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samiel” post=93307Ma hai tolto
\bibliography{bibliografia} ?
Biblatex usa biber di default ormai, non serve specificarlo
(devi invece specificare se vuoi tornare a bibtex, come ti ha segnalato OldClaudio)Non serve specificarlo tra le opzioni di biblatex, ma è necessario impostarlo nell’editor.
Ora Si scrive
`\addbibresource{bibliografia.bib}`
Non più
`
\bibliography{bibliografia}
`Ciao
Ivan
::samiel” post=93306No, con questo record
`@article{ buccellato:1960,
author = “M. Buccellato”,
title = “Linguaggio e società alle origini del pensiero filosofico greco”,
journaltitle = “Rivista critica di storia della filosofia”,
volume = “15”,
year = “1960”,
pages = “339-353 (parte \textsc{i});”,
addendum = “vol. \textsc{xvi} (1961), pp. 3-32 (parte \textsc{ii}); pp.
259-277 (parte \textsc{iii}); pp. 363-384 (parte \textsc{iv})”,
}`
risulta una virgola tra la prima parte e la seconda e il punto e virgola che ho messo io
viene ignorato; laddove io intendevo mettere punto e virgola fra tutte le varie parti, come
in quelle successive. O mi adatto a mettere tutte virgole, e allora la tua soluzione funziona
facendo in qualche misura di necessità virtù, oppure devo modificare il record.
E infatti se tento di mettere i lfamoso (famigerato) punto e virgola nell’addendum,
ovviamente risulta
«vol. xv (1960), 339-353 (parte i), ; vol. xvi (1961), pp. 3-32 (parte ii); pp.363-384 (parte iv)»
Ecco una cosa interessante: come si possono modificare singoli record dove serve?Lascia perder addendum. Metti tutto in pages.
Ciao
Ivan
::Parra” post=93298Ciao a tutti.:smile:
Sto avendo dei problemi di impaginazione con il comando \tableofcontents.
Devo far stampare un indice di capitoli indicati esclusivamente con numeri romani, per cui ho indicato nel preambolo i comandi
\renewcommand{\chaptername}{}
\renewcommand{\thechapter}{\Roman{chapter}}Quando tuttavia do il comando \tableofcontents
mi allinea i numerali sul primo carattere del primo numero romano (I). Di conseguenza, quando si arriva a “VII” e “VIII”, il numerale romano viene stampato sopra le prime lettere del titolo.:sad:Come posso fare?:roll:
Grazie.
Non è l’approccio giusto. Per modificare lo stile dell’indice devi usare il pacchetto titletoc.
Puoi leggere la documentazione contexdoc titlesec
Da Terminale o Prompt dei comandi
Ciao
Ivan
::claudio” post=93300scusate ma non capisco
per la scelta mi sono basato su
OpenDyslexic
che sono font senza grazie
e in quanto tali sono usati per migliorare la leggibilità
almeno ho capito così.Per l’obbiezione xelatex
al momento non ho tempo di approfondire il passaggio da pdflatex a xelatex
lo rimando a questa estate così al mare so come passare il tempograzie
claudioAppunto! Quel font è stato esplicitamente creato per aumentare la leggibilità per i lettori dislessici. Cito dal sito http://opendyslexic.org:
OpenDyslexic is a new open sourced font created to increase readability for readers with dyslexia.
Quando si parla di leggibilità di un testo in generale, la si intende riferita a un lettore privo di patologie specifiche.
Il fatto che un font sia più leggibile per un dislessico non implica che sia più leggibile anche per un lettore normodotato.
In base al tuo implicito ragionamento, tutti dovrebbero portare gli occhiali, perché gli occhiali migliorano la vista dei miopi 😉Ciao
Ivan
31 Marzo 2014 alle 18:50 in risposta a: Rappresentare graficamente: smartdiagra, tkiz o altro? #93714::light kira” post=93294devo rappresentare semplicemente del testo.
lo scopo è una sequenza.
considerate questa immagine (che non centra niente come argomenti). c’è una sequenza in verticale (ma forse è meglio in orizzontale nel mio caso). ci sono 4 passi e nel pirmo passo ci sono 4 passi.
serve un modo grafico per non creare “confusione” altrimenti sembra quasi un organigrammaPer una rappresentazione così semplice non mi complicherei la vita. Gli elenchi numerati della classe Beamer andranno benissimo. Se sono passi sequenziali non serve nemmeno la freccia. Per render il tutto ancora più efficace Beamer mette inoltre a disposizione parecchie soluzioni. Per esempio`\begin{enumerate}
\item<1-| alert@1> First point.
\item<2-| alert@2> Second point.
\item<3-| alert@3> Third point.
\end{enumerate}`Ciao
Ivan
::claudio” post=93293
I font arev sono sanserif. possono andare benissimo per le presentazioni via videoproiettore, ma non ti consentono di scrivere matematica rispettando le norme ISO per la matematica “applicata, che richiede espressamente font con grazie quasi dappertutto; in quella matematematica i font senza grazie hanno usi estremamente specializzati e sono vietati per qualunque altro uso.
Detto questo fai quello che credi; i Latine Modern sono di default con tre dei quattro motori di composizione del sistema TeX; per il quarto motore i Computer Modern sono di default; tra i CM e i LM le differenze riguardano prevalentemente le lettere accentate o con altri diacritici.
Quindi si parte da dai font di default e li si cambia con cognizione di causa. Se vuoi scrivere id matematica “applica” e usi i font arev, non hai sifficienti conoscenze, perché violeresti le norme; se devi scrivere di matematica “non applicata”, forse la tua potrebbe essere una buona scelta, che però io non farei mai. Voglio dire, non scriverei nessun testo di una certa lunghezza con font senza grazie come font principale; si dice che siano più faticosi da leggere in lettura continua, ma che siano più facili da leggere per brevi tratti di testo, a limite per parole isolate, per i titoli e altre cose del genere.
Sarà vero? Sarà la solita leggenda metropolitana? mah…
Resta il fatto che da più di 500 anni i font con grazie sono quelli preferiti per comporre libri, mentre i font senza grazie sono indicati epr titli, cartelli stradali, bugiardini, contratti di assicurazione, e simili testi che o non vengono letti per niente, o comunque sono brevi testi la cui lettura può essere faticosa per il contento, non per il carattere usato.Se ti orienti per caratteri con grazie e non vuoi usare i LM, allora prova i font del pacchetto fourier, o quelli del pacchetto kpfonts; non ti dico di preferirli, ma di esaminarli, poi decidi liberamente.
no non devo scrivere rispettando le norme iso devo scrivere garantendo leggibilità
Appunto! Claudio ti ha spiegato benissimo come stanno le cose. Ora sei liberissimo di usare un font senza grazie, ma sii consapevole che se non si tratta di slide ma di un testo standard, con un font senza grazie risulterà meno leggibile.
Ciao
Ivan
::samiel” post=93287Il primo metodo richiede pochi secondi, tranne un dettaglio: mettendo nel record
`@article{ buccellato:1960,
author = “M. Buccellato”,
title = “Linguaggio e società alle origini del pensiero filosofico greco”,
journaltitle = “Rivista critica di storia della filosofia”,
volume = “15”,
year = “1960”,
pages = “339-353”,
addendum = “(parte \textsc{i}); vol. \textsc{xvi} (1961), pp. 3-32 (parte
\textsc{ii}), pp. 259-277 (parte \textsc{iii}), pp. 363-384
(parte \textsc{iv})”,`
il risultato ottenuto è
`Belardi, W., Problemi di cultura linguistica nella Grecia antica, K. Libreria Ed., Roma 1972.
Buccellato, M., Linguaggio e società alle origini del pensiero filosofico greco, «Rivista critica di
storia della filosofia», vol. xv (1960), pp. 339-353, (parte i); vol. xvi (1961), pp. 3-32 (parte ii),
pp. 259-277 (parte iii), pp. 363-384 (parte iv).`
l’unica imperfezione è la virgola tra le pagine e l’indicazione della parte a proposito della parte prima,
virgola che precede scorrettamente la parentesi tonda.
Non ho idea se ci sia un sistema non troppo dispendioso per eliminarla.Dipende da dove la vuoi. Se dopo le pagine come negli altri casi, la soluzione è la stessa indicata altrove:
`pages = “p. 339-353 (parte I)”,`Ciao
Ivan
::samiel” post=93280Ed ecco l’ennesimo problema. Ho un articolo che l’autore (evidentemente senza pensare
che mezzo secolo dopo la cosa avrebbe causato dei guai con biblatex) ha pubblicato a puntate,
in due annate diverse e nella seconda annata in tre numeri diversi della rivista in questione,
benché non si tratti di un romanzo d’appendice:
`M. Buccellato, Linguaggio e società alle origini del pensiero filosofico greco,
«Rivista critica di storia della filosofia», 15(1960), pp. 339-353 (parte I); 16(1961),
pp. 3-32 (parte II), 259-277 (parte III), 363-384 (parte IV).`
Mi chiedo come si possa comporre un record unitario con biblatex
o a quale escamotage si possa ricorrere per citarlo nel migliore dei mo(n)di possibilim
Soluzione più semplice (consigliata): mettere tutto ciò che segue il primo punto e virgola nel campo addendum.
Soluzione più complicata (richiede biber): usare il meccanismo del campo related modificando il campo relatedstring, che dovrà essere vuoto.
Trovi qualche esempio nella doc di biblatex e di biblatex-philosophy. Per fare un lavoro pulito bisognerebbe comporre ciascun record completo e poi ripulire i campi superflui con \DeclareSourcemap. Altrimenti questo metodo è del tutto sprecato.Ciao
Ivan
::samiel” post=93272Considerando la nota come testo, certo, soluzione impeccabile.
E comunque, già che ci siamo, c’è modo di indicare in effetti
la pagina seguente senza intaccare il record? Perché,
appunto, mettendo nel campo [] anche sg. salta p.m
Puoi aggiungere p. a mano, non necessariamente nel campo postnote del comando di citazione ma anche direttamente nel record, nel campo pages. Mi sembra la soluzione più veloce.
La soluzione generale prevederebbe di modificare la stringa \sq, mam solo localmente per quel record.
Si può fare, credo, con biber e \DeclareSourcemap. Francamente lo troverei un lavoro inutile per questo scopo.
Ripeto, secondo me, non si tratta di un riferimento bibliografico, ma di un semplice testo riportato.Ciao
Ivan
::samiel” post=93270Quasi esaurite le richeste su più o meno improbabili situazioni bibliografiche. Uso biblatex-philosophy verbose,
ho il seguente record:
`@inbook{ schelling:1856,
author = “Friedrich Wilhelm Joseph Schelling”,
title = “Einleitung in der Philosophie der Mythologie”,
booktitle = “Sämmtliche Werke”,
volume = “3”,
part = “1”,
publisher = “Cotta”,
location = “Stuttgart und Augsburg”,
year = “1856”,
}`
e sto citando un passo di Cassirer che cita Schelling. La nota (di Cassirer, che devo riprodurre) risulta:
`F. W. J. Schelling, Einleitung in der Philosophie der Mythologie, in Sämmtliche Werke, Cotta,
Stuttgart una Augsburg 1856, vol. III, tomo 1, p. 220 sg.`
ma Cassirer cita pagina 220 sg. Ora, se aggiungo la stringa sg.e pertanto ho
`\footcite[220 sg.]{schelling:1856}`
salta p.. C’è un qualche campo da inserire nel testo per salvauardare l’originale citazione?grazie
mSoluzione semplice, e generale. Tu stai citando Cassirer e quindi avrai un record relativo a Cassirer. È lui poi che cita Schelling, ma dal tuo punto di vista, la sua citazione di Schelling è testo puro, non un (tuo) riferimento bibliografico. Se nella citazione di Cassirer c’è una nota su Schelling dovrai inserire una nota, con un indice apposito, dove riporti per esteso, ovvero manualmente, il testo della nota di Cassirer.
Ciao
Ivan
29 Marzo 2014 alle 10:03 in risposta a: Articoli di rivista con philosophy-latex: campo volnumformat #93214::samiel” post=92949Vero, nella superfretta non avevo fatto caso ai @
Allora attendiamo la versione ufficiale corretta,
intanto grazie ancoram
Disponibile da oggi su TeX Live la versione 0.9f degli stili philosophy.
Speriamo che di bachi futuri ce ne siano sempre meno, perché ho paura di rimanere senza lettere per la versione 9 😉Ciao
Ivan
::FulvioSaccoccia” post=93250Salve a tutti,
è possibile inserire delle linee verticali che separino degli ambienti minipage uno dall’altro, esattamente a metà?Testo (in minipage) | Testo (in minipage) | Testo (in minipage)
Testo (in minipage) | Testo (in minipage) | Testo (in minipage)
Testo (in minipage) | Testo (in minipage) | Testo (in minipage)
Testo (in minipage) | Testo (in minipage) | Testo (in minipage)
Testo (in minipage) | Testo (in minipage) | Testo (in minipage)Grazie
Sì, lo puoi fare in molti modi. Per esempio usando il pacchetto tikz oppure un semplice ambiente picture.
Sul primo pacchetto trovi un’ottima guida qui
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteTikZ.pdf
Sull’ambiente picture dai un’occhiata nella Guida GuIT, nella sezione documentazione del forum.
Tuttavia è molto probabile che ci sia una soluzione già pronta per quello che ti serve.
Se ci chiarisci un po’ meglio di che si tratta, magari te la possiamo indicare.Ciao
Ivan
::illinguista1972″ post=93239A cavallo tra pagina 4 e 5 dell’Introduzione a XeLaTeX di Enrico, che con l’occasione saluto :-), si legge:
Sui sistemi Mac OS X si installi la distribuzione MacTeX che però ha bisogno di un’operazione supplementare. Nel Finder si aprano due finestre e con il menù ‘Go to Folder…’ si vada in [tt]/Library/Fonts[/tt] in una e in [tt]/usr/local/texlive/2010/texmf-dist/fonts/opentype[/tt] nell’altra. Nella seconda finestra vedremo alcune cartelle; si copino tutte le sottocartelle di queste nella prima finestra, trascinandole tenendo premuto il tasto ‘Alt’, omettendo le cartelle chiamate ‘lm’ e ‘tex-gyre’ se, durante l’installazione di MacTeX si sono già installati i font Latin Modern e TeX Gyre.
Ripetere la procedura con la cartella [tt]/usr/local/texlive/2010/texmf-dist/fonts/truetype[/tt], perché XeLaTeX può usare anche questi font, evitando di sostituire qualcosa di già presente (con la TeX Live 2010 è il caso di Asana Math).Bene, manovra a parte, che sono in grado di fare, chiedo lumi sulle parti in nero. Come faccio a sapere se ho già installato i Latin Modern e i TeX Gyre? Come faccio a sapere se ho qualcosa di già presente? Semplicemente controllando con gli occhi oppure ci sono comandi particolari da dare?
Segnalo, inoltre, che TeXShop ora capisce anche la riga magica [tt]% !TEX program = [/tt] senza dover mettere [tt]TS-[/tt], ma non credo che l’autore della guida vorrà precisarlo.
Ciao
TommasoIn pratica devi confrontare i font che trovi in Libro Font
con quelli che ci sono nelle due cartelle indicate (…/truetype e …/opentype)
Dubito che esista un automatismo per fare questo controllo.
E mi par di capire che a seconda della versione di MacTeX
cambino anche i font installati sul sistema.Ciao
Ivan
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