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Beh sinceramente la ho letta e la sto rileggendo, non avrei scritto se avessi trovato la soluzione.
Pag. 3 di “Hypertext marks in LaTeX: a manual for hyperref”
Other options control the appearance of links, and give extra control over PDF output. For example, colorlinks, as its name well implies, colors the links instead of using boxes; this is the option used in this document.
Pag. 6
colorlinks (boolean). Colors the text of links and anchors. The colors chosen depend on the the type of link. At present the only types of link distinguished are citations, page references, URLs, local file references, and other links.
Pag. 7
citebordercolor RGB color 0 1 0 The color of the box around citations
filebordercolor RGB color 0 .5 .5 The color of the box around links to files
linkbordercolor RGB color 1 0 0 The color of the box around normal links
menubordercolor RGB color 1 0 0 The color of the box around Acrobat menu links
pagebordercolor RGB color 1 1 0 The color of the box around links to pages
urlbordercolor RGB color 0 1 1 The color of the box around links to URLs::Sbaglio? Perché da quello che scrivi, pare che ci sia una grossa differenza tra T1 e OT1, mentre a me non risulta…
Credo che su sistemi Win e Mac quando chiami in causa l’encoding T1 usando i font di default (ovvero CM), vengono utilizzati in automatico super-CM. Questo è almeno quello che ho capito io.
::Eccellente idea, Lapo. Tuttavia, realizzare una classe ad hoc presenta difficoltà TeXniche che vanno al di là delle mie capacità, per cui passo la mano…
Non credere che servano capacità particolari. Una classe, tranne casi particolari, non è altro che un preambolo a cui si dà il nome .cls. I pacchetti vanno chiamati con il comando requirepackage, anziché usepackage ma per il resto non ci sono grosse differenze. In questo caso si tratterebbe di prendere la classe esistente e di fare le modifiche necessarie per l’italiano anziché lasciarle nel preambolo.
::Non sono propriamente un neofita di LaTeX ed ho già modificato i file di ClassicThesis in modo che tutto coincida con quello che volevo (più o meno), gli unici due problemi che mi rimangono da risolvere sono la Bibliografia e la grandezza della Pagina.
Quanto alla bibliografia, non ho avuto grossi problemi. Ho usato le impostazioni di default, eliminando l’opzione numbers di natbib, usando un mio stile bibliografico personalizzato e facendo una correzione -suggerita da Enrico in un altro topic- per avere il risultato in italiano.
Ciao,
L.P.S. Anch’io ho modificato “a mano” i file di ClassicThesis per avere un risultato “personalizzato”, ma questa non è una buona prassi. L’ideale sarebbe avere un pacchetto con diverse opzioni
`\usepackage[…]{classicthesis}`
e l’interfaccia tra l’utente e Classic Thesis dovrebbe -idealmente!- consistere esclusivamente nella scelta delle diverse opzioni del pacchetto. Comunque non mi lamento: lo stile è talmente buono… 😉Perché non rilasciate una versione italiana dello stile? Magari potrebbe nascere una nuova classe. Sarebbe un bel contributo di GuIT alla comunità LaTeX italiana.
::Non imputo agli ingegneri nulla di terribile, a parte la tendenza a raddrizzare ciò che naturalmente deve essere storto (le d dei differenziali, le i degli immaginari e così via), quando cercano di imporla anche a chi non è disposto a sottomettersi. 😀
Purtroppo è vero. Mi è stato chiesto più volte come fare per raddrizzare le d sia nelle derivate che negli integrali. La trovo una consuetudine terribile e non riesco a capire da cosa nasca.
::Mentre quando dici di modificare il file .bbl che creo dal file .bib cosa intendi? Potresti spiegarmi meglio sono alle prime armi con latex e non mi è tutto chiarissimo, cioè modificare in che modo?
Dopo aver prodotto il file .bib, lo compili con BiBTeX e ottieni un .bbl. Questo è il file che contiene la tua bibliografia formattata in base al file di stile che stai usando (.bst). Quello che suggerivo è aprire il file .bbl e modificarlo a mano, poi lo salvi e compili con LaTeX. Questo metodo può andare bene solo se non modifichi più il .bib perché, se ricompilassi con BiBTeX, perderesti le modifiche introdotte a mano. Come ho già detto, è un metodo molto brutto e prima proverei a cercare soluzioni migliori (che però al momento non mi vengono in mente).
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