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19 Febbraio 2017 alle 19:41 in risposta a: LaTeXpedia: il presente della documentazione su LaTeX #109065::
Affermi che “Un libro non è altro che un contenitore di parole”.
Ora, questo può voler dire che se qualcosa è un libro allora è un contenitore di parole. Il che non è vero, visto per esempio che ci sono anche i libri illeggibili (Munari). Ma diamolo per buono. Al di là degli esperimenti di arte concettuale i libri contengono parole.
Ma è vero che se qualcosa è un contenitore di parole allora è un libro? Direi di no.
Un comune quotidiano, o un mensile come Science, sono contenitori di parole, ma nessuno li definirebbe libri.
Evidentemente l’ebook non è un libro per il fatto di contenere parole. La forma per l’appunto è importante e non si tratta semplicemente di una caratteristica diversa da quella cartacea. In altre parole la sostanza del libro va rintracciata nella sua forma. Io ritengo che l’ebook non abbia la forma del libro e che se è libro un ebook lo è anche un quotidiano.Ciao
Ivan
19 Febbraio 2017 alle 18:45 in risposta a: [RISOLTO] Articoli non citati con “In:” in bibliografia #109511::
Ritengo che a livello utente l’utilità di LuaLaTeX sia trascurabile.
Personalmente uso LuaLaTeX perché a differenza di XeLaTeX ha un supporto completo per la microtipografia.
In particolare permette l’espansione dei caratteri, cosa che XeLaTeX non fa.
Ed è un aspetto che fa la differenza quando si devono impaginare libri.
L’ho usato, appunto, per impaginare un volume corposo, in ambito umanistico.
La differenza con XeLaTeX è abissale, proprio per l’aspetto microtipografico.
Se XeLaTeX completasse il supporto per la microtipografia userei quello, visto che è più veloce.Ciao
Ivan
::Ronnie” post=109606Buon giorno,
mi scuso per l’ovvietá di alcune domande, non me ne vorranno i piu esperti.
Linux Mint 18, installazione di Texlive, che richiede il modulo perl-TK, che non si installa perché i permessi non sono quelli giusti, che non si possono modificare perché giá in uso, che non si puó, che non si puó, che non si trova…….
esiste un sistema praticabile per uscire da questo ginepraio?
Io non credo di aver ammazzato nessuno nella mia vita precedente, migliorarsi e sperimentare a questo prezzo non ha assolutamente senso. Un aiuto per piacere?grazie
OrazioPuoi provare a seguire questa guida:
http://profs.sci.univr.it/~gregorio/texlive-ubuntu.pdf
È per ubuntu, ma con un po’ di fortuna dovrebbe andare anche per Mint.
La guida chiede di installare perl-tk e perl-doc. Puoi evitarlo, credo. Infatti questi pacchetti dovrebbero servire solo
per fare l’installazione egli aggiornamenti con interfaccia grafica. Praticamente inutile. Altrimenti chiedo venia.
Solo un paio di accorgimenti. Nella procedura dovrai omettere tutte le stringhe -gui, che stanno appunto per “interfaccia grafica”.
Inoltre sostituisci ogni occorrenza di 2010 con 2016, ovvero l’anno della tua TeX Live. Non fare errori altrimenti dovrai eliminare un file.
A me succede ogni volta che installo TeX Live su Ubuntu.
Buona fortuna!Ciao
Ivan
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Divide et impera!Io sono disposto a migrare. Sono disposto a cedere i miei due pacchetti per integrarli in maniera più razionale in un progetto più razionale. Sono disposto a passare a latex3, context, o vattelapesca. Chi altro è disposto a cedere? Il problema con l’open source è, appunto, l’open source. Bello sulla carta, molto idealista e sognatore. Ma poco efficace.
Faccio spesso questo paragone: immagina se invece di 600 e passa distribuzioni linux c’è ne fosse una che funziona senza dar problemi.
È che non ci si mette d’accordo. Perché l’accordo si è costretti a trovarlo se ci sono interessi in gioco.Ciao
Ivan
10 Febbraio 2017 alle 12:19 in risposta a: Una virgola nel posto sbagliato [Bibliografie; Philosophy] #109304::
Opzione
`classical=true`
Questa del raddoppiamento consonantico è proprio una bella favola.
I professori che sostengono che così deve essere non si sono mai poti la domanda:
perché è nata questa abitudine? Se se la fossero posta si accorgerebbero che, appunto,
di abitudine si tratta, e che non ha quasi mai un senso. Se non in alcuni testi legali.
D’altra parte le norme iso-uni dicono chiaramente che le abbreviazioni tipo,
p., cap., sez., ecc., stanno sia per il singolare che per il plurale.
I soliti professori, “per coerenza”, scrivono spesso orrori come tabb., figg. sezz., capp.,…
Come se l’espressione “si vedano i cap. 5 e 6” fosse ambigua…
Brutta usanza nata in ambito giuridico (qui con un minimo di senso) e poi estesa
a tutto, come fosse una legge mosaica. Mah…misteri della complessità.
Comunque, come vedi, ho pensato anche a questo in biblatex-philosophy.Ciao
Ivan
8 Febbraio 2017 alle 14:18 in risposta a: Una virgola nel posto sbagliato [Bibliografie; Philosophy] #1093028 Febbraio 2017 alle 9:55 in risposta a: Una virgola nel posto sbagliato [Bibliografie; Philosophy] #109300::Teodoro Studita” post=109523Grazie Ivan. Ma soprattutto mi sono accorto che questo esempio funziona solo sul MacTeX2015, mentre sulla versione 2016 mi restituisce l’errore di cui dicevo (chiede di caricare una versione legacy). Questo è un grosso problema. Che faccio?
Qui c’è qualcosa che non va… Io ho compilato su una TeX Live 2016 senza errori. Il tuo .log che dice?
Carica la versione 1.9 di biblatex-philosophy?
Aspettiamo che qualche utente provi a compilar il tuto esempio. Nel frattempo potresti aggiungere ad inizio file le righe magiche per usare xelatex e biber, così chi ha texshop, texworks, TeXstudio non deve selezionare il motore a mano.Non è che da qualche parte nella cartella di lavoro hai dei vecchi file .bbx e .cbx?
Ciao
Ivan
6 Febbraio 2017 alle 13:06 in risposta a: Una virgola nel posto sbagliato [Bibliografie; Philosophy] #109298::
Prova a modificare così:
`\usebibmacro{maintitle+booktitle}\nopunct%`
E togli `\nopunct` alla fine della macro series+number.Per il secondo problema non credo ci siano soluzioni facili, né veloci. Ma probabilmente si può fare. Innanzitutto se parti dallo stile philosophy-verbose dovresti modificare le macro definite dallo stile. Nello specifico tu hai usato il driver @incollection del file standard.bbx. In philosophy quel driver è ridefinito e non produce il crossref nel modo standard. In particolare mette il nome del curatore dopo il titolo della collection.
Ciao
Ivan
::Teodoro Studita” post=109484Mi dava un errore strano chiedendo di caricare una versione legacy (boh!) ma poi smanettando è andato a posto magicamente.
Devo cercare di imparare a mettere mano su queste macro… mai pensato di scrivere un “bibliography coding for dummies?”No, mai pensato niente di così masochistico 🙂
Il mio pensiero è noto (si fa per dire): bisognerebbe impiegare le proprie risorse per uniformare le bibliografie anziché usarle per implementare soluzioni bibliografiche sempre diverse.
In un mondo perfetto ci sarebbe un solo stile bibliografico; in uno quasi perfetto solo tre: un numerico, un autore-anno, un prolisso. Stop.
Scrivere una guida per comporre stili bibliografici potrebbe anche aver senso. Di fatto il mio articolo per Ars assolve in parte a questa funzione. Ma ormai è obsoleto.
Quindi io ho contraddetto il mio pensiero. Ma prometto di non farlo più. Cercherò comunque di risolvere eventuali bachi di philosophy e di fornire soluzioni a chi me le chiede (sempre che lo sappia fare).Ciao
Ivan
::
Credevo di essermi spiegato. Vediamo di far meglio.
Lo stile verbose-trad2 è composto di due file
verbose-trad2.cbx Stile per le citazioni.
verbose-trad2.bbx Stile della bibliografia. Questo file a sua volta non fa altro che richiamare lo stile
authortitle.bbxQuindi se devi modificare aspetti delle citazioni dovrai entrare nel file .cbx. Se vorrai modificare aspetti della bibliografia dovrai entrare nel file authortitle.bbx.
Questi due file si trovano rispettivamente nelle cartelle:
tex/latex/biblatex/cbx
tex/latex/biblatex/bbxNella cartella superiore
tex/latex/biblatex
trovi diversi file, ma te ne interesserà roprattutto uno:
biblatex.defÈ difficile essere più precisi perché i codici potenzialmente utili sono sparsi in più file.
Se non l’hai già fatto, potresti dare un’occhiata al mio articolo su Ars TeXnica di qualce anno fa.
Molte cose sono cambiate, ma ti dà un’idea di come fare per scrivere uno stile bibliografico.Esempio minimo compilabile? Sono curioso di vedere di che baco si tratta.
Ciao
Ivan
::Teodoro Studita” post=109402Ben ritrovati,
Due domande rapidissime
– Philosophy esiste ancora? Nel senso: Ivan ci sta ancora dietro o lo ha lasciato al suo destino? Vedo che l’ultimo aggiornamento è a maggio 2016 e se provo a usarlo si pianta tutto.
– Qual è la collocazione fisica del file dove posso trovare le bibmacro tipo`\usebibmacro{begentry}
\usebibmacro{author/translator+others}
etc..`per lo stile verbose-trad2? Devo fare delle ridefinizioni ma non trovo il materiale di partenza
Grazie!1) sì, esiste ancora, anche se non lo aggiorno da tempo. Ho provato a compilare i template a metà gennaio, dopo aver aggiornato tex live e non ho riscontrato problemi. Tuttavia, siccome le opzioni sono molte, non escludo che ci possa essere qualche baco. Quindi sarebbe meglio che mostrassi un eßmpio minimo compilabile che riproduce il problema.
2) le macro si trovano in diversi file, che trovi tutti in texmf-dist/tex/latex/biblatex-philosophy.
Alcune sono definite in biblatex.def e poi ridefinite nei vari file .bbx, .cbx. Quindi è difficile dire dove sta una macro.
Lo stile cui ti riferisci è definito nei file .bbx e .cbx nella cartella che ti ho indicato. Il .bbx rimanda authortitle.bbx, se non ricordo male, mentre il .cbx è quello che definisce precisamente lo schema di citazione.Ciao
Ivan
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Dico l’ultima e poi mi taccio. Secondo me fai un’assunzione sbagliata.
Pensi che lo studente che si aoproccia a latex scelga la guida come sceglierebbe un altro testo d’esame.
Lo studente medio non ha tempo da dedicare a nessuna delle tre guide. E non le legge.
È spaventato da latexpedia che ha 400 pagine tanto quanto lo è del l’impaziente,
in quanto non le dovrà, e probabilmente non le vorrà, leggere.
Le consulterà e basta. E a questo punto se ha una guida sola da consultare tanto meglio.Ciao
Ivan
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