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lorenzo.pantieri” post=109266
A che serve un articolo “L’arte di scrivere in latino e in greco con LaTeX”, quando c’è un capitolo identico su LaTeXpedia?Infatti, a che serve l’impaziente se c’è l’arte? A cosa serve l’arte se c’è latexpedia?
Ti chiedo: tutto quello che c’è nell’impaziente c’è nell’arte? Tutto quello che c’è nell’arte c’è in latxpedia? Se sì non vedo perché dovresti mantenere le tre guide separate. Non hai nessuna ragione editoriale, l’unica che giustificherebbe una scelta simile. In questo modo la tua pagina si semplificherebbe al massimo e per l’utente sarebbe molto comodo. Basterebbe dire: guarda latxpedia, p. XXX.
Se è falso, secondo me è una inutile complicazione. Le guide dovrebbero essere tutte aggiornate indipendentemente nelle parti in comune. Ma sopratutto si rischierebbe di doverle consultare tutte per avere un’informazione completa. Non credo sia un vantaggio. Io è Tommaso abbiamo constatato come uno dei problemi di context sia proprio la presenza di troppe guide inconsistenti. È un problema anche della documentazione latex. Che ne pensi?Ciao
Ivan
19 Gennaio 2017 alle 16:13 in risposta a: LaTeXpedia: il presente della documentazione su LaTeX #109055::
Personalmente accorperei le tre guide in ununica grande guida. Adotterei qualche espediente grafico per distinguere le conoscenza a livello “impaziemte”, quelle a livello “arte” e quelle a livello “latexpedia”. Con tcolorbox si puo fare facilmente. Così non si hanno sovrapposizioni ed è piu semplice laggiormamemto. A livello utente non è un gran problema avere un unico file. Anzi.Ciao
Ivan
::lorenzo1993″ post=109238Il problema è che io vorrei in qualche modo mantenere il concetto di sezione invariato.
Mi servirebbe un elemento tra capitolo e sezione che non vada a impattare nella numerazione dell’indice diciamo così.Mah…, in questi casi mi chiedo sempre: che ragioni ci sono per avere una struttura di divisione così insolita?
Devi semplicemente ridefinire \section e usarlo come fosse una parte (sottoparte del capitolo, nel tuo caso). Userai poi \ subsection al posto di \section, anch’esso opportunamente ridefinito. E \subsubsection al posto di \ subsection, e così via.Ma prima di fare questo, riusciresti a mostrare un esempio di libro diviso come vuoi tu? L’immagine che hai postato, infatti, non è niente di insolito. Si tratt quella struttura standard di latex: capitolo, sezioni, … Per riprodurre quella ti basta solo ridefinire \chapter e \section, come ti ha suggerito @robitex
Ciao
Ivan
3 Gennaio 2017 alle 12:22 in risposta a: L’arte di scrivere con ClassicThesis: nuova edizione #108930::OldClaudio” post=109087
Mi domando perché usare di base una classe KomaScript, quando per avere il page design di Bringhurst basta usare la classe suftesi di Ivan Valbusa, enormemente configurabile, ben documentata, e con una delle sue opzioni, elements, che serve appunto per avere non solo il disegno della gabbia di stampa alla Bringhurst, ma tutto il look alla BringhurstNon è più così da qualche versione di suftesi 🙁 La scelta è stata dovuta a diverse considerazioni. Innanzitutto questioni di diritto. Non so se sia consentito riprodurre lo stile degli Elementi…lo so che anche in memoir c’è un’opzione, ma personalmente non voglio problemi.
Ma soprattutto per una questione di “identità”. Suftesi ha una sua fisionomia che si ispira più a Tschichold e Morison che a Bringhurst. Le opzioni elements e sufelements erano l’ultimo legame con Bringhurst e di fatto non erano coerenti con gli altri stili della classe. Così le ho eliminate. Ora suftesi non ha nulla a che vedere né con gli Elementi né con Miede. Se ricordate, inizialmente avevo adottato Palatino + iwona, influenzato anch’io da Miede, attraverso l’Arte. Ora anche il font è diverso. Chi ama Classicthesis vuole uno stile che susciti stupore nel lettore, per la complessità scenografica del layout. Il prof. che apre una classicthesis esclama wow! Senza dubbio. Si tratta di un layout neobarocco. Suftesi è pensata per chi non vuole questo. L’amante di suftesi vuole che il propro libro susciti nel lettore familiarità. Il prof che apre una suftesi non dice nulla, perché probabilmente gli ricorda uno dei tanti libri che ogni giorno sfoglia. Sono filosofie diverse.Ciao
Ivan
25 Dicembre 2016 alle 20:09 in risposta a: Stile philosophy-modern di biblatex: “et al” in corsivo #10886523 Dicembre 2016 alle 19:48 in risposta a: Stile philosophy-modern di biblatex: “et al” in corsivo #10886323 Dicembre 2016 alle 12:36 in risposta a: Stile philosophy-modern di biblatex: “et al” in corsivo #108861::
Svelato l’arcano. L’opzione latinemph è definita solo per lo stile philosophy-verbose. Visto che si tratta di due occorrenze non mi preoccuperei. D’altra parte è sempre stato così con lo stile modern.Per quanto riguarda l’aggiornamento di TL su Mac ti spiego come funziona. Se installi mactex 2016 quella diventa la distribuzione attiva. Tuttavia, nelle preferenze di sistema trovi un’applicazione in cui puoi scegliere la distribuzione precedente, nel tuo caso la 2013. Quindi se aggiorni non comprometti nulla. Semplicemente mantieni la possibilità di usare la 2013 ma se vuoi puoi usare anche l’ultima. Io nel mio vecchio mac ho cinque distribuzioni. Quando devo compilare un documento creato nel 2012 vado in preferenze, scelgo la distribuzione 2012 e compilo.
Ciao
Ivan
23 Dicembre 2016 alle 8:48 in risposta a: Stile philosophy-modern di biblatex: “et al” in corsivo #108859::lorenzo.pantieri” post=108978
Opzione latinemph
L’avevo provata, sai? Ho una MacTeX 2013: su terminale ([tt]texdoc biblatex-philosophy[/tt]) mi dice che quell’opzione c’è, ma se la carico mi dà un errore (“opzione non definita”).
Spero in una tua soluzione, anche spiccia e sporca, intanto che non aggiorno.
Molto strano. Installa la TeX Live 2016 e vedi se funziona con quella. Puoi sempre impostare la distribuzione 2013 dalle preferenze di sistema, così sei sicuro che i tuoi vecchi file continueranno a compilare.
Ciao
Ivan
22 Dicembre 2016 alle 17:35 in risposta a: Stile philosophy-modern di biblatex: “et al” in corsivo #108857::
La cosa sembra possibile, ma io non ho né tempo né voglia di provarci. Ti do però un paio di link che ti possono guidare verso una possibile soluzione.
https://sourceforge.net/p/texstudio/feature-requests/346/
http://tex.stackexchange.com/questions/328144/highlight-footnote-in-the-original-tex-file (risposta di Tim Hoffmann)Ciao
Ivan
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Aggiungo solo che il messaggio ti informa che c’è un possibile conflitto tra versioni. Biber si aspetta biblatex 2.5 e invece trova il 2.6. Tuttavia la versine attuale di biblatex è la 3.6 e quella di biber la 2.6 (mentre tu hai la 1.8 ). Ti consiglio quindi di installare TeX Live 2016. Questo potrebbe non essere necessario per il tuo specifico problema, ma è comunque una buona cosa.Ciao
Ivan
29 Novembre 2016 alle 13:19 in risposta a: [Risolto] Spazio generato da \cite prima del riferimento #108560::
Ho coretto il baco domenica. L’aggiornamento riguarda il solo file philosophy-verbose.cbx.
Credo sarà disponibile per l’aggiornamento di tex live a breve. Se hai fretta puoi scaricarti da CTAN il file che ho indicato e metterlo nella cartella di lavoro. Soltanto un’accortezza: quando aggiornerai la distribuizone toglilo dalla cartella di lavoro.Ciao
Ivan
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