scaricare da qui. Per capire come funziona biblatex ti consiglio l’articolo di Lorenzo:
    http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Bibliografia.pdf
    Se ci sono problemi puoi intervenire sul topic dedicato agli stili:
    http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=6717

    Ciao
    Ivan

    P.S. Lascia perdere LyX.

    in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37527
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    Ciao,

    ho iniziato ad usare la nuova versione di philosophy-classic. Bello il nuovo stile della documentazione. Un’osservazione sul carattere tra i campi “title” e “subtitle” nelle entrate del tipo “book”.

    In philosophy-classic i titoli sono separati dai sottotitoli mediante una virgola. Questa non mi pare una soluzione ideale, perché le virgole si usano anche all’interno dei titoli (e dei sottotitoli), e questo potrebbe suscitare alcuni fraintendimenti.

    Provo a chiarire con un esempio. Poniamo che si debba citare un libro il cui titolo è “Wittgenstein on Cooking” e il sottotitolo “Spices, and Passion”. Se titolo e sottotitolo vengono separati dalla virgola, il risultato sarà: “Wittgenstein on Cooking, Spices, and Passion”. Due inconvenienti: dal punto di vista formale, la resa grafica non chiarisce che siamo davanti a un titolo+sottotitolo, anziché ad un titolo soltanto; dal punto di vista contenutistico, chi scorre la bibliografia potrebbe pensare che il libro tratti anche della concezione delle passioni di Wittgenstein. Se fosse chiaro che “Passion” è parte del sottotitolo, sarebbe più difficile incorrere nel fraintendimento. Beh, l’esempio non è dei più convincenti, ma spero che l’idea sia chiara…

    In alternativa alla virgola, preferirei che fosse usato il punto fermo per separare titolo e sottotitolo, visto che i punti fermi non si usano all’interno di titoli e sottotitoli.

    A dire il vero, anche se si usa la virgola per separare titolo e sottotitolo, il fatto che il sottotitolo inizia con una maiuscola dovrebbe fungere da indicatore che ci troviamo in presenza del sottotitolo. Ma non se si scrive in inglese, visto che nei titoli inglesi tutti i sostantivi sono in caratteri maiuscoli.

    Chiarissimo! E sono d’accordo sul punto fisso per separare titolo da sottotitolo. Grazie del suggerimento. Provvederò nella prossima versione.

    1. Mi piace molto il nuovo look della documentazione, ora simile a quella di biblatex.

    Grazie 😀

    2. Mi pare che tu abbia aggiunto il codice per non “sgranare” il font nella composizione dell’URL. Il risultato è ottimo!

    Sì, esatto. Non ho aggiunto quel codice lunghissimo… ma quello suggerito da Enrico:
    \appto\biburlsetup{\Urlmuskip=0mu\relax}

    3. L’unica “richiesta” che ho ancora da farti è rendere cliccabile il nome (oltre all’anno) nelle citazioni: in “vedi [Pantieri, 2009]” vorrei che fossero cliccabili sia “Pantieri” sia “2009”. Si tratta IMO di un punto importante, spero che riuscirai a soddisfare anche quest’ultimo mio desiderio! 😉

    Temo che questo sarà difficile. Per fare quello che chiedi dovrei creare degli appositi file .cbx, perché i comandi \cite si trovano lì. Questo però comporterebbe che gli stili non sarebbero più “compatibili” con altri schemi di citazione.
    Credo che la cosa debba essere risolta a monte, dall’autore di biblatex. Forse è il caso di scrivergli per esporre questo problema. Appena avrò un attimo di tempo lo farò.

    Ciao
    Ivan

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